domenica, marzo 18, 2018

La società del Mi Piace mi piace molto poco

Una puntata della serie Tv Orville (una sorta di parodia del celeberrimo Star Trek in cui una nave mista di terrestri e alieni scorazza in giro per la galassia facendo incontri di vario genere) mostrava un paese "molto simile alla terra del 21esimo secolo" dove la persone andavano in giro per legge dotati di un pulsante verde ed uno rosso. Il pulsante verde veniva schiacciato e lampeggiava quando il soggetto aveva fatto qualcosa di positivo, come offrire un gelato ad una bambina, e quello rosso se aveva fatto qualcosa di enegativo, come versare del caffè sulla giacca di qualcun altro. Ma non finiva qui. Già perché se il comportamento considerato negativo veniva immortalato da una delle migliaia di videocamere o cellulari e veniva postato sui social, ecco che il pulsante rosso, insomma il "non mi piace" aumentavano a dismisura, divenendo nel genere di pochi minuti migliaia se non milioni. E quando il malcapitato superava il milione di Non mi piace, ecco che veniva istruito un processo, naturlamente mediatico, in sui il poveretto (o la poveretta) doveva discolparsi se non voleva vedere aumentare il numero di dislike: nel caso fossero stati più di 10 milioni sarebbe stato "ricondizionato" ovvero sottoposto ad elettroshock fino a renderlo del tutto mansueto (mansueto in quanto decerebrato)
Questa folgorante satira della società attuale, che potremmo definire la Società del "mi piace/non mi piace" non può non venire in mente nel caso di quell'insegnante immortalato mentre fa qualcosa di riprovevole, che nel suo caso è insultare genericamente degli agenti di polizia gridando una cosa che è gridata in tutti gli stadi d'italia dai tempi dei tempi "dovete morire!" che, in quella data situazione, corrispondeva né più né meno al "vammorìammazzato" .
Tralasciamo pure che il fatto è stato astutamente estrapolato dal contesto (una manifestazione contro dei gruppi fascisti che di certo non propagandano nè la non violenza né la tolleranza) e che ci fosse stata una carica (il che giustifica eccome una espressione forte, perché di questo stiamo parlando, non di reati) il tutto per porre sotto accusa, sotto la gogna mediatica del MiPiace/nonMipiace (in questo caso la seconda opzione è quella pressoché obbligatoria, visti i tempi) Non sono mancati i tristi rappresentanti della cosidetta classe politica, l'ineffabile Renzi, il truculento Salvini ed anche il pavido DiMaio, ad invocare il licenziamento, e poco mancava la forca, per la "cattiva maestra" che non era degna "di educare i nostri figli" (e se lo dice il razzista Salvini, deve essere proprio così).
Ora io non so se costei sia o no in grado di educare, ma è evidente a qualsiasi persona che abbia un cervello che funzioni che siamo di fronte ad un linciaggio morale degno di miglior causa.
Ci sono persone che ammazzano i propri familiari, o ammazzano la ragazzina vicina di casa, o rubano e truffano miliardi, senza che vi sia uno sdegno nemmeno lontanamente paragonabile. A meno che l'assassino non sia di colore, e allora, come a Macerata, ecco che lo sdegno del "non mi piace" sale a dismisura. Fino al punto di perdonare il fascista in prestito alla Lega di Salvini che va in giro a sparacchiare a vanvera nel tentativo di "vendicarsi" (raccogliendo Mi PIace come fosse un benefattore). Sdegno sospetto dal momento che la vittima del vile assassinio era una ragazza tossicodipendente, che difficilmente avrebbe potuto assurgere a vittima sacrificale con un processo di quasi sommaria beatificazione se l'assassino fosse stato un italiano .
Ma perché succede questo?
Una spiegazione ce la dà proprio il telefilm The Orville: in una scena una ragazza viene portata sulla astronave e spiega all'equipaggio che nel suo mondo "l''opinione pubblica è importante" e sceglie tutto, cure mediche comprese, sulla base delle opinioni e non dei fatti.
L'applicazione fino in fondo di quella stolta idea "democratica" secondo cui la maggioranza ha sempre ragione porterebbe al risultato quindi che l'emotività, unita al pregiudizio e al conformismo, siano le vere leve delle decisioni e degli orientamenti delle persone, non più esseri pensanti e razioncinanti, ma individui atomizzati ma facenti bensì parte di una massa a cui si chiede di mettere MI PIACE e NON Mi PIACE con conseguenze disastrose non solo per la libertà di pensiero, ma per il pensiero stesso.
E la società attuale sembra sempre di più assomigliare a quel pianeta. E questo a me NON PIACE, ma proprio per niente.

