lunedì, ottobre 26, 2026

Recensioni cinema: Klara e Il Sole

 


Se c'è un film che mi ha colpito come un gancio da K.O. e che posso consigliare caldamente di andare a vedere, prima che sparisca dai cinema, e soprattutto consiglio di recuperare fra qualche mese(che poi il valore di molti film viene fuori alla distanza, Psycho e Blues Brothers vennero stroncati all'epoca di uscita: vent'anni dopo erano dei capolavori) è Klara e il sole (Klara and the sun)

Non date retta alle recensioni più o meno negative, che sembrano fatte con la fotocopiatrice e tutte si basano su una sola critica, banale, scontata e falsa: Il libro è più bello e più commovente. 

I libri, se sono belli, sono sempre migliori delle loro versioni cinematografiche, non vorrete paragonare i libri di Stephen King alle loro riduzioni per il grande e piccolo schermo, nevvero? In quanto al commovente...beh ho passato gli ultimi 10 minuti di proiezione con le lacrime agli occhi, cosa estremamente rara...vedete voi...

Messa da parte la cosiddetta critica, che poi sappiamo essere volubile (basteranno pochi mesi o giorni per leggere altre considerazioni) vediamo perché il film mi ha colpito (come a molti altri spettatori, almeno quei pochi che sono sfuggiti al gioco al massacro intentato da distributori e critica).

Il film tratta il rapporto fra umani e macchine, androidi, robot, insomma Intelligenze Artificiali che hanno aspetto umano.  Questa non è certo la prima volta che succede, ma la gran parte delle volte il film vedeva robot che "impazzivano" e si ribellavano agli umani diventando una minaccia letale.

Da Il Mondo dei Robot fino a Megan, passando per Blade Runner, Terminator giù fino a Subservience questo è il canovaccio, con piccole variazioni, ma è sempre quella roba lì.

Un qualche difetto per cui tutto va male, oppure diversamente ma parallelamente è proprio la perfezione, il fatto che la macchina non sia realmente tale a procurare guai. In definitiva questi film ci fanno vedere come noi guardiamo alle macchine e come queste possano rappresentare un pericolo per noi.

Bene, in questo caso l'assunto è radicalmente rovesciato. Questo film mette al centro il punto di vista della macchina, e di come siano gli umani a rappresentare un pericolo per esse, sempre minacciate di punizioni, modifiche e rottamazioni. Difatti il film ha come protagonista una robottina (interpretata da Jenna Ortega) che fa parte di una vecchia produzione di androidi, abbastanza sgangherati nell'aspetto e probabilmente nelle prestazioni: lei in più ha sviluppato una sorta di religione del sole, avendo intuito che è grazie ad esso che si può ricaricare, e che è fondamentale per tutto il mondo, uomini compresi. Questo la rende ancora più strana e quindi "difettosa".

A complicare le cose ci si mette l'apertura di un negozio di nuovissimi e fighissimi androidi proprio davanti al negozietto di Klara e dei suoi amici. Le speranza di venir venduta a qualche adolescente e sfuggire alla rottamazione sono quindi in calo ma è proprio qui che la storia inizia. Infatti, trasgredendo alle regole, Klara risponde al saluto di una strana ragazzina (Josie) che passa per strada, la quale riesce a convincere la titubante madre all'acquisto del difettoso e stravagante androide "tanto ci sono 30 giorni per la restituzione" . Klara si trova di fronte all'ostilità della madre di Josie e della sua governante e scopre ben presto che dietro la apparente felicità della sua nuova famiglia si cela un lato drammatico. Josie aveva una sorella più grande morta giovanissima, e la madre, per rifarsi di tale perdita, ha "potenziato " la figlia, come in uso nella classe dominante dei ricchi e facoltosi. Tuttavia è proprio questo "regalo" tecnologico (e di classe) che si è rivelato un fardello ulteriore per madre e figlia, Difatti qualcosa è andato storto e la figlia è malata e destinata a breve vita. Il desiderio della Madre che Josie abbia una vita più felice possibile si è rivelata una illusione, resa ancora più amara dal fatto che i cosidetti "potenziati" come ci viene rivelata in una delle scene più importanti del film, sono degli emeriti stronzi, incapaci di qualsiasi empatia umana e del tutto concentrati sulla propria "superiorità" dovuta essenzialmente solo e solamente alla propria estrazione sociale privilegiata.

Al confronto non solo il giovanissimo fidanzatino di Josie (un ragazzo normalissimo ma in realtà dotato di grande intelligenza e sensibilità) ma la stessa Klara appaiono come delle persone profondamente empatichee realmente preoccupate del destino e della vita di Josie.

Le distanze fra la madre e Josie non possono altro che acuirsi, ponendo a Klara il dilemma da che parte stare. 

Non svelerò oltre la trama, ma diciamo che alla fine Klara mostrerà di essere ben di più di un modello difettoso di androide, riuscendo a far trovare alla famiglia una forma di serenità nell'accettazione del proprio destino.

Come si capisce Klara e il sole riesce a toccare molti temi, e lo fa con un tocco leggero, garbato, poetico, che poi è quello che è stato paradossalmente rimproverato. L'umorismo della prima parte del film serve anche ad evitare che il film sia troppo pesante, e non va certo a discapito della profondità della narrazione, anzi la rinforza permettendo allo spettatore di seguire un racconto altrimenti piuttosto noioso e pesante. Altra lancia a favore del film è che vediamo il mondo esattamente dal punto di vista di Klara, la quale  ha dei difetti  a mettere a posto la sua vista, ed ecco quindi la soggettiva che ci mostra esattamente come lei vede in quel momento, il che ci porta ad identificarci maggiormente con Klara ed i suoi difetti di androide. Viene anche evidenziato come Klara tema altre macchine, per esempio la falciatrice automatica, rea di aver ucciso il suo amico spaventacorvi e di oscurare il Sole, che come detto è per lei la base della vita. Il film tocca quindi temi importanti, come l'accettazione di Sè e degli altri, il senso della vita, l'accettazione della morte e anche cosa è realmente Amore. All'inizio del film Klara chiede alla Direttrice del Negozio (anch'esso un androide) cosa è l'Amore. Alla fine Klara potrà rispondere alla domanda.

Infine alla riuscita del film contribuisce enormemente la prestazione recitativa di Jenna Ortega, che dopo Wednesday offre un'altra perla di recitazione, capace nel difficile compito di calarsi in un personaggio che non è una persona, e permettendoci di vederne invee l'umanità. Performance da Oscar, ma di quelli meritati.

Insomma per me un 10 senza se e senza ma,  e miglior film dell'anno per distacco, almeno per ora.




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