domenica, luglio 01, 2018

Serie Tv : Dieci personaggi femminili che spaccano il culo ai passeri

Ed eccomi finalmente ad uno dei miei argomenti preferiti: donne e motori, pardon, telefilm e attrici. E' una lista, spero non della spesa, che volevo far da tempo, dedicata a quei personaggi femminili dei telefilm che a mio (non) modesto avviso si stagliano sopra agli altri, ritratti di donne forti, non necessariamente guerriere o super-eroine (anche se le due categorie sono ben rappresentate) ma che non hanno nulla da invidiare a quelle dei loro colleghi uomini, anzi spesso vincono per distacco il confronto. Ed ecco quindi la lista in ordine (quasi) casuale

1) Faith (Buffy l'ammazzavampiri- Angel ) Eliza Dushku
Apriamo con il personaggio che più ho amato e per primo. Stravagante se vogliamo come scelta, poiché Faith è tutto sommato un personaggio secondario sia in Buffy che in Angel, comparendo solo per metà della terza stagione di BTVS e poi successivamente comparendo saltuariamente sia in Buffy che in Angel prima di ritornare (alla grande, va detto) nel finale dell'ultima stagione di BTVS E poi la cacciatrice di vampiri non è Buffy? Non è lei che salva il mondo in continuazione (non sempre lei in realtà) Apparentemente queste obiezioni sono valide ma non tengono in conto una semplice cosa, che mi ha sempre fatto preferire (e di gran lunga) Faith a Buffy. Ovvero il fatto che, a ben vedere, la vera cacciatrice è Faith e non Buffy. Difatti mentre la seconda subisce il fatto di essere la prescelta, e vorrebbe in realtà avere una vita normale quanto noiosa, a tal punto che nella quinta stagione sostanzialmente si suicida, più per farla finita che non per salvare il mondo (tra l'altro suicidandosi mette nel suo ruolo di prescelta proprio la sua amica/nemica Faith, a cui in effetti gli sceneggiatori pensavano di affidare lo spin off ). Viceversa Faith, quando compare all'inizio della terza stagione, è una perfetta,cacciatrice, non ha una famiglia, non ha un fidanzato né vuole averlo, non frequenta la scuola e non vuole andare all'Università. Vuole solo una cosa: uccidere mostri, demoni e vampiri. E trascina Buffy nelle sue imprese, facendole bigiare scuola e portandola in discoteca. Non c'è alcun dubbio che, se gli sceneggiatori avessero voluto, la coppia Faith/Buffy avrebbe potuto sviluppare le sue potenzialità e far diventare il telefilm una vera bomba piena di esplosivo Girl Power. Ma il moralismo americano ebbe la meglio ed ecco quindi Faith venir trasformata in "cattiva" a causa di un omicidio di cui è corresponsabile insieme a Buffy. Insomma le due alleate vengono trasformate in nemiche e lo scontro inevitabile vede la sconfitta di Faith, che finisce in coma. In coma, e non morta, perchè Joss Whedon è ben conscio delle potenzialità della "cacciatrice oscura" e la tiene in serbo per tempi migliori. Tuttavia gli impegni d'attrice di Eliza Dushku, e certe sue ritrosie ad interpretare un personaggio "cattivo", limitarono questa possibilità. Però è proprio in Angel che Faith esprime al massimo le sue potenzialità intrinseche, e le cinque puntate in cui è di nuovo protagonista sono tra le migliori di tutta la serie, grazie anche alla interpretazione della Dushku, che riesce ad ispirare attrazione e repulsione nei confronti del suo personaggio, rendendolo amabile ed odioso al tempo stesso, un perfetto mix di ambiguità. Il ritorno in Buffy serviva in teoria per un futuro spin off, che però non vide mai la luce, e rimane uno dei rimpianti maggiori per gli appassionati dell'universo Buffiano ( o Buffyverse), che dovranno accontentarsi di rivederla poi nei fumetti ispirati alla serie, dove Faith avrà più spazio con addirittura una collana a lei dedicata (insieme ad Angel).



2) X5452 alias Max Guevara (Dark Angel) - Jessica Alba
Dark Angel è forse uno dei più sottovalutati telefilm degli ultimi 20 anni. In realtà all'epoca ebbe un certo successo ma non quanto avrebbe meritato, tenuto in considerazione che le stagioni furono solo 2 (seppure stagioni con 22 puntate) e questo in raffronto a serie TV mediocri che vanno avanti anni ed anni. Lo show immaginava un mondo futuro alle prese con una devastante crisi economica che aveva reso i ricchi ancora più ricchi (ed arroganti) ed i poveri ancora più poveri, il tutto condito con restrizioni delle libertà civili e violazioni dei diritti umani. All'interno di questo mondo distopico, previsto per il 2019 (lo show è del 2000) si muove la nostra anti-eroina, frutto di esperimenti genetici  di scienziati e militari, allo scopo di creare una super razza di guerrieri. X5452 (suo numero di matricola) è un soldato-donna scappata dal laboratorio/caserma e vive con lo pseudonimo di Max Guevara. Di giorno fa la postina in bici (molto sostenibile!) e di notte la ladra, vestita come Catwoman, di cui prende anche un lato felino dovuto non a psicosi ma al Dna in lei instillato. La conoscenza di un giornalista/attivista con cui inizia a collaborare inizialmente con molto scetticismo la porterà nel corso delle due stagioni a diventare una vera rivoluzionaria (come d'altro canto il suo cognome fittizio suggeriva fin dall'inizio) e ad iniziare una sorta di lotta di liberazione dei mutanti, creati dalla società ma poi discriminati e villipesi come "terroristi". La serie era un po' troppo sinistrorsa per i canali Fox, che dopo avela tollerata nel corso della prima stagione l'hanno poi lentamente boicottata togliendo risorse e chiudendola alla fine della seconda stagione, ma comunque troppo tardi per impedire alla nostra Max di arringare la folla di mutanti e soldati OGM con il seguente discorsetto " Ci chiamano mostri  chi se ne frega! sono fiera di essere un mostro e oggi diremo basta alla ingiustizia! Chi è con me?" Jessica Alba dà credibilità al personaggio con un mix equilibrato di sex appeal, forza, tenerezza e determinazione difficilmente eguagliabile e, soprattutto, difficile da dimenticare.