martedì, ottobre 17, 2017

Recensioni: "l'inganno" di Sofia Coppola ovvero come rovinare un capolavoro senza tanti perché

Da ragazzino vidi un film, che mi colpii profondamente: I film si chiamava La notte brava del soldato Jonathan . Non fu certo  l'unico film degli anni 70 che mi abbia colpito: molti altri film di quel periodo hanno avuto un effetto simile, magari visti già da "adulto". Piccolo grande uomo, Il laureato, lo spaventapasseri e tanti altri davano qualcosa che i film di oggi, molto raramente danno (forse certe serie Tv, ma non i film). Di recente mi sono rivisto quel capolavoro (ebbene sì) di Don Siegel. Interpretato da un Clint Eastwood in stato di grazia e mal compreso dalla critica (che strano...) il film raccontava la storia di un soldato nordista che, durante la guerra civile americana, rimaneva ferito in territorio nemico e finiva in un piccolo collegio femminile. Qui veniva ricoverato in attesa di essere spedito fra i prigionieri. Facendo di necessità virtù, e nel palese intento di salvare la ghirba, il nostro soldato (capitano) faceva il cascamorto con questa e quelle manipolando le abitanti del collegio. Ma nel finale il suo gioco si ritorceva contro di lui e scopriva, a proprie spese, che le dolci donzelle, adolescenti o stagionate che fossero, erano ben più manipolatrici e pericolose di quanto non fosse lui. Si trattava di un apologo sulla natura umana, sull'arte di ingannare, sulla rottura delle regole e infine sulla ipocrisia che regge le convenzioni sociali, il tutto dentro un sanguinoso conflitto come quello della Guerra di Secessione, che ha fatto nascere (dal sangue, come sempre avviene) i moderni USA, liberi dallo schiavismo.
Quindi non potevo perdermi il remake, sebbene aver saputo che alla regia vi era Sofia Coppola da me ben poco apprezzata per il suo Lost in Translation (e non mi pare che abbia fatto molto altro, a parte un insipido film su Maria Antonietta) mi è parso da subito non di buon auspicio.
E purtroppo la visione del film mi ha confermato il mio sospetto: il film non è solo un remake, stanco, direi di più, sfinito, ma è anche un tradimento alla lettera ed allo spirito dell'originale.
Vediamo cosa non va: inanzitutto dal film viene cancellata la figura della serva, diciamo pure della schiava di colore, personaggio importante per due evidenti ragioni: la prima è che non si capisce bene quali fossero le differenze fra sudisti e nordisti e quindi le ragioni (almeno una delle ragioni) del conflitto, se i sudisti non avevano schiavi. Secondo non si capisce chi, in quel collegio di altezzose e viziate signorine facesse, da mangiare, pulisse e stirasse quegli eleganti vestiti e procurasse il cibo.
Quisquilie.... I personaggi sono molto insipidi, a partire proprio dal soldato John che, nell'originale, era ben più affascinante del pallido Colin Farrell, magari era anche più fijo de na... come quando dice che lui è un quacchero e non spara ai nemici (mentre i flashback ce lo mostrano sparare ed uccidere senza pietà) ma sicuramente era più simpatico. L'insegnante di cui John si innamora nell'originale era ben più pudica e quasi sessuofoba rispetto a quella ritratta da Kirsten Dunst, viceversa Alice, la ragazza che vuole farselo a tutti i costi era veramente sexy e "bitch" al punto giusto tantoche, spinta dalla gelosia nei confronti della insegnante, metteva lo straccio blu per attirare i soldati sudisti (della serie "o mio o di nessun'altra"). Qui invece Elle Fanning non riesce ad infondare nel suo personaggio la stessa carica di sensualità, si limita ad un bacetto, e qualche battutina vagamente maliziosa: troppo poco....
