mercoledì, agosto 27, 2014

Freddure estive

Intervistato a proposito del significato del video scandalo Anaconda, il sedere di nicky Minaj si è rifiutato di rispondere
-----
Trovato un rimedio contro le punture di zanzare: una ciabattata sulla zanzara.

--------
Annunciato un tifone estivo, a rischio le colture, fuori pericolo l'ego di Matteo Renzi

------

Annunciato un duetto Jovanotti-Caparezza. La federazione degli Otarinlaringoiatri protesta vivacemente.

------

domenica, giugno 15, 2014

Elezioni europee e locali: l'ambiguo trionfo di Renzi

I risultati elettorali delle europee e delle elezioni locali sono state accolte con grandi peana e strombazzamenti da parte di "adetti ai lavori",nonché militanti ed elettori del PD e simili.
A me pare sinceramente una lettura molto superficiale e poco equilibrata.
Vediamo il perché.
Il PD renziano ha raccolto il 40,8% alle Europee e guadagnato una trentina di comuni rispetto alle precedenti elezioni del 2009, ha rintuzzato lo sbandierato quanto improbabile sorpasso dei populisti nostrani webguidati da Grillo e Casaleggio Associati, e sbaragliato quel che rimane del fu centrodestra, diviso in 5 tronconi diversi e con l'exleader carismatico relegato al raccontare barzellette agli anziani ricoverati.
Già questo ci fa capire che il PD non aveva avversari credibili, ma anche  con questa premessa ed un appoggio dei media mai visto in precedenza, i dati visti nel dettaglio sono tutt'altro che univoci.
In effetti il 40,8% si riferisce al 58% scarso degli aventi diritto al voto, ovvero è meno del 24% reale.
Il primo partito (ammesso che si possa considerare tale) è di gran lunga quello astensionista, seguito dal PD con il 24% e da Grillo con circa il 13%. Sommando astensioni e Grillo abbiamo quindi un 55-56% di voti di italiani che NON si riconoscono nel sistema politico attuale.
E' un fatto questo, non un opinione.
Se andiamo a vedere le elezioni locali, il PD subisce gravi e storiche sconfitte a Livorno (guidati da un renziano) e Perugia, oltre che Padova (ma questa ci sta) Strappa invece alcune roccaforti (come Begamo) ai resti del centrodestra. IL miglioramento rispetto al 2009 è evidente, ma è altrettanto innegabile che vi siano delle ombre, e che bisognerebbe tenere presente che nle 2009 la situazione era ben altra. Allora Berlusconi era saldamente a Palazzo Chigi mentre il centrosinistra si leccava ancora le ferite per la batosta del 2008. Insomma si è migliorati rispetto ad un disastro.
Però le sconfitte a Livonro e Perugia dimostrano un fatto: che gli elettori, di destra o sinistra, non votano più o quasi per appartenenza, e si riconoscono scarsamente nei partiti politici. Chi più chi meno votano per ciò che potrebbe (potrebbe) rappresentare un cambiamento, oppure non votano affatto. Da questo punto di vista lo stesso successo del PD di Renzi è facilmente spiegabile. Difatti Renzi, a torto o a ragione (secondo me a torto, per ragioni che analizzerò a parte) è riuscito ad incarnare questa volontà o speranza di cambiamento. Gli elettori che lo hanno votato hanno perciò dato una fiducia a Renzi, considerandolo  più credibile dei suoi avversari. Si tratta però di una fiducia momentanea, a tempo, che potrebbe facilmente non essere rinnovata più avanti. Per questo il cantare vittoria o credere che a Renzi ora sarà tutto più facile è semplicistico ed illusorio.

venerdì, maggio 16, 2014

Appunti a lato della trilogia del cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan

