“L’ignobile Patto di Trump”. Così titolava il giornaletto atlantista/globalista “la Repubblica” ormai diventato un foglio di propaganda delle peggiori elite europee a proposito dell’accordo fra il governo deli USA (che non scordiamo sono “la più grande democrazia de mondo” secondo sempre lo stesso giornale) e la Russia (che sono una spietata dittatura postbolscevica, sempre secondo lo stesso giornale).
Ora, che l’informazione italiana sia diventata una barzelletta che non fa più ridere nessuno, è cosa nota, però diremmo che un altro piccolo limite è stato infranto.
Il limite è quello di un giornale che dovrebbe essere per definzione neutrale, e raccontare i fatti per quello che sono, e solo in seconda battuta proporre delle interpretazioni, più o meno obiettive, più o meno faziose, ma che sono appunto opinioni, e come tali devono essere tenute separate dalla descrizione del fatto.
E’ ovvio che tanti titoli di questo e altri giornali sono da sempre tendenziosi, per esempio quelli che parlano di incendi boschivi nella stessa pagina in cui si parla di “crisi climatica”, dal momento che non vi è nessun legame fra gli incendi boschivi (quest’anno ai minimi storici, nonostante gli incendi in Francia) e la presunta “crisi climatica“ termine che, va ricordato, nessuno degli scienziati che studiano il problema ha mai usato.
Ma qui c’è un passaggio in più, una porta di overton che viene aperta: parliamo difatti di un titolo di apertura della prima pagina, non di un articolo taglio basso in una pagina interna, o un richiamo in piccolo.
Quello che poi salta all’occhio immediatamente è che questo titolo è la spia di un sentimento di rabbia, invidia e frustrazione che il dialetto romanesco ha da tempo definito con il termine rosicare, che significa rosicchiare, ma anche rodersi dall’invidia e dal risentimento verso qualcosa che è successo che ha premiato qualcun altro, tipicamente il risultato avverso in una partita di un qualche sport, generalmente il calcio.
Questo risentimento nasce generalmente dal fatto che una speranza, o addirittura una certezza che per noi era acquisita, si riveli del tutto priva di fondamento. A quel punto la rabbia che proviamo perché le nostre certezze sono finite in polvere, si trasforma in risentimento, e nella negazione del fatto che ci siamo fatti imbrogliare da qualcuno che ha alimentato queste speranze, oppure nel risentimento verso questo qualcuno.
Qui direi che il termine “rosicare” descriva perfettamente la motivazione principale dietro questo titolo invero incredibile.
In effetti la guerra fra Russia e Ucraina è sempre stata una guerra fra l’Occidente (ovvero la sua organizzazione militare, la Nato) e la Russia e, per estensione, ai BRICS, ovvero l’alleanza economica (ma che potrebbe diventare militare, se i paesi che ne fanno parte fossero spinti dall’aggressività occidentale a stringere patti militari fra loro, cosa che sta già avvenendo).
Il vero motivo della guerra non risiede ovviamente nella “aggressione” russa, peraltro in conseguenza di 8 anni di bombardamenti terroristici sulla popolazione civile da parte di un governo , quello ucraino, eletto tramite un golpe che ha rovesciato l’esito delle elezioni, ma nella necessità da parte dell’imperialismo a stelle e strisce di interrompere i buoni rapporti economici fra Russia e UE.
Difatti la unione fra la forte industria europea e soprattutto Tedesca e le immense risorse della ex Unione Sovietica sono da sempre l’incubo dei capitalisti anglosassoni, che vedono in questa unione un vero pericolo, perché avrebbe significato , e significa tuttora, avere un fortissimo concorrente sul piano economico, ed essendo la UE considerata una “democrazia” la discriminazione nei confronti delle vere o presunte dittature non avrebbe funzionato.
Insomma ci sarebbe stato un formidabile avversario, e difatti gli USA hanno sempre osteggiato la Ue e l’adozione della moneta unica, fino a quando non hanno capito che le elite europee erano troppe timorose e imbelli per potersi veramente opporre alla egemonia statunitense.
Già nel 2016 Trump aveva spavaldamente parlato di “far saltare il Nord Stream” e interrompere lo scambio gas- denaro fra UE e Russia di Putin. Fu poi Biden, per mezzo dell’Ucraina, a compiere la missione che Trump aveva prospettato, insieme, peraltro ad un infinito numero di “pacchetti” di sanzioni (siamo arrivati al numero 22, ma non mi stupirei se si arrivasse a 25 ) che Unione Europea (parallelamente agll USA) hanno deciso dal marzo 2022 ad oggi, autunno 2026.
Il tutto naturalmente oltre all’invio sempre più massiccio di “aiuti militari” compresi missili a lungo raggio, droni, aerei caccia, carri armati, Patriot e sistemi radar.
Questi aiuti militari sono ormai diventati insostenibili pure per gli americani, che dal loto canto devono finanziare e fornire di armi anche Israele oppure impiegarle contro l’Iran e gli Houti, peraltro con risultato piuttosto scarsi, se non disastrosi, perlomeno fino ad ora.
Ora è ovvio che Trump, che è spregiudicato e spesso poco realista, abbia capito quello che tutti quelli che non sono degli idioti hanno capito da molto tempo, e cioè che l’Ucraina non può vincere la guerra e quella della guerra Ucraina è diventato un pozzo senza fondo che inghiotte risorse di cui c’è bisogno da altre parti, compreso il fronte interno, in cui la sua popolarità e quella del suo governo sono precipitati paurosamente. Sono prossime le elezioni di mid term, e queste si prospettano come un bagno di sangue per lui ed il partito repubblicano. L’inflazione, la carenza enegetica (dovuta anche lì alle politiche green, che Trump ha cercato timidamente di contrastare, ma che ormai hanno fatto danni) la politica di estrema repressione sul piano sociale, che piacerà magari al popolo Maga, ma che ha indignato moltissimi americani, compresi i votanti repubblicani di ala libertariana o gli ex elettori dem, che non vedono di buon occhio un governo sempre più fascistoide, e l’emergere di un’ala più radicale nello schieramento democratico che sta raccogliendo consensi fra i non elettori spingendoli al voto, sono tutte ragioni che rendono probabile una dèbacle repubblicana, sia a camera che in Senato, e Trump diverrebbe la tipica “anatra zoppa” ovvero un presidente che non ha una maggioranza solida, o non ha alcuna maggioranza, su cui contare.