3) Debra Morgan ( Dexter) Jennifer Carpenter

E non poteva mancare la dolce e volgarissima Debra, sorellastra di quel carciofone di Dexter, tanto buono e bello in superficie quanto schizzato e feroce nel profondo. In realtà il telefilm avrebbe dovuto chiamarsi Dexter e Debra. E' chiaro fin dall'inizio, ma ancora più col passare delle stagioni, che Debra è ben più di un semplice personaggio secondario. Non solo è per Dexter l'unico vero riferimento, a tal punto che quando Debra si rende conto che è innamorata di lui, la sorpresa è che lui non la contraccanbi, dal momento che in realtà è veramente l'unica donna che lui abbia mai amato, tanto è che sacrifica per lei il fratello serial killer nella prima stagione. Non solo Debra è questo, ma Debra è in realtà una valente poliziotta, e a ben pensare quasi sempre ci azzecca. Ed è in realtà lei ad andare più vicina alla verità di chiunque altro, come nella quinta stagione, dove intuisce che l'assassino è in realtà una coppia di amanti che vendicano le ragazze uccise dal falso guru e dai suoi amici. E si trova di fronte Dexter e (momentanea) ragazza ma non ne vede i volti, decidendo di lasciarli andare perché in fondo, per lei, hanno ragione loro. Sfacciata, mascolina, volgare e divertente nelle espressioni a dir poco colorite (in italiano molto edulcorate) è in realtà una persona bisognosa di amore e affetto, amore e affetto che il padre ha invece riservato al figlio adottivo, ovvero proprio Dexter. Potrebbe essere invidiosa e gelosa, ma in realtà la sua generosità è tale da portarla a sacrificare più di una volta i suoi principi per amore del fratello,  persino quando ne scopre la vera natura omicida, fino al sacrificio finale, che è poi una delle ragioni per cui detesto il finale dello Show. Bravissima la Carpenter nel ruolo, peccato abbia poi fatto solo spazzatura.

4) Dr Tara Knowles (Sons of Anarchy)Maggie Siff

SOA è uno delle migliori, o forse la migliore, serie televisiva,di tutti i tempi. Il merito è da dividersi fra gli autori e gli attori, molto ben scelti e tutti molto bravi: quella che ci interessa è Maggie Siff, perfetta nel ruolo di Tara Knowles, ex fidanzata di Jax Teller, ritornata nella non troppo divertente località di Charming come dottoressa e che poi ricade nello stesso errore del passato. Ovvero rimettersi ad amare di nuovo il rampante neoleader dei bikers che formano il club dei Sons of Anarchy, non proprio una scelta consigliabile se si ama la vita tranquilla e soprattutto longeva. Come fidanzata e poi moglie si trova a fare i conti con tutti i guai in cui incorre il maritino, le risse, le minacce, i tradimenti (nonostante lui la ami tanto ma tanto, non c'è praticamente stagione in cui non si infili nel letto di qualcun altra, anche se spesso del letto spesso ne fa anche volentieri a meno). Più che coi tradimenti del marito,si trova a fare i conti con Gemma, la madre di Jax e quindi suocera. Anche Gemma è un personaggio femminile con i controcoglioni, se vogliamo, ma l'ho escluso dalla lista per una ragione abbastanza semplice: la trovo insopportabile. L'attrice è bravissima, intesi, ma il personaggio di una che cerca di ammazzare la madre di suo nipote, mena tutti quelli che si frappongono fra lei ed i suoi progetti di controllo su marito e soprattutto figlio (e, quindi, sul clan) parla di famiglia ogni tre per due ma è probabilmente responsabile della  morte del suo primo marito, fondatore del clan nonché padre di Jax,  mette a repentaglio la vita dei nipotini stessi e, alla fine, uccide la loro madre (per l'appunto Tara), in più scaricando le colpe su altri e scatenando una vera e propria mattanza, scusate ma non riesco proprio a farmelo piacere. Viceversa Tara rappresenta la lealtà, l'etica medica, il decoro, la fedeltà. E' l'unica a rimanere, o almeno a cercare di rimanere, fonesta ed innocente in un mondo basato sulla violenza,la menzogna ed il tradimento. Certo nella sesta stagione anche lei finisce per ingannare e manipolare, ma forse proprio perché non è il suo campo, finisce per essere scoperta e, alfine, a pagarne tragicamente le conseguenze. Tuttavia lo scopo del suo inganno non è l'arricchimento, il potere o la vendetta, ma il futuro della sua famiglia, il futuro dei suoi figli che cerca disperatamente di salvare. Alla fine muore ma in questo modo apre la strada alla redenzione finale di Jax.


5) Danerys Targaryan-( Il trono di Spade.) Emilia Clarke

La nostra regina pretendente al Trono di Spada, Danerys non poteva di certo mancare. Già perché lei, Danerys, Nata Dalla Tempesta, Prima del suo nome, Regina degli Andali, Distruttrice di Catene è un personaggio che non si può ignorare e che in questa lista ci sta , come dire...da Regina. In effetti, all'inizio di Game of Thrones, lei appare come una timida ragazzina (nel libro avrebbe solo 14 anni) che viene usata dal fratello tanto ambizioso quanto psicopatico, per il suo folle e sconsiderato progetto di (ri)conquista del Trono. Però ben presto la dolce e apparentemente sprovveduta pulzella mostra di avere altre qualità oltre al lato B ed un dolce visino, tanto da sbarazzarsi felicemente del fratello maschilista, sopravvivere alla morte del suo amato Capo dei Droki, alle fiamme che al posto di bruciarla la rendono ancora più bella, e si alleva tre draghetti destinati a diventare tre Dragoni sputafiamme, una arma tattica decisiva tenuto conto della tecnologia dell'epoca. Insomma avere l'aviazione contro armate medievali non è proprio cosa da poco...
Ha tanta e tale personalità da mettersi alla guida di un esercito, condurrre una specie di rivoluzione liberale distruggendo lo schiavismo con metodi direi alquanto maoisti, e puntare alla conquista del Regno. Non si sa come andrà a finire, anche se le linee di tendenza sono tracciate, ma di certo Danerys è destinata a rimanere a lungo nell'immaginario collettivo, grazie anche all'ottima prova d'attrice di Emilia Clarke, che riesce a infondere al suo personaggio un carattere di dolcezza e tranquillità riuscendo a trasformarlo in un carattere tempestoso e terribile quando  il momento lo impone.



