venerdì, novembre 15, 2013

Se Internet diventa una droga pericolosa...

Non mi piace passare per passatista, non  mi piace sia perché ritengo di appartenere più al campo "progressista" che a quello conservatore sul piano politico e sociale. Ancor meno mi ritengo passatista sul piano culturale. Mi piace conoscere e seguo le novità musicali, cinematografiche, i nuovi telefilm, inevitabilmente le nuove tecnologie. Reputo inevitabile, anche se non sempre desiderabile, ciò che viene chiamato progresso. E sono stato un entusiasta scopritore di Internet quando questi era ben poco frequentato in Italia, guardato con sospetto se non aperta ostilità dalla gran parte dei mass media e dell'opinione pubblica. Ho aperto il mio primo sito credo attorno all'anno 2000 quindi una dozzina di anni fa. Nel 2006 ho aperto questo blog seguito da  it'sonlyrocknroll nel 2008. Ho partecipato credo ad una dozzina almeno di forum, sportivi, musicali, telefilm, politici, ho scritto qualcosa su Wikipedia. Sono entrato prima su Myspace e poi, lo confesso un poco obtorto collo, su FaceBook.
Eppure adesso faccio sempre più fatica a farmi piacere Internet, ed in particolare i Social Network.
Perché? Non è ipocrita forse questo?
Non so se sia ipocrita o meno, di sicuro è giustificato.
MI viene da pensare, proprio come ad un vecchio e livoroso conservatore in vestaglia a quadrati e ciabatte al piede, che si stesse meglio quando si stava peggio.
Un tempo, intendo dire prima dell'avvento di Internet, e per dire il vero anche per qualche altro anno ancora mi ricordo che facevo più cose di ora. Leggevo più libri, un sacco di libri, ma solo quello che mi interessava. Sentivo la musica, forse meno di adesso, ma quella che volevo io. frequentavo solo le persone che mi interessava frequentare, che trovavo interessanti, e con loro parlavo dei libri, della musica e dei film che avevo visto. O ci si scambiava opinioni sui fatti di cronaca e politica. Sapevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva e nessuno mi poteva dire cosa doveva piacermi, al massimo consigliare (che è tutt'altra cosa). Ogni tanto capitava di conoscere qualche presuntuoso (tipo quel tale che quando gli dissi con aria entusiasta che mi piaceva la musica e ascoltavo i manics Street Preachers ed i Levellers, mi rispose con un incazzoso ed inespressivo "chicazzo sono?" seguito da un apodittico " io ascolto Jazz fusion" a cui segui un mio silenzioso "ma vaffanculo!"), capitava il vecchietto saccente sul treno o dal barbiere, ma erano cose che arrecavano più divertimento che disturbo. Capitava di leggere la coglionata di qualche giornalista e magari ci si arrabbiava un poco,ma alla fine si sapeva che i giornalisti dicono coglionate, e tutto finiva lì.
Adesso con Internet ed i social Network non è più così.
Sei sottoposto ed esposto alle opinioni ed ai giudizi di decine, centinaia, migliaia, potenzialmente miliardi di persone che
1) non ti conoscono (anche se pensano di sì)
2) Non conoscono quello di cui parli (anche se pensano di sì)
3) Non conoscono quello di cui loro parlano (anche se pensano di sì)
4) e vogliono giudicare ugualmente e peggio avere ragione.
Gente che non sa giudicare se una cantante canta bene o male, ma vuole farlo ed informarti del loro giudizio da incompetente, gente che compila  nutritissimi elenchi delle "migliori band del rock" dove, escluso un 10% di nomi scontati ed un altro 10% di nomi azzeccati, il meno peggio sono gli Aerosmith...gente che pensa di conoscere il cinema horror e spara cazzate che ti viene voglia di prendere una motosega e fare quel che andrebbe fatto, gente che si introduce in un discorso serio in cui non c'entra una minchia e spara con aria saccente cose tipo " il film fa schifo il fumetto è pura arte, senza naturalmente specificare che cosa intenda per pura arte e dove il fumetto corrisponda a questo parametro.
e si potrebbe andare avanti...
Pggio ancora si viene esposto alla moda dell'amicizia virtuale questa cosa per cui dobbiamo considerarci amici con persone con cui non abbiamo sostanzialmente una sega in comune, ma che però dobbiamo, ripeto dobbiamo farci piacere, perchè se no, loro, si offendono.
Magari sono persone conosciute in un forum e si hanno una o due banalissime cose in comune ma poi per il resto non c'è nulla che ci possa legare: nè la politica, nè la cultura, nè altri interessi. Sei maleducato poco espressivo non ascolti gli altri, non capisci una mazza, mi tratti dall'alto in basso, non capisci una cippa di musica o film, sei qualunquista se non fascista  e sei magari pure della Lazio, e dovremmo essere amici? ma davero davero davero???
 e se ti faccio capire che forse non me ne frega una cippa ti offendi?
ma davero davero davero?
Non parliamo poi del peggio del peggio, dell'invasato da tastiera. di quello che sì è bevuto il cervello dietro alle più assurde teorie complottiste, che crede veramente che il mondo sia dominato dalla setta degli illuminati, dai rettilliani, dalla massoneria e da Big Pharma, oltre che i soliti banchieri ebrei dal naso adunco. A questi si aggiungono animalisti che credono che gli animali siano come nei cartoni animati della Disney, vegetariani-vegani-crudisti-fruttariani-antispecisti che ti scassano le palle con le loro teorie demenzialmente antiscientifiche e cercano di riempirti di sensi di colpa che non hai nessuna voglia di nutrire anche perché sei nato uomo e non ratto o salamandra e se questi possono riempire il mondo delle loro astruse teorie è grazie ai computer e reti create e fatte funzionare dagli uomini e non dai ratti, che la massimo possono, rosicchiando i fili, sabotarle.
Infine i grillini o altri entusiasti delle virtù taumaturgiche e democratiche della Rete che sono ciechi di fronte agli evidenti limiti ed alle evidenti falle del sistema, ed ovviamente non ne vogliono sentir parlare.
Insomma ce n'é abbastanza per averne i cabasisi colmi come la metro nelle ore di punta.
E questo mi sta portando ad usare molto meno Internet che, sì. se usato con moderazione, per prenotare viaggi, acquistare biglietti o cd o dvd, per consultare pochi siti e blog affidabili, è sicuramente un utile strumento, ma se usato per sostituire la vita reale, la democrazia reale, la competenza reale, insomma la realtà, è solo l'ultima e la più pericolosa delle droghe.

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