Apprendo la notizia che il Sindaco di Roma Alemanno presenzierà ad una messa fatta per ricordare i caduti papalini durante la presa di Porta Pia.
In questa frenesia revisionista che sta travolgendo i politici, sopratutto di destra,ma non solo, quest'ultima è una cosa che fa venire da sorridere, anche se è un sorriso amaro.
Ormai si riabilita tutto e di più, forse seguendo il motto che "gli ultimi saranno i primi" si è deciso che "gli sconfitti saranno i vincitori" e così, dopo lo scudetto a tavolino dell'Inter, abbiamo avuto la riabilitazione dei Repubblichini, che ammazzavano e torturavano italiani in compagnia dei nazisti, ma siccome lo facevano in buona fede (sic!) e per una loro idea di patria (ah vabbé , alura) vanno onorati.
Da tempo si è riabilitata Maria Antonietta e la sua corte di parassiti, che mangiavano brioche mentre i sudditi morivano di fame, ma i peccati di gola, si sa, vanno perdonati.
Adesso, in onore a Ratzinger, si riabilitano i papalini e quell'odioso regime papista che, ricordiamoci, condannava le persone a morte per reati di opinione.
Forse la cosa potrebbe andare bene anche ai leghisti, a cui "Roma Ladrona" capitale d'Italia non va proprio giù, anzi non va giù l'Unità d'Italia,e quindi a questo punto sono già certo che i prossimi ad essere riabilitati saranno i Borboni.
Alcuni programi televisivi ci hanno già informato che l'Inquisizione non era tanto male, ed in fondo se le streghe venivano bruciate sul rogo qualche ragione ci sarà stata.
A questo punto propongo la riabilitazione dei Curiazi, sconfitti con l'inganno dagli Orazi (o meglio dall'Orazio superstite) e perchè no, la riabilitazione di Remo, vittima di quel prepotente di Romolo.
Magari al posto di una messa sarebbe meglio un rito pagano, per l'occasione, ma nonostante questo piccolo problema i politici non mancheranno di certo l'occasione per presenziare.
Blog di Pablo, continuazione ideale delle Pablo Pages. Qui si parla di tutto un po', secondo l'estro del momento: politica attualità, cinema, musica sport e cazzeggi vari....Presumo che chi capita qui sia mio amico, o almeno conoscente, altrimenti va bene lo stesso :-))
domenica, settembre 21, 2008
mercoledì, settembre 17, 2008
Ancora un altro morto....
Sento come un dovere morale quello di scrivere su certi fatti, anche se come tutti, preferirei a pensare a qualcosa di positivo, ad una giornata di sole, ad una bella ragazza, ad un bel libro o film, a una buona bottiglia di Chianti (ma anche il Sangiovese mi sta bene).
Invece sono qui a scrivere sull'omicidio, l'ennesimo omicidio razzista di Abdul Guibre, italiano, nero, anzi "Negro", per giunta, forse, islamico.
Ecco qui ho già toccato il tasto, quello delle identità.
Un giorno bisognerà toccare questo tasto, disvelare quanto di mistificatorio c'è in queste identità, perché alla fine siamo tutti esseri umani, diversi ed uguali.
Per il resto ho già scritto in passato cose che, purtroppo, non posso che ribadire:
"Ama il tuo simile e distruggi il diverso" . Questo ed altri slogan simili si sono diffusi, su magliette e peggio nella mente di un certo mondo giovanile negli ultimi anni.
E non c'è da dubitare che il clima generale abbia facilitato il diffondersi di questo genere di ideologie.
Quando si parla di fucili, quando si parla di squadracce, quando si tolgono le panchine perché altrimenti la gente (magari extracomunitari,) ci si potrebbe sedere sopra (ad oziare, grave scandalo) quando si tirano su muri, quando si fanno leggi assurdamente razziste e ci si ripromette di farne di peggiori, quando si fa l'equazione oscena clandestino = delinquente, quando si delira di "emergenza sicurezza" quando l'emergenza oggettivamente non c'è, quando si ripete che il diverso è un problema, e possibilmente di ordine pubblico, quando si fa tutto questo e si invocano ronde non meglio specificate, si crea un humus culturale che incoraggia il verificarsi di questi episodi.
scrivevo a proposito dell'omicidio avvenuto a Verona
e citando questa frase di Fabrizio De André "Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi, dire siamo trecento milioni , siamo un miliardo e seicento milioni e, approfittando del fatto di essere così numerose pensano di potere, e di avere il diritto sopratutto, di vessare, di umiliare le minoranze"
così chiudevo un altro commento su un altro episodio di razzismo
Ormai quando apro il giornale e leggo queste cose provo solo schifo e vergogna e mi chiedo: cosa stiamo diventando "noi" italiani, noi "maggioranza"?
