mercoledì, maggio 25, 2011

Avril Lavigne: recensione di Goodbye Lullaby


Visto che non posto quasi più e sono rimasto un po' indietro posto questa mia recensione di un disco uscito ormai un paio di mesi fa a cui tengo particolarmente e che ritengo decisamente di livello superiore rispetto alla paccotiglia che va di moda oggi: il disco si chiama Goodbye Lullaby ed è il quarto disco di Avril Lavigne cantautrice rock canadese.
Il disco si apre con Black star una dolce melodia che introduce a questo viaggio nel mondo di Avril. voto 8
A seguire un organetto saltellante molto anni 60 ci butta dentro a What the Hell un pezzo che si discosta dal resto del disco come sound ma che è irresistibile con i suoi cori, le sue ritimiche, le sue risate; questa è la Avril più spensierata che però sentiremo raramente 8
Poi è la volta di push, che ci avvicina alle atmosfere prevalenti in questo disco, una canzone basata sulla chitarra acustica, e in cui compare per la prima volta in una canzone di Avril una voce maschile (quella del coautore Evan Taubenfield, fidato amico e chitarrista fin dagli esordi)
Carina, forse Avril canta su toni un po' alti, con il tempo ha guadagnato 8,5
Wish You Were Here: qui inizia veramente Goodbye Lullaby: una canzone romantica e melanconica, molto orecchiabile, in cui Avril fa i conti con le sue pene d'amore
"potrei fare la dura, esser forte, ma senza di te non è più la stessa cosa"
Bellissima fino allo stordimento :per me è forse la canzone più bella del disco ed una delle migliori della sua carriera: 10
Dopo le emozioni ci vuole una scossa ed ecco Smile, forse il pezzo che ricorda di più la Avril di Sker boy o Girlfriend, però contiene una apertura melodica inedita nel ritornello " Tu sei la ragione per cui Sorrido", canzone divertente e sbarazzina che ci sta proprio bene nel contesto del disco: 9
Stop Standing Here ci propone una Avril del tutto inedita, una canzone un po' country, un po' anni 50, apparentemente allegra ma con un fondo di malinconia.
Anche questa guadagna con gli ascolti 9
I love you ha un titolo banale, ma la canzone non lo è: una dolce melodia ci introduce al corpo della canzone, una canzone d'amore "Sei bellissimo ma non è questa la ragione per cui ti amo, la ragione è che sei te stesso" la canzone poi si accende nella parte finale con l'intervento della chitarra eletrica e l'aumento del ritmo senza perdere la sua sognante e dolcissima melodia: 9
Everybody Hurts ci spinge ancora di più nel mondo di Avril; una intro con arpeggi acustici e poi...pura poesia... Tutti si fanno male prima o poi è okay essere spaventati canta Avril in quello che è uno dei vertici espressivi del disco: 10
Altri arpeggi, ed è Not Enough, canzone un po' più rockeggiante delle precedenti, Dove l'atmosfera viene costruita man mano per esplodere nel ritornello, ci scappa un altro 10
For Real ha un inizio più dolce, ma poi assume un ritmo più sostenuto, per poi sfumare nel bridge e poi riprendersi, altro pezzo bellissimo 9
Darling è un pezzo scritto quando Avril aveva 16 anni eppure non sfigura a confronto degli altri. si tratta sul piano musicale di un pezzo basato quasi esclusivamente sulla chitarra acustica la voce di Avril, e le melodie vocali. Affascinante: 9
Remember When inizia con il pianoforte alterando momenti lenti ed altri più veloci per poi accendersi in un finale rock; il testo è forse il più bello dell'intero disco amaro e sincero come poche volte si può sentire: "Ricorda quando era -insieme fino alla fine- ora sono sola di nuovo. dove posso iniziare ancora?, ho pianto un po', tu sei morto un po' ,per favore dimmi che non c'è dispiacere e dimmi che non dimenticherai"
Struggente: 10
E struggente e dolcissima è anche la canzone finale Goodbye, una canzone in cui Avril dice addio al suo amore passato, canzone basata sul piano e un arrangiamento di archi e violini di grande complessità e bellezza, un'altra canzone di infinita, struggente malinconia e poesia 10
Il disco contiene un'ultima sorpresa, la hidden track Alice, già nota per essere stata inclusa nella colonna sonora di Alice in Wonderland. La sorpresa non consiste nel fatto che ci sia una canzone in più, ma nel fatto che si tratta di una diversa versione a cui sono stati aggiunti alcuni versi che la rendono ancora più acida rispetto all'originale, chiudendo in modo degnissimo questo meraviglioso disco 9.
La versione De Luxe contiene poi le versioni acustiche di What the Hell, Push e Wish you were here e la cover di Bad reputationi di Joan Jett.
In conclusione, come già detto , un bellissimo disco,caratterizzato da impasti vocali molto riusciti e che in alcuni momenti ricorda alcune cose dei Cranberries, e dove le infleunze musicali, dai Clash a Neil Young ai Beatles, si fondono in modo originale esincero,dando vita a un qualcosa di molto personale. un lavoro onesto e coinvolgente come sempre più raramente accade di sentire, una prova di maturità di Avril Lavigne che ha scritto per intero 7 delle 14 canzoni e ne ha prodotte due, con esiti superiori alle attese.
Come dicono i francesi- Chapeau!

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