martedì, ottobre 17, 2017

Recensioni: "l'inganno" di Sofia Coppola ovvero come rovinare un capolavoro senza tanti perché

Da ragazzino vidi un film, che mi colpii profondamente: I film si chiamava La notte brava del soldato Jonathan . Non fu certo  l'unico film degli anni 70 che mi abbia colpito: molti altri film di quel periodo hanno avuto un effetto simile, magari visti già da "adulto". Piccolo grande uomo, Il laureato, lo spaventapasseri e tanti altri davano qualcosa che i film di oggi, molto raramente danno (forse certe serie Tv, ma non i film). Di recente mi sono rivisto quel capolavoro (ebbene sì) di Don Siegel. Interpretato da un Clint Eastwood in stato di grazia e mal compreso dalla critica (che strano...) il film raccontava la storia di un soldato nordista che, durante la guerra civile americana, rimaneva ferito in territorio nemico e finiva in un piccolo collegio femminile. Qui veniva ricoverato in attesa di essere spedito fra i prigionieri. Facendo di necessità virtù, e nel palese intento di salvare la ghirba, il nostro soldato (capitano) faceva il cascamorto con questa e quelle manipolando le abitanti del collegio. Ma nel finale il suo gioco si ritorceva contro di lui e scopriva, a proprie spese, che le dolci donzelle, adolescenti o stagionate che fossero, erano ben più manipolatrici e pericolose di quanto non fosse lui. Si trattava di un apologo sulla natura umana, sull'arte di ingannare, sulla rottura delle regole e infine sulla ipocrisia che regge le convenzioni sociali, il tutto dentro un sanguinoso conflitto come quello della Guerra di Secessione, che ha fatto nascere (dal sangue, come sempre avviene) i moderni USA, liberi dallo schiavismo.
Quindi non potevo perdermi il remake, sebbene aver saputo che alla regia vi era Sofia Coppola da me ben poco apprezzata per il suo Lost in Translation (e non mi pare che abbia fatto molto altro, a parte un insipido film su Maria Antonietta) mi è parso da subito non di buon auspicio.
E purtroppo la visione del film mi ha confermato il mio sospetto: il film non è solo un remake, stanco, direi di più, sfinito, ma è anche un tradimento alla lettera ed allo spirito dell'originale.
Vediamo cosa non va: inanzitutto dal film viene cancellata la figura della serva, diciamo pure della schiava di colore, personaggio importante per due evidenti ragioni: la prima è che non si capisce bene quali fossero le differenze fra sudisti e nordisti e quindi le ragioni (almeno una delle ragioni) del conflitto, se i sudisti non avevano schiavi. Secondo non si capisce chi, in quel collegio di altezzose e viziate signorine facesse, da mangiare, pulisse e stirasse quegli eleganti vestiti e procurasse il cibo.
Quisquilie.... I personaggi sono molto insipidi, a partire proprio dal soldato John che, nell'originale, era ben più affascinante del pallido Colin Farrell, magari era anche più fijo de na... come quando dice che lui è un quacchero e non spara ai nemici (mentre i flashback ce lo mostrano sparare ed uccidere senza pietà) ma sicuramente era più simpatico. L'insegnante di cui John si innamora nell'originale era ben più pudica e quasi sessuofoba rispetto a quella ritratta da Kirsten Dunst, viceversa Alice, la ragazza che vuole farselo a tutti i costi era veramente sexy e "bitch" al punto giusto tantoche, spinta dalla gelosia nei confronti della insegnante, metteva lo straccio blu per attirare i soldati sudisti (della serie "o mio o di nessun'altra"). Qui invece Elle Fanning non riesce ad infondare nel suo personaggio la stessa carica di sensualità, si limita ad un bacetto, e qualche battutina vagamente maliziosa: troppo poco....
La direttrice, interpretata da Nicole Kidman, è anche lei descritta in modo buonista e poco convincente, anche se l'interpretazione della Kidman si salva: nell'originale lei vuole a tutti i costi far rimanere il soldato, tant'é che lo salva dai soldati attirati dalla ragazza dicendo che si tratta di suo cugino. Inoltre emerge un morboso rapporto che lei aveva con il proprio fratello, ed è evidente come anche lei desideri ardentemente il soldato tutto per lei. Viceversa qui la direttrice cerca di mandare via il soldato, gli dice anche che se ne dovrà andare fra 3 giorni, anche se il fatto che non c'è nessuno ad aiutarla (nemmeno la schiava, inopinatamente eliminata dalla sceneggiatura) le consiglierebbe il contrario. Inoltre passa mezza giornata a pregare e far pregare, e pare essere diretta nelle proprie scelte da una profonda fede cristiana, più che da un interesse materiale. Addiritura al posto di essere autoritaria in diversi momenti si dimostra ultrademocratica, chiedendo alle allieve di prendere decisioni in vece sua, (anche se poi è lei che decide). Anche la bambina che trova il soldato è sfocata, insipida, scialba, ed il suo rapporto con John appare molto freddo, quasi inesistente. Del soldato si dice che "è un mercenario, quindi non ci crede nella causa" causa che non viene specificata, e quindi viene declassato ad un tizio che uccide gli altri per denaro.
John Alle prese con la seducente Alice ne "la Notte del Soldato Jonathan"
In questo contesto non si capiscono le sue motivazioni: quando raggiunge in camera la ragazza, questo appare essere uno stupro, e non il cedimento ad un continuo pressing di un uomo che certamente è attratta dalla malizia e dalla freschezza della ragazza, ma anche cerca di tenersela buona, visto che per poco non veniva fucilato per colpa sua (tra l'altro non si sa come potesse sapere dove stava lei). Si può pensare che la direttrice sia in buona fede quando decide di tagliargli la gamba, ma è evidente che non è così. L'inevitabile esplosione di rabbia del soldato sembra motivata solo dalla amputazione, ma nell'originale era dettata dalla consapevolezza di essere stato tratto in inganno, che le donne lo sfruttassero e non volessero farlo andare via. La decisione di ucciderlo sembra quindi qui motivata da una legittima difesa, mentre ne La notte brava era la decisione di chi, non potendo averlo per sé, vendicava il proprio orgoglio ferito (ed in questo la stagionata direttrice trovava una preziosa alleata proprio nella ragazza vogliosa, e perfino nella bambina disillusa nel suo innamoramento infantile,  a sua volta gelosa) Ma mentre nell'originale il soldato si riscattava in extremis dai suoi peccati, annunciando la sua decisione di sposare la inibita maestrina, senza peraltro far recedere le partecipanti al complotto dalla loro decisione omicida, qui questo non avviene. Non solo ma ci viene mostrato un amplesso piuttosto movimentato, che assomiglia molto ad uno stupro, fra maestrina e soldato prima della fatidica cena. Tutto questo giustifica in qualche modo l'omicidio, il cattivo maschio stupratore è eliminato una volta per sempre, e niente turberà la vita della brave e fiere sudiste razziste e omicide.
Ma al di là del rovesciamento del senso e dell'appiattimento dei personaggi, quello che mi fa dare un giudizio assolutamente negativodel film , è la totale mancanza di ritmo. La notte Brava era, che piacesse o meno, un film ritmato, in cui la tensione cresceva man mano, e dove è sempre più evidente che il buon John farà una brutta fine, qui invece domina una calma piatta, l'atmosfera è lenta e soporifera, resa ancora più noiosa da intervalli bucolici con fotografie totalmente gratuite di alberi ed insetti.  Infine molte scene sono girate malamente, lasciando fuori campo le "avance" stupratorie dei soldati sudisti (altri grandi assenti, ben presenti nell'orginale invece) e facendo perdere drammaticità alla scoperta di John della sua mutilazione. Addirittura vi è un enorme buco di sceneggiatura proprio nella scena madre, quella della cena finale. Ne la notte Brava vi era stata una prima cena, dove il soldato mostrava di apprezzare particolarmente i funghi, raccolti dalla bambina-amante. E'abbastanza ovvio che venga scelta quella strada per avvelenarlo. Qui nella prima cena il soldato fa i complimenti Ad Alice  per la torta... Avranno deciso di avvelenarlo con la torta, mi dico.... Eh no, per una volta sceneggiatore e regia sono d'accordo con l'orginale, e lo fanno avvelenare con i funghi, che però il soldato non aveva mai mostrato di apprezzare!!
Insomma clamorosa boiata e, se avevo dei dubbi che Sofia Coppola fosse sopravvalutata per via del cognome (o altro,  mi interessa poco) ora ne ho la certezza totale.
Una stella su 5