Aggiungo solo questo, L'Italia è sempre più un paese allo sbando, economico, sociale, ma sopratutto culturale e morale.
E la situazione non sembra destinata a migliorare.
PS
Per gli imbecilli che dicono "ma aveva rubato una scatola di biscotti!".
La pena di morte per un delitto del genere non esiste nemmeno in Iran o in Cina, e almeno si attua dopo un processo regolare.
E nel Far West c'era la giustizia sommaria ma per i ladri di cavalli non di merendine.
Ed infine, ma speriamo che qualcuno vi spranghi quella testa di cazzo che tenete!
Invece sono qui a scrivere sull'omicidio, l'ennesimo omicidio razzista di Abdul Guibre, italiano, nero, anzi "Negro", per giunta, forse, islamico.
Ecco qui ho già toccato il tasto, quello delle identità.
Un giorno bisognerà toccare questo tasto, disvelare quanto di mistificatorio c'è in queste identità, perché alla fine siamo tutti esseri umani, diversi ed uguali.
Per il resto ho già scritto in passato cose che, purtroppo, non posso che ribadire:
"Ama il tuo simile e distruggi il diverso" . Questo ed altri slogan simili si sono diffusi, su magliette e peggio nella mente di un certo mondo giovanile negli ultimi anni.
E non c'è da dubitare che il clima generale abbia facilitato il diffondersi di questo genere di ideologie.
Quando si parla di fucili, quando si parla di squadracce, quando si tolgono le panchine perché altrimenti la gente (magari extracomunitari,) ci si potrebbe sedere sopra (ad oziare, grave scandalo) quando si tirano su muri, quando si fanno leggi assurdamente razziste e ci si ripromette di farne di peggiori, quando si fa l'equazione oscena clandestino = delinquente, quando si delira di "emergenza sicurezza" quando l'emergenza oggettivamente non c'è, quando si ripete che il diverso è un problema, e possibilmente di ordine pubblico, quando si fa tutto questo e si invocano ronde non meglio specificate, si crea un humus culturale che incoraggia il verificarsi di questi episodi.
scrivevo a proposito dell'omicidio avvenuto a Verona
e citando questa frase di Fabrizio De André "Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi, dire siamo trecento milioni , siamo un miliardo e seicento milioni e, approfittando del fatto di essere così numerose pensano di potere, e di avere il diritto sopratutto, di vessare, di umiliare le minoranze"
così chiudevo un altro commento su un altro episodio di razzismo
Ormai quando apro il giornale e leggo queste cose provo solo schifo e vergogna e mi chiedo: cosa stiamo diventando "noi" italiani, noi "maggioranza"?
Aggiungo solo questo, L'Italia è sempre più un paese allo sbando, economico, sociale, ma sopratutto culturale e morale.
E la situazione non sembra destinata a migliorare.
PS
Per gli imbecilli che dicono "ma aveva rubato una scatola di biscotti!".
La pena di morte per un delitto del genere non esiste nemmeno in Iran o in Cina, e almeno si attua dopo un processo regolare.
E nel Far West c'era la giustizia sommaria ma per i ladri di cavalli non di merendine.
Ed infine, ma speriamo che qualcuno vi spranghi quella testa di cazzo che tenete!
sabato, settembre 13, 2008
Quei cattivoni Napoletani...
E' da un bel po' che non parlo di cose d'attualità, il che ha l'ottimo risultato di non farmi gonfiare troppo il fegato, peraltro già gonfio di suo per altre ragioni (non di carattere alcolico, checché dicano certe malelingue)
La prima domenica di campionato è stata funestata (come dicono i giornalisti "seri") da tanto gravi(insomma) quanto prevedibili incidenti per la partita Roma Napoli.
