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venerdì, dicembre 26, 2025

I Film del 2025

 IN questa stagione 2024/2025 mi è capitato più spesso di andare al cinema, grazie a qualche offerta che ho sfruttato. Ho pensato di fare delle brevi recensioni dei film visti, ovviamente dal mio punto di vista, spesso non coincidente con quello della sedicente critica (sempre meno affidabile) e del pubblico, che alle volte risulta più affidabile dei critici, ma il cui livello di comprensione dei film rimane comprensibilmente molto basso.

E andiamo

1) Beetljuice BeetleJuice: Tim Burton torna sul luogo del delitto, e ovviamente tutti gli sputano addosso. Eppure questo seguito sfugge alla regola dei seguiti, per cui dovrebbero essere decisamente inferiori ai primi. Non solo questo film tiene il confronto, ma è addirittura superiore, con una trama più complessa e nuovi personaggi. Burton punta su un trio di attrici (Ryder, Ortega e Bellucci) e fa decisamente centro, soprattutto la nostra Monica, strepitosa come non.morta in cerca di vendetta. 9


2) Smile 2: Buon seguito del primo episodio, ben girato, con una trama più che passabile, incespica un po' nel finale, ma visti altri horror di quest'anno direi un 7

3) Terrifier 3: Molti giudicano questa saga troppo splatter, insensata e crudele. Ed è vero ed è proprio per questo che la apprezzo. Alla faccia dell'horror beneducato, politicamente corretto e totalmente inutile e soprattutto per nulla spaventoso degli ultimi 8-10 anni questa saga rilancia il vero splatter, dove gli ettolitri di sangue hanno ben più importanza di trame insulse e noiose. Il film riprende ed ampia i temi e personaggi del secondo episodio. E ancora con la presenza di una strepitosa Lauren Lavera che si conferma la sola ed unica Scream Queen. 8,5

4) Giurato numero 2: Ultimo, speriamo solo in termine relativo, film del grandissimo Clint Eastwood. Si tratta di un giallo processuale dal tema etico come nella migliore tradizione hollywoodiana. La trama incede sempre più appassionanate, tuttavia il film ha un grave difetto: E' fin troppo perfetto e logico e muove dall'assunto che tutti i protagonisti siano mossi da valori etici. Nella realtà non va così, inoltre io non sono nemmeno troppo convinto che il protagonista sia colpevole, come faccia ad esserlo lui rimane un mistero. Detto questo che Dio ci conservi Clint, uno che ancora scrive scrive sceneggiature senza la AI. 7,5

5) Long legs: spacciato per una sorta di "silenzio degli innocenti" in realtà assomiglia maggiormente a film come "The Alphabet Killer" anche  in quel film vi era una poliziotta in crisi per un caso irresolvibile. Ma quello era un film tratto da una storia vera e realistico, qui si vira sul solito fantastico ed il film perde di credibilità via via che procede. Inoltre è piuttosto noioso. Non si capisce quindi L'Hype di cui è stato oggetto. Unica nota positiva: Nicolas Cage travestito: 5,5

6) Strange Darling: prodotto in realtà nel 2023, ma lo includo volentieri. SI tratta di un thriller ben costruito con episodi messi non in ordine cronologico. Inizialmente risulta un po' dispersivo, ma quando poi tutto si incastra allora funziona alla meraviglia. Inoltre è un film che riesce a sorprendere nonostate il tema sia stato svolto moltissime volte, senza indulgere alla moda Woke, anzi, questa viene (giustamente) bastonata. 8


7) Heretic. Horror Psicologico, con una prima parte tesissima, basato su una schermaglia teologica fra due (innocenti?) propagandiste religiose ed un "eretico"che tende una trappola, non solo dialettica, alle sue ospiti. Il film cala un po' nel finale, che non risulta all'altezza (notevole) della premessa. E sì, è un film un po' conservatore, ma che forse gli horror non devono esserlo? 8

8) Tutto il tempo che abbiamo: Confesso che sono andato a vederlo solo per Florence Pugh, pensando di vedere la solita commediola romantica inutile e dolciastra come la melassa: Ed invece ho visto un buon film drammatico che parla di amore e autoconsapevolezza in modo garbato e non (troppo) retorico. Bravissima Florence che regge il film praticamente da sola (l'attore protagonista è alquanto impalpabile) 8 

9) Death of a Unicorn : e iniziamo con i guilty pleasures: ma perché poi guilty? Questa favola morale in salsa fantasy è tutt'altro che disprezzabile, ed è bella proprio per i motivi che non l'hanno fatta apprezzare alla critica neocon e woke, unite nella lotta. Sotto la superfice fantasy/horror si cela (nemmeno troppo) una satira pungente che prende di mira sia l'affarismo senza scrupoli del settore farmaceutico, sia l'ipocrisia  della classe dirigente, contrapponendola alla purezza della adolescenza e alla importanza della famiglia, persino di quelle "disfunzionali". Gli effetti speciali sono all'altezza e Jenna Ortega si riconferma la migliore promessa del cinema di oggi. voto 8,5


10) Eden: film sottaciuto e sottovalutato, forse per il cast femminile stellare (Ana de Armas, Sydney Sweeney e Vanessa Kirby, a cui si contrappone Jude Law) o forse per il tema. Si tratta di un thriller ambientato in un'isola dove un filosofo utopista vuole creare la sua utopia per un mondo migliore, peccato che il primo a dover migliorare sia proprio lui, visto che si tratta di un misantropo narcisista. La solitudine sua e della moglie vengono interrotti da una coppia working class e da una pretesa nobile, ma in realtà avventuriera, e dal suo codazzo di amanti. Da questa strana comunità non possono altro che nascere disastri e così sarà. Flm intrigante che tiene alta l'attenzione fino al non prevedibile finale. Film sottovalutato della stagione (non l'unico) 8,5

11) Thunderbolts: non sono un amante delle saghe Marvel, che trovo delle dispendiose baracconate.ma avendo l'abbonamento in scadenza ed essendoci Florence Pugh ho deciso di dare una chance a questo filmone. E tutto sommato ho fatto bene, Seppure il film non si discosti di molto dalla media di questi film, per cui ogni tot minuti ci devono essere risse megagalattiche con improbabili inseguimenti, almeno qui ci sono dei personaggi un po' più interessanti e meno sputtanati del solito, il tono è ironico e questa masnada di antieroi induce alla simpatia. 7,5

12) Sinners. i peccatori. E con questo film iniziano le delusioni. Avendo visto il trailer mi aspettavo una storia di blues e vodoo un po' originale. Ed invece mi sono trovato un presuntuoso pasticcio di temi banali il tutto assemblato alla meno peggio con una trama chiaramente fatta con l'A.I. IL film parte bene con un ragazzotto che confessa i suo peccati con tanto di chitarra rotta in mano. Ma poi, man mano che si procede, il film risulta sempre più confuso. In effetti il protagonista viene sostituito e poi dimenticato a favore di 2 loschi figuri, che provengono dalla criminalità- di Chicago (il film è ambientato negli anni 30 del secolo scorso) per cui dovremmo fare il tifo, ma proprio non si riesce ( a meno che il fatto che siano di colore dovrebbe bastare..mah..) . Ad un certo punto, dopo la presentazione di vari personaggi dozzinali, e alcune scene imbarazzanti sul piano delle regia, il film vira sull'horror e sul film di vampiri, sostanzialmente diventando un remake di "dal tramonto all'alba", assumendo tratti ironici che non funzionano. Poi alla fine ci si butta dentro anche il tema del razzismo con una trentina di appartenenti al klu klux klan che si fanno abbattere come tordi dall' "eroe" buono, talmente buono che sparava ai suoi fratelli perché gli toccavano la merce da lui rubata. Il protagonista totalmente dimenticato, come la logica. L'unica cosa che alla fine rimane del film è che alle donne, di qualsiasi etnia siano , piace il cunnilingus. Bah... voto 4

