“L’ignobile Patto di Trump”. Così titolava il giornaletto atlantista/globalista “la Repubblica” ormai diventato un foglio di propaganda delle peggiori elite europee a proposito dell’accordo fra il governo deli USA (che non scordiamo sono “la più grande democrazia de mondo” secondo sempre lo stesso giornale) e la Russia (che sono una spietata dittatura postbolscevica, sempre secondo lo stesso giornale).
Ora, che l’informazione italiana sia diventata una barzelletta che non fa più ridere nessuno, è cosa nota, però diremmo che un altro piccolo limite è stato infranto.
Il limite è quello di un giornale che dovrebbe essere per definzione neutrale, e raccontare i fatti per quello che sono, e solo in seconda battuta proporre delle interpretazioni, più o meno obiettive, più o meno faziose, ma che sono appunto opinioni, e come tali devono essere tenute separate dalla descrizione del fatto.
E’ ovvio che tanti titoli di questo e altri giornali sono da sempre tendenziosi, per esempio quelli che parlano di incendi boschivi nella stessa pagina in cui si parla di “crisi climatica”, dal momento che non vi è nessun legame fra gli incendi boschivi (quest’anno ai minimi storici, nonostante gli incendi in Francia) e la presunta “crisi climatica“ termine che, va ricordato, nessuno degli scienziati che studiano il problema ha mai usato.
Ma qui c’è un passaggio in più, una porta di overton che viene aperta: parliamo difatti di un titolo di apertura della prima pagina, non di un articolo taglio basso in una pagina interna, o un richiamo in piccolo.
Quello che poi salta all’occhio immediatamente è che questo titolo è la spia di un sentimento di rabbia, invidia e frustrazione che il dialetto romanesco ha da tempo definito con il termine rosicare, che significa rosicchiare, ma anche rodersi dall’invidia e dal risentimento verso qualcosa che è successo che ha premiato qualcun altro, tipicamente il risultato avverso in una partita di un qualche sport, generalmente il calcio.
Questo risentimento nasce generalmente dal fatto che una speranza, o addirittura una certezza che per noi era acquisita, si riveli del tutto priva di fondamento. A quel punto la rabbia che proviamo perché le nostre certezze sono finite in polvere, si trasforma in risentimento, e nella negazione del fatto che ci siamo fatti imbrogliare da qualcuno che ha alimentato queste speranze, oppure nel risentimento verso questo qualcuno.
Qui direi che il termine “rosicare” descriva perfettamente la motivazione principale dietro questo titolo invero incredibile.
In effetti la guerra fra Russia e Ucraina è sempre stata una guerra fra l’Occidente (ovvero la sua organizzazione militare, la Nato) e la Russia e, per estensione, ai BRICS, ovvero l’alleanza economica (ma che potrebbe diventare militare, se i paesi che ne fanno parte fossero spinti dall’aggressività occidentale a stringere patti militari fra loro, cosa che sta già avvenendo).
Il vero motivo della guerra non risiede ovviamente nella “aggressione” russa, peraltro in conseguenza di 8 anni di bombardamenti terroristici sulla popolazione civile da parte di un governo , quello ucraino, eletto tramite un golpe che ha rovesciato l’esito delle elezioni, ma nella necessità da parte dell’imperialismo a stelle e strisce di interrompere i buoni rapporti economici fra Russia e UE.
Difatti la unione fra la forte industria europea e soprattutto Tedesca e le immense risorse della ex Unione Sovietica sono da sempre l’incubo dei capitalisti anglosassoni, che vedono in questa unione un vero pericolo, perché avrebbe significato , e significa tuttora, avere un fortissimo concorrente sul piano economico, ed essendo la UE considerata una “democrazia” la discriminazione nei confronti delle vere o presunte dittature non avrebbe funzionato.
Insomma ci sarebbe stato un formidabile avversario, e difatti gli USA hanno sempre osteggiato la Ue e l’adozione della moneta unica, fino a quando non hanno capito che le elite europee erano troppe timorose e imbelli per potersi veramente opporre alla egemonia statunitense.
Già nel 2016 Trump aveva spavaldamente parlato di “far saltare il Nord Stream” e interrompere lo scambio gas- denaro fra UE e Russia di Putin. Fu poi Biden, per mezzo dell’Ucraina, a compiere la missione che Trump aveva prospettato, insieme, peraltro ad un infinito numero di “pacchetti” di sanzioni (siamo arrivati al numero 22, ma non mi stupirei se si arrivasse a 25 ) che Unione Europea (parallelamente agll USA) hanno deciso dal marzo 2022 ad oggi, autunno 2026.
Il tutto naturalmente oltre all’invio sempre più massiccio di “aiuti militari” compresi missili a lungo raggio, droni, aerei caccia, carri armati, Patriot e sistemi radar.
Questi aiuti militari sono ormai diventati insostenibili pure per gli americani, che dal loto canto devono finanziare e fornire di armi anche Israele oppure impiegarle contro l’Iran e gli Houti, peraltro con risultato piuttosto scarsi, se non disastrosi, perlomeno fino ad ora.
Ora è ovvio che Trump, che è spregiudicato e spesso poco realista, abbia capito quello che tutti quelli che non sono degli idioti hanno capito da molto tempo, e cioè che l’Ucraina non può vincere la guerra e quella della guerra Ucraina è diventato un pozzo senza fondo che inghiotte risorse di cui c’è bisogno da altre parti, compreso il fronte interno, in cui la sua popolarità e quella del suo governo sono precipitati paurosamente. Sono prossime le elezioni di mid term, e queste si prospettano come un bagno di sangue per lui ed il partito repubblicano. L’inflazione, la carenza enegetica (dovuta anche lì alle politiche green, che Trump ha cercato timidamente di contrastare, ma che ormai hanno fatto danni) la politica di estrema repressione sul piano sociale, che piacerà magari al popolo Maga, ma che ha indignato moltissimi americani, compresi i votanti repubblicani di ala libertariana o gli ex elettori dem, che non vedono di buon occhio un governo sempre più fascistoide, e l’emergere di un’ala più radicale nello schieramento democratico che sta raccogliendo consensi fra i non elettori spingendoli al voto, sono tutte ragioni che rendono probabile una dèbacle repubblicana, sia a camera che in Senato, e Trump diverrebbe la tipica “anatra zoppa” ovvero un presidente che non ha una maggioranza solida, o non ha alcuna maggioranza, su cui contare.