In realtà la partita non c'entra nulla, visto che gli incidenti sono stati sul treno.
Personalmente mi sono stupito del fatto che fosse stata autorizzata la trasferta dei tifosi (o ultrà) napoletani , visto che quella è una delle partite più a rischi incidenti.
Insomma gli incidenti erano nell'aria. Se si aggiunge che i tifosi (od Ultrà) mapoletani sono stati tenuti tre ore fermi alla stazione,facendo montare il nervosismo all'inverosimile, non c'è da stupirsi di quanto successo, anzi c'è da pensare che sia stato fatto di tutto (come già dopo la morte per mano di un poliziotto nervoso del tifoso laziale qualche mese fa)per creare una situazione di scontro di emergenza.
Se fossimo in un paese serio, questore e prefetto di Napoli, nonché quei cialtroni dell'osservatorio del viminale sulla violenza negli stadi, si sarebbero dovuti dimettere.
Invece abbiamo dovuo assistere al solito balletto, con Maroni che faceva la faccia brutta, (come il collega Amato qualche mese prima) e prometteva "tolleranza zero (e che due palle!) etc etc.
vittime di questo i Napoletani onesti, che non potranno andare allo stadio per mesi, nonché altre tifoserie, casualmente tutte del sud Italia (che il fatto che Maroni sia leghista è casuale).
Ho detto che la situazione è stata provocata: a che scopo? mi si chiederà.
Semplice: questo governo, come peraltro ampiamente il precedente , non può risolvere i problemi del paese (anche perché non vuole), non ci sono miracoli economici in vista, anzi, il paese è in recessione e presto ci saranno altre tasse, oppure aumenti dei costi dei servizi pubblci e tagli degli stessi. Sull'Alitalia la figuraccia (ed il disastro) incombono ed allora ecco che agitare l'ennesimo spauracchio, buono per tutte le stagioni, serve a distrarre l'opinione pubblica.
Vale ricordare poi che "la violenza negli stadi" è un fenomeno che esiste da tempo, di cui mi auguro la scomparsa ma che è in netto calo ormai da una decina di anni abbondanti, come dimostrato da qualsiasi statistica e studio.
Il resto è chiacchiera.
La prima domenica di campionato è stata funestata (come dicono i giornalisti "seri") da tanto gravi(insomma) quanto prevedibili incidenti per la partita Roma Napoli.
In realtà la partita non c'entra nulla, visto che gli incidenti sono stati sul treno.
Personalmente mi sono stupito del fatto che fosse stata autorizzata la trasferta dei tifosi (o ultrà) napoletani , visto che quella è una delle partite più a rischi incidenti.
Insomma gli incidenti erano nell'aria. Se si aggiunge che i tifosi (od Ultrà) mapoletani sono stati tenuti tre ore fermi alla stazione,facendo montare il nervosismo all'inverosimile, non c'è da stupirsi di quanto successo, anzi c'è da pensare che sia stato fatto di tutto (come già dopo la morte per mano di un poliziotto nervoso del tifoso laziale qualche mese fa)per creare una situazione di scontro di emergenza.
Se fossimo in un paese serio, questore e prefetto di Napoli, nonché quei cialtroni dell'osservatorio del viminale sulla violenza negli stadi, si sarebbero dovuti dimettere.
Invece abbiamo dovuo assistere al solito balletto, con Maroni che faceva la faccia brutta, (come il collega Amato qualche mese prima) e prometteva "tolleranza zero (e che due palle!) etc etc.
vittime di questo i Napoletani onesti, che non potranno andare allo stadio per mesi, nonché altre tifoserie, casualmente tutte del sud Italia (che il fatto che Maroni sia leghista è casuale).
Ho detto che la situazione è stata provocata: a che scopo? mi si chiederà.
Semplice: questo governo, come peraltro ampiamente il precedente , non può risolvere i problemi del paese (anche perché non vuole), non ci sono miracoli economici in vista, anzi, il paese è in recessione e presto ci saranno altre tasse, oppure aumenti dei costi dei servizi pubblci e tagli degli stessi. Sull'Alitalia la figuraccia (ed il disastro) incombono ed allora ecco che agitare l'ennesimo spauracchio, buono per tutte le stagioni, serve a distrarre l'opinione pubblica.