Ergo era del tutto ovvio che Zelensky sarebbe stato mollato, d’altro canto il suo governo, eletto nel 2019 e quindi scaduto ormai da almeno 2 anni, non può contare su alcuna maggioranza, il suo partito si è disfatto in mille rivoli, l’ala banderista/neonazista ha ormai di fatto assunto il comando, e questi vogliono la guerra fino all’ultimo ucraino, peraltro questa è stata la politica di Zelensky fin dalla presunta “strage di Bucha”.
La corruzione in Ucraina, che era il problema principale che il primo governo Zelenskyre si era posto come problema da risolvere, è arrivata a livelli talmente alti da rende di fatto inutili tutti gli aiuti che, fin troppo generosamente, la Ue continua a fornire. La situazione sul campo è molto peggiore ovviamente di quanto non si ammetta, non solo l’Ucraina non è in grado di riconquistare i territori occupati (o liberati) dai Russi, ma deve fronteggiare la scarsità di truppe, soprattutto di truppe motivate. Il numero di disertori viaggia ormai su quota 200.000 e da 2 anni le persono in età arruolabile vengono rapite per strada da gruppi di reclutatori che, sempre più spesso, vengono affrontate e respinte dalla popolazione, ormai stufa di una guerra persa e strapersa, e che devono affrontate una penuria di qualsiasi bene, ormai riservato solo a Zelensky,alla sua cricca e a pochi ceti sociali privilegiati. Qualche piccola controffensiva di scarso respiro al fronte non servono a cambiare l’esito della guerra, con le città di Sloviansk e Krasmatorsk che ormai sono a tiro dei cannoni russi, e la cui caduta im mano nemica significherà la sconfitta definitiva, perché il Donbass verrà finalmente liberato delle presenza delle truppe di Kiev, comprese le truppe di ispirazione neonazista raccolte sotto i vessilli del fu battaglione Azov, ora diventato addirittura corpo d’armata e questo punto potrebbe esserci solo la resa o l’annientamento totale dell’esercito ucraino.
Questo è, in sintesi, il quadro completo della situazione, ed è quindi del tutto scontato quanto sta accadendo e che i maggiori esperi del settore, fra cui il Prof Alessandro Orsini, avevano prospettato fin da subito, fra gli insulti dei supporter atlantisti.
E qui arriviamo al punto che fa rosicare i media italiani e occidentali, non solo i nostri cari “repubblichini”. Costoro hanno propagandato senza remora alcuna la narrazione che voleva nel conflitto ucraino nientopopdimeno che uno scontro “di civilta” (dove abbiamo già sentito questa teoria?) Da una parte le “democrazie” del blocco occidentale Nato riunite sotto le bandiere della “più grande democrazia dell’universo”, e dall’altra il cattivo Putin, un dittatore spietato e in preda ad un delirio di grandezza, il nuovo Hitler che vorrebbe conquistare prima l’Ucraina, poi i Baltici e poi arrivare a Berlino e forse anche Lisbona e Madrid.
E di fronte a questo schieramento del Bene contro il Male, gli orchi russi (come è stato scritto da diverse parti, perché Tolkien è fascista se piace alla Meloni, ma diventa antifascista se piace agli smelonati del campo largo, come i nazisti, che sono lettori di Kant e possono anche essere “buoni”, se si ha bisogno dei loro servigi) non ci possono essere dubbi né tentennamenti.
Il Male va sconfitto, senza se e senza ma, ed è quello che succederà inevitabilmente perchè “40 democrazie non possono perdere” come declamato dal noto Severgnini, uno che è pettinato come i Beatles sessanta anni fa, ed è rimasto con le stesse idee di 60 anni fa, il che è pure peggio.
Tutto il resto non conta, è solo “propaganda filoputiniana” dei soliti complottisti, negazionisti e no vax.
Il problema dei propagandisti è da sempre uno e molto semplice: che ad un certo punto la realtà si prende la sua rivincita sulle sciocchezze e menzogne della loro stessa propaganda, e, quando questo accade, ecco che lo sconforto e la rabbia, il rosicamento appunto, emergono in superfice, e a quel punto, per negare di essersi fatti manipolare ed aver manipolato, i propagandisti passano alla fase due, incolpare qualcun altro del fatto che le loro previsioni si sono rivelate essere una serie infinita di fanfaluche e corbellerie, per non usare termini più stringenti e volgari.
Ed ecco quindi la “rosicata” in prima pagina, una rosicata che passerà alla storia insieme alle celebri prime pagine del Corriere della Sera nel giugno del 1940 annuncianti trionfanti l’entrata in guerra dell’Italia fascista.
I tempi cambiano, ma i giornalisti propagandisti non cambiano mai.
La tana del Lupo
Blog di Pablo, continuazione ideale delle Pablo Pages. Qui si parla di tutto un po', secondo l'estro del momento: politica attualità, cinema, musica sport e cazzeggi vari....Presumo che chi capita qui sia mio amico, o almeno conoscente, altrimenti va bene lo stesso :-))
martedì, ottobre 13, 2026
L’accordo Usa Russia e i rosiconi dell’informazione
La protesta umana. presentazione del mio nuovo blog su Substack
Questa è la mia presentazione del mio nuovo blog su Substack
Continuerò a scrivere anche qui, non si sa mai...
La Protesta Umana era il nome di un periodico anarchico dell’area Individualista, attivo negli anni che precedettero la Prima guerra mondiale, che vide fra i più validi collaboratori ed organizzatori personaggi come Nella Giacomelli e Ettore Molinari.
Questo mio blog vuole essere un omaggio a quella esperienza,e anche a quel periodo storico, ma ovviamente ne differisce, e vuole essere il tentativo di dare voce a chi si oppone allo stato di cose presente, ma anche alle varie ideologie borghesi e soprattutto tecnocratiche ( o finto progressiste, finto ecologiste etc etc) che dominano il pensiero dominante e si sono infiltrate a partire dal 1968 ( periodo storico che andrebbe rivisto con un po’ di sano senso critico) nella sinistra antagonista e persino in quella che si dice anarchico- libertaria, la quale non rappresenta più, a mio modesto avviso, quelle che sono le aspirazioni degli autentici libertari, ma è diventata una specie di discarica di molto del pattume pseudorivoluzionario ma in realtà reazionario e tecnocapitalista dell’attuale capitalismo imperialista Occidentale.
Quella che stiamo vivendo in questa fase storica è un periodo di grande crisi, prima ancora culturale che non economica o politica, una fase storica che potremmo definire come un periodo di follia estrema.
