venerdì, luglio 06, 2007

Videologia

Gira in rete, tra bloggettari vari, una cosa tipo: i 20 o 25 (insomma una cifra esageratamente lunga ed esageratamente corta, a seconda dei punti di vista) brani per far capire ad un alieno cosa è il rock.
Questa cosa mi trova del tutto ovviamente contrario, stante il mio nichilismo su qualsivoglia tipo di critica prescrittiva, del genere "devi leggere questo, vedere quest'altro, ascoltare st'altra cosa".
Buona cosa sarebbe iniziare a farsi i cazzi propri, al posto di perdere il proprio tempo, e soprattutto quello altrui, nel fare i maestri di lezioni non richieste.
E poi vorrei capire quale sarebbe la definizione di rock: inoltre mi piacerebbe anche capire perché un extraterrestre gliene dovrebbe fottere del rock: non solo, ma se io avessi un alieno sottomano( e poi, un alieno di che sesso?) penso che l'ultima cosa di cui mi preoccuperei sarebbe di insegnarli cosa è il rock. Prima di tutto vorrei sapere se questo sa prevedere i risultati del superenalotto, del resto si può parlare dopo.
Ed il resto prevede cose tipo "che organizzazione sociale avete?come distribuite la ricchezza sociale? esiste Dio? Quanto durano le vacanze? si trova un idraulico aperto da voi durante il weekend?"
Insomma cose che contino davvero nella vita.
Più sensata mi pare, lasciando da parte alieni ed extraterrestri, dedicarsi alla riscoperta di un mezzo espressivo purtroppo decaduto negli ultimi mesi, quello del video musicale:
In effetti ho notato da tempo che i video musicali sono diventati sempre più scontati e ripetitivi.
Grosso modo si dividono in tre grosse famiglie:
famiglia numero 1: gruppo rock più o meno hard o heavy o Emo, che suona davanti ad una enorme ed esagerata fila di amplificatori giganteschi, con sullo sfondo le cascate del Niagara, le montagne rocciose, una megalopoli debitamente inquinata e tentacolare, o il deserto, e intanto tira vento, piove, c'è una tempesta o altri elementi che ti facciano capire che la vita è dura, veramente dura, ma se sei un vero rocker la puoi superare e altre cazzate del tipo.
Famiglia numero2: gruppo o cantante rap o hiphop o quel che diavolo è che, pieno di oro come un camorrista tamarro, si agita facendo gesti incomprensibili, ma sicuramente a sfondo sessuale, indicando o marognando modelle non sempre di colore, ma sempre siliconate e scosciate che si agitano e dimenano facendo capire che sono degli oggetti sessuali,e non aspirano ad altro, con buona pace del Movimento di Liberazione della Donna.
Famiglia numero 3: cantante intimista e malinconico/a che canta in una stanza con letto disfatto, mentre fuori piove. per far capire che è stato abbandonato ed è triste. Quindi sfascia la camera e le suppellettili che ivi si trovano (cosa normalissima, che tutti facciamo tutti i giorni, tanto poi paga papà) e poi esce di casa. Intanto piove piove e tira vento. LA gente lo scansa schifandolo e tutto il mondo pare avercela con lui/lei .
Ma un raggio di sole arriva a dare un segno di speranza...
Però esistono ( o sono esistiti) anche dei video che vale(va) la pena di vedere, addirittura belli, che riescono ad illustrare la canzone, o almeno contengono qualche spunto interessante, e alle volte rendono la canzone pure più bella di quanto non sia realmente.
E' a questi video, naturalmente faziosamente selezionati, che vorrei dedicare una retrospettiva, senza pormi limiti di tempo o numero, visto che poi il tutto dipenderà dalla possibilità di trovare i video sui vari youtube o chi per esso.
Avvertenza: seleziono i video, non la canzone, quindi me ne fotte assai se non vi piace, o se mi dite che la canzone è brutta (ma pensate a quelle cazzo di merda che ascoltate voi piuttosto!) quello che conta è se quel video è stato storico, ha significato qualcosa per l'evoluzione dei video, ha qualche spunto particolare che lo rende interessante. Quindi niente video dei Nirvana perché sono tanto fiki, o alternativi, anche perchè i loro video facevano vomitare e basta, ma video che veramente abbiano una marcia in più, che diano qualche spunto di riflessione.
Alla prossima allora....

22 giugno 2007 Punkreas in Concerto!