Vale ricordare poi che "la violenza negli stadi" è un fenomeno che esiste da tempo, di cui mi auguro la scomparsa ma che è in netto calo ormai da una decina di anni abbondanti, come dimostrato da qualsiasi statistica e studio.
Il resto è chiacchiera.
mercoledì, settembre 10, 2008
Viaggio negli USA parte 2
Wildlife
E sì gli States sono uno dei pochi posti del mondo, diciamo civilizzato nel senso di industrializzato, dove ancora la natura esiste, libera, selvaggia (fino ad un certo p unto però) e, sopratutto, incredibilmente a portata di mano.
E' difficile, credo, descrivere l'emozione, ma ancor più la sorpresa di trovarsi a pochi metri da Aquile, avvoltoi, leoni marini, lontre e addirittura serpenti a sonagli, cose da film western,
O da cartone animato, come nel caso del Roadrunner. proprio lui l'agognato e irraggiungibile pranzo di Wille il Coyote, che io pensavo fosse opera della fantasia degli autori.
Città
Forse è un luogo comune dire che le città americane sono tutte uguali e mancano di storia. In realtà la storia ce l'hanno, breve, ma spesso avventurosa, come le vite dei pionieri che affrontavano viaggi veramente difficoltosi e pericolosi per arrivare "alla terra promessa".
Mi chiedo come riuscivano, con i carri le donne ed i bambini, ad affrontare distese del nulla come la valle della morte, ma anche il resto dell'Arizona e della California non è molto meglio.
Le città, almeno quelle piccole, comunque, sono più o meno fatte come al tempo dei pionieri: all'epoca c'era la strada principale dove si trovavano l'ufficio dello sceriffo, il saloon , il bordello e il motel.
Oggi c'è una strada principale e tutto è lì: il mac donald, il Taco Bell il KFC, il supermercato, la pompa di benzina ed il motel.
Diverso discorso per Los Angeles: una megalopoli cresciuta confusamente, fatta di molte città che si sono via via unite.
Qui è facile passare da quartieri residenziali eleganti e centri commerciali esclusivi a zone squallide caratterizzate da baracche, case decadenti e depositi abbandonati. E tutto ciò senza soluzione di continuità, per così dire.
Las Vegas, non è una città ma un grande parco giochi.
San Francisco è bella, ma più che bella direi che ha un suo fascino.
Non ha una precisa caratterizzazione architettonica, per cui si va da edifici in simil barocco a grattacieli, ci sono case basse ad un piano ma anche edifici considerevolmente più alti. E anche qui ci sono zone non propriamente ridenti e zone molto ricche, quartieri cinesi e quartieri in cui si sente ancora il profumo degli anni 60 e della summer love, magari un po' annacquato, ma pur sempre profumo.
Bellissimo quel vecchio garage trasformato in un negozio di dischi, cd e DVD con decine di posters alle pareti.
Una tentazione per il portafoglio incredibile.
American Life
Difficile capire molto di un paese per un solo viaggio, certo che in America si trova di tutto e di più, non solo a livello di paesaggi ma anche di persone.
Personalmente ho potuto verificare l'abitudine delle cameriere di riempirti la tazza del caffé, abitudine che avevo conosciuto per aver visto "le Iene" di Tarantino (la famosa scena iniziale della mancia )
Avevo sentito parlare del fatto che ci fosse una severa disciplina automobilistica, con racconti di auto della polizia che sbucavano dal nulla a multare chi oltrepassava i limiti di velocità. Molti film sono pieni di scene similari.
Invece devo dire che non ho visto nulla del genere. Gli americani in realtà oltrepassano i limiti di velocità, senza esagerare, si intende. E non spuntano volanti piene di poliziotti anfetaminici.
C'è da dire comunque che il livello di educazione, e non solo automobilistica, è nettamente più alto di quello Italiano.
A Los Angeles è un po' diverso, qualche furbetto c'è, ma in quel casino è inevitabile, per così dire.
In realtà l'emozione di essere fermati dalla Polizia l'abbiamo avuta, a causa di una svolta a sinistra mal effettuata.
In realtà non effettuata per niente.
Una voce è spuntata dal nulla invitandoci a parcheggiare a destra.
-Are you drunk?
-No, we are italian!
