mercoledì, maggio 13, 2015

Perché l'EXPO rimane una cagata pazzesca (black block o non black block)

Tutti abbiamo saputo delle violenze delle cosidette tute nere o Black Block alla manifestazione No-Expo (che si è sempre tenuta ogni anno come May Day Parade, e forse avrebbe dovuto continuare a mantenere la denominazione e l'intento originari, evitando, forse, di attirare centinaia di imbecilli in maschera, manco fossimo a Carnevale). Questi incidenti, probabilmente un po' gonfiati ed amplificati (come sempre accade) dai media di regime, hanno messo in secondo piano le vere ragioni della protesta o della generica contrarietà o semplice diffidenza, piuttosto diffusa ben al di là dei 4 gatti sfasciatori piombati da non si sa dove, verso questa enorme baracconata, in cui marketing, mistificazioni commerciali e interessi politici di vario genere, si incrociano, grazie alla coperta ideologica fornita dal falso quanto banale slogan del "nutrire il pianeta" .
Partiamo da quest'ultima frase retorica: la retorica è la capacità di far sembrare vero ciò che è falso. Ora, se si vogliono far passare interessi particolari come interessi generali, è del tutto ovvio che bisogna trovare qualcosa su cui tutti, indistintamente, siano d'accordo. E come non essere d'accordo sul fatto che "bisogna nutrire il mondo"? Peccato che l'interesse principale della manifestazione non è di certo quello, su cui peraltro dubito qualcuno abbia chissà quale risoluzione geniale in tasca (se l'idea principale è di mangiare insetti...). é dai tempi di Malthus che gli intellettuali e gli scienziati al servizio delle classi dominanti inventano variegate teorie, poi sempre puntualmente smentite dai fatti, per dirci che ci saranno disastri paurosi, se non si farà come dicono loro. Adesso la prova del disastro imminente sarebbe il cosidetto riscaldamento globale, che provocherebbe desertificazioni e crolli della produzione agricola. Peccato che negli ultimi 20 anni la produzione agricola sia aumentata esponenzialmente, in parte anche perchè un pochino di caldo in più fa in realtà bene alle piante ed agli alberi, mentre le ondate di freddo che si abbattevano nel 1700 sull'europa portavano alla morte di migliaia di alberi da frutto, con conseguenze sulla nutrizione delle persone. Peccato, ancora di più. che questo "riscaldamento globale " batta la fiacca da una ventina di anni, e già, perché è da 20 anni che le temperature non aumentano, ma si aggirano sempre attorno ad una media, con anni più caldi ed anni più freschi, come è sempre avvenuto. Anche i ghiacci artici non vogliono saperne di sciogliersi,con buona pace di Al Gore and Friends e attualmente ci sono complessivamente un milione di metri cubi di ghiaccio in più rispetto alle medie degli ultimi 35 anni. Insomma tanto parlare per nulla. I problemi enormi che ci sono, sono dovuti alla sovrappopolazione ed alla pessima distribuzione delle risorse. Pessima distribuzione delle risorse a cui hanno contribuito in modo determinante proprio i governi e le industrie (tra cui Coca.Cola e MacDonald) che sono tra gli organizzatori, gli sponsor ed i promotori di questa baracconata propagandistica. Aggiungiamo poi che l'Expo non è nemmeno l'occasione per creare posti di lavoro, visto che hanno trovato l'idea geniale di affidarsi ad un po' di volontari, non retribuiti, (l'idea di non retribuire il lavoro altrui è una idea che va di gran moda nell'attuale fase economica, e sembra mutuata dall'idea dei regimi comunisti di affidarsi a "volontari, segno che il capitalismo moderno ha sussunto in se stesso l'anima totalitaria del comunismo reale, dando luogo ad un ibrido tentacolare quanto totalizzante), La garrula speaker di un radio giornale di regime ci spiegava l'altro ieri quanto fosse bello per questi ragazzi farsi sfruttare allegramente e come avrebbero avuto l'opportunità di imparare a "nutrire il mondo" come se dare indicazioni ai visitatori o pulire le cartacce per terra (cose formative, per carità) avesse qualcosa a che fare con le geniali soluzioni che nessuno possiede e di cui a nessuno frega veramente nulla. Se si poteva pensare che tutta questa roba avrebbe portato ad un riammodernamento di Milano anche qui la cosa è più deludente che altro.
Ci sono un pugno di nuove fermate della Metro 5, peccato che della metro 4 non vi sia traccia, molti lavori sono rimasti non ultimati (persino nei padiglioni!) e sono sicuro che, quando sarà finito tutto, come già successo per i mondiali di calcio, scopriremo un po' di opere inutili ed abbandonate a se stesse. Ci sono state le solite storie di mazzette eccetera, anche, se diciamo che poteva andare peggio (ma c'è sempre tempo per scoprire qualche altro malaffare). In buona sostanza è tutto un grande baraccone autocelebrativo, costruito su montagne di chiacchiere retoriche, in cui non poteva mancare il megalomane Renzi con un discorso nella giornata di apertura in cui arrivava a nuove vette di lirismo autocelebrativo.
Tra l'altro i biglietti costano cari e pare che anche il mangiare sia debitamente caro. D'altro canto vogliono nutrire il mondo, ma non farlo a gratis...