In effetti l’ideologia dominante si basa su tutta una serie di finte emergenze che hanno il duplice scopo di distrarre l’opinone pubblica dai reali problemi, e dall’altro di favorire le politiche, le scelte, spesso folli e controproducenti, della nuova classe dominante, che oggi è la tecnocrazia. La tecnocrazia è la classe che sta sostituendo, e in certi campi ha già sostituito, la cara vecchia borghesia, che non è scomparsa ma che ormai non pare avere più la forza di opporsi alla nuova classe da lei stessa creata.
La classe tecnocratica utilizza le ideologie “progressiste” o ritenute tali, per i propri scopi di controllo.
Crisi climatica, patriarcato, razzismo, pandemie etc. sono in realtà dei finti temi, delle battaglie di guerre già vinte, oppure delle semplici distrazioni di massa per portare avanti interessi che sono ben altri che quelli che gli ingenui e i manipolati credono che siano.
Mentre si blatera e si propagandano idealistiche sciocchezze sulla lotta alla discriminazione, si discrimina chiunque non sia allineato. Dai cosiddetti NoVax, ai negazionisti del clima (sic!) ai Propal, fino ai liberi pensatori (definiti complottasti come se i complotti non esistessero!) tutti i non allineati vengono in continuazione attaccati dai sicofanti al servizio del Potere Tecnocapitalista.
Non solo, ma si è arrivati a discriminare non solo la Russia come nazione, ma la sua intera cultura, una cosa che più razzista non si può, proprio nel momento in cui si utilizza persino lo sport per lanciare “messaggi” contro il razzismo e la discriminazione.
Come anticipato in 1984 di Orwell è stato creato una forma di pensiero autocontradditorio che elimina le contraddizioni, e quindi le parole assumono un significato diverso da quello originale, o ancora vengono creati neologismi che hanno questa funzione. Per esempio il termine resilienza che ha sostituito il termine resistenza, anche se il significato di resilienza è del tutto diverso, Resistenza significa opposizione, mentre resilienza significa capacità di adattamento, ovvero accettazione.
Il Potere tecnocratico utilizza due strumenti principali per tenere sotto controllo la popolazione: Il primo è lo scientismo, il secondo è l’allarmismo.
Lo scientismo, che non è la scienza, ma la religione della Scienza, o più semplicemente la superstizione della Scienza, serve per far passare come reali e dimostrate teorie che in realtà hanno poco o nulla di scientifico. Dalla alimentazione al clima, passando per la medicina, passano come scientifiche ipotesi che non sono mai state validate sul piano scientifico, e servono a convincere le persone a consumare pillole, vaccini, carni sintetiche, farine di insetti, o accettare tasse o cambiamenti nel proprio stile di vita, o ancora acquisti di oggetti inutili (come le automobili elettriche, o molti farmaci o gli integratori alimentari).
L’allarmismo, che ha forse toccato il suo apice con la cosiddetta Pandemia di Covid19, serve a imporre un continuo stato di emergenza, e l’emergentismo è una tattica da sempre usata per convincere le folli inebetite dalla propaganda e per limitare le libertà personali e sociali, come successo appunto con il Covid, e come succede da tempo con l’emergenza climatica che non esiste ma serve a implementare politiche presuntamente ambientali ma che servono in realtà al grande capitale per creare nuovi profitti controllando al tempo stesso la popolazione, anche a scapito di distruggere ulteriormente l’ambiente con il pretesto di “salvare il pianeta”.
In sintesi si può dire che la tecnocrazia Occidentale (la tecnocrazia esiste anche in altri luoghi del mondo, ma ovviamente mi riferisco a quella che conosco meglio, quindi quella del cosiddetto Occidente) utilizza gli strumenti della Propaganda, per imporre la propria visione del mondo e il raggiungimento dei proprio obiettivi, servendosi anche di idee e movimenti che apparentemente sono in opposizione al sistema, ma che in realtà rappresentano essi stessi un buon mezzo per raggiungere detti obiettivi.
In realtà, dietro a molti movimenti di “opposizione” ci sono gli stessi che decidono le politiche da attuare, prime fra tutte la cosidetta “Agenda 2030” dell’ONU.
L’ONU è l’organizzazione tecnoburocratica per eccellenza, nata con il nobile scopo di comporre i conflitti globali, non solo ha fallito lo scopo, ma è diventata un mezzo per imporre le politiche di pochi Stati a tutti gli altri, proprio avvalendosi di teorie presuntamente democratiche, progressiste e via discorrendo.
MI propongo quindi, attraverso i miei scritti su questo blog, di analizzare questo insieme di cose, di svelare cosa vi sia veramente dietro ai vari proclami, allarmi, temi e miti che vengono propinati all’opinione pubblica, cosa ci sia di vero o di falso in quello che viene propagandato, di disvelare ciò che è coperto dal velo, spesso ipocrita, dell’ideologia.
Il tutto visto da un punto di vista che è quello di una persona che si oppone o comunque è critico di ogni forma di potere, quindi ben diverso da chi è, per esempio, dalla parte di Russia e Cina, che non vanno demonizzate ma nemmeno glorificate in modo acritico, perché alla fine non sono poi molto diversi dalla UE e dagli USA.
Essi stessi propongono modelli sostanzialmente totalitari, non diversi dalla china verso cui sembra procedere la decadente società Occidentale.
1 La Protesta Umana nacque per l’esattezza il 13 ottobre 1906, Fra i suoi collaboratori vanno anche segnalati Leda Rafanelli e Giuseppe Monanni, oltre al pittore Carlo Carrà, futuro aderente al movimento Futurista
2 Questi scopi vengono perseguite attraverso un programma di governo Mondiale, che viene chiamato Grande Reset. L’ideatore di questo programma è Klaus Schwab, ex presidente del Wef, il World Economic Forum, ovvero l’organizzazione che è costituita da tecnocrati, manager e che controlla e indirizza le politiche di governi occidentali e ONU.
3 Ci si riferisce al termine “bispensiero” creato dallo scrittore inglese nel già citato romanzo distopico 1984
lunedì, luglio 06, 2026
Caldo in Europa Occidentale ma le temperature globali calano !
In queste ultime settimane siamo stati sottoposti ad un vero fuoco incrociato e concentrato di assurdità meteo-climatico-catastrofiste come non mai. Ci sarebbe da dedicare un lungo post sulle enormità che sono state scritte (mai così caldo! Apocalisse! Sei milioni di morti!) ma lasciamo perdere, per il momento almeno...
Voglio solo ritornare su un mio innocente post che ha sollevato un vespaio su X.
In questo post mostravo questa cartina, spiegano come questa sbugiardava la narrativa secondo cui il caldo sull'Europa fosse direttamente legato alla Co2, dal momento che, altrimenti, ci sarebbe stata un aumento di caldo dappertutto, mentre invece anomalie calde e fredde si alternano, e quindi si tratta di semplice meteo, e non è la prova di "cambiamento climatico" di origine antropica.