La cosa si è risolta con una risata ed un consiglio paternalistico di andare a piedi.
Mi ha colpito anche il numero impressionante di clochard, ubriachi, o gente semplicemente stramba che affolla certe vie di San Francisco, Market street in particolare.
Non tutto è oro quel che luccica.
E poi la visione dall'alto di New York, mentre l'aereo decolla e cadono le prime ombre della sera, e si accendono le prime luci, rimane l'ultima fotografia, solo mentale, purtroppo, di questo indimenticabile viaggio.
lunedì, settembre 01, 2008
Viaggio negli USA
Nel mio viaggio negli States ho annotato alcune impressioni sfuggevoli che vorrei qui riportare
Il mangiare: Una volta lessi un'articolo del solito giornalista filo-americano che sosteneva che agli antiamericani Michael Moore fosse simpatico perché è come gli antiamericani pensano siano gli americani : "grassi e brutti".
Beh, non c'è bisogno di essere antiamericani, o complottisti o qualcuna delle altre categorie che gli addetti al pensiero corretto si inventano per dire che gli americani sono (mediamente) proprio così: grassi e brutti, e molto di più di Michael Moore.
D'altro canto, se si vede una colazione al'americana ( o meglio, se la si consuma) ci si rende conto del perché.
Se pensate che la colazione Inglese sia eccessiva sappiate che al confronto di quella che vi servono negli States è roba da anoressici.
Ad essere moderati vi serviranno pancetta, sausages, orzo, patate al forno e dei Pancakes grossi come pizze, ma se volete potete pure prendere il burritos o una bistecca.
Se non basta la colazione potete fare un salto al supermercato.
Supermercati
Entrare nei supermercati americani è una esperienza quasi mistica.
Se avete presente quella pubblicità della Coop di un po' di tempo fa, quella del tipo che stava per giorni nel supermercato perchè lì si trovava tanto bene, allora sapete cosa avrei fatto io.
Sono rimasto veramente affascinato, di più, abbagliato dalla quantità ed abbondanza di confezioni, generalmente del tutto inutili se non dannose, che si possono trovare: Succhi di frutta da 5 litri, decine di costolette di maiale in una unica confezione, ceddar cheese venduto a Kilogrammi, cheese cake al gorgonzola che, ovviamente, con lo zola non hanno nulla che fare, pizze gigantesche superinfarcite, una quantità impressionante di salse per barbecue (mi viene in mente il cuoco di Planet Terror!) comprese quelle di Paul Newman (!) e di altri nomi che presumo famosissimi, etc.
In più si sta al fresco, e questo, con una temperatura che fuori era vicina ai 40° non è un particolare di scarso rilievo.
Infine, mente in Italia, riempire il sacchetto della spesa è spesso una attività stressante ed umiliante, con cassiere velocissime che hanno finito ancor prima che tu abbia iniziato a mettere la merce nel sacco, qui hai un addetto che ti riempie lui il sacchetto e te lo porge gentilmente.
Thanks!-
You're Welcome!-
Televisione:
E' come in Italia.
Ma anche molto peggio.
Panorami e paesaggi
Questa è la vera ragione del mio viaggio negli Staete e ne son veramente soddisfatto: Canyon deserti, laghi, mare con le onde alte e mare con la nebbia, boschi cactus, sterpaglia, roccia rossa e roccia nera, sabbia....ho visto veramente di tutto, e dovrei postare tons di foto (che non ho fatto, mi sono fermato ai quintali)
Tutto troppo bello.
E indimenticabile.
(continua.....)
venerdì, agosto 22, 2008
Il luogo comune dell'estate

Un luogo comune è costituito da una credenza,o un concetto, sintetizzata in una o più serie di frasi, che la maggior parte dele persone, o almeno un numero rilevante, ripetono dandone scontate la veridicità, senza preoccuparsi minimamente della verifica della stessa.
Un luogo comune è l'esatto contrario di quella che viene definita teoria scientifica, da Popper in poi.
Quest'ultima, infatti, per essere tale, deve essere verificabile e falsificabile, ovvero fornire gli strumenti per poter dire se è vera o falsa.
Il luogo comune è, in quanto tale, inverificabile e infalsificabile.