martedì, febbraio 10, 2015

Black Sails: Pirati, Tesori e Mari del Sud

Confesso che i Pirati e le loro storie non hanno fatto parte del mio immaginario per molto tempo. Non credo di aver letto l'isola del tesoro, i miei giochi e sogni da bambino erano altri: indiani e cowboys, certo, ma anche antichi romani e greci, o cavalieri. Fu solo qualche anno dopo che fui affascinato da un pirata , anche se era di una area geografica totalmente diversa da quella che siamo abituati ad associare a questo fenomeno storico. Il pirata era ovviamente Sandokan, protagonista di uno sceneggiato televisivo (così si chiamavano le serie Tv all'epoca) di enorme successo, e creato dalla fantasia di Emilio Salgari, i cui libri pieni di antieroi esotici avevo divorato in quell'epoca antica e felice.
Mi sono riavvicinato ai pirati attraverso la lettura di alcuni brani e libri, che mi fecero comprendere che il fenomeno della pirateria non era un semplice episodio di criminalità o di stravaganza, ma che la pirateria, sopratutto quella del 1600-1700 nelle isole caraibiche, era un fenomeno sociale, e che questi pirati, a modo loro, avevano creato delle società alternative a quelle delle potenze imperialiste dell'epoca ( Inghilterra, Spagna e Francia, ma anche Olanda) In quelle società gli uomini erano liberi, sottoposti al proprio volere e a mutui accordi. Vi era una forma di rozza ma efficace democrazia, per cui il capitano era eletto dalla ciurma e dalla ciurma poteva essere dimissionato, vi era un Quartiermaestro che fungeva da rappresentante sindacale, ed il bottino veniva diviso in parti uguali, salvo accordo, ed in ogni caso le disuguglianze erano molto limitate.
Certo i pirati non erano stinchi di santo, anche se mediamente meno feroci di quanto non venissero dipinti, ma di fronte non avevano nemmeno loro dei gentleman, ma avventurieri, mercanti e soldati al soldo delle più bieche logiche economiche ed imperialiste, commercio di schiavi compreso.
Tutto questo per introdurre Black Sails, una serie che va in onda sui canali AXN di Sky (ma che potete vedervi in streaming)
Black Sails prende un po' ispirazione dall'isola del Tesoro, un po' da alcune figure storiche realmente esistite, per imbastire una trama fatta di intrighi, colpi di scena, storie d'amore e storie d'odio, galeoni da assaltare e roccaforti da difendere. Viene evidenziata la morale dei pirati, il loro egualitarismo e la loro voglia di libertà, ma anche le contraddizioni, la ferocia ed il cinismo: il dover vivere fuori dalla legge e dalla morale comporta un prezzo e gli ideali vengono prima ridefiniti e poi traditi sula base della necessità. Da questo punto di vista, mutate le condizioni storiche, Back Sails ricorda un'altra magnifica serie "Sons of Anarchy", solo con  al posto delle moto le navi, ma la stessa voglia di vivere a tutti i costi la propria vita, costi quel che costi.
Perciò l'aristocratico capitano Flint, il furbo e giovane John Silver, il feroce Vane, la bella e decisa Eleanor, l'intrigante e manipolatrice Max, il cialtronesco Jack Rakam e tutti gli altri, forse non vorremmo averli come amici, ma di certo ci affascinano e ci intrigano come pochi altri.
Perché alla fine, il nostro sogno, che rimarrà tale, è quello di issare le vele e navigare verso il mare infinito...