 


13) Ballerina: non sono un fan dei film di John Wick, che trovo alquanto illogici e anche ripetitivi, ma vista la presenza di Ana de Armas ho deciso di dare una chance a questo film, ed effettivamente è stata una buona scelta. beninteso il film presenta sempre situazioni al limite, il mondo di riferimento è quello, ma se siamo disposti ad accettare che vi sia una specie di centrale internazionale del crimine e del Killeraggio, allora la cosa funziona. Forse perché non c'è Keanu Reeves (che alla fine compare in modo abbastanza illogico, del genere "ce lo mettiamo se no la gente non viene a vederlo) gli sceneggiatori si sono sforzati un po' di più del solito Alla fine il film non è certo un capolavoro indimenticabile, ma funziona quel che basta. voto 7.5

14 ) 28 anni dopo: Quando sono venuto a sapere che veniva ripreso questa mini saga, ho iniziato a salivare. I due precedenti sono fra i miei preferiti, pur non essendo scevri da difetti hanno avuto l'enorme merito di rilanciare gli zombie.movies. Ma da allora ad oggi sono passati appunto quasi trentanni, ed il filone zombie-infetti ed in generale il filone post apocalittico sono stati sviscerati in tutti i modi possibili, soprattutto con serie televisive come The Walking Dead e The Last of Us (e nessuno dei due mi ha entusiasmato, soprattutto LOU) . E difatti questo film ne soffre terribilmente, cerca di essere originale ma la mitologia appare poco convincente e poco coerente con i capitoli precedenti. Eppure parte benissimo, prosegue benino, ma perde colpi man mano che la storia procede(?) risultando alla fine un indigeribile polpettone con situazioni imbarazzanti sul piano logico narrativo e senza alcun approfondimento. Delusione dell'anno si salva giusto la regia .voto 6--

 15) Megan 2.0 . Seguito del precedente si basa su una trama totalmente differente, in cui spionaggio, azione e doppio gioco di intrecciano. Forse perché ha una trama troppo complessa per il pubblico di riferimento è risultato un flop, ma il sottoscritto l'ha trovato divertente e sorprendente: probabilmente verrà rivalutato col tempo. 7,5

16) Jurassic Park the rebirth  Classico filmone per famiglie è esattamente quello che ci si può aspettare: fracassone, con scene ben girate e grandi effetti speciali, e totalmente banale e scontato per il resto, con personaggi inerti e banali, i cattivi o gli insignificanti che muoiono e i buoni che sopravvivono. C'è anche la Scarlett, che arrivata ai 40 anni, ha pensato di far parlare di sè con il solito pianto ipocrita e vittimista sul "male gaze" (sguardo maschile) che le avrebbe oscurato la carriera da lei costruita su un paio di tettone rifatte e vestitini striminziti... vabbé tiremm innanz. voto 6,5 

16) Bring her back. qui iniziano i film estivi, e si procede di male in peggio: questo filmetto, anch'esso esaltato da critici pubblico e persino youtuber che si spacciano per critici accurati è la cosa più banale vista da parecchio tempo a questa parte: dopo venti minuti si è già capito dove va a parare, e non ci viene risparmiato nulla, dalle battute involontariamente umoristiche "è la migliore psicologa che abbiamo avuto negli ultimi 20 anni" e c'è da chiedersi come erano le altre... situazioni telefonate, cellulari che appaiono e scompaiono, buchi di sceneggiatura, errori di regia...insomma un campionario per cui alla fine del film sei contento...che il film sia finito voto 4

17) Weapons. film distribuito col titolo generale (perché tradurre weapons con armi pare brutto..) altro film strapompato ed altra (relativa) delusione. Relativa perché ero avvertito che il film era dello stesso regista di Barbarians, altro film immotivatamente pompato e pasticciato. Rispetto a quello questo è un capolavoro, ma rimane sotto la sufficienza. Il difetto di questi film è sempre lo stesso. Trovate registiche e di sceneggiatura discutibili e protagonista inesistente, dovremmo fare il tifo non si sa bene per chi e perché. In questo caso sarebbe una improbabile maestra ubriacona e di facili costumi...si vabbè... . E' cpsì poco convincente come protagonista che ad un certo punto il regista la perde di vista. Peraltro il film inizia con una voce infantile fuori campo e si conclude con una voce infantile fuori campo. Di chi è la voce? boh.. il finale è poi assolutamente ridicolo oltre che forzato. 4

18) Dangerous Animals : gradevole sopresa, che dai trailer non prometteva chissà cosa, ed invece è un perfetto thriller che parla di squali (ma non a nulla che vedere con lo squalo, come detto da quelli scoppiati di Wired) ma soprattutto di predatori umani, e pur avendo una donna come eroina non scade nel becero sessismo femminista a cui siamo ormai abituati. Ancora di più riesce a tenere incollato sulla poltrona lo spettatore, che è quello che si chiede a questo genere di film, mica masturbazioni mentali da salotto televisivo. Ottimo:


 19) Honey Don't : film di uno dei fratelli Coen (Ethan), selvaggiamente attaccato da destra (è troppo wokeee!1!1) che da "sinistra (NOn è abbastanza Wokeee!!1111) è in realtà un divertente film in linea con la verve sarcastica e iconoclasta dei Coen. Certo non tutto è perfetto, alle volte personaggi e situazioni sono un po' troppo sopra le righe, e si indulge in qualche scena di sesso di troppo. Però Margaret Qualley, Chris Evans e Aubry Plaza se la cavano egregiamente, e il film presenta alcuni momenti di grande cinema, in particolare la sigla iniziale, molto seventies, e alcuni momenti veramente divertenti. Ma non è un film per chi si prende troppo sul serio: voto 8,5

20)  Il padre dell'anno: Con l'ultimo biglietto rimasto sono andato a vedere questo film, per caso praticamente. Non mi aspettavo niente e da questo punto di vista non sono stato deluso: il film è praticamente il nulla, ci presenta il solito padre maschio boomer "tossico"(e borghese) interpretato da un Michael Keaton più gigione che mai che si arrabatta a chiudere le voragini di una sceneggiatura banalissima e nel film cerca di comportarsi da bravo bambino perché per quanto le donne che ci vengono presentate siano tutte abbastanza stronze, la colpa è solo ed interamente sua. Soporifero. voto 5

21) Zootropolis 2 : Dopo 9 anni tornano le avventure della coniglietta Judy e della volpe Nick, e questi 9 anni sono stati spesi bene dagli sceneggiatori, che imbastiscono una storia divertente piena di battute, di ritmo e di invenzioni narrative, senza trascurare un messaggio positivo che rende il film adatto a grandi e piccini, venendo premiati persino dall'avaro botteghino di questo periodo. Voto 9+