6) Eleanor Guthrie - (Black Sails )- Hannah New

Reputo Black Sails una delle migliori serie Tv di sempre anche grazie, oltre ad una accurata ricostruzione storica ed una avvincente sceneggiatura, ai suoi personaggi, ed in attesa di avere lo spazio per quelli maschili, non posso che comprendere nella lista almeno Due dei personaggi femminili più importanti di questa'epopea dei pirati. Una di queste è Eleanor Guthrie, personaggio assolutamente ambiguo e perciò stesso assolutamente affascinante. Non è una pirata, però è grazie ai pirati che deve il suo status quo nell'isola di Nassau, è innamorata di uno di loro, ma non esita a degradarlo fino a toglierli quello che lo definisce come pirata ed essere umano, ovvero la nave ed il controllo della ciurma. Si allea al più intransigente nemico dell'Inghilterra, per poi passare in modo convinto dalla parte del Re, sia pure per salvarsi la pelle. Ha vissuto nell'illegalità eppure brama che la città di Nassau possa trovare una sua pace e rientrare nella civiltà. Calcolatrice fino ad apparire spietata in realtà compie azioni in nome dell'amore e della riconoscenza, persino del padre che l'aveva abbandonata al suo destino quando ancora era bambina, E lo fa anche a rischio di pentirsene, trovando in una morte quasi eroica il suo riscatto. Hannah New, attrice londinese, è veramente un rivelazione in questo ruolo, interpretando in modo perfetto una donna capace di passare da donna delle classi superiori a rappresentante del popolo in pochi secondi.

7) Max- (Black Sails )- Jessica Parker Kennedy

Seconda Max della lista e seconda entry da Black Sails il personaggio interpretato dall'attrice canadese è veramente un personaggio sorprendente. Prostituta dalle tendenze lesbiche, passa dall'essere una schiava stuprata brutalmente dalla ciurma dei Pirati di Charles Vane al diventare prima proprietaria del bordello di Nassau, poi la protagonista del nuovo corso dell'isola dei ribelli. Per fare questo deve sobbarcarsi il suo congruo gruzzolo non solo di monete spagnole, ma anche se non soprattutto di menzogne, manipolazioni, doppi giochi e chi più ne ha più ne metta. Eppure alla fine anche lei dimostra un grande cuore, aiutando la pirata Anne Bonny ad uscire dalle tenebre del delirio psicotico nelle quali era precipitata, ed in fondo, salvando quello che si può salvare dell'isola dei pirati, ormai nel mirino di Inglesi e Spagnoli con il suo spirito imprenditoriale. Insomma come emergere dalla miseria (non solo materiale) e conquistarsi una rispettabilità  rimanendo (in fondo) onesti.





8 )Daisy Jonnson aka Skye akaQuake - (Agents of Shield)- Chloe Bennett

 Il personaggio di Daisy Jonnson  di AoS è uno dei personaggi più sfaccettati ed inquietanti che si siano visti in una serie televisiva, come testimoniano i cambi di nome che corrispondono ad altrettanti cambi di identità. Nella prima stagione ci viene presentata Skye, giovane e geniale hacker che combatte il sistema, e si trova qausi casualmente nel gruppo di agenti segreti dello Shield, cosa alquanto in contraddizione con i suoi ideali alternativi e libertari. Tuttavia lì trova quella famiglia allargata (tipico tema dell'universo Whedoniano) che tanto le manca. La seconda stagione ruota tutto attorno proprio alla famiglia "vera" di Daisy, tradizionale ma non troppo, da cui scaturisce la sua seconda personalità e dove ri-acquista il proprio nome, che poi si tramuta nel nomignlo Quake nel momento in cui diventa una super-eroina a tutti gli effetti, con tanto di poteri che le consentirebbero (forse) addirittura di causare terremmoti apocalittici. Tenera, spaurita e dolce alle volte, ma anche decisa e irremovibile nelle sue decisioni, e temibile combattente all'occorrenza, Daisy è uno dei personaggi femminili più interessanti degli ultimi anni, a metà tra obbediente soldato e ribelle alla ricerca di se stessa, ma anche le sue compagne di avventura, May e Simmons, meritano almeno una citazione. A prestare volto e corpo all'eoina Marvel ci pensa la giovanissima Chloe Bennet, di chiare origini orientali, che ha avuto i suoi esordi come popstar, una specie di Britney Spears dell'estremo Oriente. Per fortuna ha poi pensato di intraprendere la carriera di attrice, dove potrebbe diventare la prossima grande Star.