lunedì, gennaio 19, 2015

Dimagrire è semplice (basta non seguire i consigli ufficiali)

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L’inserto salute di La Repubblica è un giornale umoristico, quasi satirico.
Si tratta di una satira e di un umorismo del tutto involontario, ovviamente, ma proprio per questo molto divertente. Un giorno pubblicano un lungo articolo che è semplicemente una pubblicità dei medicinali anticolesterolo, provati ormai del tutto inutili e molto probabilmente anche molto dannosi, ritirano fuori le vecchie teorie ormai quasi del tutto abbandonate dai più grandi cardiologi del mondo del colesterolo alto come indice unico di malattie cardiovascolari. Ed il giorno dopo si strappano i capelli perché leloro diete non funzionano
Qualche giorno fa parlano di sovrappeso ed obesità dichiarando che “i rimedi sembrano inefficaci” e “Non si sa come fermare l’epidemia di obesità”
In realtà avrebbero dovuto scrivere “i  rimedi che vi abbiamo consigliato fino ad ora sono inefficaci e dannosi” e “noi non vogliamo ammettere di non saper fermare questa epidemia che noi stessi abbiamo provocato”
In realtà c’è un modo molto semplice per perdere peso o non assumerne troppo. Fare esattamente i contrario di quello che gli apologeti delle diete Low-fat (a basso contenuto di grassi) e quindi High carb (ad alto contenuto di carboidrati) consigliano di fare: mangiare  più grassi (e proteine) e meno carboidrati. E’ quello che ho fatto io (e molti altri milioni di persone) con risultati eccellenti. Diminuzione del peso (nel mio caso oltre 10 kg in 6 mesi corrispondenti al 12% del peso di partenza) Miglioramento della pressione sanguigna, miglioramento del sonno e del riposo, maggiore energia, miglioramenti nella pelle, nell’umore, Nel funzionamento dell’intestino, e pare anche nei valori ematici.
Infatti quello che conta realmente non sono gli astratti modelli matematici su cui si basano questi signori, ma come realmente funziona il nostro corpo. IL nostro corpo, quando si tratta di cibi, funziona grazie ad un meccanismo che si chiama metabolismo. Il metabolismo è quella cosa per cui qualche fortunato può mangiare quello che vuole e quanto vuole, e a malapena mette su un etto, mentre un altro si conta le calorie, fa lunghi e massacranti digiuni, sta pure a digiuno, e se butta giù due chili è un miracolo, ma molto probabilmente appena mollerà un attimo li riprenderà con gli interessi. Non è però solo questione di sfortuna o di geni: è questione di cosa mangiamo.
Ciò che mangiamo si chiama macronutrienti (poi esistono i micronutrienti). I macronutrienti si dividono in tre categorie: carboidrati (detti volgarmente zuccheri) grassi (che sono perlopiù di origine animale, e proteine (di origine animale o vegetale). Secondo la vecchia scuola i grassi erano da evitare ed erano la cosa che faceva ingrassare. E’ ovvio, mangi grassi diventi grasso. Punto.Esisteva anche una giustificazione scientifica di questo. UN grammo di grasso contiene 9 calorie, un grammo di zuccheri o di proteine 4. Quindi se mangi 100 grammi di grassi assumi 900  calorie mentre se mangi 200 grammi di carboidrati e proteine ne assumi “solo” 800. Quindi bisogna evitare di mangiare i grassi.
Non è così. Non è così perché il nostro corpo non funziona secondo questi principi matematici. Il nostro corpo funziona secondo altri principi. Studi nati già negli anni 30 in Germania ed Austria e poi ripresi negli anni 90 (addirittura!) hanno dimostrato cose molto diverse. Il nostro corpo non riesce ad utilizzare gli zuccheri,ma sa utilizzare motlo bene i grassi, non si sa perché, ma è così.
