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venerdì, novembre 29, 2024

La finta emergenza del "patriarcato" e i suoi veri scopi

 Di recente c'è stata la Giornata contro la violenza sulle donne. Sensibilizzare su questo problema è importante, e di questo problema ho parlato anni fa in questo Post.

Il problema della violenza sulle donne, esiste, e va combattuto. Quello che non esiste è la categoria del "patriarcato" concetto decisamente superato sul piano storico, e che viene usato a pene di segugio non soltanto dalle rappresentanti del femminismo più estremo (per la grandissima parte lesbiche fanatche che odiano gli uomini a prescindere) ma anche da certi omaruncoli "di sinistra" che ragionano a slogan.

Secondo il dizionario della lingua italiana il Patriarcato è organizzazione familiare in cui l’individuo più anziano di sesso maschile è a capo della famiglia, detiene l’autorità e la proprietà e in cui la trasmissione di beni e diritti avviene secondo la linea maschile. Questo potere dovrebbe essere assoluto, altrimenti non potrebbe definirsi tale. In realtà anche nella società patriarcale la donna aveva il suo regno, rappresentato dalla cura della casa e dalla educazione dei figli. 

Il Patriarcato è, quindi, una forma sociale e famigliare della società contadina, e ovviamente con l'arrivo della società industriale e postindustriale, è inevitabilmente andato in crisi per poi sparire. Non solo non esiste più la famiglia patriarcale, ma ormai non esiste più o quasi la famiglia. Questo almeno fra i nativi italiani ed europei, lo stesso non si può dire,  o almeno non sempre, di persone provenienti da altri paesi, in particolare quelle di cultura islamica.

Le donne che hanno posizioni di potere sono tantissime, dalla Meloni alla Schlein, alla Von der Leyen alla Lagarde, alla Harris alla Clinton più le varie leader dei paesini dell'Est al servizio dell'imperialismo americano. Per non parlare di donne di affari, celebrità ed influencer, come Chiara Ferragni, o Madonna ad esempio. L'esistenza di questa società patriarcale è quindi, allo stato attuale dei fatti, un puro MITO.

Per dimostrare l'esistenza del Patriarcato (che viene confuso con il maschilismo, che esiste, come esiste appunto il femminismo, e sono estremismi da rifiutare) si tira in ballo gli omicidi di donne, chiamati "femminicidi" affermando che ci sarebbe una emergenza (e ti pareva...)

Già qua siamo di fronte ad una mistificazione, poiché i femminicidi sono solo gli omicidi di donne perpetrati per ragioni esclusivamente di "genere" ovvero in sostanza gelosia. andrebbero esclusi quindi i delitti economici,compresi quelli in ambito famigliare (se avveleno mia sorella per prendermi l'eredità non è un femminicidio) ma anche i casi di suicidio/omicidio, o in cui viene ucciso tutto il nucleo famigliare.

Gli omicidi in Italia sono in calo da anni,  sia quelli con vittime uomini, sia con vittime donne

La mortalità per omicidio (non femminicidio) tra le donne è di 0,26 su 100.000. perlopiù donne anziane sopra i 65anni

Le studentesse della facoltà romana de "La sapienza" (che io rinominerei l'Ignoranza) che hanno manifestato lo scorso anno con lo striscione "vorremmo non morire prima di laurearci" hanno più o meno le stesse probabilità di morire per un fulmine che per un "femminicidio" (20 morti all'anno, senza discriminazioni).

Vediamo però i dati dell'ISTAT in riferimento al 2023

Nel 2023 si sono verificati 334 omicidi (+3,7% rispetto al 2022): 117 donne e 217 uomini. L’aumento ha riguardato soltanto le vittime di sesso maschile (+10,7% rispetto al 2022), mentre le donne uccise sono diminuite (-7,1%).
Nell’ultimo anno sono aumentati di un punto percentuale i casi in cui è noto l’autore dell’omicidio (dall’88,5% all’89,5%). Nei casi in cui si è scoperto l’autore, l’88,9% delle donne e l’80,6% degli uomini sono vittime di un omicida uomo.
Le vittime sono in prevalenza cittadini italiani (74%), per il 26% stranieri. 
Il 94,3% delle donne italiane è vittima di italiani, il 43,8% delle donne straniere di propri connazionali.
Sono 63 le donne uccise da un partner o un ex partner, quasi tutti (61) sono uomini. A livello europeo nel 2022 l’Italia ha il tasso di omicidi più basso.

Il primo paragrafo smentisce il fatto che esista una emergenza, visto che i casi sono in calo rispetto all'anno precedente, al contrario degli uomini.

Nel secondo paragrafo si dice che gli assassini sono quasi sempre uomini ma questi ammazzano senza discriminare sia persone del loro genere che dell'altro genere, Tra l'altro se l'80,6% per cento degli uomini sono vittime di altri uomini, significa che il 20% quasi è ucciso da una donna. Si tratta di circa 40 casi all'anno. Ovvero molto vicino al reale numero di vittime reali di femminicidio, stimato fra i 40 ed i 70 all'anno.

Infine si chiude dicendo che a  livello europeo nel 2022 l’Italia ha il tasso di omicidi più basso.

Quindi sulla base di questi dati, possiamo affermare che in Italia vi sia il Patriarcato che si esprime attraverso un aumento dei casi di femminicidio a tale livello di poter rappresentare una emergenza su cui intervenire come priorità, come affermato da taluni politicanti e giornalisti?