9) Adele De Witt - (Dollhouse =- Olivia Williams

Dollhouse è una delle serie televisive più sottovalutate tipo... degli ultimi 200 anni. Si scherza, ma non troppo, perchè un'attenta seconda visione rivela particolari e tematiche che rendono questa serie sicuramente valevole una valutazione ben maggiore a quella normalmente riservatole. Una delle carte della serie è indubbiamente l'ottimo cast di attori, fra cui primeggia la già citata Eliza Dushku. Ma dal momento che non possiamo parlare solo dei suoi personaggi allora è il caso di allargare lo sguardo al resto del cast. E fra questi spicca la figura di Adele De Witt, la tenutaria (diciamo così) della Casa di Bambole dove si svolge la vicenda. A prima vista fredda, calcolatrice, senza scrupoli, Adele mostra man mano un lato umano ambiguo ben più complesso di quello che si poteva immaginare nelle prime puntate. Difatti la cinica sfruttatrice delle debolezze umane, sopratutto del bisogno di amore e compagnia di cui tutti soffriamo, usufruisce lei stessa dei servizi della Dollhouse, in particolare di Viktor, che incontra sotto la copertura del nome "signorina cuore solitario". Nella parte finale di stagione sembra essere pentita della sua ribellione, ma in realtà utilizza la protagonista Echo per smontare il giocattolo dall'interno. Pur non essendo, a differenza di molte altre qui presenti, una guerriera, è capace di prendere per le palle (anche in senso letterale) i maschi che credono di poterla dominare. La riuscita del personaggio è anche dovuta alla prova di attrice di Olivia Williams, che a molti non dirà molto, ma che ha recitato in decine di film, anche accanto a grandi star come Kevin Costner (the Postman) o Bruce Willis (The Sixth Sense) oltre che in svariate Serie TV, e che assicura al personaggio quel fascino sottilmente ambiguo che lo rende indimenticabile.


10) Lagertha - Vikings - Katheryn Winnick

La saga di Vikings, pur fra alti e bassi, battaglie epiche indimenticabili e cadute di tono in stile Soap Opera, riferimenti storici precisi e libertà poetiche eccessive, rappresenta un ottimo sostituto nei periodi di astinenza dal Trono Di Spade. Merito di personaggi ben delineati. Uno di questi è Lagertha, moglie di Ragnar Lothbrok secondo la leggenda, e guerriera e regina essa stessa. Lagertha attraversa le stagioni diventando sempre più importante. Se nella prima stagione è solo la moglie di Ragnar, seppure con una personalità da far invidia a molti degli amici guerrieri del marito, poi prende il mano il suo destino. Rifiuta il menage a trois propostole dal marito fedifrago, andando via di casa con il figlio, si riscatta da un secondo matrimonio non felice (a dir poco)uccidendo il nuovo ed insopportabile marito, diventando Contessa essa stessa, fino a riprendersi Kattegat e ingaggiare una furibonda lotta per mantenere il trono. Seppure il personaggio subisca alcune sbandate nella quarta stagione, dove sfiora la personalità psicopatica (ma forse è solo per dire che la lotta per il potere rende pazzi psicopatici gli esseri umani, il che è storicamente esatto) non si può non essere d'accordo con il re sassone Ecberth che elenca le virtù della bionda vikinga "Moglie, madre, agricoltrice e guerriera". Lagertha tuttavia, pur ricostruendosi una vita, e perseguendo i proprio fini, amerà per sempre il suo Ragnar, promettendosi a lui nel Valhalla. L'attrice canadese Katheryn Winnick presta in modo convincente volto, corpo e forza atletica alla eroina del nord, anche sfruttando la cintura nera di Karatè conquistata in età giovanile (secondo posto ai campionati nazionali) .

domenica, marzo 18, 2018

La società del Mi Piace mi piace molto poco

Una puntata della serie Tv Orville (una sorta di parodia del celeberrimo Star Trek in cui una nave mista di terrestri e alieni scorazza in giro per la galassia facendo incontri di vario genere) mostrava un paese "molto simile alla terra del 21esimo secolo" dove la persone andavano in giro per legge dotati di un pulsante verde ed uno rosso. Il pulsante verde veniva schiacciato e lampeggiava quando il soggetto aveva fatto qualcosa di positivo, come offrire un gelato ad una bambina, e quello rosso se aveva fatto qualcosa di enegativo, come versare del caffè sulla giacca di qualcun altro. Ma non finiva qui. Già perché se il comportamento considerato negativo veniva immortalato da una delle migliaia di videocamere o cellulari e veniva postato sui social, ecco che il pulsante rosso, insomma il "non mi piace" aumentavano a dismisura, divenendo nel genere di pochi minuti migliaia se non milioni. E quando il malcapitato superava il milione di Non mi piace, ecco che veniva istruito un processo, naturlamente mediatico, in sui il poveretto (o la poveretta) doveva discolparsi se non voleva vedere aumentare il numero di dislike: nel caso fossero stati più di 10 milioni sarebbe stato "ricondizionato" ovvero sottoposto ad elettroshock fino a renderlo del tutto mansueto (mansueto in quanto decerebrato)
Questa folgorante satira della società attuale, che potremmo definire la Società del "mi piace/non mi piace" non può non venire in mente nel caso di quell'insegnante immortalato mentre fa qualcosa di riprovevole, che nel suo caso è insultare genericamente degli agenti di polizia gridando una cosa che è gridata in tutti gli stadi d'italia dai tempi dei tempi "dovete morire!" che, in quella data situazione, corrispondeva né più né meno al "vammorìammazzato" .
Tralasciamo pure che il fatto è stato astutamente estrapolato dal contesto (una manifestazione contro dei gruppi fascisti che di certo non propagandano nè la non violenza né la tolleranza) e che ci fosse stata una carica (il che giustifica eccome una espressione forte, perché di questo stiamo parlando, non di reati) il tutto per porre sotto accusa, sotto la gogna mediatica del MiPiace/nonMipiace (in questo caso la seconda opzione è quella pressoché obbligatoria, visti i tempi) Non sono mancati i tristi rappresentanti della cosidetta classe politica, l'ineffabile Renzi, il truculento Salvini ed anche il pavido DiMaio, ad invocare il licenziamento, e poco mancava la forca, per la "cattiva maestra" che non era degna "di educare i nostri figli" (e se lo dice il razzista Salvini, deve essere proprio così).
Ora io non so se costei sia o no in grado di educare, ma è evidente a qualsiasi persona che abbia un cervello che funzioni che siamo di fronte ad un linciaggio morale degno di miglior causa.
Ci sono persone che ammazzano i propri familiari, o ammazzano la ragazzina vicina di casa, o rubano e truffano miliardi, senza che vi sia uno sdegno nemmeno lontanamente paragonabile. A meno che l'assassino non sia di colore, e allora, come a Macerata, ecco che lo sdegno del "non mi piace" sale a dismisura. Fino al punto di perdonare il fascista in prestito alla Lega di Salvini che va in giro a sparacchiare a vanvera nel tentativo di "vendicarsi" (raccogliendo Mi PIace come fosse un benefattore). Sdegno sospetto dal momento che la vittima del vile assassinio era una ragazza tossicodipendente, che difficilmente avrebbe potuto assurgere a vittima sacrificale con un processo di quasi sommaria beatificazione se l'assassino fosse stato un italiano .
Ma perché succede questo?
Una spiegazione ce la dà proprio il telefilm The Orville: in una scena una ragazza viene portata sulla astronave e spiega all'equipaggio che nel suo mondo "l''opinione pubblica è importante" e sceglie tutto, cure mediche comprese, sulla base delle opinioni e non dei fatti.
L'applicazione fino in fondo di quella stolta idea "democratica" secondo cui la maggioranza ha sempre ragione porterebbe al risultato quindi che l'emotività, unita al pregiudizio e al conformismo, siano le vere leve delle decisioni e degli orientamenti delle persone, non più esseri pensanti e razioncinanti, ma individui atomizzati ma facenti bensì parte di una massa a cui si chiede di mettere MI PIACE e NON Mi PIACE con conseguenze disastrose non solo per la libertà di pensiero, ma per il pensiero stesso.
E la società attuale sembra sempre di più assomigliare a quel pianeta. E questo a me NON PIACE, ma proprio per niente.

