domenica, ottobre 18, 2026

Ideologie : Il buonismo



Ogni classe dominante ha bisogno di una struttura ideologica che ne supporti il potere e permetta di monopolizzarlo. La ideologia è stata definita da Marx come falsa coscienza, ovvero come una consapevolezza basata però su dei presupposti falsi, quindi una finta consapevolezza, in definitiva una ignoranza che si propone come conoscenza.
Ma l’ideologia è in generale un modo di interpretare i fatti, una cornice che serve a definire ciò che è accettabile o non accettabile. 

In questo quadro complessivo possiamo però identificare alcune ideologie, ovvero modi di interpretare il mondo e gli avvenimenti, che fungono da supporto ideologico alla struttura dominante, che determinano nelle persone un certo modo di interpretare i fatti, e rendono determinate idee, e quindi politiche, accettate, mentre portano al rifiuto di altre, non sulla base di una analisi razionale dei fatti, ma appunto sulla base di una premessa ideologica.

Una di queste ideologie possiamo identificarla sotto il temine “buonismo”
Questo termine è stato usato in modo sbagliato e semplificatorio, intendendo spesso come buonismo chi ha dei sentimenti del tutto naturali di solidarietà ed empatia verso gli altri esseri umani o viventi. Ora, avere empatia verso gli altri è ciò che ci definisce come specie umana, una delle differenze rispetto agli animali (tranne forse quelli addomesticati, che sono appunto addomesticati). 
Il Buonismo non è essere buoni, ma sentirsi buoni e rappresentarsi come buoni e giusti.
L’ideologia buonista è la convinzione che le opinioni, i fatti, le politiche, siano buone in se e per sé, trascurando le conseguenze di questi fatti, politiche ed opinioni, quindi è l’idea che una cosa in quanto apparentemente “buona” ovvero ispirata a dei principi di carattere sentimentale sia per questo solo motivo da adottare in termini teorici e poi pratici, anche se le conseguenza di queste pratiche “buone” sarebbe poi disastrosi in termini economici, politici, sociali ed anche etici. In sostanza il Buonismo è il privilegiara i sentimenti irrazionali sulla razionalità, l’etica del Principio sopra l’Etica della Responsabilità.
Un esempio di cosa è l’etica del principio ci proviene dai testimoni di Geova, che rifiutano le trasfusioni di sangue perché contrarie ai propri principi etico-religiosi. Ovviamente da un punto di vista della etica della conseguenza, ovvero dal punto di vista medico, rifiutare questo trattamento è da irresponsabili o da suicidi. Per farla breve nell’etica del principio la razionalità abdica in favore di una forma di pensiero dogmatico astratto dalla realtà e dalle conseguenze che l’applicazione di un principio considerato “buono” e “giusto” in sè comporta.
Facciamo ora l’esempio della immigrazione clandestina
L’empatia verso gli altri esseri umani è base di tutte o quasi le religioni, il dovere di soccorrere le persone in difficoltà è anche previsto in qualsiasi codice civile e di diritto.
Soccorrere quindi chi è ferito o si trova, ad esempio, in pericolo in mezzo al mare, non è definibile come “buonismo” ma è un dovere civico e religioso inscritto nel nostro essere umani.
Si ha una interpretazione estensiva di tale dovere, quando si teorizza e si pratica una politica di accoglimento che va al di là del doveroso soccorso, ma si estende all’accogliere le persone (migranti o come si vogliano chiamare) a prescindere dal loro status, e si fa di tutto perché queste arrivino sempre in maggior numero.
E’ evidente a chiunque sano di mente che le persone non rischierebbero di morire se sapessero che poi, con ogni probabilità, verrebbero rimandate indietro. Ed è evidente che la cosa migliore da fare per evitare che le persone muoiano durante un tragitto marittimo  è evitare che le persone si imbarchino su imbarcazioni destinate ad affondare.  
Se io fossi cittadino tunisino, ad esempio, e volessi  venire in Italia, mi converrebbe prendere una imbarcazione clandestina e pagare 5.000-6.000 euro e rischiare la vita, o mi converrebbe prendere un semplice volo o nave che arrivi a Palermo spendendo  tra i 50 e i 200 euro? Ovviamente la seconda. Ora se scelgo la prima non è per caso che voglio sfruttare proprio le politiche di accoglimento per cui come clandestino ho più possibilità di entrare che non come immigrato regolare perchè nel secondo caso se non ho documenti in regola non potrei entrare?
A questo punto bisognerebbe quindi chiedersi se favorire l’immigrazione clandestina attraverso di fatto l’utilizzo di canali illegali non sia, nei fatti, una complicità criminale con dei criminali. Il tutto coperto dalla idea, appunto buonista, che sia bene aiutare le persone ad immigrare in europa clandestinamente, a prescindere quindi dalle conseguenze, per loro e gli altri, che questo comporta. Nei fatti molti immigrati hanno poi ingrossato le file sia della criminalità, sia del terrorismo islamico, e soprattutto hanno creato quell’esercito di riserva che viene utilizzato come una vera e moderna forma di schiavismo per ingrossare gli affari delle agro-mafie.
Il buonismo si caratterizza quindi come una ideologia basata su ciò che viene definito buono. La definizione di buono non non si basa sul calcolo delle conseguenze di ciò che facciamo o  sosteniamo, ma semplicemente e puramente sul’idea che noi soggettivamente pensiamo sia buono, a prescindere dalle conseguenze.
Così le idee vengono giudicate buone, e quindi giuste, a prescindere se queste idee si poggino su dati scientifici, economici, tecnologici, sociali e perfino etici.