La direttrice, interpretata da Nicole Kidman, è anche lei descritta in modo buonista e poco convincente, anche se l'interpretazione della Kidman si salva: nell'originale lei vuole a tutti i costi far rimanere il soldato, tant'é che lo salva dai soldati attirati dalla ragazza dicendo che si tratta di suo cugino. Inoltre emerge un morboso rapporto che lei aveva con il proprio fratello, ed è evidente come anche lei desideri ardentemente il soldato tutto per lei. Viceversa qui la direttrice cerca di mandare via il soldato, gli dice anche che se ne dovrà andare fra 3 giorni, anche se il fatto che non c'è nessuno ad aiutarla (nemmeno la schiava, inopinatamente eliminata dalla sceneggiatura) le consiglierebbe il contrario. Inoltre passa mezza giornata a pregare e far pregare, e pare essere diretta nelle proprie scelte da una profonda fede cristiana, più che da un interesse materiale. Addiritura al posto di essere autoritaria in diversi momenti si dimostra ultrademocratica, chiedendo alle allieve di prendere decisioni in vece sua, (anche se poi è lei che decide). Anche la bambina che trova il soldato è sfocata, insipida, scialba, ed il suo rapporto con John appare molto freddo, quasi inesistente. Del soldato si dice che "è un mercenario, quindi non ci crede nella causa" causa che non viene specificata, e quindi viene declassato ad un tizio che uccide gli altri per denaro.
John Alle prese con la seducente Alice ne "la Notte del Soldato Jonathan"
In questo contesto non si capiscono le sue motivazioni: quando raggiunge in camera la ragazza, questo appare essere uno stupro, e non il cedimento ad un continuo pressing di un uomo che certamente è attratta dalla malizia e dalla freschezza della ragazza, ma anche cerca di tenersela buona, visto che per poco non veniva fucilato per colpa sua (tra l'altro non si sa come potesse sapere dove stava lei). Si può pensare che la direttrice sia in buona fede quando decide di tagliargli la gamba, ma è evidente che non è così. L'inevitabile esplosione di rabbia del soldato sembra motivata solo dalla amputazione, ma nell'originale era dettata dalla consapevolezza di essere stato tratto in inganno, che le donne lo sfruttassero e non volessero farlo andare via. La decisione di ucciderlo sembra quindi qui motivata da una legittima difesa, mentre ne La notte brava era la decisione di chi, non potendo averlo per sé, vendicava il proprio orgoglio ferito (ed in questo la stagionata direttrice trovava una preziosa alleata proprio nella ragazza vogliosa, e perfino nella bambina disillusa nel suo innamoramento infantile,  a sua volta gelosa) Ma mentre nell'originale il soldato si riscattava in extremis dai suoi peccati, annunciando la sua decisione di sposare la inibita maestrina, senza peraltro far recedere le partecipanti al complotto dalla loro decisione omicida, qui questo non avviene. Non solo ma ci viene mostrato un amplesso piuttosto movimentato, che assomiglia molto ad uno stupro, fra maestrina e soldato prima della fatidica cena. Tutto questo giustifica in qualche modo l'omicidio, il cattivo maschio stupratore è eliminato una volta per sempre, e niente turberà la vita della brave e fiere sudiste razziste e omicide.
Ma al di là del rovesciamento del senso e dell'appiattimento dei personaggi, quello che mi fa dare un giudizio assolutamente negativodel film , è la totale mancanza di ritmo. La notte Brava era, che piacesse o meno, un film ritmato, in cui la tensione cresceva man mano, e dove è sempre più evidente che il buon John farà una brutta fine, qui invece domina una calma piatta, l'atmosfera è lenta e soporifera, resa ancora più noiosa da intervalli bucolici con fotografie totalmente gratuite di alberi ed insetti.  Infine molte scene sono girate malamente, lasciando fuori campo le "avance" stupratorie dei soldati sudisti (altri grandi assenti, ben presenti nell'orginale invece) e facendo perdere drammaticità alla scoperta di John della sua mutilazione. Addirittura vi è un enorme buco di sceneggiatura proprio nella scena madre, quella della cena finale. Ne la notte Brava vi era stata una prima cena, dove il soldato mostrava di apprezzare particolarmente i funghi, raccolti dalla bambina-amante. E'abbastanza ovvio che venga scelta quella strada per avvelenarlo. Qui nella prima cena il soldato fa i complimenti Ad Alice  per la torta... Avranno deciso di avvelenarlo con la torta, mi dico.... Eh no, per una volta sceneggiatore e regia sono d'accordo con l'orginale, e lo fanno avvelenare con i funghi, che però il soldato non aveva mai mostrato di apprezzare!!
Insomma clamorosa boiata e, se avevo dei dubbi che Sofia Coppola fosse sopravvalutata per via del cognome (o altro,  mi interessa poco) ora ne ho la certezza totale.
Una stella su 5