Ovviamente questo, se ha raccolto molti consensi (circa una sessantina di like) ha scatenato le truppe cammellate della "crisi climatica" che, come vedono qualcuno che mette in dubbio i loro versetti di fede, sbarellano. Quindi insulti, derisione etc etc .
Un paio hanno in realtà fatto commenti un poco più seri, peccato che vertevano sul fatto che "il clima è più caldo del passato" cosa verissima, ma che non dimostra nulla, visto che il passato a cui ci si riferisce è la Piccola Era Glaciale, e non metto affatto in dubbio che faccia più caldo di allora (e per fortuna, aggiungo senza se e senza ma), anche perché irrilevante ai fini del discorso.
Comunque passano i giorni ed esce il grafico mensile sull'andamento delle temperature globali con i dati satellitari UAH (quindi non solo l'Italia e l'Europa) e surprise surprise, queste mi danno ragione.
Eccovi il grafico
Le temperature globali a giugno 2026 sono di 0,46 superiori alla media, in calo di 0,07 gradi rispetto al 0,53 del mese di Maggio, e, soprattutto, si confermano in calo rispetto al luglio 2024, dove l'anomalia positiva registrata sfiorava il grado, ovvero le temperature attuali sono circa mezzo grado in meno rispetto a due anni fa, rispecchiando la previsione degli esperti (quelli veri) che ipotizzavano che l'effetto della eruzione vulcanica di Hunga Tonga si sarebbe lentamente smorzata con un progressivo raffreddamento delle temperature globali.
Questo mi pare mostri chiarissimamente come un po' di caldo locale (rilevante, ma molto inferiore ad anni passati, ad esempio il 1982 in cui si raggiunsero in Italia i 46 gradi!) non sia la prova di alcunché a livello generale, e non vi è alcuna "crisi climatica" come peraltro affermano più di mille climatologi e fisici.
Insomma, ha fatto caldo (e ancora lo fa e lo farà per almeno una settimana) in Europa Occidentale, ma basta trasferirsi in Danimarca o a Berlino o a Praga ed ecco che le temperature sono addirittura sotto media!
Parafrasando un vecchio film "E la meteo, stupido, e tu non puoi farci niente ! "
lunedì, aprile 06, 2026
Salvate il soldato Donald: la verità dietro la propaganda USA
Se siete minimamente intelligenti, avrete capito che la storia del salvataggio del pilota americano il cui F35 era stato abbattuto dalla contraerea iraniana e per la quale operazione non ci sarebbero state vittime e per cui Trump si era autoincensato, subito seguito dai cagnoni della disinformazione mainstream (eppure c'erano svariati arei americani distrutti (!) )era una bufala, una supercazzola superbubbolosa.
Trascrivo un post su X da fonte piuttosto credibile (Luckyluke31)
L'atterraggio dei C-130 a Isfahan NON era collegato alle operazioni di salvataggio dei piloti. L'obiettivo previsto era l'impianto nucleare di Isfahan e il sito del Baharestan.
un'operazione su larga scala della USAF con elicotteri a Kohgiluyeh, volta a salvare il pilota dell'F-15E ha comportato un vero e proprio assalto al monte Siah con l'impiego di numerosi aerei da combattimento ed elicotteri.
Nel frattempo, partendo dal presupposto che tutta l'attenzione dell'Iran fosse concentrata su Kohgiluyeh, 2 aerei C-130 con a bordo agenti della Delta Force erano atterrati clandestinamente su una pista di atterraggio abbandonata a Sud di Isfahan.Ogni C-130 trasportava decine di forze speciali e 2 elicotteri MH-6 Little Bird, per un totale di 4 elicotteri.
lo sbarco delle forze speciali non era affatto collegato al salvataggio dei piloti, ma a un'operazione con un obiettivo ben più consistente e strategico: colpire gli impianti nucleari iraniani, impiegando gli elicotteri Little Bird. Tuttavia, era sorto un problema non indifferente che coglieva gli americani alla sprovvista: un'unità di pronto intervento delle Forze dell'ordine iraniane (Faraja) aveva previsto uno scenario del genere e si era appostata in agguato.
A quel punto, mentre i commando delle forze Faraja ingaggiavano gli aerei e gli elicotteri americani, l'operazione di salvataggio del pilota si è intrecciata con un'operazione di estrazione della Delta Force a Isfahan.
Con i C-130 danneggiati dal fuoco delle Forze speciali Faraja contro le posizioni americane, il decollo e la fuga erano impossibili.
Di conseguenza, gli elicotteri impiegati nel salvataggio iniziale dei piloti, supportati da decine di caccia, erano stati dirottati verso la parte Sud di Isfahan.Dopo un intensissimo scontro a fuoco e l'abbattimento di 2 elicotteri Black Hawk nella zona, e probabilmente di un terzo aereo cisterna C-130, gli americani erano riusciti ad evacuare le proprie forze, insieme ai morti e ai feriti.
Numero totale di velivoli della USAF persi a Isfahan:
· 2 Black Hawks
· 4 MH-6 Little Birds
· 2 aerei C-130 (con a bordo truppe ed elicotteri Little Birds)
· 1 aereo cisterna C-130
· 1 drone MQ-9
Commento personale: bisognerà vedere quali sarà il bilancio finale dell'operazione ma mi pare evidente che l'Iran si sta rilevando un avversario molto più coriaceo di quanto preventivato, che l'aggressione USA-Israele non ha dei chiari e raggiungibili obiettivi a breve, almeno da parte americana, e che se Trump o chi lo manovra dietro le quinte non sono totalmente pazzi (il che non è neppure da escludere a priori), una volta fatta la valutazione che un'operazione di terra potrebbe portare ad un altro disastro se non alla terza guerra mondiale dichiarata questa guerra dovrebbe finire nel giro di qualche settimana, se non giorno.
Questo è un mio personalissimo giudizio, che ovviamente verte sull'idea che l'agire umano sia razionale, non so quanto si applichi questo a gente invasata da deliri religiosi. E no, non mi sto riferendo alla "teocrazia iraniana" ma alle teocrazie israelo-statunitensi, pieni di gente che delira di fine dei tempi e va in giro a dire che sono mossi dall'Amore di Gesù Cristo (evidentemente non hanno capito niente del suo messaggio che era "amatevi come fratelli", non armatevi come nemici mortali)
venerdì, dicembre 26, 2025
I Film del 2025
IN questa stagione 2024/2025 mi è capitato più spesso di andare al cinema, grazie a qualche offerta che ho sfruttato. Ho pensato di fare delle brevi recensioni dei film visti, ovviamente dal mio punto di vista, spesso non coincidente con quello della sedicente critica (sempre meno affidabile) e del pubblico, che alle volte risulta più affidabile dei critici, ma il cui livello di comprensione dei film rimane comprensibilmente molto basso.