Ergo era del tutto ovvio che Zelensky sarebbe stato mollato, d’altro canto il suo governo, eletto nel 2019 e quindi scaduto ormai da almeno 2 anni, non può contare su alcuna maggioranza, il suo partito si è disfatto in mille rivoli, l’ala banderista/neonazista ha ormai di fatto assunto il comando, e questi vogliono la guerra fino all’ultimo ucraino, peraltro questa è stata la politica di Zelensky fin dalla presunta “strage di Bucha”.
La corruzione in Ucraina, che era il problema principale che il primo governo Zelenskyre si era posto come problema da risolvere, è arrivata a livelli talmente alti da rende di fatto inutili tutti gli aiuti che, fin troppo generosamente, la Ue continua a fornire. La situazione sul campo è molto peggiore ovviamente di quanto non si ammetta, non solo l’Ucraina non è in grado di riconquistare i territori occupati (o liberati) dai Russi, ma deve fronteggiare la scarsità di truppe, soprattutto di truppe motivate. Il numero di disertori viaggia ormai su quota 200.000 e da 2 anni le persono in età arruolabile vengono rapite per strada da gruppi di reclutatori che, sempre più spesso, vengono affrontate e respinte dalla popolazione, ormai stufa di una guerra persa e strapersa, e che devono affrontate una penuria di qualsiasi bene, ormai riservato solo a Zelensky,alla sua cricca e a pochi ceti sociali privilegiati. Qualche piccola controffensiva di scarso respiro al fronte non servono a cambiare l’esito della guerra, con le città di Sloviansk e Krasmatorsk che ormai sono a tiro dei cannoni russi, e la cui caduta im mano nemica significherà la sconfitta definitiva, perché il Donbass verrà finalmente liberato delle presenza delle truppe di Kiev, comprese le truppe di ispirazione neonazista raccolte sotto i vessilli del fu battaglione Azov, ora diventato addirittura corpo d’armata e questo punto potrebbe esserci solo la resa o l’annientamento totale dell’esercito ucraino.
Questo è, in sintesi, il quadro completo della situazione, ed è quindi del tutto scontato quanto sta accadendo e che i maggiori esperi del settore, fra cui il Prof Alessandro Orsini, avevano prospettato fin da subito, fra gli insulti dei supporter atlantisti.
E qui arriviamo al punto che fa rosicare i media italiani e occidentali, non solo i nostri cari “repubblichini”. Costoro hanno propagandato senza remora alcuna la narrazione che voleva nel conflitto ucraino nientopopdimeno che uno scontro “di civilta” (dove abbiamo già sentito questa teoria?) Da una parte le “democrazie” del blocco occidentale Nato riunite sotto le bandiere della “più grande democrazia dell’universo”, e dall’altra il cattivo Putin, un dittatore spietato e in preda ad un delirio di grandezza, il nuovo Hitler che vorrebbe conquistare prima l’Ucraina, poi i Baltici e poi arrivare a Berlino e forse anche Lisbona e Madrid.
E di fronte a questo schieramento del Bene contro il Male, gli orchi russi (come è stato scritto da diverse parti, perché Tolkien è fascista se piace alla Meloni, ma diventa antifascista se piace agli smelonati del campo largo, come i nazisti, che sono lettori di Kant e possono anche essere “buoni”, se si ha bisogno dei loro servigi) non ci possono essere dubbi né tentennamenti.
Il Male va sconfitto, senza se e senza ma, ed è quello che succederà inevitabilmente perchè “40 democrazie non possono perdere” come declamato dal noto Severgnini, uno che è pettinato come i Beatles sessanta anni fa, ed è rimasto con le stesse idee di 60 anni fa, il che è pure peggio.
Tutto il resto non conta, è solo “propaganda filoputiniana” dei soliti complottisti, negazionisti e no vax.
Il problema dei propagandisti è da sempre uno e molto semplice: che ad un certo punto la realtà si prende la sua rivincita sulle sciocchezze e menzogne della loro stessa propaganda, e, quando questo accade, ecco che lo sconforto e la rabbia, il rosicamento appunto, emergono in superfice, e a quel punto, per negare di essersi fatti manipolare ed aver manipolato, i propagandisti passano alla fase due, incolpare qualcun altro del fatto che le loro previsioni si sono rivelate essere una serie infinita di fanfaluche e corbellerie, per non usare termini più stringenti e volgari.
Ed ecco quindi la “rosicata” in prima pagina, una rosicata che passerà alla storia insieme alle celebri prime pagine del Corriere della Sera nel giugno del 1940 annuncianti trionfanti l’entrata in guerra dell’Italia fascista.
I tempi cambiano, ma i giornalisti propagandisti non cambiano mai.
Blog di Pablo, continuazione ideale delle Pablo Pages. Qui si parla di tutto un po', secondo l'estro del momento: politica attualità, cinema, musica sport e cazzeggi vari....Presumo che chi capita qui sia mio amico, o almeno conoscente, altrimenti va bene lo stesso :-))
martedì, ottobre 13, 2026
L’accordo Usa Russia e i rosiconi dell’informazione
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