martedì, dicembre 23, 2025

Andrea Zhok: la chiusura della tonnara

 Da sempre qui ospito materiale assolutamente originale, da me interamente prodotto, ma in questo caso faccio un'eccezione. Questo articolo, comparso in origine su Facebook e poi su L'antidiplomatico, mi è parso così importante e perfetto, che sarebbe stato ingiusto e presuntuoso sunteggiarlo o citarlo. Lo riporto per intero

LA Chiusura della Tonnara 

di Andrea Zhok*

 Qualche giorno fa il Consiglio dell’Unione Europea, organo esecutivo, ha sanzionato il colonnello Jacques Baud ed altri 11 soggetti (individui e persone giuridiche). Le sanzioni implicano il congelamento dei beni, il divieto a tutti i cittadini e alle imprese dell'UE di mettergli a disposizione fondi, di permettergli attività finanziarie o concedergli risorse economiche, oltre ad un divieto di viaggio. In sostanza ciò equivale a dichiarare la morte civile del cittadino colpito, che non può più accedere legalmente ad alcuna forma reddituale, né pregressa, né nuova, e non può spostarsi.

Due cose vanno sottolineate.

 In primo luogo, questa punizione draconiana viene comminata per qualcosa che è precisamente e soltanto un “reato d’opinione”, in quanto non ci sono accuse di violazioni di legge, né penale, né civile.

 In secondo luogo, la punizione non viene comminata da un organismo giudiziario, ma da un esecutivo, dunque senza passare attraverso una procedura di accertamento delle eventuali responsabilità.

 Incidentalmente – per il piacere di chi si diletta di queste cose – questa forma di intervento è in diretta e manifesta violazione degli articoli 11 e 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che recitano rispettivamente:

 Articolo 11.1. “Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.”

Articolo 12. “Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.”

 Ora, chi pensasse che questa esibizione di arbitrio dittatoriale sia un semplice incidente di percorso, sbaglierebbe di grosso. 

Il governo dell’Unione Europea è da tempo il regno del più totale arbitrio. 

 Pensiamo alla questione della sottrazione dei beni russi congelati. Questa palese violazione del diritto internazionale non è avvenuta (per il momento) solo per una congiuntura fortuita, ovvero la presenza negli USA di un presidente che ha altri piani per quei fondi e la presenza in Belgio – il paese finanziariamente più coinvolto – di un primo ministro dotato di un minimale buon senso. Per inciso, per questo atteggiamento prudente il premier Bart De Wever - nonostante goda di un massiccio appoggio popolare – è stato aggredito dalla stampa belga con accuse di filoputinismo. Le conseguenze a catena di una tale violazione macroscopica del diritto economico sarebbero potenzialmente devastanti e lo sono tanto più in quanto l’UE ha come ultimo residuo asset sul piano internazionale il fatto di essere una superpotenza finanziaria con una moneta stabile.

 La von der Leyen è quella presidentessa che è stata eletta per un secondo mandato dopo aver bruciato decine di miliardi di fondi europei in un contratto privato e secretato via sms con la Pfizer. Ergo, il suo modo di agire arbitrario è stato benedetto dall’UE in toto.

 L’UE è quell’organismo che ha portato al macello l’industria europea per seguire, pro tempore, le lobby green (che ovviamente nulla c’entrano con l’ecologia), salvo poi rendersi conto di quanto decine di esperti avevano detto immediatamente, ovvero che gli obiettivi di elettrificazione a tappeto erano astratti ed irrealistici (oltre che inutili per i fini che ufficialmente si proponevano, in assenza di accordi con il resto del mondo industrializzato).

 L’UE è quell’entità multinazionale che sta aprendo un’agenzia d’intelligence sotto il diretto comando di chi presiede pro tempore la commissione (ora von der Leyen), come se fosse un capo di governo nazionale, democraticamente eletto.

 L’UE ha partorito il Digital Services Act, meccanismo censorio che può sanzionare in maniera perfettamente arbitraria (cioè senza passaggio attraverso organi giudiziari) qualunque piattaforma che ospiti un contenuto ritenuto “disinformazione”, cioè qualunque contenuto che non sia allineato all’esecutivo europeo e sia significativamente influente.

 L’UE sostiene sistematicamente che le elezioni con esiti avversi alla propria agenda sono illegittime e vanno ripetute, che i vincitori di elezioni con agende antieuropeiste vanno arrestati, che i partiti euroscettici vanno messi fuori legge anche se hanno la maggioranza delle preferenze.