E andiamo
1) Beetljuice BeetleJuice: Tim Burton torna sul luogo del delitto, e ovviamente tutti gli sputano addosso. Eppure questo seguito sfugge alla regola dei seguiti, per cui dovrebbero essere decisamente inferiori ai primi. Non solo questo film tiene il confronto, ma è addirittura superiore, con una trama più complessa e nuovi personaggi. Burton punta su un trio di attrici (Ryder, Ortega e Bellucci) e fa decisamente centro, soprattutto la nostra Monica, strepitosa come non.morta in cerca di vendetta. 9
2) Smile 2: Buon seguito del primo episodio, ben girato, con una trama più che passabile, incespica un po' nel finale, ma visti altri horror di quest'anno direi un 7
3) Terrifier 3: Molti giudicano questa saga troppo splatter, insensata e crudele. Ed è vero ed è proprio per questo che la apprezzo. Alla faccia dell'horror beneducato, politicamente corretto e totalmente inutile e soprattutto per nulla spaventoso degli ultimi 8-10 anni questa saga rilancia il vero splatter, dove gli ettolitri di sangue hanno ben più importanza di trame insulse e noiose. Il film riprende ed ampia i temi e personaggi del secondo episodio. E ancora con la presenza di una strepitosa Lauren Lavera che si conferma la sola ed unica Scream Queen. 8,5
4) Giurato numero 2: Ultimo, speriamo solo in termine relativo, film del grandissimo Clint Eastwood. Si tratta di un giallo processuale dal tema etico come nella migliore tradizione hollywoodiana. La trama incede sempre più appassionanate, tuttavia il film ha un grave difetto: E' fin troppo perfetto e logico e muove dall'assunto che tutti i protagonisti siano mossi da valori etici. Nella realtà non va così, inoltre io non sono nemmeno troppo convinto che il protagonista sia colpevole, come faccia ad esserlo lui rimane un mistero. Detto questo che Dio ci conservi Clint, uno che ancora scrive scrive sceneggiature senza la AI. 7,5
5) Long legs: spacciato per una sorta di "silenzio degli innocenti" in realtà assomiglia maggiormente a film come "The Alphabet Killer" anche in quel film vi era una poliziotta in crisi per un caso irresolvibile. Ma quello era un film tratto da una storia vera e realistico, qui si vira sul solito fantastico ed il film perde di credibilità via via che procede. Inoltre è piuttosto noioso. Non si capisce quindi L'Hype di cui è stato oggetto. Unica nota positiva: Nicolas Cage travestito: 5,5
6) Strange Darling: prodotto in realtà nel 2023, ma lo includo volentieri. SI tratta di un thriller ben costruito con episodi messi non in ordine cronologico. Inizialmente risulta un po' dispersivo, ma quando poi tutto si incastra allora funziona alla meraviglia. Inoltre è un film che riesce a sorprendere nonostate il tema sia stato svolto moltissime volte, senza indulgere alla moda Woke, anzi, questa viene (giustamente) bastonata. 8
7) Heretic. Horror Psicologico, con una prima parte tesissima, basato su una schermaglia teologica fra due (innocenti?) propagandiste religiose ed un "eretico"che tende una trappola, non solo dialettica, alle sue ospiti. Il film cala un po' nel finale, che non risulta all'altezza (notevole) della premessa. E sì, è un film un po' conservatore, ma che forse gli horror non devono esserlo? 8
8) Tutto il tempo che abbiamo: Confesso che sono andato a vederlo solo per Florence Pugh, pensando di vedere la solita commediola romantica inutile e dolciastra come la melassa: Ed invece ho visto un buon film drammatico che parla di amore e autoconsapevolezza in modo garbato e non (troppo) retorico. Bravissima Florence che regge il film praticamente da sola (l'attore protagonista è alquanto impalpabile) 8
9) Death of a Unicorn : e iniziamo con i guilty pleasures: ma perché poi guilty? Questa favola morale in salsa fantasy è tutt'altro che disprezzabile, ed è bella proprio per i motivi che non l'hanno fatta apprezzare alla critica neocon e woke, unite nella lotta. Sotto la superfice fantasy/horror si cela (nemmeno troppo) una satira pungente che prende di mira sia l'affarismo senza scrupoli del settore farmaceutico, sia l'ipocrisia della classe dirigente, contrapponendola alla purezza della adolescenza e alla importanza della famiglia, persino di quelle "disfunzionali". Gli effetti speciali sono all'altezza e Jenna Ortega si riconferma la migliore promessa del cinema di oggi. voto 8,5
10) Eden: film sottaciuto e sottovalutato, forse per il cast femminile stellare (Ana de Armas, Sydney Sweeney e Vanessa Kirby, a cui si contrappone Jude Law) o forse per il tema. Si tratta di un thriller ambientato in un'isola dove un filosofo utopista vuole creare la sua utopia per un mondo migliore, peccato che il primo a dover migliorare sia proprio lui, visto che si tratta di un misantropo narcisista. La solitudine sua e della moglie vengono interrotti da una coppia working class e da una pretesa nobile, ma in realtà avventuriera, e dal suo codazzo di amanti. Da questa strana comunità non possono altro che nascere disastri e così sarà. Flm intrigante che tiene alta l'attenzione fino al non prevedibile finale. Film sottovalutato della stagione (non l'unico) 8,5
11) Thunderbolts: non sono un amante delle saghe Marvel, che trovo delle dispendiose baracconate.ma avendo l'abbonamento in scadenza ed essendoci Florence Pugh ho deciso di dare una chance a questo filmone. E tutto sommato ho fatto bene, Seppure il film non si discosti di molto dalla media di questi film, per cui ogni tot minuti ci devono essere risse megagalattiche con improbabili inseguimenti, almeno qui ci sono dei personaggi un po' più interessanti e meno sputtanati del solito, il tono è ironico e questa masnada di antieroi induce alla simpatia. 7,5
12) Sinners. i peccatori. E con questo film iniziano le delusioni. Avendo visto il trailer mi aspettavo una storia di blues e vodoo un po' originale. Ed invece mi sono trovato un presuntuoso pasticcio di temi banali il tutto assemblato alla meno peggio con una trama chiaramente fatta con l'A.I. IL film parte bene con un ragazzotto che confessa i suo peccati con tanto di chitarra rotta in mano. Ma poi, man mano che si procede, il film risulta sempre più confuso. In effetti il protagonista viene sostituito e poi dimenticato a favore di 2 loschi figuri, che provengono dalla criminalità- di Chicago (il film è ambientato negli anni 30 del secolo scorso) per cui dovremmo fare il tifo, ma proprio non si riesce ( a meno che il fatto che siano di colore dovrebbe bastare..mah..) . Ad un certo punto, dopo la presentazione di vari personaggi dozzinali, e alcune scene imbarazzanti sul piano delle regia, il film vira sull'horror e sul film di vampiri, sostanzialmente diventando un remake di "dal tramonto all'alba", assumendo tratti ironici che non funzionano. Poi alla fine ci si butta dentro anche il tema del razzismo con una trentina di appartenenti al klu klux klan che si fanno abbattere come tordi dall' "eroe" buono, talmente buono che sparava ai suoi fratelli perché gli toccavano la merce da lui rubata. Il protagonista totalmente dimenticato, come la logica. L'unica cosa che alla fine rimane del film è che alle donne, di qualsiasi etnia siano , piace il cunnilingus. Bah... voto 4