martedì, ottobre 17, 2017

Recensioni: "l'inganno" di Sofia Coppola ovvero come rovinare un capolavoro senza tanti perché

Da ragazzino vidi un film, che mi colpii profondamente: I film si chiamava La notte brava del soldato Jonathan . Non fu certo  l'unico film degli anni 70 che mi abbia colpito: molti altri film di quel periodo hanno avuto un effetto simile, magari visti già da "adulto". Piccolo grande uomo, Il laureato, lo spaventapasseri e tanti altri davano qualcosa che i film di oggi, molto raramente danno (forse certe serie Tv, ma non i film). Di recente mi sono rivisto quel capolavoro (ebbene sì) di Don Siegel. Interpretato da un Clint Eastwood in stato di grazia e mal compreso dalla critica (che strano...) il film raccontava la storia di un soldato nordista che, durante la guerra civile americana, rimaneva ferito in territorio nemico e finiva in un piccolo collegio femminile. Qui veniva ricoverato in attesa di essere spedito fra i prigionieri. Facendo di necessità virtù, e nel palese intento di salvare la ghirba, il nostro soldato (capitano) faceva il cascamorto con questa e quelle manipolando le abitanti del collegio. Ma nel finale il suo gioco si ritorceva contro di lui e scopriva, a proprie spese, che le dolci donzelle, adolescenti o stagionate che fossero, erano ben più manipolatrici e pericolose di quanto non fosse lui. Si trattava di un apologo sulla natura umana, sull'arte di ingannare, sulla rottura delle regole e infine sulla ipocrisia che regge le convenzioni sociali, il tutto dentro un sanguinoso conflitto come quello della Guerra di Secessione, che ha fatto nascere (dal sangue, come sempre avviene) i moderni USA, liberi dallo schiavismo.
Quindi non potevo perdermi il remake, sebbene aver saputo che alla regia vi era Sofia Coppola da me ben poco apprezzata per il suo Lost in Translation (e non mi pare che abbia fatto molto altro, a parte un insipido film su Maria Antonietta) mi è parso da subito non di buon auspicio.
E purtroppo la visione del film mi ha confermato il mio sospetto: il film non è solo un remake, stanco, direi di più, sfinito, ma è anche un tradimento alla lettera ed allo spirito dell'originale.
Vediamo cosa non va: inanzitutto dal film viene cancellata la figura della serva, diciamo pure della schiava di colore, personaggio importante per due evidenti ragioni: la prima è che non si capisce bene quali fossero le differenze fra sudisti e nordisti e quindi le ragioni (almeno una delle ragioni) del conflitto, se i sudisti non avevano schiavi. Secondo non si capisce chi, in quel collegio di altezzose e viziate signorine facesse, da mangiare, pulisse e stirasse quegli eleganti vestiti e procurasse il cibo.
Quisquilie.... I personaggi sono molto insipidi, a partire proprio dal soldato John che, nell'originale, era ben più affascinante del pallido Colin Farrell, magari era anche più fijo de na... come quando dice che lui è un quacchero e non spara ai nemici (mentre i flashback ce lo mostrano sparare ed uccidere senza pietà) ma sicuramente era più simpatico. L'insegnante di cui John si innamora nell'originale era ben più pudica e quasi sessuofoba rispetto a quella ritratta da Kirsten Dunst, viceversa Alice, la ragazza che vuole farselo a tutti i costi era veramente sexy e "bitch" al punto giusto tantoche, spinta dalla gelosia nei confronti della insegnante, metteva lo straccio blu per attirare i soldati sudisti (della serie "o mio o di nessun'altra"). Qui invece Elle Fanning non riesce ad infondare nel suo personaggio la stessa carica di sensualità, si limita ad un bacetto, e qualche battutina vagamente maliziosa: troppo poco....
La direttrice, interpretata da Nicole Kidman, è anche lei descritta in modo buonista e poco convincente, anche se l'interpretazione della Kidman si salva: nell'originale lei vuole a tutti i costi far rimanere il soldato, tant'é che lo salva dai soldati attirati dalla ragazza dicendo che si tratta di suo cugino. Inoltre emerge un morboso rapporto che lei aveva con il proprio fratello, ed è evidente come anche lei desideri ardentemente il soldato tutto per lei. Viceversa qui la direttrice cerca di mandare via il soldato, gli dice anche che se ne dovrà andare fra 3 giorni, anche se il fatto che non c'è nessuno ad aiutarla (nemmeno la schiava, inopinatamente eliminata dalla sceneggiatura) le consiglierebbe il contrario. Inoltre passa mezza giornata a pregare e far pregare, e pare essere diretta nelle proprie scelte da una profonda fede cristiana, più che da un interesse materiale. Addiritura al posto di essere autoritaria in diversi momenti si dimostra ultrademocratica, chiedendo alle allieve di prendere decisioni in vece sua, (anche se poi è lei che decide). Anche la bambina che trova il soldato è sfocata, insipida, scialba, ed il suo rapporto con John appare molto freddo, quasi inesistente. Del soldato si dice che "è un mercenario, quindi non ci crede nella causa" causa che non viene specificata, e quindi viene declassato ad un tizio che uccide gli altri per denaro.
John Alle prese con la seducente Alice ne "la Notte del Soldato Jonathan"
In questo contesto non si capiscono le sue motivazioni: quando raggiunge in camera la ragazza, questo appare essere uno stupro, e non il cedimento ad un continuo pressing di un uomo che certamente è attratta dalla malizia e dalla freschezza della ragazza, ma anche cerca di tenersela buona, visto che per poco non veniva fucilato per colpa sua (tra l'altro non si sa come potesse sapere dove stava lei). Si può pensare che la direttrice sia in buona fede quando decide di tagliargli la gamba, ma è evidente che non è così. L'inevitabile esplosione di rabbia del soldato sembra motivata solo dalla amputazione, ma nell'originale era dettata dalla consapevolezza di essere stato tratto in inganno, che le donne lo sfruttassero e non volessero farlo andare via. La decisione di ucciderlo sembra quindi qui motivata da una legittima difesa, mentre ne La notte brava era la decisione di chi, non potendo averlo per sé, vendicava il proprio orgoglio ferito (ed in questo la stagionata direttrice trovava una preziosa alleata proprio nella ragazza vogliosa, e perfino nella bambina disillusa nel suo innamoramento infantile,  a sua volta gelosa) Ma mentre nell'originale il soldato si riscattava in extremis dai suoi peccati, annunciando la sua decisione di sposare la inibita maestrina, senza peraltro far recedere le partecipanti al complotto dalla loro decisione omicida, qui questo non avviene. Non solo ma ci viene mostrato un amplesso piuttosto movimentato, che assomiglia molto ad uno stupro, fra maestrina e soldato prima della fatidica cena. Tutto questo giustifica in qualche modo l'omicidio, il cattivo maschio stupratore è eliminato una volta per sempre, e niente turberà la vita della brave e fiere sudiste razziste e omicide.
Ma al di là del rovesciamento del senso e dell'appiattimento dei personaggi, quello che mi fa dare un giudizio assolutamente negativodel film , è la totale mancanza di ritmo. La notte Brava era, che piacesse o meno, un film ritmato, in cui la tensione cresceva man mano, e dove è sempre più evidente che il buon John farà una brutta fine, qui invece domina una calma piatta, l'atmosfera è lenta e soporifera, resa ancora più noiosa da intervalli bucolici con fotografie totalmente gratuite di alberi ed insetti.  Infine molte scene sono girate malamente, lasciando fuori campo le "avance" stupratorie dei soldati sudisti (altri grandi assenti, ben presenti nell'orginale invece) e facendo perdere drammaticità alla scoperta di John della sua mutilazione. Addirittura vi è un enorme buco di sceneggiatura proprio nella scena madre, quella della cena finale. Ne la notte Brava vi era stata una prima cena, dove il soldato mostrava di apprezzare particolarmente i funghi, raccolti dalla bambina-amante. E'abbastanza ovvio che venga scelta quella strada per avvelenarlo. Qui nella prima cena il soldato fa i complimenti Ad Alice  per la torta... Avranno deciso di avvelenarlo con la torta, mi dico.... Eh no, per una volta sceneggiatore e regia sono d'accordo con l'orginale, e lo fanno avvelenare con i funghi, che però il soldato non aveva mai mostrato di apprezzare!!
Insomma clamorosa boiata e, se avevo dei dubbi che Sofia Coppola fosse sopravvalutata per via del cognome (o altro,  mi interessa poco) ora ne ho la certezza totale.
Una stella su 5