venerdì, maggio 12, 2017

In vendita il mio libro Shakira la Rockera dai piedi scalzi

Ho il piacere di comunicare la conclusione felice di un progetto a cui ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo, con molte incertezze e con molti cambiamenti al progetto originale, ma credo di aver raggiunto un discreto risultato finale.
Risultato finale che, chi è interessato, potrà verificare di persona.
Vediamo di cosa si tratta:

Shakira - La rockera dai piedi scalzi è un ebook in vendita presso i negozi Amazon.
Il libro racconta la vita e la carriera di una delle star più amate e seguite.
Con oltre 80 milioni di dischi venduti, Hit che hanno segnato la musica moderna (chi non ricorda canzoni  comeWhenever Wherever, Hips don't Lie o Waka Waka? ) centinaia di concerti, più di 400 premi vinti e oltre 100 milioni di followers su Facebook,  Shakira è forse la Popstar più globale e più amata degli ultimi 20 anni. Il libro ne ripercorre in modo agile la vita e la carriera, le origini sociali e culturali, le difficoltà iniziali, i primi successi, la vita sentimentale, i concerti, e analizza la musica ed il significato dei testi.
Viene anche dato ampio spazio alle molte iniziative filantropiche che Shakira ha intrapreso nel corso della sua carriera, dalla creazione della Fondazione Pies Descalzos fino all'impegno nell'UNICEF e a favore dei profughi e dei migranti.
Il libro sottolinea quindi il fatto che Shakira non sia una semplice popstar ma vuole sottolineare l'amore di Shakira verso il rock, il suo impegno sociale, e la modestia che ne ha sempre caratterizzato l'azione, oltre alla abitudine di esibirsi sul palco a piedi scalzi.

