giovedì, novembre 27, 2014

Il falso mito del colesterolo che uccide



Siamo abituati ormai da decenni a sentirci dire, e quindi, pensare, che il colesterolo sia la causa di tutti i mali, che bisogna mangiare cibi con poco o niente colesterolo, e che se abbiamo il colesterolo basso o quasi inesistente allora dovremmo vivere centanni e più. Sfruttando abilmente questi luoghi comuni alcune aziende mettono in vendita alimenti di dubbio valore nutritivo e salutistico specificando che non contengono colesterolo, per non parlare delle case farmaceutiche, che si sono buttate subito nell’affare producendo pillole contro il colesterolo che non sono altro che costosi placebo (come lo sono le pillole contro l’ipertensione) - Naturalmente si tratta di sciocchezze, ma essendo sciocchezze che si ammantano di scienza (scienza scienza w la francia e la provenza!) il popolo ci crede, i giornali propagandano il falso ed industria alimentare sedicente “alternativa” e ditte farmaceutiche traggono i loro profitti.
In realtà il colesterolo è necessario al funzionamento dell’organismo umano, ed il colesterolo HDL previene le malattie cardiache, non le provoca.
Ma vediamo i fatti: secondo una recentissima analisi statistica esprimendo con un grafico in cui su una delle ascisse vi sono le probabilità di morte per tutte le cause, e sull’altra vi sono i livelli di colesterolo, abbiamo che la fetta di popolazione in cui si verificano meno morti (cioè dove è statisticamente meno probabile morire) si trova nella fascia di popolazione il cui livello di colesterolo si trova tra i 200-240 mg/dl, ovvero un livello  che molti dei  nostri medici considererebbero “a rischio”.  L’andamento infatti è ad U e la parte più bassa di questa U corrisponde a qulla fascia.
L’obiezione ovvia è che qui vengono considerate anche cause di morte come le bronchiti o le morti per natalità ed altre che apparentemente non hanno connessione con il livello di colesterolo, dal momento che il colesterolo è accusato di provocare le malattie cardiovascolari. Ma anche qui le cose non cambiano di molto.
Se guardiamo infatti il grafico non abbiamo un disegno simile alla salita dello Stelvio, come dovremmo attenderci, ovvero pochi casi con poco colesterolo e via via sempre di più, ma un andamento ad U come per le altre morti, soltanto poco meno accentuato.
La parte più bassa di questa U va dai 180 ai 230 md/dl, ma il punto più basso si tocca  tra i 200 ed i 220 mg/dl.
Queste  statistiche non ci dicono tutto per quanto riguarda il colesterolo, infatti  non tengono conto della composizione dello stesso e del livello dei trigliceridi, tuttavia sono più che sufficienti a smentire dalla radice tutto le ipotesi ed i luoghi comuni che siamo abituati a sentire, il tanto decantato “buon senso comune” che in realtà diventa nonsenso comune.
Va ricordato che tutta quello che si dice oggi su colesterolo e malattie cardiovascolari discende da una vecchissima ricerca, risalente addirittura agli anni 50, da parte di un certo medico di nme Keys, il quale trovò una correlazione fra il consumo di grassi animali e le malattie cardiovascolari in 7 paesi. In realtà la ricerca era stata eseguita in ben 21 paesi, e nei restanti 14 questa correlazione non appariva o era addirittura inversa,ma Keys, che evidentemente voleva dimostrare una tesi prestabilita, eliminò i risultati di questi 14 paesi, che rappresentavano pur sempre i 2/3 del campione, e si concentrò sugli altri 7 paesi. Nonostante l’errore fu notato già all’epoca, questa ricerca trovò svariati ammiratori e produsse (e continua a produrre) ricerche non dissimili sia nella metodologia che nei risultati. Da ciò questa “ideologia” nutrizionale, che, nonostante sia stata smentita moltissime volte, continua a sopravvivere e a dettar legge, anche per la superficialità e ignoranza dei giornalisti e dei mass-media



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