venerdì, maggio 12, 2017

In vendita il mio libro Shakira la Rockera dai piedi scalzi

Ho il piacere di comunicare la conclusione felice di un progetto a cui ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo, con molte incertezze e con molti cambiamenti al progetto originale, ma credo di aver raggiunto un discreto risultato finale.
Risultato finale che, chi è interessato, potrà verificare di persona.
Vediamo di cosa si tratta:

Shakira - La rockera dai piedi scalzi è un ebook in vendita presso i negozi Amazon.
Il libro racconta la vita e la carriera di una delle star più amate e seguite.
Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Hit che hanno segnato la musica moderna (chi non ricorda canzoni  comeWhenever Wherever, Hips don't Lie o Waka Waka? ) centinaia di concerti, più di 400 premi vinti e oltre 100 milioni di followers su Facebook,  Shakira è forse la Popstar più globale e più amata degli ultimi 20 anni. Il libro ne ripercorre in modo agile la vita e la carriera, le origini sociali e culturali, le difficoltà iniziali, i primi successi, la vita sentimentale, i concerti, e analizza la musica ed il significato dei testi.
Viene anche dato ampio spazio alle molte iniziative filantropiche che Shakira ha intrapreso nel corso della sua carriera, dalla creazione della Fondazione Pies Descalzos fino all'impegno nell'UNICEF e a favore dei profughi e dei migranti.
Il libro sottolinea quindi il fatto che Shakira non sia una semplice popstar ma vuole sottolineare l'amore di Shakira verso il rock, il suo impegno sociale, e la modestia che ne ha sempre caratterizzato l'azione, oltre alla abitudine di esibirsi sul palco a piedi scalzi.