Trovo la trilogia del "cavaliere Oscuro" di Nolan veramente pessima.  IL primo, il secondo (un filino meno ma proprio un filino) e soprattutto il terzo capitolo, veramente disastroso.
Non solo per l'esasperato manierismo di cui fa sfoggio il regista, non solo per gli evidenti e ridicolissimi buchi di sceneggiatura ( 3000 poliziotti rinchiusi nel metro che escono fuori dopo 5 mesi, belli puliti senza un grammo di polvere addosso e pronti a menar le mani...) i colpi di scena assolutamente gratuiti etc, ma per il tradimento dello spirito originale del fumetto e della figura di Batman e dei suoi antagonisti.
Nel fumetto Bruce Wayne è un miliardario godereccio che passa il tempo in feste ed appuntamenti galanti e che, soffrendo di una sorta di personalità multipla, di notte diventa Batman guardiano di Gotham per una sorta di vendetta personale dovuta allo shock subito da bambino. Questo suo sdoppoamento lo rende  simile, seppure opposto per estrazione sociale e attività, a Catwoman, come si vede nell'ottimo Batman Returns.

Nolan ne fa invece un personaggio tormentato, cupo, con frequenti e lunghissime crisi mistiche, una specie di incrocio fra un monaco tibetano ed un guerriero ninja, insensibile persino al fascino di Catwoman. In quanto ai suoi avversari nel fumetto sono semplici ladri, a volte freak, a volte psicopatici, a volte mafiosi organizzati in cosche familiari, che fanno quello che tutti i criminali fanno, ovvero cercano di realizzare colpi o controllare il mercato di droga o traffico di armi e altre attività lucrose,laddove in the Dark Knight abbiamo a che fare con terroristi mistici e nichilisti che vogliono distruggere la città (chissà perché poi proprio Gotham City). Persino il joker assume valenze simili, il tutto porta tra l'altro ad una lettura paranoica e reazionaria del tutto in linea con l'ideologia alla George Bush. NOn ci vuole molto a vedere in questi terroristi mistici gli esaltati della Jihad islamica, che peraltro partono dall'idea di liberare i propri territori dalla presenza degli stranieri, non di distruggere per il gusto superomistico di farlo.
Nel terzo episodio poi, questa sorta di improbabile rivoluzione antiborghese a metà tra il giacobinismo ed il maoismo, non può non vedersi come una metafora tanto rozza quanto reazionaria del movimento Occupy Wall Street.
Lasciamo poi da parte altre cose del tutto ridicole, come la figura del poliziotto che alla fine assume l'identità di Robin (che nel fumetto è un adolescente, un ragazzino, non un ex poliziotto di 25 anni).
Se il cinema deve rendere così male il mondo di Gotham City, allora è meglio che non facciano più film dedicati, in fondo i fumetti bastano ed avanzano per chi ha abbastanza fantasia da immaginare le cose con un paio di belle tavole a colori.


sabato, febbraio 22, 2014

Le contraddizioni della nostra stampa

Non ho idee molto chiare su quello che accadde in Ucraina od in Venezuela. L'unica cosa che mi è chiara è che l'atteggiamento dei massmedia italiani è decisamente fazioso e molto diverso da come sarebbe se le stesse cose succedessero in Italia o altro paese "democratico",
In tutte e due i casi abbiamo dei governi che sono stati eletti democraticamente, piacciano o non piacciano. ed in entrambi i casi abbiamo proteste di piazza che si propongono di rovesciare il governo, con le buone o con le cattive. La violenza in piazza è stata iniziata, nel caso del Venezuela, dai manifestanti, e sappiamo che ci sono gruppi filonazisti in Ucraina che hanno attaccato le forze di polizia per provocarne la reazione. Non voglio difendere i governi o le loro reazioni, che sono sicuramente sproporzionate nel caso dell'Ucraina (nel caso del Venezuela almeno 3 persone su 8 tra i morti sono persone che appoggiano il governo, per cui mi pare difficile affermare che i manifestanti siano non volenti o che vi sia sproporzione nella reazione)
Ci saranno torti e ragioni da entrambe le parti, ma quello che voglio sottolineare è l'atteggiamento dei mass media italiani (ed europei) che trattano in un certo modo questo genere di notizie quando riguardano stati esteri, o meglio certi stati esteri, mentre cambiano totalmente quando le medesime cose avvengono in Italia o altri paesi "democratici ed occidentali".
Le "medesime cose" per modo di dire. Qui da noi basta molto meno di un sampietrino lanciato o di una bottiglia molotov (per non parlare di pistole e fucili) per scatenare da un lato la repressione poliziesca, dall'altro le strilla alla violenza, al terrorismo ed agli anni di piombo.
Ma d'altro canto la nostra stampa è la più libera del mondo, e se  lo dicono loro che è così, dev'essere per forza così....