22) Nosferatu
: Incredibilmente me lo stavo dimenticando: il metterlo in fondo è un premio per chi ha avuto la pazienza di leggere fino a qui: Beh, questo è il film dell'anno, debitamente sottovalutato da parte della critica e dal pubblico, perché si tratta di un film vero, che poco concede alle mode ideologiche o alle esigenze commerciali. Il regista è Eggers, uno che si è segnalato già per due eccellenti film come The Witch e the Northman, due film da recuperare e da cui ci si poteva aspettare il film che ha fatto: Cupo, pessimista, gotico, senza effetti speciali fatti col digitale o corbellerie varie. Il film fa piazza pulita dei vampiri beneducati, sexy o romantici che hanno infestato il cinema negli ultimi 30 anni almeno. Qui si torna alla prima versione, quella apocrifa e non autorizzata degli anni 20, in mondo ben più convinto e convincente di quell'esercizio di stile che era il Nosferatu di Herzog, roba da cineteca radicalchic. Qui il vampiro è quello che deve essere realmente secondo il folklore: un mostro assetato di sangue sotto forma di cadavere in putrefazione a cui si sacrificano cavalli e vergini per evitare il suo rancore, un portato del Potere medievale del Nobile su tutti i suoi atterriti sudditi. Il film è visivamente meraviglioso, ben sceneggiato ed interpretato, unica pecca la solita scena di sesso buttata lì, che ci si sarebbe potuto risparmiare tranquillamente. voto 9,5

23) mickey 17: Fim del regista di Snowpiercer e Parasite (non riesco a ricordarmi il nome ah sì BongJoon Ho ) è un film fantascientifico divertente, con un po' di sana satira sociale, forse un po' troppo ottimista nel finale (ma il tono è leggero) e con un Mark Ruffalo un po' troppo sopra le righe (come sovente avviene) voto 8

24) Deliver me from Nowhere Sorta di Biopic dedicato a Springsteen, o meglio alla genesi del suo album meno commerciale, ovvero Nebraska, è un film coraggioso e controcorrente, che prende un personaggio di successo che ha, a torto o a ragione, rappresentato il sogno americano, o meglio una versione del sogno americano, pur essendo in realtà un critico di quel sogno (vedasi la canzone Born in the USA, che è in realtà un inno antipatriottico). Proprio questo è il motivo del limitato successo del film, che peraltro sconta alcuni difetti: ritmo troppo lento, e scarso approfondimento dei temi delle canzoni, con peraltro le solite imprecisioni dei biopic (Born in the USA fu tolta dall'album e le canzoni di quello che divenne il disco omonimo vennero registrate solo dopo il 1983) tutto sommato un 8 per l'anticonformismo.

E qui mi fermo: ci sarebbe anche il Frankenstein di Guillermo del Toro, uscito su Netflix, ma voglio troppo bene a Guillermo per parlare male di un suo film, che comunque è una schifezza che fa più ridere che terrorizzare. (4,5)Opsss !!!

 

 

 

 

venerdì, maggio 12, 2017

In vendita il mio libro Shakira la Rockera dai piedi scalzi

Ho il piacere di comunicare la conclusione felice di un progetto a cui ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo, con molte incertezze e con molti cambiamenti al progetto originale, ma credo di aver raggiunto un discreto risultato finale.
Risultato finale che, chi è interessato, potrà verificare di persona.
Vediamo di cosa si tratta:

Shakira - La rockera dai piedi scalzi è un ebook in vendita presso i negozi Amazon.
Il libro racconta la vita e la carriera di una delle star più amate e seguite.
Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Hit che hanno segnato la musica moderna (chi non ricorda canzoni  comeWhenever Wherever, Hips don't Lie o Waka Waka? ) centinaia di concerti, più di 400 premi vinti e oltre 100 milioni di followers su Facebook,  Shakira è forse la Popstar più globale e più amata degli ultimi 20 anni. Il libro ne ripercorre in modo agile la vita e la carriera, le origini sociali e culturali, le difficoltà iniziali, i primi successi, la vita sentimentale, i concerti, e analizza la musica ed il significato dei testi.
Viene anche dato ampio spazio alle molte iniziative filantropiche che Shakira ha intrapreso nel corso della sua carriera, dalla creazione della Fondazione Pies Descalzos fino all'impegno nell'UNICEF e a favore dei profughi e dei migranti.
Il libro sottolinea quindi il fatto che Shakira non sia una semplice popstar ma vuole sottolineare l'amore di Shakira verso il rock, il suo impegno sociale, e la modestia che ne ha sempre caratterizzato l'azione, oltre alla abitudine di esibirsi sul palco a piedi scalzi.

Il libro può essere acquistato presso Amazon a questo indirizzo

martedì, dicembre 31, 2013

Qualcosa è meglio che cambi

Ogni fine/inizio dell'anno ci si ripromette di cambiare la propria vita o abitudini. Raramente succede, però alla fine vale la pena provarci. E credo che sia arrivato il momento di tagliare certi "rami secchi". Quando i rapporti con determinate persone sono totalmente compromessi e si capisce che non è possibile, né utile tornare indietro, è bene darci un taglio definitivo. I vantaggi saranno sicuramente superiori agli eventuali danni.

venerdì, novembre 15, 2013

Se Internet diventa una droga pericolosa...