Ad ognuno la sua risposta, per me direi proprio di no.

Siamo di fronte alla solita finta emergenza, agitata per distrarre dai veri problemi (Pace, lavoro, dignità sociale e sicurezza), per dividere la società in false contrapposizioni distruggendo il tessuto sociale e la solidarietà di classe, che è poi la metodologia di governo della tecnocrazia, che sta imponendo la sua dittatura "liquida" in tutto l'Occidente.


sabato, novembre 25, 2023

Elena Cecchettin la Greta del Patriarcato


 La  tragica vicenda di Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato, ha dato la stura ad una assurda e ignobile gazzarra mediatica, che vede al centro la sorella Elena, una ragazzina come tante, che si divertiva fino a ieri a pubblicare foto di dubbio buon gusto in abiti dark, con riferimenti abbastanza inquietanti a satanismo e omicidi.
Questa ragazza ha pronunciato una frase, seguita poi da altre esternazioni, di una banalità e stupidità sconcertante. Secondo lei, il presunto assassino di sua sorella (scrivo presunto perché siamo in uno stato di diritto e perché stanno emergendo novità dalla inchiesta) sarebbe il portatore sano (?) di una mitica società patriarcale “intrisa della cultura dello stupro”
E ancora tutti gli uomini, anche chi non ha torto un capello a nessuna donna, dovrebbero chiedere scusa in quanto comuqnue qualche volta, anche solo col pensiero, avrebbero mancato di rispetto, quindi sono in qualche modo “Moralmente responsabili” o mandanti morali (??)
Il tutto condito con l’invito a “bruciare tutto” in nome della sorella martirizzata
Si tratta evidentemente di farneticazioni di una ragazza che, travolta da un evento tragico, fuori dal suo controllo, e probabilmente anche dal senso di colpa per non aver saputo o potuto salvare la sorella, scarica sulla società e sugli altri il proprio carico di respnsabilità individuali, del tutto comprensibilmente sul piano umano.
I Media, soprattutto quelli di “sinistra” si sono gettati subito come lupi famelici sul nuovo personaggio offerto loro e hanno creato una specie di “Greta Thunberg” del patriarcato, un personaggio con le stesse caratteristiche della “attivista svedese”. Incompetenza della materia di cui si parla, arroganza, presunzione, sesso di appartenenza femminile, esistenza più o meno evidenti segni di disagio psicologico, utilizzo di una retorica volta a polarizzare l’opinone pubblica dividendola in due, i buoni, quelli che si rendono conto della urgenza del problema e della necessità di un intervento per quanto inutile, e i cattivi, presto definiti “negazionisti”ovvero chi invece vuole ragionare su dati, fatti e soluzioni reali, insomma chi non manda il cervello all’ammasso e vuole capire e ragionare con la propria testa.
Ora cerchiamo di chiarire che la storia del “patriarcato” è una sciocchezza. Il patriarcato è stato un sistema sociale di organizzazione della famiglia in cui questa ruotava attorno alla figura del Pater familias, che sovente era il nonno, appunto il patriarca del gruppo: in questo sistema al Patriarca spettava il compito di vegliare sulla famiglia ed i propri componenti, in società molto meno complesse di quelle attuale. Peraltro era il Padre che portava a casa i soldi per la famiglia, mentre alla madre era affidata la cura della casa e l’educazione dei figli, cose non meno importanti. Questa organizzazione, con i suoi pregi e difetti, è andata sfaldandosi rapidamente con l’avanzare della rivoluzione industriale prima e post industriale dopo. Le donne hanno iniziato a lavorare, hanno avuto (giustamente) accesso a ruoli sempre più importanti e di vertice, a carriere in settori strategici (politica compresa). Non si sa dove sarebbe questo “patriarcato”.
In quanto alla cultura dello stupro non si sa cosa sia nè da cosa deriverebbe questa “cultura dello strupro” ma non ha nulla a che vedere con il Patriarcato. Anzi, in molti Stati degli USA lo stupro veniva punito con la pena di morte (vedi il bellissimo “il buio oltre la siepe, ambientato negli anni 30 che tocca anche il problema razziale”)
In realtà è proprio la crisi della famiglia patriarcale che ha aperto la strada ad una sorta di dissoluzione della famiglia, spesso composta da una sola persona (che non è una famiglia) o da unioni di scarsa durata e senza il cemento dei figli. Ed è da questo Humus culturale che nascono molti episodi di violenza di oggi, episodi che vedono protagonisti giovani della generazione Z, abituati a “socializzare” via social attraverso siti come Tik Tok o Onlyfans, social che diffondono modelli di comportamento bizzarro, esibizionistico, narcisistico e spesso anche pornografico e violento
Che poi tutti gli uomini debbano essere considerati “mandanti morali” di qualsivoglia omicidio o violenza è una stupidaggine colossale, non solo perché va contro alla base del diritto, ed é un’idea stile Israele, puniamo tutti i palestinesi per colpire Hamas, ma perchP allora bisognerebbe considerare tutte le donne colpevoli degli infanticidi, delle uccisioni delle altre donne, ed infine delle uccisioni di mariti o fidanzati (esistono anche queste, ebbene sì)
Il problema della violenza degli uomini sulle donne esiste, ma andrebbe affrontato in modo serio e non speculativo, da persone competenti sulla base di dati e fatti. Dati che indicano come in Italia non esista una “emergenza femminicidi”
I femminicidi (che sono commessi anche da donne lo ribadiamo) sono in calo, come tutti gli omicidi (e per lo più sono gli uomini a venire ammazzati). L’Italia è uno dei paesi con meno violenze domestiche e meno omicidi in Europa( 0,38 su 100.000), circa la metà dei paesi che vengono considerati molto rispettosi della donne come la Svezia, dove c’è l’educazione sessuale nelle scuole.
Andrebbe riconosciuto che il problema è la natura umana, e che quindi bisogna cercare di   “addomesticare” o educare, ma sapendo che solo una struttura sociale forte può contenerla (contenerla, non eliminarla) ed è invece proprio quello che le elites dominanti e i loro servitori nei media e nelle istituzioni stanno gradatamente distruggendo sostituendolo con i diritti, ovvero i capricci individuali, creando una sempre più forte anomia sociale dalla quale nascono omicidi, violenza e stupri.