Il libro può essere acquistato presso Amazon a questo indirizzo

mercoledì, dicembre 07, 2016

IL No alla riforma di Renzi come voto di classe

Renzi ha perso, anzi straperso, il referendum Costituzionale del 4 dicembre,  e la legge di riforma costituzionale approvata dalla sua maggioranza, peraltro a colpi di fiducia (manco fosse una legge ordinaria dello Stato !) con la quale si proponeva di stravolgere la Costituzione Italiana.
Naturalmente la chiave di lettura prevalente fra i sicofanti al servizio della classe dominante c'è quella che avrebbe vinto la conservazione, o,ancora, che sarebbe un voto dato contro la persona (e non il governo) di Renzi a causa della cosidetta "personalizzazione" da quest'ultimo fatta del referendum.
Quest'ultima interpretazione ha anche qualche senso, ma è da dimostrare che senza questa "personalizzazione" il sì avrebbe vinto. La Riforma Costituzionale era, ad essere buoni, un autentico pastrocchio, probabilmente se fosse stata approvata sarebbe stata ampiamente inapplicabile e sarebbe stata ridotta a poca cosa dopo gli inevitabili ricorsi alla Corte Costituzionale, visto che i conflitti di competenze fra Camera e Senato e Stato e Regioni sarebbero stati all'ordine del giorno, tant'è vero che persino colei la cui firma compare in calce alla legge, ovvero la bellissima e ambiziosissima Ministra delle Riforme Boschi, ha ammesso candidamente che "andava aggiustata" cioè rifatta da capo. Probabilmente chi ha votato NO non aveva troppo presente questo tipo di problematica, ma di sicuro chi ha votato SI la ignorava del tutto. Nei fatti però la legge riduceva la partecipazione del "popolo Sovrano" al governo del paese, e nei fatti è per questa ragione che il NO ha prevalso. Gli italiani hanno difeso la costituzione da chi voleva stravolgerla, come già nel 2006 con le riforma di Berlusconi (che quella Boschi Renzi ricalcava nello spirito). Questa riforma si inseriva perfettamente all'interno dell'ideologia che da 20 anni a questa parte vuole privilegiare la "governabilità" rispetto alla rappresentatività, e, quindi, ha portato alla demonizzazione prima  deisistemi proporzionali di rappresentanza e poi del bicameralismo. Eppure in Italia questo sistema considerato lentissimo ed inefficace ha consentito all'Italia di divenire la quinta economia mondiale, di fare leggi come lo Statuto dei Lavoratori (che il governo Renzi ha sostanzialmnete distrutto) la legge sul divorzio, la legge sull'aborto, la legge Basaglia che aboliva gli orrori dei manicomi e tante altre. Ha consentito persino al governo illegittimo e barcollante di Renzi di partorire il Jobs Act, la Buona Scuola (che tanto buona pare non essere) la legge sulle coppie di fatto, ed anche, in soli 13 giorni, trasformare in legge il decreto salva banche, salvando anche la banca del paparino della ministra Boschi, oltre che la legge sulle province, (un vero disastro certificato dalla Corte dei Conti)  e questa fantastica riforma costituzionale.
Quindi tutta questa necessità di abolire (parzialmente, peraltro) il bicameralismo non c'era, alla fine. e gli elettori ( o almeno larga parte di essi) lo hanno capito perfettamente.
Se poi analizziamo i dati elettorali saltano agli occhi cose che smentiscono la bufala che ci è stata venduta, ovvero che il fronte del No fosse egemonizzato dalla destra (in realtà larga parte di Forza Italia appoggiava il sì come i centristi di NCD) e che gli elettori del PD avrebbero votato in larghissima parte per il Sì.
Difatti in zone "rosse" come Genova e La Spezia il NO ha preso la stessa percentuale nazionale, e Regioni governate dal centro sinistra, come Puglia, Campania e Sardegna, il No ha letteralmente travolto il sì. persino lin Umbria ha prevalso il No, seppur di poco. In sostanza a votare Sì è stata solo l'Emilia Romagna (con una differenza strettissima, ma in svariate province ha prevalso il NO) e la TOscana. Ma anche qui ci sono sorprese, se Grosseto e Lucca non lo sono, lo è di più Livorno,  città che vide la nascita del PCI,dove il No ha prevalso,  e Pisa ,dove il Sì ha vinto per una manciata di voti. Se guardiamo al voto delle grandi città poi vediamo come il voto sia stato, ampiamente condizionato dall'appartenenza di classe. Difatti sia a Milano, che a Torino e Roma, il Sì ha prevalso solo nei quartieri centrali, quelli della ricca borghesia e dei salotti bene. Se a Torino e Roma la cosa poteva essere (relativamente) scontata,  e però emerge con grande chiarezza, a Milano è forse ancora più significatica. A Milano città infatti il SI prende la pazzesca quota del 64,5% nel municipio 1, quello di Piazza del Duomo e Via della Spiga, la Milano da bere craxiana e poi berlusconiana. mentre stenta nel resto della città e tracolla nella cintura operaia. Da Sesto San giovanni, dove il NO prevale con olre il 54% a Cinisello, San giuliano milanese, sopra al 55%,fino a  Rozzano dove il No supera la media nazionale con il 60%.
Se si confronta il voto a Sala sindaco, con il Si, si può notare come quest'ultimo sia stato nettamente superiore nel municipio 1. Infatti siamo al 64% contro il 52,5%, ma se consideriamo che al secondo turno delle recenti comunali aveva votato poco più della metà, mentre per il referendum si è superato il 73%, ecco che le cifre reali diventano strabilianti.Siamo, virgola più, virgola meno, al doppio dei voti reali.
Mi pare evidente quindi che il SI sia stato appoggiato, oltre che dai fedelissimi del PD, che hanno votato la riforma nel tentativo di non far cadere il governo, da settori ampi della borghesia, e non solo quella "illuminata" e radical chic dei vari Eugenio Scalfari e De Benedetti, ma anche quella più conservatrice, mentre dall'altro lato, una ampia partecipazione popolare  come non si vedeva da tempo ha portato il No ad un risultato che va ben al di là delle previsioni dei sondaggi (che davano al massimo 10 punti di vantaggio).
Evidentemente molti elettori di sinistra che non votavano più (nemmeno il M5S) sono tornati a votare per dire la loro.
Da tutto ciò risulta con chiarezza un fatto: che la sinistra(il PD in particolare) ha perso il contatto con la propria base sociale, contatto che dovrà necessariamente ristabilire, se non vuole (meritatamente) estinguersi.
Dai fallimenti nascono le opportunità, ma bisogna saperle cogliere.