13) Ballerina: non sono un fan dei film di John Wick, che trovo alquanto illogici e anche ripetitivi, ma vista la presenza di Ana de Armas ho deciso di dare una chance a questo film, ed effettivamente è stata una buona scelta. beninteso il film presenta sempre situazioni al limite, il mondo di riferimento è quello, ma se siamo disposti ad accettare che vi sia una specie di centrale internazionale del crimine e del Killeraggio, allora la cosa funziona. Forse perché non c'è Keanu Reeves (che alla fine compare in modo abbastanza illogico, del genere "ce lo mettiamo se no la gente non viene a vederlo) gli sceneggiatori si sono sforzati un po' di più del solito Alla fine il film non è certo un capolavoro indimenticabile, ma funziona quel che basta. voto 7.5
14 ) 28 anni dopo: Quando sono venuto a sapere che veniva ripreso questa mini saga, ho iniziato a salivare. I due precedenti sono fra i miei preferiti, pur non essendo scevri da difetti hanno avuto l'enorme merito di rilanciare gli zombie.movies. Ma da allora ad oggi sono passati appunto quasi trentanni, ed il filone zombie-infetti ed in generale il filone post apocalittico sono stati sviscerati in tutti i modi possibili, soprattutto con serie televisive come The Walking Dead e The Last of Us (e nessuno dei due mi ha entusiasmato, soprattutto LOU) . E difatti questo film ne soffre terribilmente, cerca di essere originale ma la mitologia appare poco convincente e poco coerente con i capitoli precedenti. Eppure parte benissimo, prosegue benino, ma perde colpi man mano che la storia procede(?) risultando alla fine un indigeribile polpettone con situazioni imbarazzanti sul piano logico narrativo e senza alcun approfondimento. Delusione dell'anno si salva giusto la regia .voto 6--
15) Megan 2.0 . Seguito del precedente si basa su una trama totalmente differente, in cui spionaggio, azione e doppio gioco di intrecciano. Forse perché ha una trama troppo complessa per il pubblico di riferimento è risultato un flop, ma il sottoscritto l'ha trovato divertente e sorprendente: probabilmente verrà rivalutato col tempo. 7,5
16) Jurassic Park the rebirth Classico filmone per famiglie è esattamente quello che ci si può aspettare: fracassone, con scene ben girate e grandi effetti speciali, e totalmente banale e scontato per il resto, con personaggi inerti e banali, i cattivi o gli insignificanti che muoiono e i buoni che sopravvivono. C'è anche la Scarlett, che arrivata ai 40 anni, ha pensato di far parlare di sè con il solito pianto ipocrita e vittimista sul "male gaze" (sguardo maschile) che le avrebbe oscurato la carriera da lei costruita su un paio di tettone rifatte e vestitini striminziti... vabbé tiremm innanz. voto 6,5
16) Bring her back. qui iniziano i film estivi, e si procede di male in peggio: questo filmetto, anch'esso esaltato da critici pubblico e persino youtuber che si spacciano per critici accurati è la cosa più banale vista da parecchio tempo a questa parte: dopo venti minuti si è già capito dove va a parare, e non ci viene risparmiato nulla, dalle battute involontariamente umoristiche "è la migliore psicologa che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni" e c'è da chiedersi come erano le altre... situazioni telefonate, cellulari che appaiono e scompaiono, buchi di sceneggiatura, errori di regia...insomma un campionario per cui alla fine del film sei contento...che il film sia finito voto 4
17) Weapons. film distribuito col titolo generale (perché tradurre weapons con armi pare brutto..) altro film strapompato ed altra (relativa) delusione. Relativa perché ero avvertito che il film era dello stesso regista di Barbarians, altro film immotivatamente pompato e pasticciato. Rispetto a quello questo è un capolavoro, ma rimane sotto la sufficienza. Il difetto di questi film è sempre lo stesso. Trovate registiche e di sceneggiatura discutibili e protagonista inesistente, dovremmo fare il tifo non si sa bene per chi e perché. In questo caso sarebbe una improbabile maestra ubriacona e di facili costumi...si vabbè... . E' cpsì poco convincente come protagonista che ad un certo punto il regista la perde di vista. Peraltro il film inizia con una voce infantile fuori campo e si conclude con una voce infantile fuori campo. Di chi è la voce? boh.. il finale è poi assolutamente ridicolo oltre che forzato. 4
18) Dangerous Animals : gradevole sopresa, che dai trailer non prometteva chissà cosa, ed invece è un perfetto thriller che parla di squali (ma non a nulla che vedere con lo squalo, come detto da quelli scoppiati di Wired) ma soprattutto di predatori umani, e pur avendo una donna come eroina non scade nel becero sessismo femminista a cui siamo ormai abituati. Ancora di più riesce a tenere incollato sulla poltrona lo spettatore, che è quello che si chiede a questo genere di film, mica masturbazioni mentali da salotto televisivo. Ottimo: 8
19) Honey Don't : film di uno dei fratelli Coen (Ethan), selvaggiamente attaccato da destra (è troppo wokeee!1!1) che da "sinistra (NOn è abbastanza Wokeee!!1111) è in realtà un divertente film in linea con la verve sarcastica e iconoclasta dei Coen. Certo non tutto è perfetto, alle volte personaggi e situazioni sono un po' troppo sopra le righe, e si indulge in qualche scena di sesso di troppo. Però Margaret Qualley, Chris Evans e Aubry Plaza se la cavano egregiamente, e il film presenta alcuni momenti di grande cinema, in particolare la sigla iniziale, molto seventies, e alcuni momenti veramente divertenti. Ma non è un film per chi si prende troppo sul serio: voto 8,5