sabato, maggio 07, 2022

Ucraina: il pensiero unico e la guerra

Per prima cosa definiamo il concetto  di Pensiero Unico : pensiero unico è quando su un dato argomento, viene data una sola interpretazione a cui le persone che informano, discutono, parlano su o attorno a quel dato argomento devono obbligatoriamente attenersi, pena la messa in discussione del loro diritto a discutere parlare e informare su quel dato argomento.

Il caso più eclatante negli ultimi anni di pensiero unico è quello del "cambiamento climatico" ovvero la teoria che l'uomo possa cambiare il clima a suo piacere emettendo un gas serra discutibilmente efficace come l'anidride carbonica, decretando nientepopò di meno la salvezza o la fine del pianeta. Nonostante la gran parte degli scienziati e degli studi scientifici, metta in discussione questa teoria, e nonostante le centinaia di previsioni fatte da 40 anni a questa parte, spesso  da parte di personaggi che nulla hanno a che fare con la scienza e tantomeno con la scienza del clima, siano state smentite o addirittura ribaltate (ne ricordo una, la desertificazione del pianeta, smentita dalla Nasa, ilpianeta è del 15% più verde di 40 anni fa) è praticamente vietato metterla in dubbio pubblicamente, e i giganti del Web censurano e multano chiunque, scienziati compresi, osi sfidare il pensiero unico sul CLima:

Pensieri unici o che vorrebbero imporsi come tali ne abbiamo tanti, dall'alimentazione "sana e corretta" ai vaccini "efficaci e sicuri al 100%,  alla "lotta al razzismo" all'ecologismo, il gender e quant'altro.

La guerra poi, è da sempre l'argomento su cui il pensiero unico raggunge il massimo, per ovvie ragioni. C'è un nemico da una parte e poi ci siamo noi, gli aggrediti, oppure gli aggressori che però non si riconoscono tali perché quelli di là sono comunque peggio di noi, che siamo buoni, democratici, abbiamo la "libertà di informazione " (basta non usarla e l'abbiamo, tranquilli...) e comunque noi siamo noi e gli altri non sono un beato ca..... (tranne i nostri padroni a stelle e striscie, quelli sono grandi, grossi e benefattori).

Il pensiero unico ricorre a delle semplificazioni della realtà, semplificazioni che non sono altro che il ribaltamento della realtà. Perchè la menzogna  diventi verità deve essere enorme, indiscutibile e definitiva.

Quindi la guerra in Ucraina non è iniziata con degli eventi che hanno portato alla invasione od operazione militare  della Russia nel territorio ucraino, ma è iniziata il 24 febbraio. Prima di allora in Ucraina c'era una democrazia ideale, gli uccellini volavano e cinguettavano e tutti erano liberi e felici, salvo alcuni cattivoni separatisti nel DOnbass che non ci stavano a farsi massacrare, scusate, non accettavano questa "grande bellezza".

Perciò chi osa dire che le cose non stanno così e non estrapola dal contesto, cosa pericolosissima perché pone dei dubbi, cosa vietatissima dal pensiero unico, viene zittito dicendo che "i russi sono gli invasori" ma perché i russi abbiano invaso non si deve sapere.

Nel pensiero unico i buoni devono essere per forza da una parte, ed i cattivi dall'altra, tutti i cattivi, nessuno escluso. Da ciò la negazione della presenza di milizie naziste nelle forze armate ucraine, questione che gli addetti al bispensiero fanno però fatica a negare: perciò si passa dal dire che non ci sono nazisti, poi che ci sono ma sono pochi, poi che hanno ricoperto cariche importanti, ma adesso non più, poi che sì ci sono hanno ricoperto cariche importanti e ci sono milizie naziste ma adesso non lo sono più. Tuttavia dal momento che ormai il battaglione Azov si sa che è composto da nazisti, ecco che il capo del battaglione Azov viene definito "Marines ucraino".