venerdì, giugno 10, 2016

Il caso Sharapova: la triste verità dietro le bugie

Maria Sharapova squalificata per 2 anni per Doping: da cultore del tennis e dello sport lo dico subito e con nettezza: per me sono anche pochi.
 Ho sentito tante giustificazioni, ma nessuna è minimamente valida. E' stata squalificata per una sostanza che non era vietata. si dice..in realtà la sostanza era vietata da quest'anno e ne ha fatto uso quest'anno, lo ha ammesso lei stessa e le analisi non lasciano dubbi.
La Sharapova ha assunto il meldonium per circa 4 anni senza dirlo a nessuno, né alla ITF, nè ad allenatore o trainer, neppure al suo medico. Dimenticanza? Non credo perché al suo agente l'aveva detto. Lo dici all'agente ma non al medico? La cosa è molto sospetta... Il meldonium non era nella blacklist, ufficialmente, ma era sospettata e già bandita negli USA, dove Sharapova passa la maggior parte del suo tempo e ha i suoi affari. Inoltre, a complicare le cose per la bella tennista russa sono i risultati delle analisi. IL farmaco venivo assunto in particolar modo nei periodi durante i tornei principali. L'ultima volta proprio durante gli Australian Open. Quindi non si può sostenere che erano piccole dosi non smaltite. Ora se un farmaco ti serve, ti serve sempre, non solo durante i tornei. Mi pare il comportamento di una che fa la furba, che assume un farmaco perché pensa che la possa aiutare nella prestazione sportiva (attenzione, si punisce l'intenzione di doparsi, non l'efficacia del doping, peraltro esiste l'effetto placebo...) per questa ragione tiene nascosto la cosa a tutti, tranne che al manager, che ha il compito di avvertirla nel caso la sostanza, già sospetta, divenisse illegale. Ma qualcosa va storto: l'agente, pare a causa di una mancata vacanza ai caraibi (?) non l'avverte. Ed ecco che l'inganno viene allo scoperto. Però la Wada tiene aperto uno spiraglio; contradditoriamente parla di non intenzionaità...La Sharapova ha già ricorso. 
E' possibile che la storia non sia finita qui, ma chi ama il tennis e lo sport ed i suoi valori, per cui deve vincere chi merita sul campo, senza trucchi e senza inganni, questa è una triste vicenda, una ferita che sarà difficile rimarginare se chi è preposto a proteggere i valori dello sport si facesse sviare da altri interessi e da altre priorità .