venerdì, maggio 12, 2017

In vendita il mio libro Shakira la Rockera dai piedi scalzi

Ho il piacere di comunicare la conclusione felice di un progetto a cui ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo, con molte incertezze e con molti cambiamenti al progetto originale, ma credo di aver raggiunto un discreto risultato finale.
Risultato finale che, chi è interessato, potrà verificare di persona.
Vediamo di cosa si tratta:

Shakira - La rockera dai piedi scalzi è un ebook in vendita presso i negozi Amazon.
Il libro racconta la vita e la carriera di una delle star più amate e seguite.
Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Hit che hanno segnato la musica moderna (chi non ricorda canzoni  comeWhenever Wherever, Hips don't Lie o Waka Waka? ) centinaia di concerti, più di 400 premi vinti e oltre 100 milioni di followers su Facebook,  Shakira è forse la Popstar più globale e più amata degli ultimi 20 anni. Il libro ne ripercorre in modo agile la vita e la carriera, le origini sociali e culturali, le difficoltà iniziali, i primi successi, la vita sentimentale, i concerti, e analizza la musica ed il significato dei testi.
Viene anche dato ampio spazio alle molte iniziative filantropiche che Shakira ha intrapreso nel corso della sua carriera, dalla creazione della Fondazione Pies Descalzos fino all'impegno nell'UNICEF e a favore dei profughi e dei migranti.
Il libro sottolinea quindi il fatto che Shakira non sia una semplice popstar ma vuole sottolineare l'amore di Shakira verso il rock, il suo impegno sociale, e la modestia che ne ha sempre caratterizzato l'azione, oltre alla abitudine di esibirsi sul palco a piedi scalzi.