martedì, dicembre 31, 2013

Qualcosa è meglio che cambi

Ogni fine/inizio dell'anno ci si ripromette di cambiare la propria vita o abitudini. Raramente succede, però alla fine vale la pena provarci. E credo che sia arrivato il momento di tagliare certi "rami secchi". Quando i rapporti con determinate persone sono totalmente compromessi e si capisce che non è possibile, né utile tornare indietro, è bene darci un taglio definitivo. I vantaggi saranno sicuramente superiori agli eventuali danni.

venerdì, novembre 15, 2013

Se Internet diventa una droga pericolosa...

Non mi piace passare per passatista, non  mi piace sia perché ritengo di appartenere più al campo "progressista" che a quello conservatore sul piano politico e sociale. Ancor meno mi ritengo passatista sul piano culturale. Mi piace conoscere e seguo le novità musicali, cinematografiche, i nuovi telefilm, inevitabilmente le nuove tecnologie. Reputo inevitabile, anche se non sempre desiderabile, ciò che viene chiamato progresso. E sono stato un entusiasta scopritore di Internet quando questi era ben poco frequentato in Italia, guardato con sospetto se non aperta ostilità dalla gran parte dei mass media e dell'opinione pubblica. Ho aperto il mio primo sito credo attorno all'anno 2000 quindi una dozzina di anni fa. Nel 2006 ho aperto questo blog seguito da  it'sonlyrocknroll nel 2008. Ho partecipato credo ad una dozzina almeno di forum, sportivi, musicali, telefilm, politici, ho scritto qualcosa su Wikipedia. Sono entrato prima su Myspace e poi, lo confesso un poco obtorto collo, su FaceBook.
Eppure adesso faccio sempre più fatica a farmi piacere Internet, ed in particolare i Social Network.
Perché? Non è ipocrita forse questo?
Non so se sia ipocrita o meno, di sicuro è giustificato.
MI viene da pensare, proprio come ad un vecchio e livoroso conservatore in vestaglia a quadrati e ciabatte al piede, che si stesse meglio quando si stava peggio.
Un tempo, intendo dire prima dell'avvento di Internet, e per dire il vero anche per qualche altro anno ancora mi ricordo che facevo più cose di ora. Leggevo più libri, un sacco di libri, ma solo quello che mi interessava. Sentivo la musica, forse meno di adesso, ma quella che volevo io. frequentavo solo le persone che mi interessava frequentare, che trovavo interessanti, e con loro parlavo dei libri, della musica e dei film che avevo visto. O ci si scambiava opinioni sui fatti di cronaca e politica. Sapevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva e nessuno mi poteva dire cosa doveva piacermi, al massimo consigliare (che è tutt'altra cosa). Ogni tanto capitava di conoscere qualche presuntuoso (tipo quel tale che quando gli dissi con aria entusiasta che mi piaceva la musica e ascoltavo i manics Street Preachers ed i Levellers, mi rispose con un incazzoso ed inespressivo "chicazzo sono?" seguito da un apodittico " io ascolto Jazz fusion" a cui segui un mio silenzioso "ma vaffanculo!"), capitava il vecchietto saccente sul treno o dal barbiere, ma erano cose che arrecavano più divertimento che disturbo. Capitava di leggere la coglionata di qualche giornalista e magari ci si arrabbiava un poco,ma alla fine si sapeva che i giornalisti dicono coglionate, e tutto finiva lì.
Adesso con Internet ed i social Network non è più così.
Sei sottoposto ed esposto alle opinioni ed ai giudizi di decine, centinaia, migliaia, potenzialmente miliardi di persone che
1) non ti conoscono (anche se pensano di sì)
2) Non conoscono quello di cui parli (anche se pensano di sì)