Salvare il pianeta è di per sè “buono” anche se non esiste nessun pericolo esistenziale per il pianeta, e se esistesse non sarebbe possibile evitarlo.
Aiutare le persone sofferenti a cambiare sesso, è di per sé buono, anche se forse quelle persone non desiderano realmente cambiare sesso, ed il cambiamento di sesso non è in realtà scientificamente possibile, e, spesso, neppure consigliabile.
Aiutare le persone ad emigrare è buono in se stesso, anche se in realtà le persone andrebbero aiutate a vivere bene nei loro paesi, magari abolendo il debito dei Paesi in via di Sviluppo e creano una cooperazione economica che non sia mero travestimento dell’Imperialismo economico occidentale.
Se apparentemente il buonismo appare irrazionale, e per molti versi lo è, nel senso che le politiche che esso favorisce producono effetti negativi se non disastrosi sulla società, in realtà il buonismo è,  in una certa misura, razionale.
Sant’Agostino diceva che era conveniente credere in Dio, perché se credi e hai torto, morirai come il non credente, ma convinto di aver fatto una vita giusta. Se non credi e hai torto, vai all’inferno. Tra i due atteggiamenti quindi quello “buono” è conveniente.
Se vuoi salvare il pianeta anche se i tuoi sforzi sono inutili, e perfino dannosi, puoi sempre raccontarti che fai parte dei giusti, dovessi anche avere torto. Gli scettici invece vivranno da persone cattive, anche se hanno ragione.
Sull’altro lato, se da una parte ci sono le cose buone e le persone buone, dall’altro appunto non posso altro che esserci delle persone non buone, ovvero cattive
Queste persone non fanno parte della setta dei buoni, e quindi vanno indicate al pubblico ludibrio.
Da qui l’utilizzo di varie etichette infamanti per definire quelli che un tempo venivano chiamati semplicemente eretici, o blasfemi. Non solo la contrarietà a determinate posizioni, ma anche il semplice scetticismo viene  condannata dai credenti dell’Amore obbligatorio.
Ed ecco quindi che se sei scettico sul clima, sei negazionista, se non credi alla folle idea che il sesso sia un semplice costrutto sociale, sei omobitransfobico, se non credi che sia cosa saggia muovere guerra (direttamente o per interposto stato) alla Russia sei “putiniano” se non approvi la puliza etnica decennale di Israele nei confronti dei palestinesi, sei filo Hamas e “antisemita”, se non credi alle versioni ufficiali dei fatti (sempre meno credibili) sei complottista, se dubiti della efficacia di alcuni vaccini o della efficacia della politica di contenimento della cosiddetta pandemia di Covid, sei novax e antiscienza, se non credi che esista un emergenza “femminicidio” che il patriarcato sia un sistema sociale del passato e non abbia senso “combatterlo” sei ovviamente un sessista misogino, via via, razzista, xenofobo, fino all’immancabile  fascista, detto da gente a cui piacciono i nazisti, purché siano in altri paesi e vengano usato contro il nemico pubblico numero uno, che attualmente è il presidente della Russia Putin (1) 
A pensarci bene il Buonismo non è altro che quello che un tempo veniva definito Manicheismo.  Questo termine deriva da un religioso che, nel terzo secolo d.C. fondò una religione basata sull’idea che tutta la realtà debba essere vista come lotta perenne tra due principi opposti, il bene e il male, lo spirito e la materia, la luce e le tenebre, Dio e il suo antagonista.  Trasposto in termini attuali manicheismo significa contrapporre due visioni delle cose come scelta continua fra bene e male. Quindi da una parte la “sinistra”, gli “ecologisti”, Le femministe, la cosidetta comunità LGBTQIA+, l’Occidente, La UE, la Nato e le varie organizzazioni tecnoburocratiche, che rappresentano il bene, e che non possono essere messi in discussione, dall’altra parte i cattivi, i fascisti i razzisti, i “negazionisti” (di qualsiasi cosa, il clima, il covid, qualsiasi orpello pseudoscientifico venga ritenuto “vero” ed indiscutibile) e i “complottisti” ovvero coloro che pensano che oltre le motivazioni ufficiali vi siano sempre altre motivazioni e fatti che vengono tenuti nascosti alla opinione pubblica e che l’apparenza inganni, insomma le persone che ragionano in modo libero e indipendente e che non sono né di destra né di sinistra, avendo compreso in modo più o meno completo che queste differenze sono solo di facciata. Anche la “destra” è manichea, si intende, lo è forse qualitativamente di meno, ma quello che a noi interessa qui è analizzare l’ideologia buonista, non il manicheismo. Difatti  l’ideologia buonista, ed il manicheismo che l’accompagna, è una ideologia al servizio dei nuovi padroni, i tecnocrati, mentre la destra è al servizio della vecchia borghesia.
Quindi possiamo definire il buonismo come una forma di moderno manicheismo al servizio della Elite tecnocratica.

1) Putin è certamente un uomo politico molto cinico, e come tutti i capi di Stato di paesi dotati di una certa importanza geopolitica può essere definito un criminale. Ma tale definizione può essere usata anche per il 95% dei capi di Stato o governanti del cosidetto Occidente. Sta di fatto che vince le elezioni perché è effettivamente sostenuto da larghissima parte dei suoi cittadini, cosa che non si può dire dei governanti occidentali, spesso messi al governo dopo elezioni farsa, e con rimpasti di governo e con un appoggio popolare spesso palesemente minoritario.


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