Il libro può essere acquistato presso Amazon a questo indirizzo

mercoledì, dicembre 07, 2016

IL No alla riforma di Renzi come voto di classe

Renzi ha perso, anzi straperso, il referendum Costituzionale del 4 dicembre,  e la legge di riforma costituzionale approvata dalla sua maggioranza, peraltro a colpi di fiducia (manco fosse una legge ordinaria dello Stato !) con la quale si proponeva di stravolgere la Costituzione Italiana.
Naturalmente la chiave di lettura prevalente fra i sicofanti al servizio della classe dominante c'è quella che avrebbe vinto la conservazione, o,ancora, che sarebbe un voto dato contro la persona (e non il governo) di Renzi a causa della cosidetta "personalizzazione" da quest'ultimo fatta del referendum.
Quest'ultima interpretazione ha anche qualche senso, ma è da dimostrare che senza questa "personalizzazione" il sì avrebbe vinto. La Riforma Costituzionale era, ad essere buoni, un autentico pastrocchio, probabilmente se fosse stata approvata sarebbe stata ampiamente inapplicabile e sarebbe stata ridotta a poca cosa dopo gli inevitabili ricorsi alla Corte Costituzionale, visto che i conflitti di competenze fra Camera e Senato e Stato e Regioni sarebbero stati all'ordine del giorno, tant'è vero che persino colei la cui firma compare in calce alla legge, ovvero la bellissima e ambiziosissima Ministra delle Riforme Boschi, ha ammesso candidamente che "andava aggiustata" cioè rifatta da capo. Probabilmente chi ha votato NO non aveva troppo presente questo tipo di problematica, ma di sicuro chi ha votato SI la ignorava del tutto. Nei fatti però la legge riduceva la partecipazione del "popolo Sovrano" al governo del paese, e nei fatti è per questa ragione che il NO ha prevalso. Gli italiani hanno difeso la costituzione da chi voleva stravolgerla, come già nel 2006 con le riforma di Berlusconi (che quella Boschi Renzi ricalcava nello spirito). Questa riforma si inseriva perfettamente all'interno dell'ideologia che da 20 anni a questa parte vuole privilegiare la "governabilità" rispetto alla rappresentatività, e, quindi, ha portato alla demonizzazione prima  deisistemi proporzionali di rappresentanza e poi del bicameralismo. Eppure in Italia questo sistema considerato lentissimo ed inefficace ha consentito all'Italia di divenire la quinta economia mondiale, di fare leggi come lo Statuto dei Lavoratori (che il governo Renzi ha sostanzialmnete distrutto) la legge sul divorzio, la legge sull'aborto, la legge Basaglia che aboliva gli orrori dei manicomi e tante altre. Ha consentito persino al governo illegittimo e barcollante di Renzi di partorire il Jobs Act, la Buona Scuola (che tanto buona pare non essere) la legge sulle coppie di fatto, ed anche, in soli 13 giorni, trasformare in legge il decreto salva banche, salvando anche la banca del paparino della ministra Boschi, oltre che la legge sulle province, (un vero disastro certificato dalla Corte dei Conti)  e questa fantastica riforma costituzionale.
Quindi tutta questa necessità di abolire (parzialmente, peraltro) il bicameralismo non c'era, alla fine. e gli elettori ( o almeno larga parte di essi) lo hanno capito perfettamente.
Se poi analizziamo i dati elettorali saltano agli occhi cose che smentiscono la bufala che ci è stata venduta, ovvero che il fronte del No fosse egemonizzato dalla destra (in realtà larga parte di Forza Italia appoggiava il sì come i centristi di NCD) e che gli elettori del PD avrebbero votato in larghissima parte per il Sì.
Difatti in zone "rosse" come Genova e La Spezia il NO ha preso la stessa percentuale nazionale, e Regioni governate dal centro sinistra, come Puglia, Campania e Sardegna, il No ha letteralmente travolto il sì. persino lin Umbria ha prevalso il No, seppur di poco. In sostanza a votare Sì è stata solo l'Emilia Romagna (con una differenza strettissima, ma in svariate province ha prevalso il NO) e la TOscana. Ma anche qui ci sono sorprese, se Grosseto e Lucca non lo sono, lo è di più Livorno,  città che vide la nascita del PCI,dove il No ha prevalso,  e Pisa ,dove il Sì ha vinto per una manciata di voti. Se guardiamo al voto delle grandi città poi vediamo come il voto sia stato, ampiamente condizionato dall'appartenenza di classe. Difatti sia a Milano, che a Torino e Roma, il Sì ha prevalso solo nei quartieri centrali, quelli della ricca borghesia e dei salotti bene. Se a Torino e Roma la cosa poteva essere (relativamente) scontata,  e però emerge con grande chiarezza, a Milano è forse ancora più significatica. A Milano città infatti il SI prende la pazzesca quota del 64,5% nel municipio 1, quello di Piazza del Duomo e Via della Spiga, la Milano da bere craxiana e poi berlusconiana. mentre stenta nel resto della città e tracolla nella cintura operaia. Da Sesto San giovanni, dove il NO prevale con olre il 54% a Cinisello, San giuliano milanese, sopra al 55%,fino a  Rozzano dove il No supera la media nazionale con il 60%.
Se si confronta il voto a Sala sindaco, con il Si, si può notare come quest'ultimo sia stato nettamente superiore nel municipio 1. Infatti siamo al 64% contro il 52,5%, ma se consideriamo che al secondo turno delle recenti comunali aveva votato poco più della metà, mentre per il referendum si è superato il 73%, ecco che le cifre reali diventano strabilianti.Siamo, virgola più, virgola meno, al doppio dei voti reali.
Mi pare evidente quindi che il SI sia stato appoggiato, oltre che dai fedelissimi del PD, che hanno votato la riforma nel tentativo di non far cadere il governo, da settori ampi della borghesia, e non solo quella "illuminata" e radical chic dei vari Eugenio Scalfari e De Benedetti, ma anche quella più conservatrice, mentre dall'altro lato, una ampia partecipazione popolare  come non si vedeva da tempo ha portato il No ad un risultato che va ben al di là delle previsioni dei sondaggi (che davano al massimo 10 punti di vantaggio).
Evidentemente molti elettori di sinistra che non votavano più (nemmeno il M5S) sono tornati a votare per dire la loro.
Da tutto ciò risulta con chiarezza un fatto: che la sinistra(il PD in particolare) ha perso il contatto con la propria base sociale, contatto che dovrà necessariamente ristabilire, se non vuole (meritatamente) estinguersi.
Dai fallimenti nascono le opportunità, ma bisogna saperle cogliere.