3) Non conoscono quello di cui loro parlano (anche se pensano di sì)
4) e vogliono giudicare ugualmente e peggio avere ragione.
Gente che non sa giudicare se una cantante canta bene o male, ma vuole farlo ed informarti del loro giudizio da incompetente, gente che compila  nutritissimi elenchi delle "migliori band del rock" dove, escluso un 10% di nomi scontati ed un altro 10% di nomi azzeccati, il meno peggio sono gli Aerosmith...gente che pensa di conoscere il cinema horror e spara cazzate che ti viene voglia di prendere una motosega e fare quel che andrebbe fatto, gente che si introduce in un discorso serio in cui non c'entra una minchia e spara con aria saccente cose tipo " il film fa schifo il fumetto è pura arte, senza naturalmente specificare che cosa intenda per pura arte e dove il fumetto corrisponda a questo parametro.
e si potrebbe andare avanti...
Pggio ancora si viene esposto alla moda dell'amicizia virtuale questa cosa per cui dobbiamo considerarci amici con persone con cui non abbiamo sostanzialmente una sega in comune, ma che però dobbiamo, ripeto dobbiamo farci piacere, perchè se no, loro, si offendono.
Magari sono persone conosciute in un forum e si hanno una o due banalissime cose in comune ma poi per il resto non c'è nulla che ci possa legare: nè la politica, nè la cultura, nè altri interessi. Sei maleducato poco espressivo non ascolti gli altri, non capisci una mazza, mi tratti dall'alto in basso, non capisci una cippa di musica o film, sei qualunquista se non fascista  e sei magari pure della Lazio, e dovremmo essere amici? ma davero davero davero???
 e se ti faccio capire che forse non me ne frega una cippa ti offendi?
ma davero davero davero?
Non parliamo poi del peggio del peggio, dell'invasato da tastiera. di quello che sì è bevuto il cervello dietro alle più assurde teorie complottiste, che crede veramente che il mondo sia dominato dalla setta degli illuminati, dai rettilliani, dalla massoneria e da Big Pharma, oltre che i soliti banchieri ebrei dal naso adunco. A questi si aggiungono animalisti che credono che gli animali siano come nei cartoni animati della Disney, vegetariani-vegani-crudisti-fruttariani-antispecisti che ti scassano le palle con le loro teorie demenzialmente antiscientifiche e cercano di riempirti di sensi di colpa che non hai nessuna voglia di nutrire anche perché sei nato uomo e non ratto o salamandra e se questi possono riempire il mondo delle loro astruse teorie è grazie ai computer e reti create e fatte funzionare dagli uomini e non dai ratti, che la massimo possono, rosicchiando i fili, sabotarle.
Infine i grillini o altri entusiasti delle virtù taumaturgiche e democratiche della Rete che sono ciechi di fronte agli evidenti limiti ed alle evidenti falle del sistema, ed ovviamente non ne vogliono sentir parlare.
Insomma ce n'é abbastanza per averne i cabasisi colmi come la metro nelle ore di punta.
E questo mi sta portando ad usare molto meno Internet che, sì. se usato con moderazione, per prenotare viaggi, acquistare biglietti o cd o dvd, per consultare pochi siti e blog affidabili, è sicuramente un utile strumento, ma se usato per sostituire la vita reale, la democrazia reale, la competenza reale, insomma la realtà, è solo l'ultima e la più pericolosa delle droghe.

domenica, luglio 07, 2013

Rimborsi e falsi moralismi

Post in evidenza

L'OMS e la carne cancerogena: tanto fumo per pochissimo arrosto

Il 26 ottobre il mondo dell'informazione ha rilanciato una sorta di annuncio Shock. All'ora di pranzo radio e televisioni hanno ...