Venerdì 22 giugno in quel della Cascina Monlué finalmente ho rivisto dal vivo una delle mie band preferite: i mitici inarrivabili e implacabili Punkreas.
Questo gruppo ad avviso di chi scrive è uno dei migliori non solo in Italia (e vabbè) ma a livello mondiale. La carica di energia e la tonnellata di ironia (oltre che di decibel) sotto la quale seppelliscono la putrida ideologia di questa società corrotta e putrefacente ne fanno qualcosa di più di un semplice gruppo punk.
Anche alla Cascina Monlué il gruppo milanese ha tenuto fede alla sua fama e alla sua idea di musica. Infatti i Punkreas, a differenza di molti altri, non se la tirano da star, magari alternative, ma riescono a creare uno scambio di energia con il proprio pubblico. Per esempio durante i concerti è normale vedere qualcuno del pubblico salire sul palco a ballare o addirittura a cantare.
I Punkreas in ogni modo ci hanno dato dentro ed in poco più di un 'ora hanno fatto una dozzina e mezza di canzoni, tutte sparate alla velocità della luce, passando con disinvoltura dalla velocità punk ai ritmi reggae a variazioni hard e funky, in un crescendo inebriante, fino alla finale di "Canapa" in cui i presenti sul palco erano talmente tanti che non si vedevano più i ragazzi del complesso, che pure continuavano a suonare alla perfezione.
Che bisogna aggiungere? forse che "sei mesi di condizionale per aver coltivato sul mio davanzale....non me ne pento neanche un po'!!

giovedì, luglio 05, 2007

Cinema: il fascino indiscreto del Popcorn movie (e di Jessica Alba)


Tempo d'estate, tempo di pop-corn movies. E allora diciamolo senza ritegno. Mi sono andato a vedere il terzo capitolo di Pirati dei Caraibi e il secondo dei Fantastici Quattro.
Partiamo dal primo (cioè il terzo, con questi numeri non si capisce un acca) ovvero Pirati dei Caraibi ai confini del mondo.
Ero andato al cinema convinto, e quasi rassegnato, a vedere un filmetto abbastanza moscio e ripetitivo ed invece mi sono trovato di fronte ad un film, certo coi suoi difetti, ma piuttosto robusto ed anche, a tratti, geniale.
Il film si apre con una scena che sembra degna di un film sui Pirati serio. Vero cinema al 100%. Il resto del film non è per niente serio, ma questa scena con i sospetti di pirateria che vengono impiccati ( e in cui si può pure leggere una velata critica alla legislazione antiterrorismo, oppure no, dipende) è una scena di grande effetto. Geniale poi il pezzo in cui Capitan Jack ha a che fare con una ciurma formata da tanti altri Jack Sparrow. Insomma Gore Verbinskyi (si scrive così?) dimostra di saperci fare e che l'essere stato chiamato "il nuovo Spielberg" non è del tutto una esagerazione (ma lo aspettiamo con materiale più serio). Per il resto il film è divertente e ha ritmo.
Forse è, come spesso accade negli ultim tempi, eccessivamente lungo e nella parte centrale perde un po' i colpi, ma riesce sempre ad essere divertente e trovare delle soluzioni imprevedibili. E' stata accusato di essere confuso, ma in realtà non è vero, diciamo che il continuo gioco delle parti e i continui tradimenti e doppi e tripli giochi possono risultare in certi passaggi poco comprensibili, ma questo fa parte proprio del gioco. Tra le varie carte che gioca il film anche una comparsata di Keith Richard, un momento di metacinema, (ma anche metamusica) non da poco. Per spiegare a cosa mi riferisco, bisogna qui ricordare come Johnny Depp abbia affermato che si era ispirato, nel definire il personaggio di Jack, proprio a Keith Richard.
Al tirar delle somme credo che questo episodio sia addirittura il migliore dei tre, anche se non so se reggerei ad un quarto.
E passiamo ai Fantastici quattro e Silver Surfer.
Ecco, questo è, a mio modesto avviso, l'esempio di perfetto popocorn movie.
La qualità maggiore del film è infatti quella di puntare al bersaglio e all'obiettivo vero di un film del genere senza troppa ipocrisia e perbenismo.
A differenza di altri film simili, che hanno delle pretese pseudointellettuali che poi non riescono a mantenere, diventando poi solo confusi e noiosi (come l'atroce batman begins e in parte gli X-men) F4 e Silver surfer non vuole essere altro che quello che è. Il film ha ritmo, azione, senso dell'umorismo, una trama sufficientemente sviluppata da non essere banale e non tanto complicata da diventare incomprensibile . C'è quel tanto di approfondimento psicologico che ci deve essere e alcuni momenti sono persino commoventi. Gli attori sono bravi e simpatici, e finalmente la donna invisibile (interpretata da Jessica Alba) ha un ruolo importante nello sviluppo della trama. Insomma il film rappresenta un netto miglioramento rispetto al primo capitolo (che era così. così) ed assicura un'ora e mezza di divertimento senza troppi grattacapi.
Due film che non saranno (non sono) dei capolavori, ma che almeno non fanno rimpiangere i soldi del biglietto.
PS
Si ringrazia Gioia Botteghi per avermi concesso l'utilizzo della foto di Jessica Alba.