venerdì, giugno 10, 2016

Il caso Sharapova: la triste verità dietro le bugie

Maria Sharapova squalificata per 2 anni per Doping: da cultore del tennis e dello sport lo dico subito e con nettezza: per me sono anche pochi.
 Ho sentito tante giustificazioni, ma nessuna è minimamente valida. E' stata squalificata per una sostanza che non era vietata. si dice..in realtà la sostanza era vietata da quest'anno e ne ha fatto uso quest'anno, lo ha ammesso lei stessa e le analisi non lasciano dubbi.
La Sharapova ha assunto il meldonium per circa 4 anni senza dirlo a nessuno, né alla ITF, nè ad allenatore o trainer, neppure al suo medico. Dimenticanza? Non credo perché al suo agente l'aveva detto. Lo dici all'agente ma non al medico? La cosa è molto sospetta... Il meldonium non era nella blacklist, ufficialmente, ma era sospettata e già bandita negli USA, dove Sharapova passa la maggior parte del suo tempo e ha i suoi affari. Inoltre, a complicare le cose per la bella tennista russa sono i risultati delle analisi. IL farmaco venivo assunto in particolar modo nei periodi durante i tornei principali. L'ultima volta proprio durante gli Australian Open. Quindi non si può sostenere che erano piccole dosi non smaltite. Ora se un farmaco ti serve, ti serve sempre, non solo durante i tornei. Mi pare il comportamento di una che fa la furba, che assume un farmaco perché pensa che la possa aiutare nella prestazione sportiva (attenzione, si punisce l'intenzione di doparsi, non l'efficacia del doping, peraltro esiste l'effetto placebo...) per questa ragione tiene nascosto la cosa a tutti, tranne che al manager, che ha il compito di avvertirla nel caso la sostanza, già sospetta, divenisse illegale. Ma qualcosa va storto: l'agente, pare a causa di una mancata vacanza ai caraibi (?) non l'avverte. Ed ecco che l'inganno viene allo scoperto. Però la Wada tiene aperto uno spiraglio; contradditoriamente parla di non intenzionaità...La Sharapova ha già ricorso. 
E' possibile che la storia non sia finita qui, ma chi ama il tennis e lo sport ed i suoi valori, per cui deve vincere chi merita sul campo, senza trucchi e senza inganni, questa è una triste vicenda, una ferita che sarà difficile rimarginare se chi è preposto a proteggere i valori dello sport si facesse sviare da altri interessi e da altre priorità .

sabato, aprile 09, 2016

Lo squadrismo "animalista" e la connivenza dei mass-media

LE ultime, inutile e  demenziale, nonché noiosa polemica dei cosidetti animalisti contro vari cuochi, da Cracco a Cruciani, colpevoli di fare da mangiare usando gli animali, una cosa che l'uomo fa da 2 milioni e mezzo di anni, essendo onnivoro (in realtà la natura intera è onnivora) mostrano agli occhi di tutti ciò che molti fingevano di ignorare.
Prima vi è stata  la denuncia nei confronti del cuoco Cracco, e poi della irruzione squadristica avvenuta nel suo ristorante, causata dal fatto che il cuoco avesse cucinato dei piccioni (meglio che investirli con le macchine). Poi una polemica fatta con insulti e minacce anche fisiche contro Cruciani, non so di cosa colpevole e non me frega niente.
Il tutto fatto da queste pseudo-associazioni di tutela degli animali (soltanto alcuni animali, nessuno che pensi a tutelare zanzare, sarafaggi lumache o lombrichi, e neppure tanto topi e ratti...ah l'ipocrisia che bella cosa...ci impedisce di porci domande scomode a cui non sapremmo rispondere....)
Ora il punto non è che esistano degli imbecilli, fanatici e violenti. La storia dell'uomo (appunto dell'uomo...) ne è piena, ed ogni epoca e paese ha il proprio specifico. Chi ha l'ISI e chi gli imbecilli che parlano a nome di animali che neppure sono in grado di pensare in termini umani (la realtà non è un cartone amimato della Pixar o della Disney), e tra le due cose non saprei qual'è la peggiore, in fondo sempre di dogmatismo religioso si tratta,
Quello che so è che la crisi delle ideologie ci ha regalato questa merda, non l'unica, certo, ma credo la più fastidiosa. La più fastidiosa perché la più insensata.
L'essere umano (non il ratto) ha bisogno di ideologie a lui superiori, ha bisogno di cose grandiose che può chiamare con il nome di Dio o di Fine o di Etica, parole che alla fin della fiera non signficano nulla, dal momento che Dio è una invenzione dell'uomo, il Fine della Storia idem e l'Etica è per definizione soggettiva, dogmatica e mutevole a seconda dei contesti storici, sociali e culturali. In fondo anche il Partito Nazionalsocialista tedesco di Hitler (vegetariano e animalista, guarda caso) aveva una etica. Se l'ebreo incarna il male tout court la sua eliminazione equivale alla lotta del bene contro il male, ed è quindi etica. Come distruggere i laboratori dove si sperimenta sugli animali per aiutare bambini o donne o anziani a guarire da malattie, né più né meno. Stessa cecità, stesso fanatismo, stessa imbecillità, stessa pericolosità,
Ma la cosa inquietante è che ci sono troppi massmedia, che, al posto di prendere le distanze e denunciare questi atteggiamentoi li guardano con malcelata simpatia, cercando di attutire le responsabilità di queste organizzazioni rispetto a fatti esecrabili, cercando di giustificarne gli atti, spesso illegali, e sempre idioti e dando sempre ampio spazio alle loro patetiche teorie e giustificazioni senza mai o quasi mai contraddire le loro bugie e loro farneticazioni.
E' la stessa cosa che è successa negli anni 20 con gli squadristi neri, negli anni 60/70 prima con i bombaroli neri, poi con gli estremisti rossi, Ci deve scappare il morto, (perchè prima o poi ci scapperà) perché qualcuno capisca che questo è profondamente sbagliato e pericoloso?

venerdì, febbraio 26, 2016

Nuova Bufala alimentare: la Birra (se tedesca) è cancerogena!