Non mi piace passare per passatista, non  mi piace sia perché ritengo di appartenere più al campo "progressista" che a quello conservatore sul piano politico e sociale. Ancor meno mi ritengo passatista sul piano culturale. Mi piace conoscere e seguo le novità musicali, cinematografiche, i nuovi telefilm, inevitabilmente le nuove tecnologie. Reputo inevitabile, anche se non sempre desiderabile, ciò che viene chiamato progresso. E sono stato un entusiasta scopritore di Internet quando questi era ben poco frequentato in Italia, guardato con sospetto se non aperta ostilità dalla gran parte dei mass media e dell'opinione pubblica. Ho aperto il mio primo sito credo attorno all'anno 2000 quindi una dozzina di anni fa. Nel 2006 ho aperto questo blog seguito da  it'sonlyrocknroll nel 2008. Ho partecipato credo ad una dozzina almeno di forum, sportivi, musicali, telefilm, politici, ho scritto qualcosa su Wikipedia. Sono entrato prima su Myspace e poi, lo confesso un poco obtorto collo, su FaceBook.
Eppure adesso faccio sempre più fatica a farmi piacere Internet, ed in particolare i Social Network.
Perché? Non è ipocrita forse questo?
Non so se sia ipocrita o meno, di sicuro è giustificato.
MI viene da pensare, proprio come ad un vecchio e livoroso conservatore in vestaglia a quadrati e ciabatte al piede, che si stesse meglio quando si stava peggio.
Un tempo, intendo dire prima dell'avvento di Internet, e per dire il vero anche per qualche altro anno ancora mi ricordo che facevo più cose di ora. Leggevo più libri, un sacco di libri, ma solo quello che mi interessava. Sentivo la musica, forse meno di adesso, ma quella che volevo io. frequentavo solo le persone che mi interessava frequentare, che trovavo interessanti, e con loro parlavo dei libri, della musica e dei film che avevo visto. O ci si scambiava opinioni sui fatti di cronaca e politica. Sapevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva e nessuno mi poteva dire cosa doveva piacermi, al massimo consigliare (che è tutt'altra cosa). Ogni tanto capitava di conoscere qualche presuntuoso (tipo quel tale che quando gli dissi con aria entusiasta che mi piaceva la musica e ascoltavo i manics Street Preachers ed i Levellers, mi rispose con un incazzoso ed inespressivo "chicazzo sono?" seguito da un apodittico " io ascolto Jazz fusion" a cui segui un mio silenzioso "ma vaffanculo!"), capitava il vecchietto saccente sul treno o dal barbiere, ma erano cose che arrecavano più divertimento che disturbo. Capitava di leggere la coglionata di qualche giornalista e magari ci si arrabbiava un poco,ma alla fine si sapeva che i giornalisti dicono coglionate, e tutto finiva lì.
Adesso con Internet ed i social Network non è più così.
Sei sottoposto ed esposto alle opinioni ed ai giudizi di decine, centinaia, migliaia, potenzialmente miliardi di persone che
1) non ti conoscono (anche se pensano di sì)
2) Non conoscono quello di cui parli (anche se pensano di sì)
3) Non conoscono quello di cui loro parlano (anche se pensano di sì)
4) e vogliono giudicare ugualmente e peggio avere ragione.
Gente che non sa giudicare se una cantante canta bene o male, ma vuole farlo ed informarti del loro giudizio da incompetente, gente che compila  nutritissimi elenchi delle "migliori band del rock" dove, escluso un 10% di nomi scontati ed un altro 10% di nomi azzeccati, il meno peggio sono gli Aerosmith...gente che pensa di conoscere il cinema horror e spara cazzate che ti viene voglia di prendere una motosega e fare quel che andrebbe fatto, gente che si introduce in un discorso serio in cui non c'entra una minchia e spara con aria saccente cose tipo " il film fa schifo il fumetto è pura arte, senza naturalmente specificare che cosa intenda per pura arte e dove il fumetto corrisponda a questo parametro.
e si potrebbe andare avanti...
Pggio ancora si viene esposto alla moda dell'amicizia virtuale questa cosa per cui dobbiamo considerarci amici con persone con cui non abbiamo sostanzialmente una sega in comune, ma che però dobbiamo, ripeto dobbiamo farci piacere, perchè se no, loro, si offendono.
Magari sono persone conosciute in un forum e si hanno una o due banalissime cose in comune ma poi per il resto non c'è nulla che ci possa legare: nè la politica, nè la cultura, nè altri interessi. Sei maleducato poco espressivo non ascolti gli altri, non capisci una mazza, mi tratti dall'alto in basso, non capisci una cippa di musica o film, sei qualunquista se non fascista  e sei magari pure della Lazio, e dovremmo essere amici? ma davero davero davero???
 e se ti faccio capire che forse non me ne frega una cippa ti offendi?
ma davero davero davero?
Non parliamo poi del peggio del peggio, dell'invasato da tastiera. di quello che sì è bevuto il cervello dietro alle più assurde teorie complottiste, che crede veramente che il mondo sia dominato dalla setta degli illuminati, dai rettilliani, dalla massoneria e da Big Pharma, oltre che i soliti banchieri ebrei dal naso adunco. A questi si aggiungono animalisti che credono che gli animali siano come nei cartoni animati della Disney, vegetariani-vegani-crudisti-fruttariani-antispecisti che ti scassano le palle con le loro teorie demenzialmente antiscientifiche e cercano di riempirti di sensi di colpa che non hai nessuna voglia di nutrire anche perché sei nato uomo e non ratto o salamandra e se questi possono riempire il mondo delle loro astruse teorie è grazie ai computer e reti create e fatte funzionare dagli uomini e non dai ratti, che la massimo possono, rosicchiando i fili, sabotarle.
Infine i grillini o altri entusiasti delle virtù taumaturgiche e democratiche della Rete che sono ciechi di fronte agli evidenti limiti ed alle evidenti falle del sistema, ed ovviamente non ne vogliono sentir parlare.
Insomma ce n'é abbastanza per averne i cabasisi colmi come la metro nelle ore di punta.
E questo mi sta portando ad usare molto meno Internet che, sì. se usato con moderazione, per prenotare viaggi, acquistare biglietti o cd o dvd, per consultare pochi siti e blog affidabili, è sicuramente un utile strumento, ma se usato per sostituire la vita reale, la democrazia reale, la competenza reale, insomma la realtà, è solo l'ultima e la più pericolosa delle droghe.

lunedì, marzo 04, 2013

Rompicoglioni: istruzioni per l'uso

Il mondo è pieno di rompicoglioni.
Persone che non si fanno gli affari propri e dispensano consigli non richiesti su cosa bisogna fare, ascoltare, guardare, e, peggio, dire o pensare.
Ovviamente ci sono persone che ci danno consigli perché si preoccupano di noi, quelli sono le persone che ci vogliono bene, fidanzati/e, mariti, mogli, gli amici, i parenti, bene, non tutti i parenti, a dire il vero.
Poi ci sono gli altri. i rompicoglioni , appunto.
Come si fa a distinguere un rompicoglioni da una persona invece amorevole?
Non facile di primo acchitto, perché il rompicoglioni cerca di farsi passare per amico e per persona amorevole. Ma poi dopo un po' si scopre. Innanzitutto perché inizia a dare pareri e consigli non solo non richiesti, ma assolutamente sballati.
Già perché al rompicoglioni non interessa il nostro bene od i nostri gusti o la nostra personalità, ma interessa il suo bene, i suoi gusti e la sua personalità.
Il rimpicoglioni cerca di condizionare il nostro comportamento, rinfacciandoci difetti che solo lui vede e che, generalmente , sono i suoi difetti.
Vuole controllare le nostre emozioni e viuole farci sentire piccoli rispetto alla sua grande personalità.
Ci fa pesare il suo giudizio, ad esempio, "sai pensavo che tu fossi una persona competente, di grande cultura e sopratutto assolutamente obiettiva, mi sono sbagliato per caso?"
"Pensavo che tu fossi diverso dagli altri, che fossi una persona matura e responsabile" etc etc.
I rompicoglioni usa il senso di colpa che la persona media, diciamo normale, nutre sempre in fondo alla sua mente ed al suo cuore per condizionarci. Poichè generalmente, sapendo di non essere perfetti, consideriamo che potremmo aver fatto qualcosa di sbagliato, di aver avuto un atteggiamento errato o aver detto qualcosa di troppo, cadiamo nel giudizio e nel rimprovero del rompicoglioni, che naturalmente sfrutta questi sensi di colpa per condizionarci e manipolarci.
Naturalmente poi i difetti, le colpe e gli atteggiamenti sbagliati sono tutti o quasi del rompicoglioni, ne è cosciente ed è per questo che rigira la frittata, alle volte anche prima di rompere le uova.
Si pone su un pulpito dal quale predicare vuote frasi retoriche che però servono a coprire le proprie colpe e scaricare tutto sugli altri
" Siamo amici e agli amici si dice quello che si pensa". Ed invece no, non siamo amici, sei un rompicoglioni falso ed ipocrita, e quello che pensi non mi interessa perché sono menzogne fatte per manipolare fatti e persone e non assumerti la responsabilità delle tue male azioni.
Come comportarsi con un rompicoglioni?, Innanzitutto identificarlo con sicurezza e poi non cadere nella sua rete. Non dare nessuna importanza a quello che dice. Però questo può non bastare, fino a che il rompicoglioni pensa che ti può condizionare, che bene o male segui i suoi consigli o tieni presente le sue opinioni, insisterà. A quel punto bisogna fargli capire che non ce ne frega niente della sua opinione, che non ce la beviamo, che le sue opinioni non rivestono per noi alcuna importanza, che dei suoi consigli non sappiamo che farcene, che, come diceva un comico televisivo, "ce rimbarza".
Il rompicoglioni si arrabbierà di sicuro, perché gli è stato tolto il suo giocattolino preferito, però poi farà la cosa che abbiamo sempre sperato che faccia: si leverà dalle scatole ed andrà a rompere da qualche altra parte e a qualcun altro.