Siccome questo non basta, si mistifica chiamando "resistenza di un popolo contro le truppe dell'invasore, riesumando la retorica ormai dismessa da anni sulla guerra partigiana italiana, riciclata per l'occasione per definire "resistenza "non quella popolare contro il nazifascismo, ma quella di truppe regolari di uno stato che ha violato per anni accordi di pace (gli accordi di Minsk) che ha commesso crimini di guerra (nel Donbass) e di pace (la strage di Odessa) e nelle cui fila militano addirittura dei nazisti, dei mercenari, persino di estrazione musulmana (jihadisti), Quindi non di resistenza si tratta, ma semplice conflitto, e come tale andrebbe chiamato e descritto. (notasi che il termine resilienza con il quale ci hanno massacrato i maroni per anni per sostituire resistenza è di colpo finito nel dimenticatoio)

Dal momento che i buoni stanno tutti da una parte ed i cattivi dall'altra, ecco che i crimini di guerra possono essere  imputati senza ulteriore approfondimento solo ad una parte e non all'altra, anche se un missile che viene usato esclusivamente dagli Ucraini non può altro che essere lanciato dagli Ucraini, anche se una donna torturata e uccisa con l'incisione di una svastica sul corpo non può altro che essere compiuto dai "diversamente antinazisti" ucraini.

La narrazione traballa di fronte a quello che raccontano dal fronte gli inviati e i reporter, che vedono e documentano che le fosse comuni non esistono a Mariupol, e come gli abitanti di Mariupol compattamente denunciano il comportamento delle truppe ucraine, ed ecco che "der Spiegel" e altri giornali censurano queste dichiarazioni e queste testimonianze"

Ancora, quando un ospite parla in televisione, la prima cosa che deve dire è "condanno l'aggressione russa". Giusto, forse doveroso. Ma avete mai sentito durante le innumerevoli aggressioni di USA e nato sentire le stesse parole? Condanno la aggressione Americana? Anzi per prima cosa bisognava dire "condanno Saddam o milosevic oetc etc"

Difatti la frase che ci viene propinata nella sua interezza è "Questa volta le cose sono chiare c'è un aggressore ed un aggredito" Perché le altre volte invece non era chiaro, per caso?

No, le altre volte vi erano le spiegazioni, seppure raffazzonate e basate naturalmente su bufale e patacche varie, dalla "pulizia etnica del Kosovo " alle "armi di distruzione di massa" di Saddam. Tanto per essere chiari né l'una nè l'altra sono mai state provate minimamente. Insomma l'aggressore aveva delle buone ragioni, umanitarie per fare ciò che faceva, adesso solo la "pazzia" di un dittatore, eletto comunque in libere elezioni, fino a prova contraria, certamente non un campione di democrazia, forse capace anche di brogli elettorali  ma non è che ci siano tanti campioni in questa specialità, non Biden, eletto in elezioni dove la somma dei voti espressi è risultata superiore alla somma degli aventi diritto al voto. Un vero miracolo!

E la differenza fra i civili ammazzati nei precedenti conflitti, che erano "danni collaterali" noiose statistiche da liquidare con una alzata di spalle e la cinica constatazione che "così sono le guerre, ma tanto megli 0morti che sotto X, Y Z" con i civili uccisi oggi?. Adesso si contano addirittura i feriti e si inventano morti che non ci sono, pur di demonizzare il nemico e muovere a compassione e commozione a comando (un crimine contro l'umanità anche questo) il pubblico dei beoti e degli ingenui, che seppure in netta diminuzione (e almeno questa è una buona notizia)

In questo contesto si colloca anche la idiozia di un Saviano, che pubblica una foto di un ragazzino gravemente ferito nel 2015 nel Donbass con il tweet "ecco la guerra di Putin" mentre quella indicherebbe maggiormente la qualità della "democrazia" ucraina.  Ovviamente il Nostro, che si crede un padre eterno (caratteristica comune ai molti addetti al bispensiero unico) liquida la figura barbina con un "non fa differenza" E dal suo punto di vista ha ragione: se tutto è colpa di Putin, quindi quella non è vittima della politica di discriminazione ucraina, che in quanto "buoni" non possono aver fatto se non di malavoglia, ma colpa di Putin o di qualche suo servitore che non ha piegato ossequiosamente la testa. Forse del bambino stesso, chissà...

Quindi la direttiva è questa: semplificare, demonizzare, inserire in una cornice di riferimeno atta a provare la tesi che deve essere inculcata nella testa delle persone, impedire di mettere in discussione la stessa cornice sia con il ragionamento ( da qui l'odio verso Orsini, persona molto preparata e difficile da mettere in difficoltà sul piano della logica e delle informazioni) sia con il racconto dei fatti (ed ecco le botte da orbi riservate Giorgio Bianchi, Sara Reginella, o le censure per Vezzosi, Biloslavo, per non parlare di Rangeloni decisamente off limits)

A noi quello di fermare in questo ambito e in tutti gli altri questa slavina verso nuove forme di totalitarismo, che ricordiamoci, inizia sempre nell'ambito delle idee per poi trasferirsi in quello della legge e della politica.