20) Il padre dell'anno: Con l'ultimo biglietto rimasto sono andato a vedere questo film, per caso praticamente. Non mi aspettavo niente e da questo punto di vista non sono stato deluso: il film è praticamente il nulla, ci presenta il solito padre maschio boomer "tossico"(e borghese) interpretato da un Michael Keaton più gigione che mai che si arrabatta a chiudere le voragini di una sceneggiatura banalissima e nel film cerca di comportarsi da bravo bambino perché per quanto le donne che ci vengono presentate siano tutte abbastanza stronze, la colpa è solo ed interamente sua. Soporifero. voto 5
21) Zootropolis 2 : Dopo 9 anni tornano le avventure della coniglietta Judy e della volpe Nick, e questi 9 anni sono stati spesi bene dagli sceneggiatori, che imbastiscono una storia divertente piena di battute, di ritmo e di invenzioni narrative, senza trascurare un messaggio positivo che rende il film adatto a grandi e piccini, venendo premiati persino dall'avaro botteghino di questo periodo. Voto 9+
22) Nosferatu: Incredibilmente me lo stavo dimenticando: il metterlo in fondo è un premio per chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui: Beh, questo è il film dell'anno, debitamente sottovalutato da parte della critica e dal pubblico, perché si tratta di un film vero, che poco concede alle mode ideologiche o alle esigenze commerciali. Il regista è Eggers, uno che si è segnalato già per due eccellenti film come The Witch e the Northman, due film da recuperare e da cui ci si poteva aspettare il film che ha fatto: Cupo, pessimista, gotico, senza effetti speciali fatti col digitale o corbellerie varie. Il film fa piazza pulita dei vampiri beneducati, sexy o romantici che hanno infestato il cinema negli ultimi 30 anni almeno. Qui si torna alla prima versione, quella apocrifa e non autorizzata degli anni 20, in mondo ben più convinto e convincente di quell'esercizio di stile che era il Nosferatu di Herzog, roba da cineteca radicalchic. Qui il vampiro è quello che deve essere realmente secondo il folklore: un mostro assetato di sangue sotto forma di cadavere in putrefazione a cui si sacrificano cavalli e vergini per evitare il suo rancore, un portato del Potere medievale del Nobile su tutti i suoi atterriti sudditi. Il film è visivamente meraviglioso, ben sceneggiato ed interpretato, unica pecca la solita scena di sesso buttata lì, che ci si sarebbe potuto risparmiare tranquillamente. voto 9,5
23) mickey 17: Fim del regista di Snowpiercer e Parasite (non riesco a ricordarmi il nome ah sì BongJoon Ho ) è un film fantascientifico divertente, con un po' di sana satira sociale, forse un po' troppo ottimista nel finale (ma il tono è leggero) e con un Mark Ruffalo un po' troppo sopra le righe (come sovente avviene) voto 8
24) Deliver me from Nowhere Sorta di Biopic dedicato a Springsteen, o meglio alla genesi del suo album meno commerciale, ovvero Nebraska, è un film coraggioso e controcorrente, che prende un personaggio di successo che ha, a torto o a ragione, rappresentato il sogno americano, o meglio una versione del sogno americano, pur essendo in realtà un critico di quel sogno (vedasi la canzone Born in the USA, che è in realtà un inno antipatriottico). Proprio questo è il motivo del limitato successo del film, che peraltro sconta alcuni difetti: ritmo troppo lento, e scarso approfondimento dei temi delle canzoni, con peraltro le solite imprecisioni dei biopic (Born in the USA fu tolta dall'album e le canzoni di quello che divenne il disco omonimo vennero registrate solo dopo il 1983) tutto sommato un 8 per l'anticonformismo.
E qui mi fermo: ci sarebbe anche il Frankenstein di Guillermo del Toro, uscito su Netflix, ma voglio troppo bene a Guillermo per parlare male di un suo film, che comunque è una schifezza che fa più ridere che terrorizzare. (4,5)Opsss !!!
martedì, dicembre 23, 2025
Andrea Zhok: la chiusura della tonnara
Da sempre qui ospito materiale assolutamente originale, da me interamente prodotto, ma in questo caso faccio un'eccezione. Questo articolo, comparso in origine su Facebook e poi su L'antidiplomatico, mi è parso così importante e perfetto, che sarebbe stato ingiusto e presuntuoso sunteggiarlo o citarlo. Lo riporto per intero
LA Chiusura della Tonnara
di Andrea Zhok*
Qualche giorno fa il Consiglio dell’Unione Europea, organo esecutivo, ha sanzionato il colonnello Jacques Baud ed altri 11 soggetti (individui e persone giuridiche). Le sanzioni implicano il congelamento dei beni, il divieto a tutti i cittadini e alle imprese dell'UE di mettergli a disposizione fondi, di permettergli attività finanziarie o concedergli risorse economiche, oltre ad un divieto di viaggio. In sostanza ciò equivale a dichiarare la morte civile del cittadino colpito, che non può più accedere legalmente ad alcuna forma reddituale, né pregressa, né nuova, e non può spostarsi.
Due cose vanno sottolineate.
In primo luogo, questa punizione draconiana viene comminata per qualcosa che è precisamente e soltanto un “reato d’opinione”, in quanto non ci sono accuse di violazioni di legge, né penale, né civile.
In secondo luogo, la punizione non viene comminata da un organismo giudiziario, ma da un esecutivo, dunque senza passare attraverso una procedura di accertamento delle eventuali responsabilità.
Incidentalmente – per il piacere di chi si diletta di queste cose – questa forma di intervento è in diretta e manifesta violazione degli articoli 11 e 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che recitano rispettivamente:
Articolo 11.1. “Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.”
Articolo 12. “Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.”
Ora, chi pensasse che questa esibizione di arbitrio dittatoriale sia un semplice incidente di percorso, sbaglierebbe di grosso.
Il governo dell’Unione Europea è da tempo il regno del più totale arbitrio.
Pensiamo alla questione della sottrazione dei beni russi congelati. Questa palese violazione del diritto internazionale non è avvenuta (per il momento) solo per una congiuntura fortuita, ovvero la presenza negli USA di un presidente che ha altri piani per quei fondi e la presenza in Belgio – il paese finanziariamente più coinvolto – di un primo ministro dotato di un minimale buon senso. Per inciso, per questo atteggiamento prudente il premier Bart De Wever - nonostante goda di un massiccio appoggio popolare – è stato aggredito dalla stampa belga con accuse di filoputinismo. Le conseguenze a catena di una tale violazione macroscopica del diritto economico sarebbero potenzialmente devastanti e lo sono tanto più in quanto l’UE ha come ultimo residuo asset sul piano internazionale il fatto di essere una superpotenza finanziaria con una moneta stabile.