 Mentre nelle nostre scuole le ore di educazione civica vengono prese in ostaggio da piazzisti porta a porta delle meraviglie dell’Europa Unita, mentre carriere accademiche si decidono attraverso l’erogazione di grants europei, concessi a progetti o rigorosamente innocui o proni all’agenda eurocratica, mentre si procede a tappe forzate verso il portafoglio digitale – con cui le sanzioni oggi erogate a Jacques Baud potranno essere più ampie, rapide e diffuse – mentre tutto questo accade, la popolazione europea continua in gran parte a sonnecchiare.

 I liberali libertari vogliono più libertà solo per i detentori di capitale.

 I progressisti canticchiano “Bell* ciao” e inseguono fascisti immaginari.

 I gruppi del dissenso sono troppo intenti ad essere gelosi o maldicenti gli uni degli altri per occuparsi d’altro.

 La destra sovranista continua a vendersi la patria a pezzi in cambio di poltrone e foto opportunity.

 Vecchi europeisti rintronati continuano a trastullarsi col “sogno europeo” perché possono fare benzina oltre confine senza mostrare i documenti.

 Gli industriali, sempre più dipendenti dalle europrebende, stanno muti di fronte ad un’UE capace per la prima volta nella storia europea di coltivare rapporti catastrofici con tutto il resto del mondo: sul piede di guerra con la Russia, relazioni distrutte con la Cina per la “via della seta”, cacciati a calci dall’Africa, disprezzati dagli USA.

 Gli unici a prosperare sono gli yes-men, i conformisti di lusso, gli ingranaggi di alto bordo, gli inservienti dell’accademia, gli ingranaggi della magistratura.

 Pochissimi sembrano avere una comprensione della gravità di questa transizione storica, in cui, nelle istituzioni di quella tonnara chiamata Unione Europea, omini e donnine a pagamento, dipendenti da rarefatte oligarchie finanziarie, stanno portando a compimento gli ultimi passi per un assoggettamento integrale e irrevocabile dei cittadini europei: assoggettamento culturale, economico, materiale, comportamentale. Assoggettamento diverso però da quello delle autocrazie, perché brado, opaco, acefalo, privo anche di quel piccolo lusso che consta nel conoscere il volto di chi ti opprime. Al comando non è un uomo solo al balcone, ma un apparato autoperpetuantesi, un apparato messo in piedi da un sistema di lobby finanziarie, un apparato privo di un progetto che non sia quello del potere per il potere, l’estrazione di valore fine a sé stessa, per cui l’Europa e i suoi cittadini sono solo materia prima, forza lavoro, terra di conquista.

 

*Post Facebook del 21 dicembre 2025

venerdì, novembre 14, 2025

La Censura, Tumbir e Jessica Alba

 So che con quello che sta succedendo nel mondo, in Europa ed in Italia, lamentarsi per delle piccole cose può essere visto come un inutile narcisismo: però è anche e soprattutto dalle piccole cose che si vede l'insieme più grande. Ho già parlato in passato delle censure da me subite su Pinterest, che mi hanno portato a chiudere il profilo e delle censure qui, che mi hanno portato a ridimensionare la mia presenza, per non parlare del Shadow banning qui su Blogger, per cui sto pensando di aprire un blog su Substack. Eppure la storia non finisce qui; ora la censura arriva e mi tocca anche su Tumbir, un sito su sui pubblico di tanto in tanto giusto per rilassarmi foto delle mie attrici/cantanti e a volte tenniste preferite. Tutte foto ufficiali, niente di privato, osé né tantomeno pornografico, ma nemmeno lontanamente. Ieri casualmente mi accorgo che alcune di queste foto sono coperte e taggate con la dicitura "mature Content". Ci clicco sopra per vedere che cosa mai avrei pubblicato di così spinto. Bene normalissime foto, in alcune, forse, si intravede un po' di scollatura, ma non di più, e forse meno, di altre che non sono state colpite dallo stesso provvedimento.
Il caso più clamoroso è questa foto di Jessica Alba, in cui nemmeno si vede alcuna nudità, a parte il collo (!)
Ora non mi lamenterò del fatto che alcune pagine lì sono effettivamente pornografiche, anche e è vero, ed essere equiparate a queste fa girare un poco gli zebedei, ma rifletto che, man mano, ci stanno abituando al concetto di censura, stringendo sempre di più le maglie su quello che può essere pubblicato o meno, e si parte dalle foto per arrivare alle opinioni, alle ricerche scientifiche, alle statistiche, insomma a tutto. Che poi di mezzo ci siano algoritmi e AI non cambia molto. Quelli sono strumenti, e se vengono utilizzati in un certo modo è perché chi li utlizza li considera utili al suo scopo