Allo stesso modo in cui il nostro corpo assume quasi completamente le proteine contenute nelle carni e nei cibi di origine animale mentre stenta ad assumere quelle contenute nei cibi di origine vegetale. (circa 90% contro 20%, che è poi la ragione per cui le diete vegetariane e vegane sono sconsigliabili) il nostro corpo utilizza bene i grassi, ma molto male gli zuccheri. Questi non vengono utilizzati, se non in minima parte, come fonte di energia, ma vengono immagazzinati nel fegato e pancreas o nel corpo in forma di adipe. Mangiare quindi un eccesso si carboidrati e zuccheri produce inevitabilmente o quasi nel migliore dei casi sovrappeso ed obesità, con tutte le conseguenze del caso (tra cui allergie, ipertensione ed infarto) e nel peggiore diabete e cancro.
Viceversa mangiare i grassi permette al corpo di sfruttarli come fonte di energia, e questi vengono quindi bruciati (ovviamente dipende dalla quantità di grassi ingeriti e dal fatto di fare o meno una certa quantità di attività fisica) In sostanza, se non si esagera con il mangiare, ci si muove un poco, e si tagliano zuccheri a favore di grassi e proteine (i grassi sono necessari anche all’assorbimento delle proteine e al funzionamento dei reni, per questo proteine vegetali o solo carni bianche e magre non sono consigliabili oltre una certa dose)
La spiegazione di tutto ciò è tutt’altro che esoterica. L’uomo ha vissuto per migliaia, anzi milioni di anni (circa 2 milioni) mangiando in modo molto diverso da quello attuale. L’uomo cacciava, pescava, e raccoglieva frutta e ortaggi o radici che trovava in giro. Una dieta del genere era basata evidentemente su molte proteine, tantissimo grasso, e pochi carboidrati (solo quella della frutta, sostanzialmente) Gli studi condotti già un secolo fa su popolazioni “primitive,” quali Masai, Indiani d’America, Esquimesi e Maori mostravano come questi popoli non soffrissero delle malattie di cui oggi soffre l’uomo moderno, quali infarto e tumore, oltre che il sovrappeso, e difatti vivevano molto più a lungo (fatte salve le morti per violenza o mancanza di medicine, ovviamente più alte che nei paesi civilizzati e ricchi),
Nei titoli dell’articolo si accenna al fatto, che poi non viene spiegato, che gli immigrati arrivano sani e si ammalano qui. Evidentemente a casa loro mangiano in modo più naturale, più grassi e meno zuccheri.
Poi arrivano qui, dove l’industria alimentare offre scorpacciate di cibo “per una dieta sana e corretta” piena di cerali, legumi e soprattutto zuccheri, dove i nutrizionisti e medici compiacenti (con l’industria alimentare) divinizzano i carboidrati sostenendo che almeno il 50%-60% di ciò che mangiamo deve essere tale, e si ammalano. E chi li ha fatti ammalare (insieme agli italiani) scrive queste cazzate sui giornali, cercando di nascondere la testa nella sabbia.
Non ci credete? Pensate che i carboidrati non abbiano a che vedere con l’obesità? Basta guardare la cartina pubblicata proprio su quelle sciagurate pagine: le regioni più colpite dall’obesità sono le regioni meridionali, quelle meno colpite le settentrionali e quelle meno colpite in assoluto sono Val d’Aosta e Trentino AltoAdige, zone dove non credo seguano alla lettera la dieta mediterranea ma dove probabilmente mangiano meno pasta e pane e pizza e più carne e burro.
Negli ultimi trenta/quarant’anni è crollata la spesa per carni (soprattutto rossa) formaggi e uova, le cose che fanno “male” mentre è aumentata la spesa per cereali (cioè farinacei di vario tipo) e altre cose che “fanno bene”. E contestualmente è aumentato il peso degli italiani ed i loro problemi di salute.
Mangiare meno carboidrati e più grassi e proteine e fare movimento, e non seguire la pubblicità occulta ed il pensiero convenzionale, questa la soluzione,molto semplice, my friends.