Dopo la bufala delle carni cancerogene (vedi  Qui ) lo IARC ci riprova, adesso sarebbe la birra tedesca (perché solo tedesca? beh si sa i tedeschi sono infidi e nazisti e truccano i motori della Volkswagen non come gli americani che bombardano a tappeto Vietnam, Irak ed altri 1000 paesi e non inquinano pur girando su megamacchinoni. ma loro sono buoni...loro hanno i popcorn... ) Questo perché conterrebbe tracce di un diserbante chiamato Glifosato. Ora ovviamente questo diserbante si troverà in tantissimi altri cibi di origine vegetale visto che viene usato abbondantemente nell'agricoltura intensiva (che copre il 90% del fabbisogno umano) Ora, questo mi fa venire in mente che  se siete diventati vegetariani perché spaventati dalla possibiltà di prendervi il cancro se vi ammazzate di wurstel o carni alla brace vi hanno fregato lo stesso, ma si sa il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!
Ora, ammesso e non concesso che questo Glifosato sia così letale (viene messo nelle sostanze probabilmente cancerogene, che come abbiamo visto nell'articolo di cui sopra non vuol dire nulla) 
il problema è :quanto ce ne vuole per avere un minimo rischio? Riprendiamo il discorso della carne, laddove lo aveva lasciato. la probabilità che la carne rossa sia cancerogena è data dal tipo di cottura. se è alla griglia e sviluppa un calore superiore ai 150 gradi (insomma la bruciate) si sviluppa una sostanza chiamata HAA, che sarebbe (lei, non la carne !) cancerogena ma quanto ne dovete mangiare per avere effetto? Ai ratti danno una quantità di HAA fra il mezzo milione ed i 3 milioni di volte superiore a quella reperibile nel cibo umano....è evidente che nemmeno mangiando 3 kili al giorno possiamo avere un rischio significativo. Ora secondo svariati esperti per avere un qualche rischio nel consumo di birra o altro dovremo consumarne mile litri al giorno (non all'anno, al giorno!)
Insomma, bufale bufale bufale!
E adesso vi lascio devo mangiare una bistecca alla griglia con Birra Lager di baviera!

venerdì, dicembre 11, 2015

L'OMS e la carne cancerogena: tanto fumo per pochissimo arrosto

Il 26 ottobre il mondo dell'informazione ha rilanciato una sorta di annuncio Shock. All'ora di pranzo radio e televisioni hanno "informato" italiani ed occidentali della ennesima presunta "verità":  le carni lavorate danno di sicuro il cancro e probabilmente anche le carni fresche secondo l'OMS"?Ma quale è la evidenzia scientifica dietro a questa roboante affermazione? Dovremmo crederci  o possiamo guardare alla cosa con un po' di sano scetticismo,?
Attenzione non sto dicendo che sia una di quelle falsità  che viene chiamata “bufala”. Effettivamente l’OMS ha posto la carme lavorata fra le sostanze che sono “certamente” cancerogene, ed ha messo (da tempo) la carne rossa fresca fra le “probabili” sostanze cancerogene. E fino a qui non ci piove. Però ci sono altre cose che andrebbero dette ed analizzate prima di credere a quella che è, nei fatti, una sorta di campagna terroristica che con la scienza  e la medicina centra molto poco. Innanzitutto se vogliamo verificare la credibilità di una affermazione dobbiamo vedere da chi proviene, se la fonte è credibile. E’ credibile l’OMS? Secondo il senso comune sì, perché come L’ONU, l’IPCC, la FAO, La Banca Mondiale ed il Fondo Monetario internazionale sono grandi organizzazioni burocratiche rappresentative dei governi e delle industrie.
Secondo me invece no, proprio per gli stessi motivi. L’ONU, ad esempio, ha avvallato l’invasione dell’IRAK sulla base delle presunte prove portate da USA e UK e fabbricate dai servizi segreti italiani, prove che si sono poi rivelate del tutto false. L’IPCC ha fornito previsioni sul riscaldamento globale basate su dati falsi e che poi sono state smentite dai fatti etc etc. In quanto all’OMS ha preso soldi da varie multinazionali. (1)
Tuttavia il fatto che l’OMS o alcuni componenti dello stesso non siano particolarmente affidabili non significa che non bisogna tenere presente quello che dicono- E allora cosa dicono realmente?

