domenica, gennaio 14, 2007

Scusate il ritardo...

L'undici gennaio era un anniversario. L'anniversario della morte di Fabrizio De André.
Non so perché sia più importante ricordare il giorno della morte di una persona, piuttosto che il giorno della nascita. In effetti di chi è vivo si ricorda la data di nascita, anche perché quella di morte non c'è ancora. Però è strano che si debba ricordare una persona attraverso la data della sua morte.
Ma tant'è.
A de André avevo dedicato un piccolo, e forse nemmeno tanto riuscito, necrologio.
Il problema che è difficile spiegare perché certe cose abbianol'importanza che hanno. Credo si dica soggettività.
Non rifaccio il necrologio un'altra volta, ma mi sento di dire che una persona, un artista come De André, uno che era sempre con gli occhi bene aperti su quello che succedeva in giro, che aveva un punto di vista e lo sapeva esprimere oggi manca terribilmente.
Però abbiamo Fabri fibra, Tiziano Ferro ecc ecc. :-((

martedì, gennaio 09, 2007

Delitto e Castigo secondo Ammaniti e Carlotto

Come Dio comanda è il titolo dell'ultimo libro di Ammaniti. Consigliato da un amico entusiasta ho acquistato e letto il libro. Inizialmente spaventato dalla mole del lavoro (quasi 500 pagine) mi sono via via appassionato alla vicenda, alla trama ed ai personaggi.
Ho apprezzato il lavoro dello scrittore, però non ne sono entusiasta. Mi pare difatti che manchi qualcosa, sopratutto manca un finale.
Mi viene peraltro spontaneo un paragone con un altro libro letto di recente, Arrivederci amore ciao di Massimo Carlotto.
Entrambi i libri sono un ritratto impietoso dell'Italia di oggi. Cinico e iperrealista quello di Carlotto, sarcastico e mistico, o sarcasticamente mistico, non privo peraltro di un certo lato poetico e, tra le righe, malinconico, quello di Ammaniti.
In entrambi i racconti abbiamo degli "eroi" negativi che,attraverso il crimine, intendono raggiungere quella rispettabilità sociale altrimenti negata.
Però i due racconti, da qui in poi, divergono.
In Carlotto il protagonista è un antieore, che riesce ad esserlo, ovvero raggiunge il suo obiettivo. Inganna polizia, magistrati, criminali di basso ed alto rango, fidanzate e preti, passa attraverso mille peripezie e crimini come uno Zorro o un Robin Hood all'incontrario e, alla fine, ce la fa. In barba a morale, giustizia ed al lettore che, almeno nel mio caso, sperava ardentemente che morisse o almeno non la fecesse franca.
Nel secondo abbiamo quattro falliti, che, nonostante i loro peraltro strampalati progetti criminali, alla fine rimangono tali, anzi risultano ancora più falliti.
Se nel primo caso Carlotto sembra dirci come oggi, in una società fondamentalmente criminale, fatta di furbi e viscidi opportunisti, il delitto paghi, Ammaniti mi pare che dica che, nonostante tutto, gli sfigati sono destinati a rimanere tali e, come Dio comanda, questo è il loro destino.
Chi tra i due sia il pessimista lo lascio decidere ad altri.

L'inverno caldo

Giuste osservazioni quelle di Starless nel suo post su questo caldo inverno.
Che la situazione ambientale sia ormai insostenibile se ne stanno accorgendo persino i governi. Ma pare che lo facciano solo per rilanciare Nucleare e Carbone, che non sono certo fonti energetiche a basso impatto ambientale, nè poco costose. PErò sono fonti che, sopratutto nel caso dell'energia nucleare, consentono un controllo maggiore della società da parte dei centri dipotere. NOn è un caso che gli stati che hanno sul proprio territorio centrali nucleari, abbiano anche la Bomba atomica. O pensavate che fossero solo quei cattivoni di Iraniani ad averci pensato?
Varrebbe la pena riscoprire (o scoprire) l'Opera di Murray Bookchin, uno dei maggiori pensatori ecologisti e libertari del secolo passato (nel senso del ventesimo) di recente scomparso, secondo cui la ragione ultima della distruzione dell'ambiente risiede nel sistema di dominio tra uomo e uomo (e tra uomo e donna) che produce, tra le altre cose, anche la distruzione dell'ambiente. Lo sfruttamento dell'uomo sulla natura è il corollario necessario del problema dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Vedasi la questione OGM, la pretesa di brevettare il vivente, compreso forse anche l'uomo e tutte le delizie della globalizzazione.

martedì, gennaio 02, 2007

Impiccalo più in alto!