 

martedì, settembre 16, 2025

L' uso Dell'Odio

 In 1984 George Orwell ha raccontato di una società totalitaria perfetta basata su alcune Istituzioni o concetti che possiamo trovare anche nella società tecnocratica attuale,
Controllo e riscrittura della Storia(Ministero della Verità), uso di un linguaggio stereotipato e carico di implicazioni ideologiche(Neolingua), Il Bispensiero, ovvero Una forma di pensiero semplificato che elimina le contraddizioni al suo interno, rendendo credibile e veriitiera persino la Menzogna esplicita (la Menzogna è Verità). 
La famosa frase la Guerra è Pace è diventata, soprattutto dopo il 2022, una frase ricorrente ed esattamente il pensiero ufficiale sulla Guerra, in particolare quella in Ucraina, ma anche il Massacro di Gaza, guerre che vengono giustificate con la folle e irrazionale idea che con queste si raggiunga la Pace,  intendendo ovviamente la sconfitta dei nemici, che è appunto l’obiettivo di ogni Guerra.
Un ruolo importante, direi fondamentale, gioca anche quello che Orwell h adefinito i “2 minuti dell’Odio” 

L’oggetto dell’Odio nel libro è Goldstein, in cui non è difficile riconoscere Leon Trotzky.
E’ abbastanza ovvia la ragione per cui Orwell scelse Trotzky come ispirazione per il suo personaggio. Il regime della Unione Sovietica era un esempio di un sistema totalitario, e Trotzky era un perfetto esempio di un nemico pubblico numero uno che quel regime aveva identificato fino ad armare la mano assassina del suo sicario.
Aldilà del singolo riferimento storico, quello che conta è il meccanismo che Orwell identifica chiaramente. “ La cosa più terribile dei due minuti di Odio non consisteva tanto nel fatto che bisognava prendervi parte, ma, al contrario, che non si poteva trovar modo di evitare di unirsi al coro delle esecrazioni. Una fastidiosa estasi mista di paura e di istinti vendicativi, un folle desiderio di uccidere, di torturare, di rompere facce a colpi di martello percorreva l’intero gruppo di astanti come una sorta di corrente elettrica, tramutando ognuno, anche contro la propria volontà, in un paranoico urlante e sghignazzante” .
Orwell identifica anche in questa espressione di  odio un elemento ambiguo e dalla doppia funzione. Infatti così prosegue lo scrittore inglese
“Eppure la rabbia da cui ognuno si sentiva posseduto era un’emozione astratta ed indiretta che poteva mutare oggetto in un batter d’occhio, così come muta direzione il raggio di una lampada tascabile. In quel momento, infatti, l’odio di Winston non era affatto nutrito contro Goldstein,  ma al contrario andava alimentandosi contro il Grande Fratello, Il Partito e la Psicopolizia.e, in quei momenti il suo cuore si sentiva solidale con quell’eretico deriso(…) unico custode di verità e di senno in un mondo di bugie.
Eppure un minuto appresso egli si trovava completamente d’accordo col resto della gente e tutto quel che si diceva gli sembrava perfettamente vero.” 