domenica, dicembre 09, 2012

Perché detesto l'autorità

Qualche settimana fa l'italia ebbe un piccolo momento di indignazione a causa del sequestro di un bambino conteso dai genitori operato da alcuni "tutori dell'ordine". In particolare colpì che un agente di polizia donna, si fosse rivolta ad uno dei parenti dicendo una frase del genere "io sono un pubblico ufficiale e lei non è nessuno". Questo tipo di arroganza non è nuova fra i cosidetti tutori dell'ordine, e corrisponde al classico "lei non sa chi sono io", però la frase rivolta da uno che è stipendiato dal "signor nessuno" a cui si rivolge, e di cui per giunta dovrebbe essere al teorico servizio, suona ancora peggio. Io, tuttavia non mi stupisco di questo, perché ho imparato fin da piccolo, e non sui libri o sui volantini, ma sulla mia pelle e sulla pelle di tante altre persone,che l'autorità, che dovrebbe, in teoria, proteggere gli indifesi, gli umili, gli innocenti, i sottomessi, e punire i prepotenti, i manigoldi, i disonesti, spesso fa esattamente il contrario, punendo gli indifesi e gli onesti e privilegiando i disonesti ed i furbi, e talvolta, se non sovente, è essa stessa ad creare disonestà, prepotenza ed ingiustizia. Mi ricordo che, quando andavo alle elementari, ad un certo punto fu stabilita l'istituzione di "vigili" interni, ovvero alcuni bambini che dovevano vigilare sugli altri bambini, in particolare tenendo d'occhio chi correva nei corridoi, poiché la scuola era vecchia e cadente, Insomma al posto di assumersi le proprie responsabilità e far rinnovare la scuola il Preside (con la P maiuscola, mi raccomando) preferì creare una guerra fra bambini. Naturalmente i "vigili" vennero scelti non fra gli alunni migliori o più responsabili, ma proprio fra i più irrequieti o, diciamo con una parola attuale, i più bulli, I quali, naturalmente, una volta investiti dell'Autorità si misero a bulleggiare ancora di più, senza che peraltro i problemi strutturali della scuola venissero affrontati.La cosa durò poco, visto che era una idea del cazzo che definiva solo l'intelligenza di chi l'aveva avuto. Ma non è forse simile a quello che hanno cercato di fare un paio di anni indietro con le ronde delle camicie verdi e con quel ridicolo decreto sulle ronde dei cittadini che poi è finito nel nulla? Le stesse cose ho visto quando ho fatto il Servizio Civile sostituitivo di quello militare: raccomandati che non facevano nulla che avevano diritto a 25 giorni in più di licenza mentre io che lavoravo più degli impiegati stipendiati ne ebbi di meno. Ma mio padre mi aveva raccontato di quello che succedeva in caserma ai suoi tempi, e racconti simili li ho sentiti da tutti. Corruzione, favoritismi, clientelismi, questo ti insegnano a militare, altro che a "difendere la Patria". Ed il servizio civile non è differente. Così vediamo le stesse cose, e non possiamo stupircene, a livello generale. Quando fanno una legge giusta, non viene applicata, mentre se ne fanno una iniqua e schifosa allora vedrete magistrati e tutori dell'ordine darsi da fare perché sia applicata in modo draconiano. Gente condannata per un furto di pochi euro, o messa in galera per anni per omicidi che non sono nemmeno avvenuti (come capitato ad una badante romena) e gente che ammazza, tortura, ruba milioni che viene riverita ed incensata. Questa è la verità. La so io e la sapete tutti voi, per cui non fate gli struzzi, togliete la testa da sotto la sabbia e raddrizzate la schiena. Il Padrone è forte perché è il servo che lo rende tale.

venerdì, ottobre 12, 2012

Ho smesso di preoccuparmi

Ho smesso di preoccuparmi di quello che pensano gli altri di me, o attorno a me. So che questa affermazione può apparire presuntuosa, ma, parafrasando un celebre motto, la presunzione quando è autodifesa si chiama intelligenza. E, in un mondo di presuntuosi, se non narcisisti, tutti incollati alle loro flebili certezze, se non si è un pizzico presuntuosi, un pizzico orgogliosi di quel che si è, di quel che si è fatto,di quel che si sa, di quel poco o pochissimo che si è costruito o lasciato dietro di sè nel corso della vita, si soccombe. Non lascerò più abbattermi dai pareri, spesso non richiesti e sopratutto basati sull'ignoranza e, sovente, anche sulla malafede, su di me, su quel che faccio, su quel che sono, sulla musica che ascolto, i film che vedo o sulle mie idee. Non sono cazzi che vi riguardino, non ne sapete nulla e non siete un cazzo di nessuno per giudicare. Sorry, ma la porta è quella e se non vi piaccio, potete andare. Non mi mancherete e, difatti, non mi mancate.

sabato, maggio 19, 2012

Rilfessioni di primo mattino

Sono stato molto assente negli ultimi mesi, per varie ragioni, altri impegni, stanchezza di tenere un blog, problemi di salute, troppa frequentazione di FaceBook ( di cui parlerò) Penso che proverò ad essere più attivo, dal momento che un blog, questo blog, mi pare rappresenti un modo di comunicare molto migliore rispetto a FaceBook (che trovo francamente il paradiso del narcisismo, dell'esibizionismo e dell'idiozia, anche se tutto il web è una cosa simile ormai...) o peggio a twitter, che non ho nemmeno capito come funzioni e tantomeno ne capisco l'utilità, a parte quella di lurkare sui twitter dei VIP ;-) Ho proprio voglia di demolire un po' di miti di questa triste epoca (gente tipo Travaglio, Beppe Grillo oppure falsi miti come il download illegale ed il mito della "democrazia in rete" ). In più parlare di musica e cinema. Insomma c'è tanto lavoro da fare, il lavoro che mi ero posto come piccolo obiettivo, mettere un granello di sabbia contro gli ingranaggi del luogo comune delle ideologie dominanti e delle contro-ideologie che vorrebbero dominare, insomma il mio personalissimo libero pensiero. A presto... PS Farò anche qualche scherzetto a chi viene qui pensando sia un sito pornografico :-DDD