Dicono(lo dice la IARC, per l’esattezza) che dopo anni di dubbi, dovuti a scarsità di prove hanno deciso che “probabilmente la carne rossa è carcinogena, basata su   una “limited evidence” ovvero moderata(scarsa) prova che lo sia ma su  “strong mechanistic evidence” ovvero forti prove di tipo meccanicistico (proprio così!). Invece per le carni processate (ovvero in qualche modo conservate, facendo deì modi di conservazione un solo fascio) vi sono prove sufficienti che vi sia un effetto carcingoneo per quanto riguarda il tumore colonrettale. Il rischio relativo sarebbe del 18% per ogni 50 grammi consumati (2)
Ricordo che le sostanze, di qualsiasi tipo vengono infatti classificare in 3 categorie “possibili” “probabili” e “sicure”. Questa distinzione in categorie non si basa sul grado di pericolosità teorico, ma sulla certezza scientifica. Per fare un esempio le statine (farmaci anticolesterolo) provocano nei topi un aumento dei tumori del 1500% di rischio relativo in più. Cioè per ogni topo che sviluppa un tumore senza prendere quel farmaco ce ne sono 15 che sviluppano un tumore dopo aver assunto il farmaco. Però sono esperimenti su animali e non danno certezze, quindi la sostanza viene catalogata fra le possibili. Le probabili sostanze sono quelle in cui vi sono stati esperimenti anche sugli uomini e hanno dato risultati ambigui, non sufficienti. Le sostanze classificate sicuramente sono quelle che, secondo la IARC o L’OMS sono, sicuramente cancerogene, a prescindere dal loro grado “reale” di pericolosità. Può essere 1% o 1000%, ma per l‘OMS è uguale.
Se leggiamo più approfonditamente vediamo che le prove su cui poggiano le certezze sono alquanto fumose si dice infatti (3) A majority of the Working Group concluded that there is sufficient evidence in human beings for the carcinogenicity of the consumption of processed meat. Chance, bias, and confounding could not be ruled out with the same degree of confidence for the data on red meat consumption, since no clear association was seen in several of the high quality studies and residual confounding from other diet and lifestyle risk is difficult to exclude. The Working Group concluded that there is limited evidence in human beings for the carcinogenicity of the consumption of red meat.
There is inadequate evidence in experimental animals for the carcinogenicity of consumption of red meat and of processed meat. In rats treated with colon cancer initiators and promoted with low calcium diets containing either red meat or processed meat, an increase in the occurrence of colonic preneoplastic lesions was reported in three and four studies, respectively.”
Quindi le cose sono ancora diverse. Solo una maggioranza degli scienziati ha concluso che vi sono le prove della cancerogenità delle carne conservata. Sulla carne rossa non vi è nemmeno una associazione chiara (associazione, non correlazione!) nella maggior parte degli studi e non è possibile escludere altre cause confondenti. Infine non vi è nemmeno una adeguata evidenza negli esperimenti sui ratti, nemmeno a dargli delle sostanze cancerogene…
Siamo quindi nel campo delle ipotesi non suffragate da dati certi ed inopinabili, ma che tuttavia sono ritenute ugualmente convincenti.

Vediamo di conoscere questo tipo di tumore, il tumore colonrettale.
Questo tumore è il terzo più diffuso, tuttavia pare in netto calo. Secondo le statistiche cala, almeno negli Usa, del 3% all’anno con un calo decennale di ben il 30%. Vuol dire che tra 30 anni sarà ridotto al 10% attuale. colpisce quasi esclusivamente glianziani, più gli uomini che le donne.  Negli Usa la popolazione di colore è colpita il doppio delle persone di origine asiatiche o del pacifico e almeno il 50% in più dei bianchi non ispanici (4) Le cause sono soprattutto di tipo genetico, difatti se un soggetto ha un parente colpito dal male, le probabilità raddoppiano, con almeno due parenti quadruplicano (5)la malattia colpisce soprattutto le persone anziane sopra i 75-80 anni. Il 40% dei casi per le donne si trovano nella fascia di età oltre gli 80 anni (le donne sono colpite meno, ma vivendo più a lungo è ovvio che si verifichino più casi dopo gli 80 anni)
Ora diamo uno sguardo alla diffusione a livello mondiale di questa malattia.



Questa cartina e diagrammi mostrano che è vero (almeno una volta!) quello che viene detto dalla informazione mainstream: è una malattia che colpisce soprattutto (ma non unicamente)gli abitanti dei paesi più ricchi, ma questo per una ragione molto semplice: essendo una malattia che colpisce soprattutto ultrasettantenni e ancora più ultraottantenni è ovvio che la sua incidenza, in paesi dove,mediamente, a stento si arriva a 50 anni, sia molto più bassa. Peraltro va notato che l’america centrale ed il Messico, pur essendo consumatori di carne di maiale (e presumo insaccati) sono molto bassi nella classifica, mentre la Micronesia, paese in cui si consuma pesce, non è molto staccato dai paesi più ricchi . Il sud Europa non ha meno casi del nord europa, anzi tra gli uomini ne ha qualcuno in più, e quindi la mitica dieta mediterranea tirata in ballo dal ministro Lorenzin, non pare servire a molto.
La media più alta è di 42,1 caso ogni 100.000 persone, nei paesi Oceanici, come vedete una frequenza non altissima, la mortalità, nei paesi sviluppati è di circa un caso su tre, quindi 15 su 100.000.