Ps
La cosa è ancora più evidente negli USA, dove, da quando è stata emanata la SAD (standard american Diet) i risultati sono stati effettivamente sad (cio+ tristi) gli obesi sono raddoppiati in 20 anni(1980-2000) passando dal 15 al 31%, per poi salire al 35% nel 2010 (rallentamento dovuto probabilmente all’avanzare delle Lowcarb diet). Un vero disastro a conferma che il governo, meno caccia il naso negli affari dei cittadini, meglio è.

martedì, dicembre 02, 2014

Renzi, l'illegittimo governante

Su Renzi e sul suo governo si possono avere varie opinioni, si può pensare che stia cercando di innovare l'Italia, oppure si può pensare che la stia facendo tornare indietro, lo si può vedere come un giovane capace oppure come un arrogantello raccontafavole. Come il nuovo Tony Blair, od il nuovo Berlusconi, o forse, più sensatamente, il nuovo Craxi. Si possono vedere con favore certi provvedimenti e con sfavore altri. Si può anche sospendere il giudizio, in  attesa di verifiche più consistenti. Ma una cosa non si può proprio non notare: la illegittimità politica (sottolineo politica) del suo governo.
MI si dirà che il governo Renzi è legittimo in quanto ha raccolto il voto di fiducia di entrambi i rami del parlamento, ed è stato poi legittimato Post-elezione dal voto delle elezioni europee (che sono però elezioni europee, e non italiane, sulla sopravvalutazione di quel voto leggi qui), ma queste sono quelle che, tecnicamente parlando si chiamano arrampicature sui vetri.
Io sto parlando della legittimità politica, le leggi, lo sappiamo, sono fatte ed interpretate ad uso e consumo di chi se le fa e se le interpreta, ma qui non parliamo dell'acquisto di una casa, parliamo della legittimità di un governo politico che si vuole anche democratico, ovvero espressione della volontà del popolo, che valuta programmi e persone e li sceglie (almeno così si suppone che sia).
Già con Monti abbiamo avuto un governo instaurato fuori dal dettato popolare, ma in quell'occasione il governo venne denominato "tecnico" proprio per sottolineare il fatto che la sua legittimità non risiedesse nella politica, e quindi nel mandato popolare, ma in una situazione di "emergenza"tale da far sospendere alcune regole della democrazia così come si è concretizzata dal 1948 ad oggi nel nostro paese.
Ma in questo caso il governo si dichiara politico, e non tecnico, e a questo punto la questione si pone, ed in modo evidente.
Ricordiamoci che la maggioranza ampia di cui dispone Renzi ed il PD alla camera è stata conquistata dal precedente segretario del PD, Bersani, che aveva stracciato Renzi alle elezioni primarie, e, ancor di più, all'accordo elettorale e di programma con SEL ed altre formazioni, programma sottoscritto da milioni di elettori contestualmente al voto delle primarie. Renzi, come peraltro il suo predecessore Letta, ha stracciato quel programma e preso in giro milioni di elettori, stringendo un accordo non solo con la NCD di Alfano, ma addirittura un accordo segreto con il nemico giurato di sempre, Silvio Berlusconi, a cui probabilmente sono state promesse cose indicibili in pubblico (ed infatti è arrivata la sentenza di assoluzione nel caso Ruby, sentenza che ha portato uno dei giudici alle dimissioni, cosa che dovrebbe far insospettire qualsiasi persona perbene e dotata di un minimo di buon senso).