In queste pagine viene perfettamente descritto un processo psicologico attraverso il quale il Potere riesce ad incanalare la frustrazione e la insofferenza che il Potere stesso crea, verso un nemico esterno preordinato, in modo tale che non soltanto il Potere non venga scalfito dall’Odio che  crea verso di sè, ma ne venga rafforzato.
Se andiamo oltre alla metodologia che viene descritta da Orwell per creare questo meccanismo,  che è decisamente sorpassata, vediamo che il meccanismo raccontato è oggi quantomai vivo, ed anzi, l’attuale società lo ha amplificato e reso ancora più pervasivo e, quindi, invisibile.
Innanzitutto oggi non si creano adunate obbligatorie, che darebbero nell’occhio, ma l’utilizzo dei media, ed in particolare dei social media, è perfetto per la creazione e la propagazione dell’Odio di cui il sistema si nutre.
Per quanto riguarda poi l’oggetto dell’Odio, questo non viene rivestito generalmente da una persona in carne ed ossa , ma maggiormente da gruppi sociali o culturali che sono visti come devianti dalla ideologia dominante, che, come sappiamo, è ispirata alla Scienza ed all’Amore.
Se infatti qualcuno devia da quello che è il percorso tracciato, che si basa su ciò che deve essere “oggettivamente” vero, e che è fatto per raggiungere degli scopi che sono “buoni” in sé e non si possono né discutere né mettere in dubbio, è giocoforza che questo qualcuno venga identificato come un nemico del Pianeta, della Scienza, della Natura, dell’Amore, della Pace e della Civiltà Occidentale, nonché ovviamente della mitologica Democrazia.
Ne consegue che questo qualcuno venga sottoposto ad un lungo ed estenuante processo di discriminazione, in cui si segue sempre uno stesso copione.
Si inizia con l’etichettare in un modo apparentemente neutro ma che in realtà contiene al suo interno già la condanna di chi viene così etichettato, dal momento che se uno viene etichettato, vuol dire che non è una persona “normale” ovvero “perbene” ovvero “democratica e progressista” che è l’unico modo in cui si può essere.
Ed ecco i novax, i filoputiniani i negazionisti (del cambiamento climatico o di qualsiasi altra fanfaluca pseudoscientifica), i propal e naturalmente i sovranisti, populisti, razzisti, complottisti e i sempiterni fascisti (a cui ogni tanto vengono affiancati comunisti e anarchici, ma ormai di rado).
Tutti queste etichette servono agli addetti al bispensiero per impedire alla massa della popolazione di ragionare sui singoli eventi, di poter avere una opinione diversa da quella della classe dominante e dei suoi servitori, di elaborare una propria posizione cosciente, qualsiasi essa sia.
Esattamente come descritto da Orwell, l’odio viene incanalato verso questi soggetti o gruppi sociali allo scopo di evitare che l’odio stesso possa ricadere verso gli artefici del disastro sociale, od economico o ambientale, che è poi la stessa classe dominante.
L’esempio più eclatante è la politica verso la Russia. E’ evidente a qualsiasi persona minimamente informata che la guerra era evitabile, che la UE ha fatto di tutto perché scoppiasse e che l’ha fomentata a costo di avere scarsità di energia, prezzi più alti, più inflazione e crisi economica. E più è evidente questo, più le menzogne contro i Russi, Putin e contro i cosidetti filoputiniani, ovvero i pacifisti o chi semplicemente non ha perso il lume della ragione aumentano a dismisura, fino alla totale riscrittura della Storia. per cui un regime dichiaratamente neonazista, in cui si sono riabilitati simboli e pratiche di un regime collaborazionista nato e morto durante la seconda guerra mondiale, viene spacciato per democratico e addirittura antifascista. Questo è perfettamente coerente con il concetto di bispensiero, in cui una affermazione consiste nella sua stessa negazione, per cui una frase può voler dire tutto ed il contrario di tutto.Il recente omicidio di Charlie Kirk, un intellettuale conservatore, tutt'altro che estremista, al momento attribuito ad un radicale "di sinistra", vicino ad ambienti del transfemminismo, è un altra dimostrazione di questa politica basata sull'odio in nome dell'amore, e che come tale trova giustificazioni negli ambiti della sedicente sinistra di stampo tecnocratico-liberale.


1 George Orwell . 1984 pag37-38 Oscar Mondadori (1980)
2 Alcune eccezioni ci sono: ad esempio è indubbio che Putin rivesta oggi il ruolo di “grande cattivo” avendo sostituito Bin Laden e Saddam Hussein , ma anche Trump, seppure non totalmente, (facendo parte del campo occidentale e quindi dei “buoni” per antonomasia), ha un ruolo rilevante come “big Bad” presso l’opinione pubblica più suscettibile alla manipolazione. Così come il Professor Orsini, almeno qui in Italia, avendo avuto il coraggio di tradire la propria classe (che è quella tecnocratico- intellettuale ) e di mettersi di traverso è stato vittima di una lunga campagna di odio e discredito.

giovedì, luglio 10, 2025

Ondata di caldo in Europa, ma il clima si sta raffreddando

 La recente ondata di caldo è stata, more solito, amplificata a dismisura dai media, politici, tuttologi e nientologim oltre che dai soliti personaggi che hanno legato la loro carriera mediatica (quella scientifica è inesistente) al carrozzone miliardario del "climate Change".