lunedì, novembre 07, 2011

la mia storia di malattia ed ospedale


Molti amici si sono chiesti cosa abbia provocato questo lungo periodo di assenza o scarsa presenza e credo sia venuto il momento di raccontarlo
Verso la fine di settembre incomincio a dare qualche colpo di tosse, cosa di cui non mi curo molto, dal momento che ogni tanto qualche colpo di tosse lo dò di default, a causa dell'aria inquinata di Milano, che certo non è l'ideale per la salute polmonare delle persone, fumo passivo od attivo a parte ( ed io non soffro né dell'uno nè dell'altro) . Fatto sta che mi provo la febbre ed ho poco più che 38.
Nei giorni successivi la febbre sale a 40 gradi per poi diminuire ma non di molto. Vado dal dottore che finalmente mi visita e mi consiglia delle lastre al torace. lametina successiva, accompagnato da mio padre, vado a fare le lastre e visita medica. Faccio molta fatica a camminare e respirare, cosa di cui mi ero già accorto nei giorni precedenti, ma la situazione è peggiorata. Il dottore della clinica, dopo aver guardato le lastre, mi dice che bisogna ricoverarmi di urgenza. Arriva l'autoambulanza e vengo trasportato all'ospedale di Niguarda dove vengo portato al Pronto soccorso, sottoposto ad una marea di esami, compresa TAC. Rimango in attesa del ricovero e ancora pensavo che me la sarei cavata con 4o 5 giorni in una normale stanza di ospedale. Invece quando mi portano al reparto mi accorgo che mi stanno portando nel reparto intensivo, in una stanza piena di macchinari dove ci sono altri due pazienti in condizioni gravi, che preferisco non guardare nemmeno.
Vengo sottoposto ad una mezz'ora di torture durante la quale vengo caterizzato, mi vengono praticati buchi su polso e collo per infilare vari tubi e due specii di rubinetti per estrarre sangue ed introdurre medicine e liquidi, più un sondino (che rigetto tre volte) che dal naso scende nello stomaco. Infine mi mettono una sorta di
casco spaziale, che è poi una delle innumerevoli maschere per respirare che dovrò indossare.
Per farla breve, passo due giorni nel reparto intensivo, poi un dottore mi dice che mi sono brillantemente ripreso da una situazione critica e verrò trasferito nel reparto sub-intensivo per poi andare in quello generale e poi tornare a casa.
Questo mi risolleva il morale,ma la strada si rivelerà ancora lunga. Passo difatti una settimana nel reparto subintensivo, in lunghe ore noiose, mangiando pochissimo, con una radio di sottofondo che mandava con rare eccezioni musica tremenda, e con questi esercizi respiratori che erano micidiali, perché alla noia di routine si aggiungeva il fatto di stare quasi immobili per circa due ore, senza vedere l'orologio ed alle volte in posizioni scomodissime.
Dopo una settimana vengo portato nel reparto generale, mi vengono tolti man mano tutti i vari aggeggi, incomincio a fare meno persino del tubino che mi dava l'ossigeno, incomincio a camminare a fatica per qualche minuto.a mangiare con ritorvato appetito (però "leggerissimo" cioè con robe scondite e tiepide) e dopo qualche altro esame e puntura (le mie braccia erano diventate come quelle di un tossico, non riuscivano nemmeno più a centrare l'arteria!) vengo "liberato".
Di tutto ciò mi rimane, oltre che qualche segno addosso, l'obbligo di prendere pillole contro la pressione alta e qualche esame da fare.
Questa esperienza mi ha insegnato qualcosa, come alle volte ci capitino cose che non ci aspettiamo e a cui dobbiamo far fronte,come non ci sia nulla di scontato, e come tante piccole cose che consideriamo normali, diventino importanti quando ne siamo privati. E come la vita vada vissuta ed assaporata in ogni momento, perché questo non durerà in eterno, anche se lo pensiamo. D'ora in avanti bere un birra avrà per me un sapore diverso, forse persino uno si acqua minerale (gasata, di quella liscia mi ci hanno riempito) come avrà più significato una bella canzone, o un bel film, forse persino uno brutto. Ed una giornata di sole (ma dove è finito) avrà un'altra bellezza.
Ed infine con sia importante avere una famiglia e degli amici che ti stanno vicini nei momenti difficili.

sabato, gennaio 22, 2011

Piccolo resoconto statistico sulla Tana

Un altro anno se n'è andato, e, con un poco di ritardo ne traccio un bilancio per quanto riguarda l'attività di questo sito.
I post sono stati decisamente meno degli altri anni, e questo principalmente per ragioni di tempo; difatti sono impegnato in altri progetti e quindi ho poco tempo e voglia di stare dietro al blog, anche se ultimamente questa voglia sta tornando.
In secondo luogo ho scritto e detto molto in questi anni, purtroppo certe cose che ho detto rimangono valide perché la società italiana pare immobile, se non avvitata su se stessa. Ho toccato il tema "Caimano", ma a me non diverte molto parlare delle "imprese" di Berlusconi, non mi entusiasmo per le sparate di Grillo o Di PIetro, e non mi pare ci siano molte novità di cui parlare, non positive almeno, e parlare sempre in negativo non mi piace, anche se alle volte lo ritengo un dovere.
Veniamo ai numeri: Quest'anno ci sono stati 3930 visitatori, pressapoco quelli dell'anno scorso, con la solita flessione estiva, quest'anno più marcata, ed un recupero autunnale.
Il mese più frequentato è stato novembre con 617 visite, il meno frequentato giugno con 182. Le pagien viste dovrebbero essere state 6909, dico dovrebbero perché non so l'affidabilità di questa statistica che parte da maggio e arriva in realtà a metà gennaio.
Ho per la prima volta la top ten degli articoli più letti ed eccovela:
1 La violenza sulle donne 1408
2 Anteo Zamboni e Tartaglia 178
3 Recensione di Sale el Sol 165
4 Your love Alone (video MSP) 87
5 Recensioni musica 2009 81
6 Lady Gaga ed il pianoforte di J. Lennon 56
7 L'etica del Punk 48
8 Il concerto (recensione film) 45
9 Top five canzoni di settembre 31
10 Legge antimmigrazione in Arizona 30
MI fanno piacere i posti alti dell'articolo sulla violenza sulle e di quello di Zamboni, anzi sono decisamente stupito dell'esito del primo, che se teniamo conto che le statistiche partono da maggio significa che è stato visto quasi tremila volte realmente! E per quanto riguarda l'articolo su Zamboni mi fa piacere che ci sia ancora interesse verso la storia passate, e dio stesso scrivendolo ho potuto capire o ricapire tante cose, vedendo il corpo insanguinato di quel povero ragazzo.
Il resto è soprattutto musica, e lo trovo paradossale perchè ho chiuso un blog specifico sulla musica e poi mi trovo pieno di visite per motivi musicali...paradossi della rete!
Ok That's All Folks!

domenica, febbraio 28, 2010

Cose molto personali (e lupesche)

Ho un annuncio da fare degno di una nota dal Quirinale: Questo blog ha raggiunto (e superato) le 10.000 visite uniche . In realtà sono molte di più, dal momento che non sono compresi almeno 18 mesi e non tutti i visitatori vengono rilevati.
Lo so, non sono Beppe Grillo (e per fortuna!) ma ero partito solo per curiosità e farmi leggere da qualche amico, che tra l'altro si è rivelato non essere tale.
Ma certa gente è meglio perderla che trovarla, e nel mio cammino di blogger ho trovato veri amici come La Cometa Erri, L'Upupa, Luce, l'Incarcerato ed altri che hanno ritenuto degno di nota e di interesse il mio blog. Vi ringrazio per l'attenzione.
In coda aggiungo che ho dovuto aggiungere una captcha o parola di verifica per i commenti, a causa dello spam che da un paio di mesi mi ha preso di mira. Mi spiace di questo perché so che è una rottura, ma in fondo un segnale anche questo del crescente successo del blog, che ha quasi raddoppiato le visite nell'ultimo anno.
Grazie ancora a tutti!