Ma già prima di allora il comportamento di  Renzi era stato discutibile: egli  ha conquistato il partito attraverso delle primarie farsa in cui le regole sono state stravolte in modo tale da assicurargli una agevole vittoria, facendo votare milioni di non iscritti, condotti a votare Renzi dopo una martellante campagna pubblicitaria durata un anno almeno, in più andando al turno decisivo non contro un solo sfidante, come sarebbe stato logico, ma due, in modo tale da rendere più debole il fronte avverso. Da una parte Renzi, splendente di luce propria ma sopratutto altrui, e dall'altra il noioso e debole Cuperlo che rappresentava il vecchio del partito, e l'enfant terrible Civati, troppo giovanile e movimentista per rappresentare una seria alternativa. Insomma giocava contro nessuno e ha dovuto dividerli in 2 (la metà di 0 è sempre 0, comunque) perché a Renzi non interessa vincere, come a Berlusconi. Lui vuole stravincere. Anche se di là non c'è nessuno, anche se la maggior parte degli elettori rimane a casa, come alle europee e nelle recenti regionali Emiliane. Anche se gli iscritti al partito sono non la metà,ma la metà della metà. Ma questo è il personaggio, che a qualcuno piacerà anche , anzi di sicuro,  ma essere arroganti non  rende legittimi.
Dopo aver così conquistato il partito ha conquistato lo scranno di presidente del Consiglio: ha avvertito la debolezza di Letta, indebolito dall'uscita della maggioranza del PDL dal governo. oltre che da una situazione economica che stentava a migliorare (adesso è peggiorata, ma se lo dite siete dei gufi..) lo ha rassicurato (tranquillo Enrico) mentre si preparava nell'ombra a pugnalarlo, tramando alle sue spalle ed iniziando a tessere quella rete di appoggi e complicità che gli servivano a scalzarlo, ed infine lo ha colpito senza alcuna remora o pietà.
Nei fatti, al di là del comportamente poco etico del Nostro, quello che si è avuto, alla fine è un governo che non ha nulla a che vedere con quello che gli elettori hanno votato, non ha nulla a che vedere con una maggioranza politica espressione di un comune programma, che si regge, come già detto suila forza parlamentare dovuta ad un accordo elettorale che non esiste più.
Renzi non fa altro che parlare di riforme di rinnovare l'Italia eccetera eccetera ma non è chiaro affatto quale sia il suo programma, finora ha fatto più chiacchiere che fatti, ma questo è, in qualche modo, secondario. Il punto è che Renzi non è stato eletto da nessuno, sostanzialmente si è autoeletto con una operazione di palazzo, un intrigo degno dei Borgia. Finora non ha fatto altro che sventolare sondaggi d'opinione (che sappiamo quanto sia volubile, tant'è che in entrambi gli ultimi appuntamenti elettorali i risultati reali si sono discostati notevolmente dalle previsioni) mentre la sempre più evidente disaffezione degli italiani verso i politici (compresi quelli nuovi e nuovissimi) si è manifestata nelle recenti tornate elettorali, con record di astensionismo persino in regioni come l'Emilia, dove ancora pochi anni fa si raggiungevano record di affluenza. Anche il partito di Renzi pare indebolito dal crollo degli iscritti, insomma più che entusiasmo la leadership di Renzi sembra basarsi sulla rassegnazione e la disillusione. Ma la impressione è che il peggio debba ancora arrivare...