Il vecchio anno è finito con la notizia e le immagini dell'impiccagione di Saddam Hussein. Il nuovo anno inizia con le immagini e le polemiche e i commenti sull'impiccagione di Saddam Hussein.
Dirò anche io un paio di cose, tralasciando le stupidaggini alla Magdi Allam, o i paragoni con situazioni che hanno poco o nulla a che vedere con la situazione dell'Irak e Saddam Hussein.
Trovo ipocrite le posizioni di chi fa finta di scandalizzarsi per l'uccisione di Saddam sulla base di motivazioni umanitarie che paiono un poco fuori luogo.
In una guerra che ha provocato almeno mezzo milione di vittime, una guerra totalmente ingistificata, scndalizzarsi per la morte di UN uomo, che tra tutti quelli ammazzati era di certo il più responsabile, è patetico.
Ma direi che ogni discorso diventa infantile e futile se non si distinguetra violenza liberatoria e violenza oppressiva. Il tirannicidio è un atto di per sè liberatorio, ma non sempre le sue conseguenze lo sono.
Saddam era un tiranno, ma la sua morte ha poco a che vedere con i tirannicidi che hanno intenti liberatori.
Difatti Saddam non è caduto per una rivoluzione, ma per l'invasione illegale e non giustificata degli USA e dei suoi alleati.
Il governo attuale è un governo pseudodemocratico, dominato dagli sciti, e nei fatti esiste una guerra civile fatta di massacri, di persone prelevate all'alba e uccise dopo torture, di bombe piazzate in luoghi affollati eccetera . Un sondaggio fatto tempo fa dimostrava come larga parte degli irakeni rimpiangesse il tiranno Saddam o almeno lo considerasse preferibile all'attuale situazione di "caos democratico".
Inoltre il fatto, innegabile, che Saddam sia stato condannato al termine di un processo-farsa, che l'applicazione della condanna a morte sia avvenuta prima che fossero celebrati altri processi, cosa inusitata e sospetta, lancia dei gravi sospetti sulle reali motivazioni che stanno alla base della impiccagione di Saddam
dal momento che il dittatore avrebbe potuto dire cose imbarazzanti sui rappporti tra lui e gli USA, su chi gli aveva fornito i gas usati contro i curdi, sui finanaziamenti avuti e quant'altro.
Già, perché quello che tutti i giornali di regime dimenticano è il fatto che il dittatore Saddam fosse portato in palmo di mano da tutti i governi e i mass media occidentali, che fosse chiamato il leader laico dell'Irak e adulato dagli stessi opinionisti che poi lo hanno descritto come un mostro.
Il punto è che Saddam, la cui leadership ebbe anche degli effetti positivi sull'Irak per un certo periodo, è stato per largo tempo un fantoccio nelle mani dell'occidente. Come altri prima di lui, nel momento in cui non è servito, è stato scaricato e demonizzato al di là delle sue effettive colpe, che ci sono sicuramente state.
Resta il fatto che mi chiedioquale diritto morale abbiano gli USA di decidere che Saddam venga condannato a morte. Forse che Bush e CO. siano meno criminali di Saddam? Forse che i bombardamenti con l'uso di sostanze chimiche, i massacri di popolazioni civili in Irak ed Afghanistan, il furto delle risorse naturali del paese, la distruzione di siti archeologici, l'aver distrutto e portato sull'orlo di una guerra civlie sanguinosissima un paese che era tra i più ricchi del Medio-oriente, siano meno gravi delle colpe di Saddam, a cui comunque hanno in buona parte partecipato?
L'esecuzione di Saddam, in definitiva, ha molto poco a che vedere con la giustizia, ma assomiglia molto di più ad un regolamento di conti fra clan concorrenti.