Persino il meteorologo Sottocorona, in forza a La7, quindi non certo imputabile di "negazionismo climatico" ha sbottatto esclamando " c'è caldo ma i 40 gradi in Italia non ci sono, c'è gente che dà i numeri, le temperature percepite non esistono e chi ne parla fa procurato allarme".

Non si  può non condividere lo sfogo di Sottocorona, l'ondata di caldo c'è stata, e chi lo nega è ridicolo, ma lo è altrettanto chi blatera di "temperature record in Italia, Europa e Mondo" perchè questo è semplicemente falso.

Ricordato che il record mondiale di caldo risale al 1913 con 56,7 gradi, e che il record in Italia di giugno risale al 1982 con 46,2, e messa quindi al suo posto la bufala dei record, andiamo ad analizzare cosa è successo in Europa e cosa sta succedendo a livello globale

Quella che si è avuto è una normale ondata di caldo provocata dall'alta Subsahariana, una cosa che non ha nulla a che vedere con Co2 o supposti cambiamenti climatici, si è verificata nel 1982, 1983, 1967, 1964, e persino nel 1935, anno a cui risalgono svariati record nelle città della pianura padana . Ora (10 luglio 2025) il tempo si è raffreddato, e abbiamo viceversa temperature estremamente fresche per il periodo. Si tratta quindi del normale alternarsi di anomalie positive e negative.

Negli ultimi tempi si è parlato di temperature record a livello mondiale, riscaldamento delle acque oceaniche e di sciolgimento dei ghiacciai.

Bene vediamo questi parametri con i dati attuali


 Questo grafico mostra le temperature da gennaio 2025. Come si vede l'emisfero nord ha visto un importante riduzione delle stesse che sono calate anche a livello globale cosa confermata dai dati Satellitari.


 Come si può notare, dopo le importanti anomalie che si sono avute a partire dall'inizio 2023, e dovute con ogni probabilità alla grande eruzione del vulcano di Honga Tonga, che ha emesso quantità importanti di gas serra (vapore acqueo) unite al forte Nino e ad una intensa attività solare, le temperature stanno scendendo, ed è molto probabile che continueranno a farlo almeno fino a fine 2026.

Passiamo agli Oceani

Come si vede dal grafico qui riprodotto che mostra le anomalie termiche degli oceani dopo il massimo raggiunto a inizio 2024 c'è stato  un netto calo delle temperature con conseguente raffreddamento delle acque marine

Ma la cosa più interessante è la massa di ghiaccio in Groenlandia

Qui l'aumento è assolutamente fuori scala con accumuli ben oltre non solo i minimi storici, ma le medie tra il 1981 ed il 2010 !

Quindi in sostanza quello che abbiamo a livello globale è

 1) calo delle temperature atmosferiche, soprattutto nellparte Nord del pianeta, ovvero quello più sensibile al riscaldamento 

2) raffreddamento degli oceani

3) aumento dello spessore del ghiaccio in Groenlandia e recupero del ghiaccio marino in Antartide

Tutti segnali univoci che indicano una tendenza in atto a cui aggiungiamo le previsioni sull'ENSO (noto come Nino)


 Da queste (che sono previsioni, quindi da prendere con le molle) possiamo vedere la possibilità di una situazione di Nina, con calo delle temperature dell'Oceano Pacifico, cosa che ha generalmente conseguenze sul clima generale, diciamo che tendenzialmente porta ad un calo delle temperature globali (ma non dappertutto)

Quindi altro che Surriscaldamento, andiamo almeno sul breve periodo verso un raffreddamento piuttosto consistente. Questo non esclude altre ondate di caldo estivo su quella piccola parte del pianeta che viene chiamata Europa.