venerdì, marzo 22, 2019

Global Climate Strikes ovvero come l'inferno sia lastricato di buone intenzioni

Venerdì 15 marzo 2019 è stato il giorno di una grande (ma non troppo) iniziativa a livello mondiale (del nord nel mondo) che ha visto la partecipazione di molti giovani e giovanissimi studenti (e ovviamente professori che li hanno portati) mobilitati per convincere i governi (come se ce ne fosse bisogno) di fermare il riscaldamento globale, che secondo la narrativa dei mass-media, prontamente fatta propria da tutti questi giovani "ribelli antisistema, provocherebbe la fine del mondo con scenari apocalittici tanto spaventosi quanto improbabili.
Il tutto puzza fin troppo da lontano di "media event" cioè uno di quegli eventi che accadono perché i media hanno deciso che accadano. Ed in effetti un giornale come "la Repubblica" da sempre in prima linea sia nel creare eventi, sia nella propaganda della teoria del riscaldamento globale, ha parlato per 4 giorni di seguito di questo evento.
Se partiamo dalla leader di questo movimento capiamo che siamo di fronte ad una immagine vincente scelta apposta per creare consenso attorno a questo movimento virtuale.  Si tratta di una ragazzina di 16 anni, poco più che una bambina, tale Greta Turnberg, figlia della buona borghesia svedese (sua madre pare sia una cantante lirica che ha appena pubblicato un libro).  Insomma non è una ragazzina di qualche paese in via di sviluppo, che lavora in una fabbrica del Pakistan per 10 ore al giorno, o uno dei ragazzini ridotti in schiavitù che estraggono il coltan che troviamo poi nei cellulari e PC che usiamo e che usano anche Greta ed i suoi amici che "vogliono salvare il pianeta".
Ovviamente quindi Greta fa parte del mondo occidentale, il mondo privilegiato. Ed è ovvio perché è questa parte del mondo che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato, quale governo debba governare  quel dato paese, cosa quel dato paese debba produrre, ed ovviamente anche come lo debba produrre.  Ma di questo parleremo più avanti-
Ora, perché scegliere una ragazza così giovane e non una laureata non so in geologia, o una giovane climatologa? Semplice: un po' perché probabilmente una giovane laureata non sarebbe così propensa a credere in affermazioni non provate e facilone, e poi perché il messaggio che deve passare  è che i giovani e magari anche i bambini ci chiedono di salvare il mondo. Un messaggio semplice, diretto, e a cui non si può dire di no. Quale sarebbe il mostro che può dire di no ad un bambino che piange e chiede aiuto? Saresti quindi un mostro, un "negazionista" come quelli che negano l'esistenza dei campi di concentramento. (che però sono accaduti realmente, mentre i cambiamenti nel futuro non sono accaduti, quindi non neghi un fatto accaduto, ma un fatto che non è accaduto, il che si chiama semplicemente realismo).
Si tratta evidentemente di una operazione di marketing ideologico/politico motivato da alcune ragioni che poi non sono così "pure" come si può pensare. Vediamo il perché proprio ora, e non 10 o 20 anni fa sia venuto fuori questo movimento.
Apparentemente tutto nascerebbe dal fatto che l'IPCC ha prodotto un documento in cui si afferma che "rimangono solo 12 anni per agire, poi la situazione sarà irreversibile". Tipi di proclami del genere sono stti fatti decine, forse addirittura centinaia di volte già venti o trenta anni fa. E ovviamente non è successo niente di quel che era stato previsto. In realta l'IPCC non prevede la fine del mondo, ma solo l'aumento della possibilità che vi sia un maggior numero di eventi meteo estremi (cosa che per il momento non è accaduta) che vi sia un aumento della siccità in alcune parti del pianeta e che vi sia un maggior aumento del livello del mare (passando dagli attuali 8 cm per secolo a 50-60 cm). Insomma niente di catastrofico, e tutto da verificare, dal momento che si tratta solo di teorie, ipotesi, supposizioni ma niente di concreto.
Tanto è vero che un terzo degli scienziati dell'IPCC stesso si è dissociato dal documento. Una vera sberla, ma la sberla più grossa è arrivata durante l'ultimo congresso sul clima tenuto in Polonia, dove una scienziata ha detto chiaro e tondo "dobbiamo smetterla di pensare che il Co2 sia come un termostato che regola il clima come dentro una stanza". In sostanza ha detto che la teoria del AGW o riscaldamento globale che dir si voglia è scientificamente errata. Difatti quella riunione si è risolta in un bel niente. Di fronte a questo flop ed al fatto che sempre più scienziati stanno abbracciando lo scetticismo a vari livelli, dall'assoluto al relativo, è evidente che era necessario qualcosa che rilanciasse l'azione politica, che poi vuol dire distribuzione di risorse ed investimenti del settore pubblico e privato verso le fonti di energia "pulita e sostenibile" anche se poi non è del tutto pulita e sostenibile neppure quella. Per fare un esempio il governo Gentiloni ha predestinato investimenti per questo tipo di energia per più di 300 miliardi di euro (altro che reddito di cittadinanza!). Una cifra notevole che forse i cittadini non sarebbero tanto contenti di spendere se non ci fosse di mezzo il nobile proposito di "salvare il pianeta". Dal momento che nelle prossime elezioni europee si prospetta la vittoria dei "sovranisti" che io chiamerei nazionalisti, ecco la necessità di rafforzare quei partiti, segnatamente i partiti verdi, che invece perorano la causa della "green economy"-
A questo punto ci sarà chi dirà: ma non stai parlando del fatto che il Co2 produca il riscaldamento globale ed è questo il punto al centro delle manifestazioni. Parliamone allora: facciamo finta di credere che solo il Co2 sia il regolatore del clima, anche se molti scienziati non lo credono: bene il Co2 o anididride carbonica rappresenta 4 parti su 10.000 dell'atmosfera. Di questo solo una percentuale stimata attorno al 4-5% (ma c'è chi dice meno) sarebbe opera dell'uomo. Non ci vuole un matematico per capire che l'impatto, ammesso che ci sia, di questo modesta perentuale è irrisorio: Insomma, anche a tagliare tutte le emissioni di Co2 le temperature continuerebbero ad aumentare nella stessa misura, o appena appena meno.
Il problema che tagliare tutte le emissioni di Co2 al momento equivarrebbe ad un suicidio economico, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, che al momento sono proprio quelli che producono più emissioni, mentre Europa ed USA le hanno limitate da tempo.
Quindi la proposta di Greta, se messa in pratica, non servirebbe a "salvare il mondo" ma forse potrebbe persino renderlo peggiore di quel che è.
E poi, diciamo la verità, ma siamo sicuri che Co2 e caldo facciano male all'uomo e al pianeta?
Se consideriamo che la produzione agricola negli ultimi 30-40 anni non ha fatto altro che crescere, si direbbe proprio di no. all'inizio degli anni 70 la popolazione era po comen di 5 miliardi, e di questi almeno 1 miliardo e mezzo soffriva di denutrizione, pari ad un terzo. Oggi la popolazione ha superato i 7 miliardi ed il numero di chi soffre la fame è sotto al miliardo, attorno agli 800 milioni. Una delle notizie che non avrete sentito è che ben lungi da verificarsi deforestazione e desertificazione, invece sono aumentate le aree verdi del mondo, soprattutto nell'emisfero nord. D'altro canto sappiamo che le uomini, flora e fauna abbondano nei posti caldi o temperati, scarseggiano in quelli freddi e non ci sono in quelli ghiacciati.
Che quindi più caldo significhi più fame è semplicemente falso.
Una'altro degli argomenti su cui si fa leva è quello dei cosidetti "eventi meteo estremi" che sarebbero in aumento provocati dai cambiamenti climatici. E' un argomento che fa presa sulla popolazione per la semplice ragione che oggi un tornado in America, Giappone o persino Africa viene conosciuto da tutti, mentre un tempo nessuno se ne preoccupava. E' quindi facile per allarmisti e catastrofisti dare la puntuale spiegazione che è tutta colpa dei cambiamenti climatici. Se verifichiamo se però è vero che questi eventi sono in aumento e se è vero che vi siano più vittime la risposta è però sorprendente.