sabato, dicembre 30, 2006

Una triste storia di pregiudizi ed intolleranza

Antefatto: in pieno periodo pre-Natalizio e in piena coerenza con lo spirito del Natale e della carità Cristiana la giunta di "parola-torna-indietro" Letizia Moratti pensa bene di sgomberare un piccolo insediamento di Rom. Si tratta di una quindicina di famiglie, 67 persone di cui 35 bambini. Bambini regolarmente iscritti alle scuole cittadine. Sul conto di queste famiglie pare che non ci sia nulla da addebitare, non ci sono lamentele nè proteste, sono insomma, abbastanza integrati. Ma questo non ha nessuna importanza, la classe politica italiana ha un debito da pagare alla mentalità razzista che domina, mentalità razzista che hanno peraltro contribuito a creare e ad alimentare in tutti i modi possibili ed immaginabili. E allora si sgombera, sotto Natale e senza proporre una alternativa abitativa qualsiasi. I nomadi ( non per loro scelta) vengono mandati ad Opera dove si allestisce una tendopoli temporanea. Immediatamente un gruppo di fascisti e leghisti distrugge le tende appiccando fuoco. Un atto di violenza squadrista ianccettabile, Eppure non sono molte le voci a levarsi contro tale atto. Una delle poche voci è del Parroco del luogo, che ha parole di fuoco contro gli autori del gesto e ricorda che cosa insegna il vangelo. Intervistati al TG regionale, alcuni concittadini dicono che avrebbe dovuto evitare e le cose che ha scritto sono "spiacevoli". Proprio così, non sono i teppisti ad aver fatto qualcosa di spiacevole,ma il parrocco che non si è conformato alla violenza ed al razzismo
Nei giorni successivi continuano le proteste, anche se il numero di protestatari è sempre più in diminuzione.
Ma veramente siamo/siete ridotti così male, un paese di 15.000 persone che deve avere paura di 35 bambini rom e delle loro famiglie, che staranno per pochi mesi e guardati a vista da un distaccamento di polizia (proprio così)? Veramente una città come Milano, che si vuole "Europea" non ha la capacità di risolvere in modo civile questo problema? Dov'è finita la Milano col cuore in mano?
Che tristezza...

giovedì, dicembre 28, 2006

Il codice da vinci 3

Lo so, sto diventando ossessivo con questa robba qui, ma è più forte di me.
In questi giorni quando esco di caso non riesco a non mettermi a ridere ostentatamente, soprattutto quando passo davanti a qualche edicola. Effetto delle eccessiva libagioni natalizie? No, effetto dei cartelloni che pubblicizzano l'uscita in Dvd nelle edicole in allegato (si fa per dire) ad uno dei più noti settimanali scandalistici (dovrei dire politici, ma non ce la faccio proprio) del Bel paese.
E cosa ci sarà da ridere nel fatto che questo film ce lo vogliano propinare a tutti i costi direte voi?
Niente, assolutamente niente, ma da quando ho visto il seguente video su You Tube è più forte di me....

Diritto alla vita, Diritto alla morte

Difficile dire qualcosa di nuovo o semplicemente sensato su quello che è stato chiamato "il caso Welby". Ci riesce Scott Ronson in questo post pubblicato sul suo blog.
Poco da aggiungere, se non che lo Stato rivendica il possesso della vita dell'individuo, e la Chiesa (o le Chiese, sarebbe più giusto dire), il possesso dell'anima. Da ciò ne deriva che l'individuo non dispone del possesso della sua vita, né della sua anima. Se si suicida, o decide più semplicemente di non portare avanti una vita non più degna di essere vissuta, allora viene condannato doppiamente, dalla Legge e dalla Morale.
Viceversa se, nel fiore dei suoi anni, viene mandato da quelle stesse Istituzioni, a dare e togliere la vita, propria e altrui, dallo Stato riceverà onori, e dalla Chiesa benedizioni.
Peraltro la Legge garantisce il diritto alla vita, ma prevede anche l'eccezione, qualora l'individuo si ribelli all'ordine costituito, come ci ricorda questo arguto articolo su Carmilla

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