La metodologia seguita in larga parte di questi studi è alquanto discutibile, infatti questi tipi di studi vengono fatti con dei questionari. Se volete capire come sono questi questionari eccovene uno (6)
L’osservazione non è di tipo oggettivo ma soggettivo, è il soggetto stesso che stabilisce cosa e quanto ha mangiato. Ora non credo che ci sia bisogno di dimostrare che le persone, oltre che ricordare male ed essere disattente rispetto al mangiare, possono anche mentire volutamente, o essere indotti a mentire. La psicologia sociale ha già chiarito da tempo questi meccanismi, in cui l’individuo si conforma al gruppo, infatti tendiamo a cercare l’approvazione altrui, ed inevitabilmente siamo indotti a pensare come la maggioranza, ovvero la nostra opinione, anche involontariamente, tende ad adeguarsi. Ora da anni sentiamo dirne di tutti i colori sulla carne rossa, e seppure non basata su sufficiente evidenza scientifica(lo dice persino la IARC!) molti di noi hanno introiettato il pregiudizio “mangiare carne è male” e quindi, posti di fronte ad una autorità scientifica, cercheranno di non fare brutta figura e soprattutto si adegueranno a ciò che pensano debba essere il comportamento “giusto”. Quindi è molto probabile, per non dire certo, che una percentuale non piccola di persone abbia dichiarato consumi di carne minori di quelli reali, tranne forse i salutisti convinti ed i menefreghisti assoluti, quelli che, probabilmente, avranno anche stili di vita maggiormente a rischio e che quindi faranno risultare questo genere di ricerca assolutamente poco affidabile.
Detto questo cosa vuol dire un rischio relativo del 18% tradotto in soldoni? Vuol dire che su 40 casi su 100.000 che grossomodo colpiscono gli uomini italiani, circa il 20% sarebbe provocato da un consumo alto (50 grammi al giorno, ma probabilmente ce ne vuole molto di più) quindi 8 casi su 100.000(*), insomma uno ogni 12.500. se consideriamo la mortalità allora sarebbe uno ogni 33.000 persone. questo significa che, su 100.000 persone forti mangiatrici di inasaccati 99.992 NON si ammaleranno e 99.997 Non moriranno di questo male.
Non una cosa apocalittica, diciamolo.
Ma è credibile questa stima della pericolosità delle carni conservate (**), ed è credibile l’aver messo nella stessa categoria anche la carne rossa fresca ?
Secondo una meta analisi (ovvero una analisi che viene condotta analizzando un insieme di analisi precedenti, e che quindi è più affidabile di una singola ricerca perché corregge gli eventuali errori statistici o metodologici) condotta nel 2010 “L’associazione è debole in grandezza (sotto il 20%)….e non si può stabilire con certezza l’effetto indipendente del consumo di carne processata sul cancro colonrettale viste altri fattori confondenti di tipo dietetico e di stile di vita… Therefore, the currently available epidemiologic evidence is not sufficient to support a clear and unequivocal independent positive association between processed meat consumption and CRC.(7) La percentuale di rischio relativo che questa metanalisi ha stabilito è del 16%, appena il 2% in meno di quella di IARC/OMS. Può un cambiamento percentuale così minuscolo cambiare così radicalmente la valutazione scientifica?
Direi di no, teniamo presente che gli scienziati, generalmente, considerano che,per essere scientificamente valido, e cioè per poter essere considerato una causa indipendetne, un rischio relativo deve almeno arrivare al 100%. Per il fumo il rischio è del 1500%-2000% per cento ed è legato a vari tipi di cancro...
Prendiamo ora la più grande analisi che sia stata fatta, ovvero lo studio EPIC (8) Questo studio è stato fatto per scoprire se la carne rossa biana o conservata che sia abbia una qualche relazione con qualche malattia. Già qua dovremmo riflettere sulla mancanza di obiettività di questo tipo di ricerca. Ricordo che, contrariamente a quanto sostengono questi ricercatori, non esiste nessuna ricerca scientifica che provi che i i vegetariani abbiano meno tumori o tantomeno vivano più a lungo degli onnivori. Nemmeno il famoso studio sugli avventisti “vegetariani” (non tutti lo sono in realtà) prova questo. Gli uomini hanno qualche infarto di meno ma sia uomini che, sopratutto donne, hanno più tumori.(9) Ed uno studio fatto nei paesi orientali suggerisce una forte correlazione fra tumori e dieta vegetariane fra le donne mentre fra gli uomini suggerisce una relazione con un maggiore tendenza all’infarto (10) Non solo ma in questi studi viene mostrata che fra le donne un maggior consumo di carne rosse diminuisce e non aumenta la mortalità per tutte le cause.
Ovviamente se cerchiamo di dimostrare a tutti i costi che una cosa fa male, presto o tardi qualcosa salta fuori. Tuttavia da questo studio , condotto su quasi mezzo milione di persone (quanti soldi sprecati per nulla!) non emerge assolutamente nulla.
Infatti se guardiamo la tabella5 della ricerca Epic scopriamo che:
Un aumento del consumo di carne rossa non è associato né per le malattie cardiovascolari né per i tumori e nemmeno per i tumori del tratto digestivo (quello che è l’argomento di questo articolo)
Se prendiamo i dati che riguardano l’associazione (associazione con correlazione) tra i timori ed il consumo di rossa abbiamo che chi consuma 10 gr. al giorno ha una associazione di 1.04, consumarne da 80 fino a 159.9 grammi ha una associazione di 1.03. insomma decuplicare il consumo non porta nessun rischio,ed ovviamente tutti abbiamo presente che fumare 15 sigarette o mezzo litro di wishy è ben differente che fumare una sigaretta o bere un bicchierino al giorno . Per quanto riguarda il tratto digestivo le cose non cambiano anzi, da 0.81 di associazione per u nconsuno inferioire ai 10 gr si sale a 0.88 per 80-159.9 grammi, insomma non solo non ci sarebbe associazione ma addirittura sarebbe protettivo. I ricercatori tuttavia tirano fuori una associazione calibrata del 1.03 ,per 100 grammi al giorno che non si sa da dove provenga ma è comunque nel campo della semplice variazione statistica. Solo al di sopra dei 160 gr abbiamo una associazione di circa il 20%,ma riferendosi ad un numero di casi che è di circa l’uno per cento del campione (chi è che mangia 2 etti e passa di carne rossa al giorno?) è ovvio che non è rilevante statisticamente e che la percentuale sia dovuta solo al caso (se lancio una monetina solo 10 volte difficilmente avrò 5 teste e 5 croci, potrei avere anche 8-9 volte testa o viceversa, su mille lanci la percentuale dovrebbe avvicinarsi al 50% ma difficilmente sarà precisamente quella) Quindi si può dire, basandosi su questi dati, che Non vi è alcuna associazione fra consumo di carne rossa e cancro di alcun tipo.
Prendiamo allora la famosa e bistrattata carne processata. Le cose qui cambiano ma non molto. Per quanto riguarda i tmori in generale vi è una leggera ascesa da 0.96 a 1.08 per le categorie sopra considerate, ma anche aumentando a più di 160 gr il consumo giornaliero l’associazione (1.15) rimane non significativa. Per quanto riguarda il tratto digestivo le cose si fanno più interessante.
Infatti fra chi consuma meno di10 gr ed chi ne consuma fra i 50-80 gr vi è un aumento dell’associazione da 1.09 a 1.37…significativo peccato però che nello scaglione successivo, quello che va da 80 a 160 gr la associazione si dimezzi addirittura scendendo ad un deludente 1.18. In sostanza parrebbe che raddoppiare il consumo faccia calare le probabilità di malattia…Ovviamente andando nello scaglione più alto abbiamo un aumento ad 1.58. (vedi sopra) tuttavia i ricercatori danno una associazione osservata di solo 1.04 e calibrata di 1.09…deludente vero?
Va ricordato che chi consuma più carne sopratutto processata, generalmente fuma e beve anche di più, alle volte molto di più, e mangia poca frutta e verdura (ammettendo che il consumro di frutta e verdura possa prevenire il formarsi di tumori, teoria che a me appare più mitologica che scientifica)
Curiosamente, il consumo di carne di pollo, verso il quale  nessuno osa puntare l’indice, risulta avere una associazione per 50 grammi di consumo del 1.21 osservato e addorittura del 1.32 calibrato! 
Ora mi si dirà:ma se gil scienziati cercano un collegamento fra consumo di carne e malattie qualcosa ci sarà... bene, in realtà esistono anche ricerche su altri cibi e qualcosa viene sempre fuori, una associazione positiva o negativa emerge sempre, alle volte sia positiva che negativa per lo stesso alimento! L'affermare quindi che un cibo "fa bene" o " fa male" non ha nulla di scientifico ma è solo una di quelle pseudo verità scientifiche che servono ai giornali per propagandare determinati cibi a detrimento di altri, in realtà non vi è nessuna prova che, per esempio. il consumare frutta eviti l'infarto e mangiare salato lo faccia venire, eppure tutti credono a questo, come un tempo si credeva che i gatti neri portassero sfrortuna o, in tempi più recenti, che masturbarsi rendesse ciechi o l'omosessualità fosse una malattia.
Se però avete ancora dei dubbi allora ecco uno studio condotto per anni in Inghilterra su Vegetariani e non vegetariani in cui emerge che i vegetariani hanno qualche caso di tumore in meno dei non vegetariani ma hanno ben il 39% in più di tumori colonrettali, cosa ancora più straordinaria se si considera che i 3/4 dei vegetariani considerati sono donne che sono meno colpite da questo tipo di malattia
Sarebbe interessante approfondire anche come vengono condotti gli esperimenti sui ratti ed il legame (anche qui presunto) fra carne alla griglia o barbecue (non sono proprio la stessa cosa!), e cancro (sempre al colon retto anche se abbiamo visto che non esiste nessuna associazione fra l'una e l'altra cosa,per cui cuocere in un modo o in un altro non dovrebbe cambiare nulla) ma direi che per il momento mi basta. In sostanza non mi pare che dall’analisi nel dettaglio delle principali ricerche emerga qualcosa che meriti tutto l’hype mediatico che si è scatenato, e mi pare che gli scienziati dovrebbero riversare le proprie energie (ed i soldi delle ricerche che impiegano) in altre direzioni, In realtà gli scienziati seri indagano le questioni legate alla genetica, dal momento che è ormai dimostrato come vi sia una precisa relazione fra genetica e sviluppo dei tumori (oltre che inquinamento, la regione Campania ha avuto un aumento negli ultimi anni di tumori dovuta probabilmente alle varie discariche a cielo aperto). E anche per quanto riguarda il tumore colonrettale è verso questa ipotesi che si stanno orientando gli studi (11) (12).
In conclusione non crediamo a tutto quello che ci viene propinato come "verità scientifica", soprattutto in un campo come quello della alimentazione, dove le variabili sono infinite e i metodi di ricerca poco affinati, e, infine, gli osservatori ,spesso, non sono imparziali.
Alla fine non posso altro che essere d'accordo con quanto sostiene un noto debunkatore di teorie pseudoscientifiche in questo articolo 