 


 

domenica, giugno 29, 2025

IL matrimonio di Bezos come simbolo dell'Occidente

 

A Venezia le persone non possono neppure entrare o uscire di casa liberamente perché "c'è il matrimonio di Bezos" .
Ora a me Bezos può pure essere simpatico (ma anche no) oppure posso riconoscere che si è meritato i soldi che ha guadagnato (ma anche no) o che sono cazzi suoi se li spende. Però il punto è che si è letteralmente comprato una città, e mica una città qualsiasi, parliamo di una delle città più belle e famose del Mondo. E questo è il punto. Continuiamo a dire che viviamo in una democrazia, che noi europei abbiamo dei grandi valori e blablabla, ma eventi come questo dimostrano in modo chiaro che siamo in una plutocrazia (dittatura dei ricchi) dove ogni capriccio della classe dominante deve essere soddisfatto e riverito, e agli altri non resta neppure la libertà di protestare.E già, perché secondo la vulgata ideologica del lecchinaggio destrorso, sarebbe sputare nel piatto dove si  mangiano le briciole che ci lasciano, d'altro canto siamo rozzi e ignoranti, ipocriti e gommunisti. 
Se poi da questa vicenda (come da molte altre) dovessimo desumere quali siamo i valori Occidentali, quelli che ci permettono di fare la guerra ai quattro quinti dell'Umanità sentendoci però migliorei, mi pare che l'unico valore dell'Occidente sia il denaro (o sghei per dirla in veneto)
Però una buona notizia c'è .
Siamo come la Francia pre 1989...
E poi sappiamo cosa è successo... 

martedì, giugno 10, 2025

I referendum e la sinistra cialtrona

 Come sapete i referendum indetti da CGIL  e appoggiati dal PD sul jobs act (in più quello proposto da ì europa sulla cittadinanza) si sono risolti in un disastro per gli organizzatori.Il famoso quorum non solo non è stato raggiunto, ma la cifra dei votanti è stata inferiore persino alle più nere previsioni (il sottoscritto aveva previsto tra il 33 ed il 37%).

Ora, i vari Landini, Schlein ed affini, sono professionisti della politica, come gli allenatori o i manager nel loro campo specifico. Un professionista che non si rivela all'altezza del compito affidatogli, e per cui viene profumatamente pagato, ne prende atto, o qualcuno lo fa per lui, e o si dimette o viene dimesso (vedi il Ct della nazionale Spalletti).

A me parrebbe che dopo una simile figuraccia i vertici di codeste organizzazioni dovrebbero per prima cosa fare una seria autocritica, e poi assumersi le proprie responsabilità.

E' possibile che nessuno di questi geni si sia chiesto se era il caso di usare uno strumento come il referendum, che è stato via via svilito,  e che non ha mai raggiunto il quorum (salvo il referendum costituzionale ) negli ultimi 14 anni? Non era stata la scarsissima affluenza alle urne delle ultime tornate elettorali un segnale che il rischio era troppo forte per poter essere percorso senza indugi? Ma soprattutto, non si sono resi conto della ambiguità di ricorrere ad un referendum per abrogare una legge che portava la firma di Matteo Renzi, e che era stata approvata da TUTTO il Pd e buona parte dello schieramento di csx?

 Inoltre alla massiccia astensione ha contribuito anche l'aver accorpato alla tornata elettorale il quesito sulla cittadinanza, un quesito che divide anche il campo "largo", (come hanno dimostrato i risultati) e che è apparso a molti fosse il vero scopo del referendum. Qualche modifica non sostanziale al Jobs act per allargare ancora di più le maglie già larghissime della cosidetta "accoglienza" 

Si sono chiesti se non sarebbe apparso questa come una presa in giro a buona parte del potenziale elettorato, soprattutto in virtù  del fatto che Il PD aveva avuto fino al settembre 2022 il tempo per modificare queste norme? E ancora che il PD, ed in particolare il suo leader, Elly Schlein, aveva parlato e blaterato di tutto, soprattutto di tematiche fuorvianti come "la lotta al patriarcato e alla omobitrasfobia", ma senza mai parlare delle tematiche relative al mondo del lavoro, alla difesa dei salari dalla inflazione galoppante, dal diritto alla pensione e alle tutele del lavoratori?

Si sono chiesti se prima affermare che "siamo sicuri che verrà raggiunto il quorum" quando i sondaggi già parlavano chiarissimo, per poi declinare su un più modesto " se raggiungeremo il 40% dei voti sarà un successo" per approdare alla supercazzola del "però abbiamo preso più voti del governo attuale, per cui è un segnale di sfratto al governo" affermazione che non è vera matematicamente, ed è semplicemente delirante politicamente, non sia una semplice dimostrazione di vigliaccheria, stupidità, ed incompetenza a livelli ineguagliabili?