Inquesta immagine vediamo che, mentre il numero di morti per eventi non legati al clima (ovvero terremoti, attività vulcanica, tsunami) è rimasta per lo più costante, quella relativa ad alluvioni, siccità ed altro sia crollata dalle quasi 500.000 annue degli anni 20 fino alle 50.000 degli anni 80, scendendo ancora un po' successivamente. Insomma attualmente le morti sono un decimo di quelle di un tempo. Questo a fronte di un aumento enorme di popolazione. Certamente vi è una maggiore prevenzione, ma di certo le morti per il meteo estremo sono crollate.

Questo secondo grafico mostra i tornado negli Stati Uniti d'America, e surprise surprise, mostra come non solo non vi siano stati aumenti dagli anni 50 ad oggi, ma mostra un netto calo, addirittura nessun tornado nel 2018 !
Quindi anche questo secondo argomento mi pare che non regga all'analisi dei fatti, e sia invalido.
E' noto infine come tutte le previsioni sulle temperature siano risultate decisamente esagerate, e a questo proposito, diversi scienziati intervistati hanno ammesso che si tratta di modelli elaborati da computer su ipotesi che sono da verificare e che il clima è" imprevedibile". 

Infine questa ultima immagine mostra chiaramente come questa in cui viviamo sia in realtà una delle era più fredde degli ultimi 10.000 anni, più calda solo dell'era che ci ha preceduto, che peraltro è stata chiamata "piccola era glaciale". Sotto viene mostrato l'andamento del Co2, e come si nota solo nella nostra era vi è associazione.
Insomma, realmente, di cosa stiamo discutendo, e per cosa realmente si è manifestato?
Posso capire che probabilmente i giovani volessero porre l'attenzione anche su altri fattori, come l'inquinamento, o la distruzione delle forste pluviali, cose che invece sono problemi seri, e ne sia venuto fuori un po' una macedonia di motivazioni,  E attenzione, non dico che non sia un bene che almeno una parte dei giovani sia interessato a cose diverse dal rap o dal proprio cellulare.
Però prima di prendere posizione su un dato problema bisognerebbe approfondire e non limitarsi alla facciata, pena i lrischio di farsi strumentalizzare o di imbarcarsi in lotte contro i mulini a vento.
Forse bisognerebbe proprio ripartire dal proprio cellulare e da come viene prodotto per poter poi capire altre cose.
Va ricordato, infine, che nel mondo esistono tanti arsenali atomici e armi di distruzione di massa da poter distruggere il pianeta almeno 4 volte. Magari per chi aspira a vincere il Premio Nobel per la pace questo dovrebbe essere un argomento più importante.


sabato, maggio 23, 2009

Una risposta a Cometa



Cometa nel suo blog tocca un tema interessante: quello del rapporto fra ateismo e spiritualità, uno scritto alquanto complesso a cui ho voluto dare una risposta per esteso qui, almeno per quanto riguarda dei punti del suo discorso che trovo alquanto controversi od opinabili.
dopo aver detto che si trova bene a discutere con persone non di fede, o atei (e perché non si dovrebbe) Cometa scrive

Quello che non posso condividere è l'assunto, a cui si rifanno riduttivamente molti atei "radicali", secondo cui si può affermare solamente ciò che è sperimentabile coi 5 sensi principali ed elaborato attraverso la logica; una posizione ben rappresentata dalla celebre battuta di Gagarin nello spazio: "Non vedo nessun dio quassù."