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mercoledì, dicembre 07, 2016

IL No alla riforma di Renzi come voto di classe

Renzi ha perso, anzi straperso, il referendum Costituzionale del 4 dicembre,  e la legge di riforma costituzionale approvata dalla sua maggioranza, peraltro a colpi di fiducia (manco fosse una legge ordinaria dello Stato !) con la quale si proponeva di stravolgere la Costituzione Italiana.
Naturalmente la chiave di lettura prevalente fra i sicofanti al servizio della classe dominante c'è quella che avrebbe vinto la conservazione, o,ancora, che sarebbe un voto dato contro la persona (e non il governo) di Renzi a causa della cosidetta "personalizzazione" da quest'ultimo fatta del referendum.
Quest'ultima interpretazione ha anche qualche senso, ma è da dimostrare che senza questa "personalizzazione" il sì avrebbe vinto. La Riforma Costituzionale era, ad essere buoni, un autentico pastrocchio, probabilmente se fosse stata approvata sarebbe stata ampiamente inapplicabile e sarebbe stata ridotta a poca cosa dopo gli inevitabili ricorsi alla Corte Costituzionale, visto che i conflitti di competenze fra Camera e Senato e Stato e Regioni sarebbero stati all'ordine del giorno, tant'è vero che persino colei la cui firma compare in calce alla legge, ovvero la bellissima e ambiziosissima Ministra delle Riforme Boschi, ha ammesso candidamente che "andava aggiustata" cioè rifatta da capo. Probabilmente chi ha votato NO non aveva troppo presente questo tipo di problematica, ma di sicuro chi ha votato SI la ignorava del tutto. Nei fatti però la legge riduceva la partecipazione del "popolo Sovrano" al governo del paese, e nei fatti è per questa ragione che il NO ha prevalso. Gli italiani hanno difeso la costituzione da chi voleva stravolgerla, come già nel 2006 con le riforma di Berlusconi (che quella Boschi Renzi ricalcava nello spirito). Questa riforma si inseriva perfettamente all'interno dell'ideologia che da 20 anni a questa parte vuole privilegiare la "governabilità" rispetto alla rappresentatività, e, quindi, ha portato alla demonizzazione prima  deisistemi proporzionali di rappresentanza e poi del bicameralismo. Eppure in Italia questo sistema considerato lentissimo ed inefficace ha consentito all'Italia di divenire la quinta economia mondiale, di fare leggi come lo Statuto dei Lavoratori (che il governo Renzi ha sostanzialmnete distrutto) la legge sul divorzio, la legge sull'aborto, la legge Basaglia che aboliva gli orrori dei manicomi e tante altre. Ha consentito persino al governo illegittimo e barcollante di Renzi di partorire il Jobs Act, la Buona Scuola (che tanto buona pare non essere) la legge sulle coppie di fatto, ed anche, in soli 13 giorni, trasformare in legge il decreto salva banche, salvando anche la banca del paparino della ministra Boschi, oltre che la legge sulle province, (un vero disastro certificato dalla Corte dei Conti)  e questa fantastica riforma costituzionale.
Quindi tutta questa necessità di abolire (parzialmente, peraltro) il bicameralismo non c'era, alla fine. e gli elettori ( o almeno larga parte di essi) lo hanno capito perfettamente.
Se poi analizziamo i dati elettorali saltano agli occhi cose che smentiscono la bufala che ci è stata venduta, ovvero che il fronte del No fosse egemonizzato dalla destra (in realtà larga parte di Forza Italia appoggiava il sì come i centristi di NCD) e che gli elettori del PD avrebbero votato in larghissima parte per il Sì.
Difatti in zone "rosse" come Genova e La Spezia il NO ha preso la stessa percentuale nazionale, e Regioni governate dal centro sinistra, come Puglia, Campania e Sardegna, il No ha letteralmente travolto il sì. persino lin Umbria ha prevalso il No, seppur di poco. In sostanza a votare Sì è stata solo l'Emilia Romagna (con una differenza strettissima, ma in svariate province ha prevalso il NO) e la TOscana. Ma anche qui ci sono sorprese, se Grosseto e Lucca non lo sono, lo è di più Livorno,  città che vide la nascita del PCI,dove il No ha prevalso,  e Pisa ,dove il Sì ha vinto per una manciata di voti. Se guardiamo al voto delle grandi città poi vediamo come il voto sia stato, ampiamente condizionato dall'appartenenza di classe. Difatti sia a Milano, che a Torino e Roma, il Sì ha prevalso solo nei quartieri centrali, quelli della ricca borghesia e dei salotti bene. Se a Torino e Roma la cosa poteva essere (relativamente) scontata,  e però emerge con grande chiarezza, a Milano è forse ancora più significatica. A Milano città infatti il SI prende la pazzesca quota del 64,5% nel municipio 1, quello di Piazza del Duomo e Via della Spiga, la Milano da bere craxiana e poi berlusconiana. mentre stenta nel resto della città e tracolla nella cintura operaia. Da Sesto San giovanni, dove il NO prevale con olre il 54% a Cinisello, San giuliano milanese, sopra al 55%,fino a  Rozzano dove il No supera la media nazionale con il 60%.
Se si confronta il voto a Sala sindaco, con il Si, si può notare come quest'ultimo sia stato nettamente superiore nel municipio 1. Infatti siamo al 64% contro il 52,5%, ma se consideriamo che al secondo turno delle recenti comunali aveva votato poco più della metà, mentre per il referendum si è superato il 73%, ecco che le cifre reali diventano strabilianti.Siamo, virgola più, virgola meno, al doppio dei voti reali.
Mi pare evidente quindi che il SI sia stato appoggiato, oltre che dai fedelissimi del PD, che hanno votato la riforma nel tentativo di non far cadere il governo, da settori ampi della borghesia, e non solo quella "illuminata" e radical chic dei vari Eugenio Scalfari e De Benedetti, ma anche quella più conservatrice, mentre dall'altro lato, una ampia partecipazione popolare  come non si vedeva da tempo ha portato il No ad un risultato che va ben al di là delle previsioni dei sondaggi (che davano al massimo 10 punti di vantaggio).
Evidentemente molti elettori di sinistra che non votavano più (nemmeno il M5S) sono tornati a votare per dire la loro.
Da tutto ciò risulta con chiarezza un fatto: che la sinistra(il PD in particolare) ha perso il contatto con la propria base sociale, contatto che dovrà necessariamente ristabilire, se non vuole (meritatamente) estinguersi.
Dai fallimenti nascono le opportunità, ma bisogna saperle cogliere.

