domenica, maggio 11, 2008

Sul delitto di Verona

Non ho avuto molto tempo(diciamo pure nessuno) per aggiornare il blog ultimamente.
Quindi con ritardo commenterò quello che è successo a Verona. Come tutti saprete un omicidio, insensato quanto crudele, ha scosso l'Italia dal torpore post-elettorale.
Per una volta "i cattivi" sono tra noi, non vengono da Marte o da qualche emisfero lontano.

Peraltro subito sono scattati i tentativi di minimizzazione, di dissimulazione.
Semplice bullismo, delitto senza motivazioni ideologiche e poi via con il sociologismo d'accatto sulla gioventù vuota (Santoro in prima linea mischiando il consumo di droghe con gli omicidi)
Idioti.
Mistificatori.
La realtà è molto semplice, ma proprio per questa viene offuscata.

I 5 assassini sono fascisti (ebbasta con questo naziskin o peggio skinhead, definizione ridicola tra l'altro per dei tizi che compaiono con tutti i capelli in testa nelle varie foto )e sono italiani autoctoni.
Fanno parte di gruppi ben noti, anche alla Digos, (difatti il dirigente Digos intervistato ha detto come per vantarsene " noi li conosciamo bene" non rendendosi conto che così ha ammesso che quello che è successo era tutt'altro che imprevedibile) gruppi che si sono resi protagonisti di decine e decine di aggressioni
(vedasi questo lungo elenco), che hanno dei referenti a livello istituzionale, che hanno una forte presenza nelle curve di molti stadi italiani, che hanno collegamenti internazionali (come dimostrato dal tentativo di fuga all'estero di almeno due dei componenti presso organizzazioni similari che si trovano in Inghilterra) ed altro ancora.
Si dirà che un omicidio del genere non ha però una motivazione direttamente politica e non è frutto di una precisa impostazione ideologica o di una qualche leggibile strategia o tattica.
Balle.
Il fascismo o altre ideologie consimili non sono certo famose per la raffinatezza delle argomentazioni, e chi vi aderisce, generalmente, non lo fa sulla base di chissà quali profonde riflessioni o letture, ma sulla base di un confuso ribellismo che fa della violenza, dell'azione, della prepotenza, della intolleranza la sua stessa ragione d'essere, la sua caratteristica saliente.
"Ama il tuo simile e distruggi il diverso" . Questo ed altri slogan simili si sono diffusi, su magliette e peggio nella mente di un certo mondo giovanile negli ultimi anni.
E non c'è da dubitare che il clima generale abbia facilitato il diffondersi di questo genere di ideologie.
Quando si parla di fucili, quando si parla di squadracce, quando si tolgono le panchine perché altrimenti la gente (magari extracomunitari,) ci si potrebbe sedere sopra (ad oziare, grave scandalo) quando si tirano su muri, quando si fanno leggi assurdamente razziste e ci si ripromette di farne di peggiori, quando si fa l'equazione oscena clandestino = delinquente, quando si delira di "emergenza sicurezza" quando l'emergenza oggettivamente non c'è, quando si ripete che il diverso è un problema, e possibilmente di ordine pubblico, quando si fa tutto questo e si invocano ronde non meglio specificate, si crea un humus culturale che incoraggia il verificarsi di questi episodi.
Sull'argomento segnalo anche un bel post di Buoni Presagi
PS
Una trentina d'anni fa fu girato un film da Carlo Lizzani "San Babila ore 20 un delitto inutile". Cinematograficamente parlando si tratta di un film bruttino, datato sotto molti aspetti, però nel far capire "la banalità del male", la stupidità di certa violenza, credo conservi ancora, e aggiungo purtroppo, una certa attualità.

3 commenti:

cometa ha detto...

Ho lasciato nel blog di Buoni Presagi un ampio commento che in qualche modo è anche una risposta a questo post.
Quello che io credo, da veronese d'adozione, è che hai ragione sia tu (sono veri fascisti) che, in certo senso, quelli che dicono che si tratta di un disagio sociale, di vuoto interiore.
...Perché i fascisti qui non sono una piaga, un verme solitario nel ventre della città, sono la gran parte dei cittadini, quel 60% che ha votato un sindaco che ha promesso "pulizia etnica" in campagna elettorale.
Questi ragazzi violenti sono i figli obbedienti, i ragazzi di buona famiglia, i solerti poliziotti volontari che "mantengono l'ordine e pulizia" nel salotto buono della città.
Qui c'è una questione di cultura diffusa. Il vuoto non è soltanto un problema giovanile. Il vuoto è esigente, vorace, e poi c'è la paura. Naturalmente, ci sono un sacco di furbetti che incanalano la paura in forme ideologiche aberranti. Ma il problema è a monte: prima del fascismo della curva dell'Hellas o del cattolicesimo tradizionalista o delle buffonate delle Pasque Veronesi c'è il fascismo interiore, quotidiano, di quel 60% di bravi veronesi.
Al di là di una innegabile specificità del "caso Verona", ci sarebbe da imparare qualcosa anche per le altre città. Da questo punto di vista, però, la politica sta dimostrando una disperante mancanza di strumenti interpretativi.
Rileggendo Pasolini (gli Scritti corsari, le Lettere luterane, Petrolio) trovo già tutto. Ma l'impegno della sinistra è stato quello di rimuovere. Intanto la storia è andata avanti. Gli ex-comunisti si riciclano come neo-democristiani, ma non basta più: l'Italia è massivamente tornata fascista.
Prendiamone atto. POI facciamo qualcosa.
Ciao, erri

Anonimo ha detto...

anche i cittadini di Verona sono attoniti, hanno anche organizzato una manifestazione, qui http://cronaca.3viso.com/omicidio-tommasoli-i-fatti-restano-gravissimi/2008/05/12/ i dettagli

cometa ha detto...

C'è stata una mobilitazione immediata della sola sinistra antagonista (o come vogliamo chiamarla), cioè La Chimica e Circolo Pink (chiedo scusa ad eventuali altri promotori se non li ricordo), che ha preso di contropiede tutti gli altri, tanto che un giornale nazionale ha teso una trappola al sindaco Tosi, costringendolo praticamente a presenziare. :-))
Ma cosa aspettavano gli altri?
Poi è stato indetta la manifestazione di cui parli, il 17 maggio. Promotori, gli atessi di prima, con il coordinamento migranti, la sinistra arcobaleno ed altri di quell'area, riuniti in un'Assemblea cittadina che intende allargare al massimo la sua composizione. Tuttavia, i sindacati di palazzo si sono organizzati per conto loro, in un corteo triste svoltosi nei giorni scorsi.
Essere attoniti non basta: fino in fondo, i veronesi sono divisi. Se non è un tessuto sociale sfilacciato, questo...