PS
In aggiunta a quanto detto ho scoperto una ricerca realizzata in italia fra il 1992 ed il 1996, Secondo questa ricerca il tumore al colon retto è associato al consumo di cereali per il 70% (in particolare la farina bianca) per gli zuccheri puri per il 40%, meno significativo le patate al 20% Hanno funzione di prevenzione vegetali e pesci, poco la frutta mentre Uova e carni di vario tipo risultano ininfluenti nel bene e nel male. ecco il LinK

Note
*) ho calcolato sul totale teorico di casi ogni 100.000 persone. In realtà la cifra è più bassa, poichè i 40 casi includono già quel 20% teorico di  persone che si sono ammalate a causa del consumo di carne conservata, quindi in realtà bisognerebbe ridurre del 20% il numero base da cui partire, in sostanza si tratta di circa 6-6,5 casisu 100.000, ma ciò non cambia il senso di quello che ho detto.
**) Nelle carni conservate hanno incluso di tutto, e la confusione è aumentata per via delle cattive traduzioni dall'inglese. Il problema sarebbe dato dai conservanti, quindi tutti quei tipi di carne conservate in altro modo, dalla affumicatura, alla seccatura, a conservanti che non siano nitrito o nitrato di sodio, non sarebbero da includere. Così come la nostra salsiccia, che è carne fresca conservata dentro un budello, infatti ha una scadenza a breve, non è da confondersi con i sausages, che sono quelli che noi chiamiamo wurstel, o la pancetta fresca, che non ha conservanti. Anche certi prosciutti nostrani che vengono cotti non hanno conservanti.