Sono tornato!

Bentrovati ai miei quattro (o sei, secondo statistiche del tutto ufficiose e non verificate) lettori. Sono stato assente da questo blog (ovvero non l'ho aggiornato ) per ragioni di cambiamento di provider. Ho molte cose da scrivere, forse troppe, alcune serie, altre meno serie, altre decisamente non serie, per quanto la categoria della serietà non so quanto sia affidabile e "seria" appunto.
Prometto che, d'ora in avanti, cercherò di aggiornare il più possibile questo blog.
Parola di boyscout.
Ho peraltro un'idea carina che dovrebbe allietare l'estate supposta torrida ( in realtà piovosa).
In ogni caso, come diceva un mio amico: Farò del mio peggio!

martedì, giugno 12, 2007

La Chiesa e l'Eros represso

E'da un po' che non scrivo su avvenimenti di attualità, e quindi cercherò di mettermi in pari, per quel che posso.
Iniziamo dalla questione del filmato della BBC prima censurato e poi trasmesso dalla trasmissione di Santoro. Ecco mi è sfuggito il senso di tanto clamore, sia a favore che contro, salvo il fatto che la tendenza alla censura di cui soffre il sistema informativo (il cosidetto sistema informativo) italiano vada condannata senza mezzi termini.
Insomma che alcuni rappresentanti della Sacra Romana Chiesa non si comportino in modo proprio ligio ai doveri sacerdotali, e non parlo qui solo della pedofilia, è cosa abbastanza nota, a tal punto che la saggezza popolare la dà quasi per scontata.
Che l'organizzazione burocratica della Chiesa faccia di tutto per difendere i suoi adepti, è cosa altrettanta nota. Gli unici casi in cui l'organizzazione clericale si è sempre comportata in modo duro con i suoi aderenti è stata quando questi ne hanno messo in discussione la struttura gerarchica e la sua funzione di calmieratrice dei conflitti sociali (vedi teologhi della liberazione eccetera). Altrimenti la prima direttiva è sempre stata quella della difesa ad oltranza dei propri adepti, il che significa difesa delle propria organizzazione e quindi salvaguardia della stessa, e l'omertà è la forma prima di salvaguardia, come ben sanno Mafia e Co.
E' abbastanza noto,po, come la Chiesa Cattolica sia stata la prima organizzazione totalitaria. Si dice che Giuseppe Stalin facesse il seminarista, e la cosa se non vera è almeno verosimile.
Trovo poi che ci siano altri argomenti ben più scottanti ed importanti di questo, per esempio quale sarà la situazione del mondo diciamo nel 2020, o più semplicemente quale è attualmente, o quanti soldi si spendono in armi e quanti in aiuti al quarto mondo, o se il mondo occidentale che basa la propria ricchezza sullo sterminio per fame di 20 milioni all'anno di esseri umani abbia ancora il diritto di autodefinirsi "democratico" e se sì, che senso dare a questo termine.
Però,se proprio bisogna parlare di preti e pedofilia, allora forse varrebbe la pena di interrogarsi su di una altra questione, che rimane inespressa, ovvero se non sia il tipo di sessualità che la Chiesa Cattolica propaganda ed impone ai suoi adepti e ai suoi fedeli, e alle volte anche a chi non è nè adepto nè fedele, ad essere la responsabile di questi abusi e scandali.
Già, perché quello che viene ritenuto "naturale" in quanto derivante dal divino non pare essere un toccasana rispetto alle pulsioni innate dell'uomo e la repressione del desiderio sessuale pare generare mostri in quantità, mostri che poi bisogna nascondere dall'occhio dell'opinione pubblica, quella stessa che si vuole controllare e indottrinare in nome del "diritto naturale" ed amenità consimili.