L'esito del  referendum sta portando ad una ondata antireferendaria da parte della destra (Forza Italia, peraltro ormai quasi più di centrosinistra che di centrodestra) :sta rilanciando la cosidetta ala riformista del PD, capitanata dalla guerrafondaia atlantista e sionista Pina Picerno, personaggio fra i più pericolosi in circolazione, e rischia di sputtanare qualsiasi ripresa di dibattito sui diritti dei lavoratori, a cui peraltro proprio PD e company hanno preferito altre problematiche.

A me sembra un terribile autogol, e più lo si cerca di nascondere più questo aumenta di dimensioni, anche perché dimostra la totale inaffidabilità del Pd (ma anche dei consoci), dimostra che la guida della Schlein del partito è totalmente inesistente, senza uno straccio di strategia a medio/lungo termine.

Non che mi importi molto delle beghe interne, ma il problema è che questa totale cialtronaggine rischia di fare dei danni ben più gravi dei danni che il governo Meloni, che è tutt'altro che forte nei consensi, oltre che modesto nei risultati, sta infliggendo all'Italia.

 

martedì, aprile 08, 2025

Il caso Biancaneve: la propaganda Woke è in crisi?


 Come saprete tutti, anche chi  segue poco o nulla di cinema, è uscito nei Cinema la ennesima versione "Live Action" ovvero interpretata da attori in carne ed ossa, di uno dei classici della Disney, quei film girati magari decine e decine di anni orsono in versione cartone animato.

Questo film ha raccolto una serie di giudizi negativi pressoché unanimi, persino la critica "ufficiale" ne ha preso le distanze, visto che solo il 40% delle recensioni (dati del sito Rotten Tomatoes ) hanno dato un giudizio positivo del film, laddove per positivo si intende anche una tiepida sufficienza, e spesso con la motivazione che il film, per quanto bruttino, non sia il peggior Live action (Pinocchio ed il remake di Peter Pan guidano questa infame classifica). Su ImDB le recensioni degli spettatori danno addirittura una media inferiore a 2 su 10, francamente una esagerazione in negativo. 

Da un punto di vista finanziario "Biancaneve" rischia di diventare un flop storico: costato quasi 400 milioni di dollari ne ha finora incassati neppure la metà, e teniamo presente che degli incassi totali solo un terzo circa arriva nelle tasche dei produttori.

La colpa di questo flop è stato fatto ricadere quasi per intero sulla scelta della protagonista, interpretato da Rachel Zegler, e sulle sue continue dichiarazioni provocatorie e arroganti che avrebbero indisposto il pubblico. Ancora si è sottolineato che scegliere una attrice "latina" per la parte di una che dovrebbe avere la pelle come la neve sia stato sbagliato ed infine, fra le critiche più sentite (e più stupide, ovviamente) il confronto fra la bellezza della regina (interpretata da Gal Gadot) e quella di Biancaneve  sarebbe troppo evidentemente a favore della prima. Questa critica è inconsistente, non solo perché nel film non si parla poi di bellezza esteriore ma interiore, ma perché obiettivamente non vi è un "miss match" fra la Gadot e la Zegler dal punto di vista estetico. In una precedente versione sanguinolenta e per adulti "Biancaneve ed il Cacciatore" la distanza estetica fra la Regina cattiva (Charlize Theron) e Biancaneve (la slavatissima e sopravvalutata Kirsten Stewart) era di gran lunga superiore, eppure nessuno se ne lagnò. Peraltro la interpretazione della Zegler viene ritenuta da molti critici come l''unica cosa da salvare.

In realtà, al di là di tutte queste motivazioni, e al di là di  una trama che è stata considerata discutibile, la indignazione che questo film ha creato ed il suo miserrimo risultato economico non sono spiegabili semplicemente con motivazioni di carattere estetico -cinematografico, ma sono il risultato di una lunga discesa del cinema mainstream (e non solo) dal campo della narrazione cinematografica, a quello della stolida propaganda ideologica, che ha piegato la settima arte a puro mezzo di propaganda di una determinata ideologia, quella denominata woke, e che viene rimarcata solo in alcuni casi, ma è presente nella maggioranza dei prodotti cinematografici degli ultimi 10 anni.

Diciamo che, quando si toccano e si modificano storie con le quali siamo cresciuti da bambini o adolescenti, con la scusa di renderle adatte ad una "audience moderna", che non esiste se non nei progetti di controllo tecnocratico dell'immaginario collettivo, allora la reazione diventa più veemente e pochi accettano cambiamenti che invece vengono fin troppo accettati in altri casi.