Sono d'accordo con te, è molto riduttivo. Per quanto mi riguarda io non mi dichiaro ateo, ma bensì agnostico. Dire che non esiste DIO è dogmatico e irrazionale quanto sostenerne l'esistenza. Quel che posso dire, basandomi sulla storia e la sociologia, insomma sui fatti, è che le religioni sono sempre servite al potere politico/economico, quando addirittura non l'hanno creato.
Che poi le religioni si basino spesso su storielle, sciocchezze, errori storici e scientifici è stato dimostrato da tutta una letteratura anche recente,tra cui Odifreddi, a cui rimando.
Dopodiché non posso affatto escludere che esista un qualche principio od origine della vita o dell'universo che potremmo anche definire Dio, o forme di vita, di intelligenza o di energia che non sono percepibili dai 5 sensi, o non siano razionalmente dimostrabili, Tanto per semplificare, feci da ragazzino delle sedute spiritiche, e i Piero Angela non sono mai riusciti a farmi capire cosa muova il piattino, dire che la scienza non lo spiega ergo non esiste quel fenomeno non è nemmeno scienza. E' solo arrampicarsi sugli specchi.

A mio parere, non ci sarebbe alcun bisogno di stabilire una teoria per escludere lo spirituale. La conseguenza di questo principio è una rete con un sacco di smagliature: l'ateo, se posso generalizzare, ha spesso un grande rispetto per il "fattore umano", per tutto ciò che determina la specificità umana, e quindi anche per un'ampia serie di manifestazioni dell'animo o dell'intuito (la poesia, l'arte, il sentimento, la vita psichica) che sono fatti più della materia dello spirito che di quella del fegato.

Sono d'accordo con la prima frase, però trovo poco esatta la definizione di "materia dello spirito".
Si tratta semplicemente di attività cerebrali, la poesia l'arte, persino i sentimenti, derivano dal nostro cervello, dalla materia grigia,
Amore fa rima con cuore, secondo i nostri peggiori canzonettisti, ma in realtà non è il cuore che genera l'amore ma il nostro cervello.
Quindi, a mio avviso, anche lo spirituale se vogliamo così definirlo, ha una origine ed una spiegazione nel materiale, e si può darne un spiegazione in termini scientifici.
No che questo sia obbligatorio.

Quello che manca alla sensibilità umana e democratica degli atei, generalmente, è il rispetto per la religiosità o la vita spirituale del singolo.
Ho subito spesso l'irrisione di chi mi accusava di credere in superstizioni o fantasmi, senza rendersi conto di quanta parte delle facoltà umane siano implicate in attività altrettanto simboliche, quali la poesia o la filosofia.


Anche qui il tuo paragone non mi convince: poesia e filosofia, arte non sono paragonabili a credenze irrazionali, e nemmeno razionali.
Non trovo sensato discutere o peggio irridere i gusti letterari, musicali o artistici altrui, però ammetterai che possa non avere grande considerazione per chi crede che gettarsi il sale alle spalle porti bene, che i gatti neri portino sfortuna etc.
Non irrido, ma trovo irrazionale credere alla verginità d Maria , prima durante e dopo, come afferma la dottrina cattolica,
E anzi, adesso che ci penso riesco difficile trattenere un sorriso.
Allo stesso modo posso trovare ridicolo chi perora teorie materialiste che non si fondino su evidenze.
Coloro che parlano di "mano invisibile del mercato" sono altrettanto,se non più irrazionali, anche se magari hanno gusti letterari migliori dei miei (molto probabile)


E poi, rovescio la medaglia: l'ateo ha per definizione un forte senso laico dello stato. Ma qual è il genere di laicismo di chi non professa alcuna religione? Il suo laicismo spesso è dogmatico, non è passato attraverso alcuna riflessione, alcun dibattito, perché lo ritiene superfluo.

E qui, francamente, non ti seguo più. Non ti pare, questa, una affermazione dogmatica?
Tu stesso più avanti affermi che vi sarebbe un prevalere della cultura cattolica in Italia che prevarrebbe su tutto e contaminerebbe tutto.
Non credi allora che un laico, ateo o agnostico o solo dubbioso debba aver lottato contro questa cultura, soprattutto sul piano personale, sul piano delle idee, ovvero sul piano, come diresti tu, spirituale?
O pensi che il laicismo sia solo dovuto a disinteresse qualunquistico, diciamo a qualunquismo religioso per così dire?

Tuttavia, non può capire i pericoli di uno stato confessionale chi considera con lo stesso disprezzo o disinteresse qualsiasi forma religiosa, da quella che si conforma all'etica umana e la completa (per esempio, arricchendola della componente di compassione, oppure con il riconoscimento del principio divino in ogni persona, aspetti presenti in varie confessioni e filosofie) a quella sbandierata o imposta col solo scopo di farne uno strumento di controllo delle coscienze.
Non faccio alcun esempio: a ciascuno lascio la possibilità di avvicinare le mie considerazioni alle situazioni reali nella Storia e nell'attualità.