lunedì, gennaio 25, 2010

Soddisfazioni


Ci sono giornate o periodi di tempo, anche brevi in cui tutto va storto, nelle piccole e nelle grandi cose. Tipo quando ti si allaga la cantina, ti si intasa il lavandino e tuo fratello ti chiama perché gli si è incastrata la chiave della porta a casa dei tuoi.
E ci sono periodi in cui accadono delle cose, personali o meno, che ti danno soddisfazione.
Per esempio questo week-end.
La Roma che vince all'Olimpico, sì, ma di Torino, con un gol del norvegese Riise al 93' minuto, che è un po' come dire la classe operaia va in paradiso, perché seppur scandinava sempre di classe operaia si tratta, e okey, non è il paradiso, ma solo il terzo posto, però ci si può accontentare.
Poi la sera di domenica vedo l'Inter battere per 2-0 il Milan e anche questa è una soddisfazione. Non sono interista, e mi scoccia l'arroganza di Mourinho, ma la trovo il male minore rispetto all'arroganza e la presunzione del Milan berlusconiano, che pensava di aver già in tasca derby e scudetto, e che non ha saputo nemmeno sfruttare un arbitraggio da ufficio inchieste, per cui l'Inter ha dovuto giocare quasi tutto l'incontro in 10, finendo in 9 e con un discutibile rigore fischiato contro, ma niente, nemmeno fossero stati 10 anni avrebbero potuto violare quella porta, dove Julio Cesar sembrava un superman capace di sfidare le leggi della fisica pur di impedire l'affronto.
D'altro canto contro uno che si chiama Giulio Cesare è meglio non mettersi.
Stamattina poi vengo a sapere che Vendola ha vinto, anzi stravinto le primarie in Puglia ottenendo la candidatura come presidente delle regione per il Centro-sinistra.
E dire che hanno fatto di tutto per esautorarlo, secondo una incompresibile logica politica, la tipica logica da apparato d'alemiano che ha rovinato ogni speranza di rinnovamento della sinistra e del paese.
Ma hanno fatto i conti senza l'oste e l'oste, ovvero gli elettori democratici hanno mandato un messaggio chiaro e preciso.
Vendola ha i suoi difetti, ma è uno dei pochi politici moderni e di sinistra, con una visione non stantia dei problemi e con una certa preparazione culturale e politica, e gode , non a caso, di un ampio consenso.
Insomma, avere la famiglia Agnelli, pardon Elkann, Berlusconi, e Massimo D'alema che rosicano contemporaneamente è una cosa non da tutti i giorni.
Sono soddisfazioni, queste, credetemi.

domenica, settembre 13, 2009

Marilyn Monroe

Non so perché, ieri mi è venuta in mente Marilyn Monroe.
Così, all'improvviso ,ha fatto capolino nella mia mente.
E mi sono detto che Marilyn è stata veramente qualcosa di unico e di speciale, una diva che ha continuato e continua ad essere diva così tanto tempo (quasi mezzo secolo) dopo la sua morte.
Perché nessuna ha più potuto essere come lei, perché nessuna sarà mai come lei?
Forza dell'immaginario, dell'effetto nostalgia, della patina del tempo che scolorisce i ricordi da un lato ma li rende anche mitici, avulsi dalla realtà dal contesto storico, li rende come dei sogni intramontabili?
Non so, ma quello che so è che non c'è mai stato un mito che ha attraversato generazioni diverse e lontane tra loro.
Mi ricordo un mio amico di nome Stefano, che durante una manifestazione a Roma letteralmente sparì all'improvviso. Eravamo preoccupati ma poi ricomparve come era sparito, con un libro sotto il braccio. Era un libro su Marilyn
MI mancava - disse tranquillo, fregandosene di eventuali sguardi di disapprovazione.
Forse una delle ragioni sta nella innocenza e nel candore di Marilyn: sarà un caso, ma io non ricordo una foto brutta di lei.
Ci saranno state, non so, forse non sono state tramandate, ma io non me ricordo una.
Nessuna sarà mai come Marilyn, non Kim Basinger, Né Sharon Stone, Né Jessica Alba e nemmeno Megan Fox, perché nessuna, nessuna al mondo può avere quel candore e quell'innocenza, quell'allegria contagiosa che nasconde un fondo di malinconia e di irredimibile tristezza, che si intuisce nelle pieghe del suo sorriso.
Una tristezza che la porterà a togliersi la vita una brutta notte dell'agosto del 1962.
Come una candela nel vento.....

martedì, settembre 08, 2009

Top Five: canzoni per settembre

Questa volta la mia Top five è dedicata al mese di settembre, canzoni settembrine ovvero un po' malinconiche, che riflettono un mese in cui ci si lascia alle spalle l'estate e le vacanze (e gli amori, qualche volta) e ci si avvia verso l'autunno e poi l'inverno
5) Equipe 84 - 29 settembre:
"Seduto in quel caffè io non pensavo a te..." uno degli incipit più famosi del beat e della canzone italiana. Una radio che parla sullo sfondo è il corollario di un pezzo ormai entrato nella storia (piccola, ma pur sempre storia) del Pop Italiano.

4)Lou Reed - September song
La canzone di Brecht- Kurt Weil, già rifatta da molti (tra cui Frank Sinatra) qui riproposta dal buon vecchio Lou, non tanto vecchio all'epoca.
Intensa.

3)Green Day - Wake me up when september Ends
Stupenda ballata del gruppo Pop-Punk (o semplicemente Rock) americano. Malinconia e rabbia si uniscono in modo fulgido.

2) The Bangles - September Girls
Chissà perché non riesco a fare una classifica senza le Bangles...
Anche questa è una cover, di un pezzo di un personaggio maledetto, Alex Chilton.
Il pezzo non è maledetto, ma maledettamentte orecchiabile, piuttosto...

e al top questa volta ci metto....rullo di tamburi
1)Premiata Forneria Marconi- Impressioni di Settembre.
Quante goccie di rugiada intorno a me... altro incipit clamoroso.
Di recente ne hanno fatto una cover i Marlene Kuntz, piuttosto buona, ma preferisco l'originale e questo vecchio video in Black and White

venerdì, agosto 28, 2009

I'm back again!


Sono tornato dalla mia seconda esperienza negli Usa.
Non ho molto da aggiungere a quanto da me scritto l'anno scorso in questi topic qui e qui.
L'unica cosa che mi ha colpito ed incuriosito è stato il dibattito in corso in America sulla riforma sanitaria, una riforma fortemente voluta dall'amministrazione Obama, e altrettanto fortemente osteggiata da Repubblicani e Lobby della salute o per megli odirem delle assicurazioni sanitarie, che da una riforma del sistema sanitario hanno tutto da perdere.
Le cose però sono più complesse, come spesso avviene, di quel che appare a prima vista.
Anche in questo caso non ci sono tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall'altra.
Sto leggendo un interessante articolo su "Rolling Stone" versione americana, che spiega che anche all'interno dei democratici vi sono delle potenti resistenze alla cosidetta "public option", e che le titubanze dell'amministrazione Obama possono essere spiegate con le resistenze interne allo stesso partito Democratico più che all'opposizione dei Repubblicani (nettamente minoritari in questo momento) e come la Public Option stia per essere messo da parte a favore di soluzioni più moderate, ma anche meno efficaci e che rischiano di peggiorare le cose anzichè migliorarle.
Un tema questo che andrebbe approfondito e sarebbe interessante vedere come questa notizia viene rivenduta in Italia, in relazione anche a come viene gestita in Italia la macchina sanitaria, per esempio in Lombardia.

sabato, agosto 01, 2009

Il lupo va in vacanza...