Abbiamo però visto decine di film, generalmente remake, sequel o reboot o requel o come altro venga chiamata quella grande industria del riciclaggio cinematografico, in cui le storie originali vengono prese e piegate alle esigenze della propaganda ideologica, e in cui quindi le donne, specie se giovani, sono sempre perfette, superintelligenti, superaltruiste, epperò narcisiste, sanno sparare con mitra che non avevano mai visto prima in vita loro come fossero marines superaddestrati, picchiano uomini che sono il doppio di loro, e inventano macchine per trasferirsi nel tempo a 16 anni di età.

Viceversa i maschi (salvo ceh siano minoranze etniche e omosessuali, ma neppure sempre) sono stupidi, meschini, codardi, mammoni e stupratori (come viene ben riassunto nel mediocre Barbarian).

Questo tipo di propaganda non nasce da esigenze narrative o da sentimenti positivi come si può ingenuamente pensare, ma da una precisa organizzazione economica del cinema di oltreoceano.

La DEI (Diversity, Equity Inclusion) è una organismo privato (si badi, privato, non pubblico) che finanzia esclusivamente film che rientrino nelle categorie di cui sopra, ovvero veicolino messaggi e rappresentino la diversità e l'inclusione, ovvero l'ideologia Woke. Non solo ma un film, per poter essere candidato all'Oscar (e sappiamo quanto conti sul piano commerciale questo) deve aderire a delle precise indicazioni, ovvero avere nel suo cast un certo numero di minoranze di vario genere e una adeguata rappresentanza femminile. In altre parole, La Cosa, di John Carpenter, dove vi erano solo maschi (con qualche PoC) oggi non potrebbe essere candidato, forse non potrebbe neppure venire prodotto, e sarebbe di certo considerato "sessista".

Ma la selezione avviene a monte, nella scelta degli sceneggiatori che non vengono scelti sulla base della loro esperienza, capacità e talento, ma sulla base di un modulo che viene compilato e dove bisogna indicare a quale "genere" (non sesso) si appartiene, a quale etnia, e anche eventuali disabilità.

Quindi la "equità" (che è poi una forma alquanto esplicita di discriminazione) diventa un modo per favorire in sede si stesura di sceneggiature rappresentanti di minoranze che poi, scriveranno sceneggiature prive di qualità (spesso facendosi aiutare dalla AI) per accontentare gli investitori che si aspettano un certo tipo di messaggio.

"un tempo parlavamo di quale storia avremmo dovuto raccontare che potesse interessare il pubblico, oggi si parla solo del messaggio da veicolare" si è lamentato un anonimo sceneggiatore americano. Questa sitauzione viene peggiorata dal ricorso sempre più evidente alla AI, che rielabora script già noti inserendoli alla meno e peggio in un contesto narrativo che dovrebbe essere nuovo, creando da un lato un'aria di deja vu, ma dall'altro facendo scadere la qualità del prodotto, che diventa troppo meccanico e freddo. Non c'è da stupirsi che le storie risultino scontate e cotemporaneamente piene di buchi di sceneggiature e vere e proprie assurdità.

Questa situazione viene notata dal grosso pubblico solo quando i creatori (si fa per dire) entrano in determinati terreni minati, le saghe alla Star Wars, ad esempio, il cosidetto  universo MCU, fino ai remake delle fiabe per bambini, fra tutti il campo minato più pericoloso. E allora, solo allora, ecco che ci si accorge di una situazione generalizzata, che peraltro si esprime con il crollo generale delle vendite dei biglietti cinematografici, e con sempre più frustrazione verso prodotti considerati più un veicolo di propaganda che di intrattenimento.

L'aria però sta cambiando, le elezioni americane, che non sono la causa ma il sintomo, hanno mostrato che certe esagerazioni (che poi si trovano ben evidenti al di là dello schermo cinematografico e dello schermo televisivo) hanno ormai i mesi, se non i giorni, contati.

E' inevitabile che i produttori cercheranno di evitare altre enormi perdite finanziarie. e che quindi aggiusteranno il tiro nei prossimi tempi, e magari si possa tornare a vedere al cinema film, anche con contenuti, ma fatti con rispetto del pubblico e delle storie che si raccontano.

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