Che le stagioni non esistano più può essere vero o falso, ma nessuno che lo sostiene andrà mai a informarsi e a verificare, statistiche metereologiche alla mano, se ciò è vero o meno, altrimenti scoprirebbe che d'inverno continua a fare più freddo che d'estate, che i fiori sbocciano in primavera e le foglie cadono d'autunno. Come sempre, d'altro canto.
Così chi sostiene che ci sia una allarme criminalità, che "cara la mia signora non si può più vivere con tutta questa delinquenza" non andrà a verificare l'asserzione, scoprendo che venti anni fa c'era molta più criminalità ed un numero molto superiore di omicidi rispetto ad oggi.
Ed è almeno trent'anni che il sottoscritto sente dire che "adesso nei dischi ( Lp o CD) ci sono solo un paio di pezzi buoni, non come una volta". E naturalmente continuo ad ascoltare dischi che, per fortuna, di pezzi buoni ne hanno molti più di 2 o 3, alle volte persino tutti (ma anche no).
Infine, il luogo comune, per essere tale, deve essere sufficientemente vago da poter essere condiviso anche da chi non condivide nulla o quasi, e di lasciare nella vaghezza e nella indeterminatezza lo stesso oggetto del luogo comune.
Il luogo comune poi si basa sempre su un non detto condiviso, che è poi la sua vera forza.
Ci si lamenta della delinquenza in aumento perchè in realtà dà fastidio vedere persone di altri paesi attorno, che prima non c'erano, si rimpiangono i bei tempi andati (e la musica d'allora) perché si sta invecchiando.
Ci si lamenta delle stagioni perché si pensa che siamo vicini anon vederne più etc etc.
L'ultimo luogo comune, molto gettonato, e a sfondo musicale, è il seguente:" e' da anni che non c'è un tormentone estivo degno di questo nome"
Asserzione che tutti possono considerare vera, proprio per la sua vaghezza (cosa è un tormentone, e cosa lo definisce, e ancora cosa lo rende degno, la bellezza, la tormentosita, che significa poi rottura di balle, il numero di copie vendute, i passaggi radiotelevisivi, che cosa?), per il suo basarsi su un non detto condiviso (ai miei tempi, cara la mia signora era tutto più bello anche i tormentoni).
Il problema dei luoghi comuni è che, in fondo,dato quanto sopra, è perfettamente inutile smentirli, ed è questa la loro forza.
Perché quindi parlare di Giusy Ferrari o di "I Kissed a girl" di Katie Perry?*
E allora rimpiangiamo pure i tempi di "Vamos a la playa" dei Righeira.
PS
*Ma io preferisco "Sweet about me" di Gabriella Cilmi.
Chi ha paura di Avril ?

Leggo la notizia che in Malaysia, un partito di ispirazione islamica vorrebbe la cancellazione del concerto che Avril Lavigne dovrebbe tenere il 29 di questo mese, a causa, secondo gli stessi, dell'eccessiva sensualità dello show stesso.
Verrebbe da ridere: se c'è una cosa che non si può dire dello show di Avril Lavigne è che sia troppo sensuale, vsto che la cantante canadese canta (e suona) in calzoni lunghi e maglietta e scarpe da ginnastica per tutto il tempo, coprendosi pure con una pudica felpa rosa nel finale. E di certo non simula atti sessuali nè si tocca nelle parti intime, come fanno altre(i).
Verrebbe da dire "levateje er vino" (o la grappa di rose) se non che si presume che, in quanto islamici osservanti, siano debitamente astemi.
Ma se qualcuno solleva un problema, giusto o sbagliato che sia la soluzione, vuol dire che qualche ragione, magari non detta, c'è.
La ragione di questa levata di scudi non è da ricercarsi nella presunta sensualità dello show, ma piuttosto nel fatto che Avril, come peraltro altre sue colleghe, forse in modo più netto, è un simbolo di indipendenza e autodeterminazione femminile.
Compone le sue canzoni, le canta, le suona alternandosi a vari strumenti, e, peggio, comanda a bacchetta un gruppo di musicisti tutti maschi.
Troppo per dei tradizionalisti conservatori e bacchettoni, che pensano che le donne debbano stare in casa e non avere voce in capitolo su niente, altro che primeggiare in qualcosa, seppur di frivolo.
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