giovedì, novembre 27, 2014

Il falso mito del colesterolo che uccide



Siamo abituati ormai da decenni a sentirci dire, e quindi, pensare, che il colesterolo sia la causa di tutti i mali, che bisogna mangiare cibi con poco o niente colesterolo, e che se abbiamo il colesterolo basso o quasi inesistente allora dovremmo vivere centanni e più. Sfruttando abilmente questi luoghi comuni alcune aziende mettono in vendita alimenti di dubbio valore nutritivo e salutistico specificando che non contengono colesterolo, per non parlare delle case farmaceutiche, che si sono buttate subito nell’affare producendo pillole contro il colesterolo che non sono altro che costosi placebo (come lo sono le pillole contro l’ipertensione) - Naturalmente si tratta di sciocchezze, ma essendo sciocchezze che si ammantano di scienza (scienza scienza w la francia e la provenza!) il popolo ci crede, i giornali propagandano il falso ed industria alimentare sedicente “alternativa” e ditte farmaceutiche traggono i loro profitti.
In realtà il colesterolo è necessario al funzionamento dell’organismo umano, ed il colesterolo HDL previene le malattie cardiache, non le provoca.
Ma vediamo i fatti: secondo una recentissima analisi statistica esprimendo con un grafico in cui su una delle ascisse vi sono le probabilità di morte per tutte le cause, e sull’altra vi sono i livelli di colesterolo, abbiamo che la fetta di popolazione in cui si verificano meno morti (cioè dove è statisticamente meno probabile morire) si trova nella fascia di popolazione il cui livello di colesterolo si trova tra i 200-240 mg/dl, ovvero un livello  che molti dei  nostri medici considererebbero “a rischio”.  L’andamento infatti è ad U e la parte più bassa di questa U corrisponde a qulla fascia.
L’obiezione ovvia è che qui vengono considerate anche cause di morte come le bronchiti o le morti per natalità ed altre che apparentemente non hanno connessione con il livello di colesterolo, dal momento che il colesterolo è accusato di provocare le malattie cardiovascolari. Ma anche qui le cose non cambiano di molto.
Se guardiamo infatti il grafico non abbiamo un disegno simile alla salita dello Stelvio, come dovremmo attenderci, ovvero pochi casi con poco colesterolo e via via sempre di più, ma un andamento ad U come per le altre morti, soltanto poco meno accentuato.
La parte più bassa di questa U va dai 180 ai 230 md/dl, ma il punto più basso si tocca  tra i 200 ed i 220 mg/dl.
Queste  statistiche non ci dicono tutto per quanto riguarda il colesterolo, infatti  non tengono conto della composizione dello stesso e del livello dei trigliceridi, tuttavia sono più che sufficienti a smentire dalla radice tutto le ipotesi ed i luoghi comuni che siamo abituati a sentire, il tanto decantato “buon senso comune” che in realtà diventa nonsenso comune.
Va ricordato che tutta quello che si dice oggi su colesterolo e malattie cardiovascolari discende da una vecchissima ricerca, risalente addirittura agli anni 50, da parte di un certo medico di nme Keys, il quale trovò una correlazione fra il consumo di grassi animali e le malattie cardiovascolari in 7 paesi. In realtà la ricerca era stata eseguita in ben 21 paesi, e nei restanti 14 questa correlazione non appariva o era addirittura inversa,ma Keys, che evidentemente voleva dimostrare una tesi prestabilita, eliminò i risultati di questi 14 paesi, che rappresentavano pur sempre i 2/3 del campione, e si concentrò sugli altri 7 paesi. Nonostante l’errore fu notato già all’epoca, questa ricerca trovò svariati ammiratori e produsse (e continua a produrre) ricerche non dissimili sia nella metodologia che nei risultati. Da ciò questa “ideologia” nutrizionale, che, nonostante sia stata smentita moltissime volte, continua a sopravvivere e a dettar legge, anche per la superficialità e ignoranza dei giornalisti e dei mass-media



mercoledì, agosto 27, 2014

Freddure estive

Intervistato a proposito del significato del video scandalo Anaconda, il sedere di nicky Minaj si è rifiutato di rispondere
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Trovato un rimedio contro le punture di zanzare: una ciabattata sulla zanzara.