lunedì, giugno 04, 2007

Masters of Horror- Jenifer

Ieri sera, con mia sorpresa, scopro che su uno dei canali di Sky c'è la prima puntata di Masters of Horror, una serie TV USA che può annoverare alcuni dei migliori registi horror degli utimi 30 anni. Parliamo di gente come Joe Dante, John Landis, M. Garrick, Tobe Hooper, mica pizza e fichi!
Tra gli altri anche il nostro Dariuccio Argento.
E' proprio dalla puntata girata da Dario Argento che si parte.
Mi appresto a vedere con curiosità e una certa apprensione cosa è riuscito a combinare il nostro, visto che è da parecchio che non azzecca un film che sia uno.
Il film si chiama "jenifer" (proprio così, con una sola n) e racconta di un poliziotto che incontra o meglio salva una povera ragazza prima che questa venga fatta a pezzi da un bruto.
La ragazza ha un aspetto mostruoso, talmente mostruoso che nessuno la vuole. Il poliziotto, attratto da lei nonostante (o forse per) il suo aspetto mostruoso, si incarica di proteggerla e si prende cura di lei molto al di là dei suoi doveri di poliziotto. Il problema sorge quando si accorge che non solo l'aspetto della ragazza è mostruoso...
Come detto da Argento stesso si tratta di un rovesciamento della antica favola della bella e della bestia. Un film inquietante, disturbante come pochi, che ci restituisce un Argento in grande forma, come non lo si vedeva da molto tempo.
Il che conferma una mia idea: date ad Argento una sceneggiatura come si deve e lui vi sfornerà il capolavoro. Purtroppo in Italia non si sanno più fare sceneggiature, presi come sono da film che "devono far ridere", oppure che "devono avere il messaggio", si scordano che, tutto ciò che serve, è solo una buona sceneggiatura.

domenica, giugno 03, 2007

A Prova di Morte



Premessa: A differenza dei sedicenti critici il sottoscritto non ritiene la versione distribuita nei cinema "il nuovo film di Tarantino". In effetti "Death Proof" fa parte di un progetto originale (nel senso proprio del termine) che vede coinvolto anche l'allievo di Tarantino, Robert Rodriguez.
Questo progetto si chiama Grindhouse ed è costituito da due film: il primo si chiama Planet Terror, ed è diretto da Rodriguez, il secondo è, appunto, Death Proof diretto da Tarantino.
Quale il senso di questa operazione? Principalmente rendere omaggio a quei cinema in cui si potevano vedere due film con un solo biglietto. E ovviamente al cinema orgogliosamente di "serie B" che in quei cinema trovava il suo naturale alveo.
Per rendere la cosa ancora più credibile i due film sono stati prodotti con quelle imperfezioni tipiche delle pellicole mal tenute e molto proiettate, e, nella versione originale, i due film vengono inframezzati da dei trailer di film mai girati ma inventati dai due geni per l'occasione.
Purtroppo non vedremo la versione originale, ma i due film verranno distribuiti separatamente, in versione quindi più allungata, e senza trailer.
Bisognerà aspettare l'uscita del DVD per riuscire a vedere l'opera nella sua interezza.
Detto questo, passiamo al Film: A prova di Morte è a mio avviso, un ritorno al Tarantino più ispirato, dopo il non pienamente convincente Kill Bill.
La storia è abbastanza banale, tipica di certo cinema da Drive In a cui l'autore evidetemente si rifà: Uno stuntman psicotico prende di mira ed elimina delle ragazze che vanno in auto. Fino a che incontra ragazze più toste di lui. Punto.
Quello che conta è l'atmosfera che Tarantino riesce a creare. E i dialoghi, i geniali dialoghi che sono sempre stati il suo punto di forza e che erano spariti quasi del tutto in Kill Bill. Se fino ad ora Tarantino aveva creato dei dialoghi maschili, qui invece ci regala dei dialoghi al femminile veramente straordinari, anche se alle volte un po' troppo lunghi (ma questa è la versione "annacquata")
La prima parte è un pochino noiosetta, diciamolo, la seconda è decisamente meglio, anche perché le ragazze sono più simpatiche (tra le altre, Rosario Dawson e Rose McGowan, protagonista assoluta dell'episodio di Rodriguez)e brave.
Nel finale quel figlio di buona donna di Tarantino ci offre uno dei più emozionanti inseguimenti in macchina che si siano visti.
Tarantino poi riesce anche a dare qui e là dei colpi di classe, come nella definizone di personaggi minori, su tutti lo Sceriffo locale che capisce tutto, ma non fa niente, preferendo lo sport alle indagini!
La colonna sonora, poi, è da urlo, come al solito, o forse più del solito.
Qaulcuno ha già sentenziato: Manierismo.
Al che rispondo: Sti cazzi!
Questo è Tarantino, prendere o lasciare, e io prendo, eccome se prendo.
NOn resta che aspettare il pezzo di Rodriguez e sopratutto l'uscita del DVD.

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