Capisco quel che vuoi dire: una volta mi rimproverasti perché avevo generalizzato sulle religioni facendomi notare che la chiesa Valdese era diversa.
Presumo, (ma non è importante) che tu sia Valdese o vicino alla chiesa Valdese.
Ora, io no ho nulla contro la Chiesa Valdese, penso che, tra tutti coloro che si definiscono cristiani, per quel che so, siano quelli più vicini alla mia idea di cristianesimo, o quantomeno siano meno lontani dalle pratiche che dovrebbero essere dei cristiani.
Tant'é che destino a loro il mio 8 per mille, visto poi che l'alternativa è darla allo Stato, che io detesto, (anche perché poi non sai che fine facciano i soldi, che poi è una delle ragioni per cui detesto lo Stato)
Però non ritengo che l'esistenza di questa Chiesa, o altre, cambino e spostino di una virgola quella che è l'analisi generale delle Religioni (o delle Chiese) e del loro comportamento, esattamente come l'esistenza di un piccolo partito che raccoglie l'un per cento, o meno, e che è realmente un partito democratico non toglie nulla alla analisi generali sui partiti, i governi e quella che Pareto ha definito la ferrea legge dell'Oligarchia.
Così come l'esistenza della Banca Etica non toglie nulla al fatto che "il vero crimine non sia rapinare una Banca ma fondarne una" etc,
le eccezioni, che sono tali perché riguardano piccoli esempi, non fanno la regola.



In questo atteggiamento che ho appena descritto percepisco una forma di dogmatismo. Parrebbe un paradosso, ma non lo è: lo dico serissimamente.
Esempio: ricordate i bus con la pubblicità dell'UAAR, quelli con la scritta "LA CATTIVA NOTIZIA E' CHE DIO NON ESISTE"? Quale differenza (e non solo di forma) col modello inglese a cui si sono ispirati: "THERE'S PROBABLY NO GOD"! La mancanza di quel probably non è solo meno polite, ma rispecchia un modo di ragionare che trancia, senza sfumature, senza discussione.


A mio modo di vedere è solo la differenza fra l'atteggiamento britannico, da sempre ironico, e quello italiano, generalmente sarcastico.
Però può darsi tu abbia ragione.

In questa forma dogmatica, io vedo una reminiscenza degli effetti nefasti dell'educazione cattolica che tutti gli italiani (ahimè, anche i non cattolici) hanno ricevuto e subito.
In mancanza di un argine quale la rivoluzione francese, che ha prodotto il modello di citoyen (cioè il livello di condivisione sociale comune a tutti, a prescindere dalla provenienza etnica, religiosa o politica), la struttura gerarchica autoritaria del cattolicesimo romano, con a capo nientemeno che un personaggio infallibile a prescindere da quello che dice (salvo venire contraddetto dal suo successore) ha penetrato profondamente la cultura italiana, vi si è diffusa capillarmente, ha innervato il carattere della società, favorendone gli aspetti di passività, di unanimismo, di esclusione del diverso.


Sono relativamente d'accordo con la prima affermazione, però mi dovresti spiegare per quale ragione il nazismo c'è stato in un paese protestante, come mai forme dittatoriali di vario tipo ci sono state in paesi non cattolici o addirittura non cristiani.
La stessa Francia ha avuto il regime di Vichy, che era un regime collaborazionista nei confronti del nazismo ma era composto da Francesi, ne più né meno (forse di più, ma so poco al riguardo) della Repubblica di Salò
Poi volendo, potremmo veder come quasi sempre ci sia stato un appoggio delle varie Chiese a quei regimi,
Sull'altro lato la teologia della liberazione è nata in paesi ultra cattolici come quelli sudamericani.
Certo, non da parte delle gerarchie della Chiesa Cattolica, anzi è stata duramente osteggiata da queste ultime, ma questo per dire che anche all'interno della chiesa Cattolica, e al di fuori della gerarchia, possano nascere idee non conformiste.
Basti pensare a Don Milani in Italia.

Aspetti che immediatamente rivelano il carattere non evangelico del sistema cattolico, dal momento che sono in palese contrasto con l'imitazione di Gesù, per come è ritratto nei libri canonici ed in quelli apocrifi (militante, sovvertitore, stimolatore del percorso individuale, fortemente egualitario, anzi sbilanciato verso i reietti, i deviati, le donne, gli stranieri); l'autorità papale si configura come un riferimento non spirituale, ma morale, e quindi fortemente conservatore, anacronistico e censorio.

Questa è una tua opinione sul messaggio evangelico: a mio modo di vedere il messaggio può essere interpretato come si vuole, chi lo interpreta come un messaggio rivoluzionario o addirittura anarchico e chi lo vede come la base per dittature come quella franchista, o come regimi di apartheid come quello sudafricano.
A mio modo di vedere quando si trova e si propone un principio assoluto, sia questo una divinità, il comunismo, la Storia, il Libero Mercato, perfino la Libertà magari Paperino, il risultato è lo stesso.
tra tutti questi io preferisco Paperino, a scanso di equivoci.

E allora? Allora, secondo me, c'è bisogno di un atto di liberazione personale che vada oltre il solito trito e ritrito anticlericalismo, la minestrina lunga e riscaldata del supposto coraggio dell'ateo di fronte alla morte: coraggio che non può in nessun caso dipendere da una teoria, da una posizione ideologica. Non c'è liberazione dalla religione imposta senza una critica delle radici profonde che hanno determinato ciò che siamo oggi.

Su questo sono d'accordo: gli atti di liberazione sono sempre, prima di tutto, personali; come cantava Giorgio Gaber: se potessi digerire un'idea avrei fatto la mia rivoluzione.
Saludos companero

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