sabato, aprile 09, 2016

Lo squadrismo "animalista" e la connivenza dei mass-media

LE ultime, inutile e  demenziale, nonché noiosa polemica dei cosidetti animalisti contro vari cuochi, da Cracco a Cruciani, colpevoli di fare da mangiare usando gli animali, una cosa che l'uomo fa da 2 milioni e mezzo di anni, essendo onnivoro (in realtà la natura intera è onnivora) mostrano agli occhi di tutti ciò che molti fingevano di ignorare.
Prima vi è stata  la denuncia nei confronti del cuoco Cracco, e poi della irruzione squadristica avvenuta nel suo ristorante, causata dal fatto che il cuoco avesse cucinato dei piccioni (meglio che investirli con le macchine). Poi una polemica fatta con insulti e minacce anche fisiche contro Cruciani, non so di cosa colpevole e non me frega niente.
Il tutto fatto da queste pseudo-associazioni di tutela degli animali (soltanto alcuni animali, nessuno che pensi a tutelare zanzare, sarafaggi lumache o lombrichi, e neppure tanto topi e ratti...ah l'ipocrisia che bella cosa...ci impedisce di porci domande scomode a cui non sapremmo rispondere....)
Ora il punto non è che esistano degli imbecilli, fanatici e violenti. La storia dell'uomo (appunto dell'uomo...) ne è piena, ed ogni epoca e paese ha il proprio specifico. Chi ha l'ISI e chi gli imbecilli che parlano a nome di animali che neppure sono in grado di pensare in termini umani (la realtà non è un cartone amimato della Pixar o della Disney), e tra le due cose non saprei qual'è la peggiore, in fondo sempre di dogmatismo religioso si tratta,
Quello che so è che la crisi delle ideologie ci ha regalato questa merda, non l'unica, certo, ma credo la più fastidiosa. La più fastidiosa perché la più insensata.
L'essere umano (non il ratto) ha bisogno di ideologie a lui superiori, ha bisogno di cose grandiose che può chiamare con il nome di Dio o di Fine o di Etica, parole che alla fin della fiera non signficano nulla, dal momento che Dio è una invenzione dell'uomo, il Fine della Storia idem e l'Etica è per definizione soggettiva, dogmatica e mutevole a seconda dei contesti storici, sociali e culturali. In fondo anche il Partito Nazionalsocialista tedesco di Hitler (vegetariano e animalista, guarda caso) aveva una etica. Se l'ebreo incarna il male tout court la sua eliminazione equivale alla lotta del bene contro il male, ed è quindi etica. Come distruggere i laboratori dove si sperimenta sugli animali per aiutare bambini o donne o anziani a guarire da malattie, né più né meno. Stessa cecità, stesso fanatismo, stessa imbecillità, stessa pericolosità,
Ma la cosa inquietante è che ci sono troppi massmedia, che, al posto di prendere le distanze e denunciare questi atteggiamentoi li guardano con malcelata simpatia, cercando di attutire le responsabilità di queste organizzazioni rispetto a fatti esecrabili, cercando di giustificarne gli atti, spesso illegali, e sempre idioti e dando sempre ampio spazio alle loro patetiche teorie e giustificazioni senza mai o quasi mai contraddire le loro bugie e loro farneticazioni.
E' la stessa cosa che è successa negli anni 20 con gli squadristi neri, negli anni 60/70 prima con i bombaroli neri, poi con gli estremisti rossi, Ci deve scappare il morto, (perchè prima o poi ci scapperà) perché qualcuno capisca che questo è profondamente sbagliato e pericoloso?

venerdì, febbraio 26, 2016

Nuova Bufala alimentare: la Birra (se tedesca) è cancerogena!

Dopo la bufala delle carni cancerogene (vedi  Qui ) lo IARC ci riprova, adesso sarebbe la birra tedesca (perché solo tedesca? beh si sa i tedeschi sono infidi e nazisti e truccano i motori della Volkswagen non come gli americani che bombardano a tappeto Vietnam, Irak ed altri 1000 paesi e non inquinano pur girando su megamacchinoni. ma loro sono buoni...loro hanno i popcorn... ) Questo perché conterrebbe tracce di un diserbante chiamato Glifosato. Ora ovviamente questo diserbante si troverà in tantissimi altri cibi di origine vegetale visto che viene usato abbondantemente nell'agricoltura intensiva (che copre il 90% del fabbisogno umano) Ora, questo mi fa venire in mente che  se siete diventati vegetariani perché spaventati dalla possibiltà di prendervi il cancro se vi ammazzate di wurstel o carni alla brace vi hanno fregato lo stesso, ma si sa il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!
Ora, ammesso e non concesso che questo Glifosato sia così letale (viene messo nelle sostanze probabilmente cancerogene, che come abbiamo visto nell'articolo di cui sopra non vuol dire nulla) 
il problema è :quanto ce ne vuole per avere un minimo rischio? Riprendiamo il discorso della carne, laddove lo aveva lasciato. la probabilità che la carne rossa sia cancerogena è data dal tipo di cottura. se è alla griglia e sviluppa un calore superiore ai 150 gradi (insomma la bruciate) si sviluppa una sostanza chiamata HAA, che sarebbe (lei, non la carne !) cancerogena ma quanto ne dovete mangiare per avere effetto? Ai ratti danno una quantità di HAA fra il mezzo milione ed i 3 milioni di volte superiore a quella reperibile nel cibo umano....è evidente che nemmeno mangiando 3 kili al giorno possiamo avere un rischio significativo. Ora secondo svariati esperti per avere un qualche rischio nel consumo di birra o altro dovremo consumarne mile litri al giorno (non all'anno, al giorno!)
Insomma, bufale bufale bufale!
E adesso vi lascio devo mangiare una bistecca alla griglia con Birra Lager di baviera!

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