venerdì, giugno 10, 2016

Il caso Sharapova: la triste verità dietro le bugie

Maria Sharapova squalificata per 2 anni per Doping: da cultore del tennis e dello sport lo dico subito e con nettezza: per me sono anche pochi.
 Ho sentito tante giustificazioni, ma nessuna è minimamente valida. E' stata squalificata per una sostanza che non era vietata. si dice..in realtà la sostanza era vietata da quest'anno e ne ha fatto uso quest'anno, lo ha ammesso lei stessa e le analisi non lasciano dubbi.
La Sharapova ha assunto il meldonium per circa 4 anni senza dirlo a nessuno, né alla ITF, nè ad allenatore o trainer, neppure al suo medico. Dimenticanza? Non credo perché al suo agente l'aveva detto. Lo dici all'agente ma non al medico? La cosa è molto sospetta... Il meldonium non era nella blacklist, ufficialmente, ma era sospettata e già bandita negli USA, dove Sharapova passa la maggior parte del suo tempo e ha i suoi affari. Inoltre, a complicare le cose per la bella tennista russa sono i risultati delle analisi. IL farmaco venivo assunto in particolar modo nei periodi durante i tornei principali. L'ultima volta proprio durante gli Australian Open. Quindi non si può sostenere che erano piccole dosi non smaltite. Ora se un farmaco ti serve, ti serve sempre, non solo durante i tornei. Mi pare il comportamento di una che fa la furba, che assume un farmaco perché pensa che la possa aiutare nella prestazione sportiva (attenzione, si punisce l'intenzione di doparsi, non l'efficacia del doping, peraltro esiste l'effetto placebo...) per questa ragione tiene nascosto la cosa a tutti, tranne che al manager, che ha il compito di avvertirla nel caso la sostanza, già sospetta, divenisse illegale. Ma qualcosa va storto: l'agente, pare a causa di una mancata vacanza ai caraibi (?) non l'avverte. Ed ecco che l'inganno viene allo scoperto. Però la Wada tiene aperto uno spiraglio; contradditoriamente parla di non intenzionaità...La Sharapova ha già ricorso. 
E' possibile che la storia non sia finita qui, ma chi ama il tennis e lo sport ed i suoi valori, per cui deve vincere chi merita sul campo, senza trucchi e senza inganni, questa è una triste vicenda, una ferita che sarà difficile rimarginare se chi è preposto a proteggere i valori dello sport si facesse sviare da altri interessi e da altre priorità .

sabato, aprile 09, 2016

Lo squadrismo "animalista" e la connivenza dei mass-media

LE ultime, inutile e  demenziale, nonché noiosa polemica dei cosidetti animalisti contro vari cuochi, da Cracco a Cruciani, colpevoli di fare da mangiare usando gli animali, una cosa che l'uomo fa da 2 milioni e mezzo di anni, essendo onnivoro (in realtà la natura intera è onnivora) mostrano agli occhi di tutti ciò che molti fingevano di ignorare.
Prima vi è stata  la denuncia nei confronti del cuoco Cracco, e poi della irruzione squadristica avvenuta nel suo ristorante, causata dal fatto che il cuoco avesse cucinato dei piccioni (meglio che investirli con le macchine). Poi una polemica fatta con insulti e minacce anche fisiche contro Cruciani, non so di cosa colpevole e non me frega niente.
Il tutto fatto da queste pseudo-associazioni di tutela degli animali (soltanto alcuni animali, nessuno che pensi a tutelare zanzare, sarafaggi lumache o lombrichi, e neppure tanto topi e ratti...ah l'ipocrisia che bella cosa...ci impedisce di porci domande scomode a cui non sapremmo rispondere....)
Ora il punto non è che esistano degli imbecilli, fanatici e violenti. La storia dell'uomo (appunto dell'uomo...) ne è piena, ed ogni epoca e paese ha il proprio specifico. Chi ha l'ISI e chi gli imbecilli che parlano a nome di animali che neppure sono in grado di pensare in termini umani (la realtà non è un cartone amimato della Pixar o della Disney), e tra le due cose non saprei qual'è la peggiore, in fondo sempre di dogmatismo religioso si tratta,
Quello che so è che la crisi delle ideologie ci ha regalato questa merda, non l'unica, certo, ma credo la più fastidiosa. La più fastidiosa perché la più insensata.
L'essere umano (non il ratto) ha bisogno di ideologie a lui superiori, ha bisogno di cose grandiose che può chiamare con il nome di Dio o di Fine o di Etica, parole che alla fin della fiera non signficano nulla, dal momento che Dio è una invenzione dell'uomo, il Fine della Storia idem e l'Etica è per definizione soggettiva, dogmatica e mutevole a seconda dei contesti storici, sociali e culturali. In fondo anche il Partito Nazionalsocialista tedesco di Hitler (vegetariano e animalista, guarda caso) aveva una etica. Se l'ebreo incarna il male tout court la sua eliminazione equivale alla lotta del bene contro il male, ed è quindi etica. Come distruggere i laboratori dove si sperimenta sugli animali per aiutare bambini o donne o anziani a guarire da malattie, né più né meno. Stessa cecità, stesso fanatismo, stessa imbecillità, stessa pericolosità,
Ma la cosa inquietante è che ci sono troppi massmedia, che, al posto di prendere le distanze e denunciare questi atteggiamentoi li guardano con malcelata simpatia, cercando di attutire le responsabilità di queste organizzazioni rispetto a fatti esecrabili, cercando di giustificarne gli atti, spesso illegali, e sempre idioti e dando sempre ampio spazio alle loro patetiche teorie e giustificazioni senza mai o quasi mai contraddire le loro bugie e loro farneticazioni.
E' la stessa cosa che è successa negli anni 20 con gli squadristi neri, negli anni 60/70 prima con i bombaroli neri, poi con gli estremisti rossi, Ci deve scappare il morto, (perchè prima o poi ci scapperà) perché qualcuno capisca che questo è profondamente sbagliato e pericoloso?