La von der Leyen è quella presidentessa che è stata eletta per un secondo mandato dopo aver bruciato decine di miliardi di fondi europei in un contratto privato e secretato via sms con la Pfizer. Ergo, il suo modo di agire arbitrario è stato benedetto dall’UE in toto.
L’UE è quell’organismo che ha portato al macello l’industria europea per seguire, pro tempore, le lobby green (che ovviamente nulla c’entrano con l’ecologia), salvo poi rendersi conto di quanto decine di esperti avevano detto immediatamente, ovvero che gli obiettivi di elettrificazione a tappeto erano astratti ed irrealistici (oltre che inutili per i fini che ufficialmente si proponevano, in assenza di accordi con il resto del mondo industrializzato).
L’UE è quell’entità multinazionale che sta aprendo un’agenzia d’intelligence sotto il diretto comando di chi presiede pro tempore la commissione (ora von der Leyen), come se fosse un capo di governo nazionale, democraticamente eletto.
L’UE ha partorito il Digital Services Act, meccanismo censorio che può sanzionare in maniera perfettamente arbitraria (cioè senza passaggio attraverso organi giudiziari) qualunque piattaforma che ospiti un contenuto ritenuto “disinformazione”, cioè qualunque contenuto che non sia allineato all’esecutivo europeo e sia significativamente influente.
L’UE sostiene sistematicamente che le elezioni con esiti avversi alla propria agenda sono illegittime e vanno ripetute, che i vincitori di elezioni con agende antieuropeiste vanno arrestati, che i partiti euroscettici vanno messi fuori legge anche se hanno la maggioranza delle preferenze.
Mentre nelle nostre scuole le ore di educazione civica vengono prese in ostaggio da piazzisti porta a porta delle meraviglie dell’Europa Unita, mentre carriere accademiche si decidono attraverso l’erogazione di grants europei, concessi a progetti o rigorosamente innocui o proni all’agenda eurocratica, mentre si procede a tappe forzate verso il portafoglio digitale – con cui le sanzioni oggi erogate a Jacques Baud potranno essere più ampie, rapide e diffuse – mentre tutto questo accade, la popolazione europea continua in gran parte a sonnecchiare.
I liberali libertari vogliono più libertà solo per i detentori di capitale.
I progressisti canticchiano “Bell* ciao” e inseguono fascisti immaginari.
I gruppi del dissenso sono troppo intenti ad essere gelosi o maldicenti gli uni degli altri per occuparsi d’altro.
La destra sovranista continua a vendersi la patria a pezzi in cambio di poltrone e foto opportunity.
Vecchi europeisti rintronati continuano a trastullarsi col “sogno europeo” perché possono fare benzina oltre confine senza mostrare i documenti.
Gli industriali, sempre più dipendenti dalle europrebende, stanno muti di fronte ad un’UE capace per la prima volta nella storia europea di coltivare rapporti catastrofici con tutto il resto del mondo: sul piede di guerra con la Russia, relazioni distrutte con la Cina per la “via della seta”, cacciati a calci dall’Africa, disprezzati dagli USA.
Gli unici a prosperare sono gli yes-men, i conformisti di lusso, gli ingranaggi di alto bordo, gli inservienti dell’accademia, gli ingranaggi della magistratura.
Pochissimi sembrano avere una comprensione della gravità di questa transizione storica, in cui, nelle istituzioni di quella tonnara chiamata Unione Europea, omini e donnine a pagamento, dipendenti da rarefatte oligarchie finanziarie, stanno portando a compimento gli ultimi passi per un assoggettamento integrale e irrevocabile dei cittadini europei: assoggettamento culturale, economico, materiale, comportamentale. Assoggettamento diverso però da quello delle autocrazie, perché brado, opaco, acefalo, privo anche di quel piccolo lusso che consta nel conoscere il volto di chi ti opprime. Al comando non è un uomo solo al balcone, ma un apparato autoperpetuantesi, un apparato messo in piedi da un sistema di lobby finanziarie, un apparato privo di un progetto che non sia quello del potere per il potere, l’estrazione di valore fine a sé stessa, per cui l’Europa e i suoi cittadini sono solo materia prima, forza lavoro, terra di conquista.
*Post Facebook del 21 dicembre 2025
venerdì, novembre 14, 2025
La Censura, Tumbir e Jessica Alba
So che con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa ed in Italia, lamentarsi per delle piccole cose può essere visto come un inutile narcisismo: però è anche e soprattutto dalle piccole cose che si vede l'insieme più grande. Ho già parlato in passato delle censure da me subite su Pinterest, che mi hanno portato a chiudere il profilo e delle censure qui, che mi hanno portato a ridimensionare la mia presenza, per non parlare del Shadow banning qui su Blogger, per cui sto pensando di aprire un blog su Substack. Eppure la storia non finisce qui; ora la censura arriva e mi tocca anche su Tumbir, un sito su sui pubblico di tanto in tanto giusto per rilassarmi foto delle mie attrici/cantanti e a volte tenniste preferite. Tutte foto ufficiali, niente di privato, osé né tantomeno pornografico, ma nemmeno lontanamente. Ieri casualmente mi accorgo che alcune di queste foto sono coperte e taggate con la dicitura "mature Content". Ci clicco sopra per vedere che cosa mai avrei pubblicato di così spinto. Bene normalissime foto, in alcune, forse, si intravede un po' di scollatura, ma non di più, e forse meno, di altre che non sono state colpite dallo stesso provvedimento.
Il caso più clamoroso è questa foto di Jessica Alba, in cui nemmeno si vede alcuna nudità, a parte il collo (!)
Ora non mi lamenterò del fatto che alcune pagine lì sono effettivamente pornografiche, anche e è vero, ed essere equiparate a queste fa girare un poco gli zebedei, ma rifletto che, man mano, ci stanno abituando al concetto di censura, stringendo sempre di più le maglie su quello che può essere pubblicato o meno, e si parte dalle foto per arrivare alle opinioni, alle ricerche scientifiche, alle statistiche, insomma a tutto. Che poi di mezzo ci siano algoritmi e AI non cambia molto. Quelli sono strumenti, e se vengono utilizzati in un certo modo è perché chi li utlizza li considera utili al suo scopo
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