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Annunciato un tifone estivo, a rischio le colture, fuori pericolo l'ego di Matteo Renzi

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Annunciato un duetto Jovanotti-Caparezza. La federazione degli Otarinlaringoiatri protesta vivacemente.

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domenica, giugno 15, 2014

Elezioni europee e locali: l'ambiguo trionfo di Renzi

I risultati elettorali delle europee e delle elezioni locali sono state accolte con grandi peana e strombazzamenti da parte di "adetti ai lavori",nonché militanti ed elettori del PD e simili.
A me pare sinceramente una lettura molto superficiale e poco equilibrata.
Vediamo il perché.
Il PD renziano ha raccolto il 40,8% alle Europee e guadagnato una trentina di comuni rispetto alle precedenti elezioni del 2009, ha rintuzzato lo sbandierato quanto improbabile sorpasso dei populisti nostrani webguidati da Grillo e Casaleggio Associati, e sbaragliato quel che rimane del fu centrodestra, diviso in 5 tronconi diversi e con l'exleader carismatico relegato al raccontare barzellette agli anziani ricoverati.
Già questo ci fa capire che il PD non aveva avversari credibili, ma anche  con questa premessa ed un appoggio dei media mai visto in precedenza, i dati visti nel dettaglio sono tutt'altro che univoci.
In effetti il 40,8% si riferisce al 58% scarso degli aventi diritto al voto, ovvero è meno del 24% reale.
Il primo partito (ammesso che si possa considerare tale) è di gran lunga quello astensionista, seguito dal PD con il 24% e da Grillo con circa il 13%. Sommando astensioni e Grillo abbiamo quindi un 55-56% di voti di italiani che NON si riconoscono nel sistema politico attuale.
E' un fatto questo, non un opinione.
Se andiamo a vedere le elezioni locali, il PD subisce gravi e storiche sconfitte a Livorno (guidati da un renziano) e Perugia, oltre che Padova (ma questa ci sta) Strappa invece alcune roccaforti (come Begamo) ai resti del centrodestra. IL miglioramento rispetto al 2009 è evidente, ma è altrettanto innegabile che vi siano delle ombre, e che bisognerebbe tenere presente che nle 2009 la situazione era ben altra. Allora Berlusconi era saldamente a Palazzo Chigi mentre il centrosinistra si leccava ancora le ferite per la batosta del 2008. Insomma si è migliorati rispetto ad un disastro.
Però le sconfitte a Livonro e Perugia dimostrano un fatto: che gli elettori, di destra o sinistra, non votano più o quasi per appartenenza, e si riconoscono scarsamente nei partiti politici. Chi più chi meno votano per ciò che potrebbe (potrebbe) rappresentare un cambiamento, oppure non votano affatto. Da questo punto di vista lo stesso successo del PD di Renzi è facilmente spiegabile. Difatti Renzi, a torto o a ragione (secondo me a torto, per ragioni che analizzerò a parte) è riuscito ad incarnare questa volontà o speranza di cambiamento. Gli elettori che lo hanno votato hanno perciò dato una fiducia a Renzi, considerandolo  più credibile dei suoi avversari. Si tratta però di una fiducia momentanea, a tempo, che potrebbe facilmente non essere rinnovata più avanti. Per questo il cantare vittoria o credere che a Renzi ora sarà tutto più facile è semplicistico ed illusorio.

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