Come da titolo, me ne vo per tre settimane alla capanna dello Zio Sam, a vedere la parte orientale degli States, quindi niente aggiornamenti per almeno tre settimane, ma facciamo pure quattro.
Buone vacanze a tutti quelli che passano di qui, e nel caso non avessero vacanze o ferie (capita) buon Agosto a tutti!

lunedì, luglio 27, 2009

Libera Nos Domine!



Per chi ne ha le palle piene di preti, papi, berlusconi, escort, marcegaglie, tremonti, amidenajahd e imam vari, banchieri, mafiosi, opportunisti, arroganti e rompicoglioni vari, ecco un Guccini d'annata.
E' vecchia ma sempre valida (purtroppo).

giovedì, luglio 23, 2009

Invidia ed infelicità


Quando ero piccolo, d'estate, sulla spiaggia, mi piaceva costruire dei castelli di sabbia insieme a mio fratello. nostro padre ci dava una mano, alle volte, e si costruiva un bellissimo castello di sabbia, con il fossato. le mura, e poi si faceva il tocco finale, prendendo la sabbia bagnata e facendola colare dall'alto facendo dei ritocchi artistici, stile Duomo di Milano.
C'erano dei bambini che non costruivano castelli, stavano lì a guardare, poi, appena la costruzione era finita e ti allontanavi, e nemmeno ti allontanavi di tanto, passavano coi loro insolenti piedi a distruggere il lavoro di ore.
Io all'epoca non capivo il perché di questo comportamento, ma adesso lo so.
Si chiama invidia.
Tra ammirare ed invidiare c'è un confine sottile, ed uno che invidia è sempre uno che ammira, vorrebbe avere le qualità dell'altro, ma sa di non poterle avere, di non potere aspirare alla stessa felicità,di non poter costruire castelli, ovvero progetti, e quindi si limita a distruggere, dopo aver guardato rancoroso e invidioso quello che l'altro ha fatto.
Ma perché questo accade?
Il fatto è che ci sono persone che vivono senza passioni, senza amore, senza amicizia.
Ci sono persone che, non avendo passioni non avendo amore, non avendo amicizia, o per meglio dire non sapendo cosa sia una passione vera, cosa sia l'amore vero, cosa sia l'amicizia vera, invidiano coloro che queste cose le hanno, chi sa cosa siano queste cose.
Ci sono persone che provano sentimenti solo per se stessi non riescono a concepire nulla che non sia se stesso, e siccome il loro se stesso è il nulla, non riescono a vedere nulla, perché sono il nulla.
Invidiano gli altri ma volendo esprimere la loro presunta superiorità, non faranno altro che sparlarne, davanti o dietro le spalle, cercando di ferirne l'orgoglio e l'autostima, perché in fondo disprezzano se stessi, e disprezzando gli altri esorcizzano la profonda disistima che hanno per se stessi.
Sono persone infelici e che sempre lo saranno, perché sono tanto codarde da non voler guardare in faccia la propria infelicità, così stupide da non capire che dovrebbero cercare di essere felici e non rendere infelici gli altri.
E che rendere felici gli altri è il primo passo per rendersi felici.
Questo è il triste destino dell'invidioso: essere infelice per sempre.

mercoledì, luglio 22, 2009

Camminando per strada

Camminando per strada capita di cogliere brani di conversazioni che ti aprono universi sconosciuti di senso ( o di non senso)
Oggi stavo scendendo le scale che portano alla metropolitana e vedo due ragazze poste una su un lato della galleria che porta alla entrata vera e propria della metro, e l'altra sul alto opposto.
Hanno un po' l'aria delle veline, e non intendo nulla di offensivo per veline, intendo dire che sono molto alla moda,e , per puro caso, una è biondissima e l'altra, che vedo appena di sfuggita perché è sul lato da cui provengo, è mora, come da copione.
La mora maneggia il cellulare d'ordinanza,e dice alla bionda: -non lo chiamo, gli dò uno squillo!-
Mi verrebbe da chiederle la differenza tra chiamare e dare uno squillo ma tiro avanti.
Però la telefonata non va a buonfine, e prima ancora che mi allontani da lei, le mie orecchie percepiscono un -non risponde, è occupato-.
E ancora le chiederei, ma che te frega, tanto non volevi parlarci,ma solo dargli/le uno squillo, l'hai fatto, e visto che sei brava col cellulare mandagli un SMS che se ci pensavi prima potevi dargli un avviso senza chiamarlo/a.
Prò mi spiace allontanarmi da loro, perché sono sicuro che avrei colto altre preziose perle dalla loro conversazione.
Lo so, fa caldo e mi annoio, perciò faccio post così

venerdì, luglio 17, 2009

Le 5 migliori canzoni con i giorni della settimana

Come il protagonista di "Alta Fedeltà", un gradevole racconto di Nick Hornby, mi metto anch'io a compilare assurde top five di canzoni pop.
Una cosa che mi ha sempre incuriosito è il numero di canzoni con riferimenti temporali.
Quindi non potevo esimermi dal partire da qui.
Mi limito a quelle che citano giorni della settimana ed ecco qui la Top Five.
5)Elton John- Saturday night's alright for fighting.
Il buon Elton si scatena in un rock'n roll terribilmente macho, in cui si parla di teddy boys,moto, risse con coltelli e bevute di birra. Hai capito il nostro Reginald?

4) The Clash- Police on my back
Un classico reggae trasformato in un anthem punk.
correndo di lunedì martedì mercoledì giovedì...con la polizia alle calcagna.Che vita dura!

3) The Bangles- Manic Monday
Scritta (anzi "penned") da quel mezzo (in tutti i sensi) genio di Prince una canzoncina tanto carina quanto sfiziosa-
E' soltanto un altro lunedì maniacale.

Pare che i Lunedì non piacciano a nessuno, non solo a Susanna Hoffs, ed infatti...

2) The Boomtown Rats- I don't like Mondays
Non mi piacciono i lunedì , questo quello che dichiarò una ragazza americana dopo aver compiuto una strage "pre-Columbine" in un edificio scolastico.
E a chi piacciono i lunedì? Forse solo a qualche pensionato.
Però non è il caso di metterla giù così dura.
Anyway, splendida canzone del non ancora benefattore Bob Geldof.

1) Billy Bragg- Wishing the days Away
Piccol capolavoro del grande Billy, una canzone malinconica, ma non triste, sul tempo che ci separa dall'incontrare la persona che amiamo: a cosa pensare se non all'omicidio di Kennedy e quisquilie del genere?
Capolavoro, ok, ma perché piccolo?
(sorry no video for that)

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