domenica, aprile 06, 2008

Il mio Non Voto

Volevo parlare lungamente del perché e come astenersi dalle prossime "elezioni politiche". Volevo lanciarmi in lunghe dissertzioni, ma credo sia una perdita di tempo, come lo sono le elezioni stesse.
Spiegherò in breve le mie ragioni che sono sia di carattere filosofico politico generale, sia di contingenza. Ritengo che il sistema che viene chiamato "democratico" (vorrei far notare, da scienziato della politica, che non esiste una definizione condivisa di democrazia, nè tantomeno scientifica, il definire quella o quell'altra cosa come democrazia è puramente soggettivo ed arbitrario, come dimostra la lettura dei giornali se accompagnata da un minimo di conoscenza storica) dicevo il sistema democratico che si poggia su quelle che vengono definite "libere elezioni" (e anceh qui bisognerebbe domandarsi il significato reale di "libertà") altro non è che un metodo di legittimazione di quella che, comunque la si voglia definire, altro non è che una oligarchia economico-finanziaria, che di "democratico" non ha ormai proprio nulla.
Naturalmente di fronte a questa considerazione, molti oppongono obiezioni del genere "però se tu non voti decidono gli altri per te" oppure, "ma allora fai vincere Caio o Sempronio " (laddove per Caio e Sempronio si intende generalmente L'Orco Nero Berlusconi)
Alla prima obiezione rispondo che quella è stata la ragione per cui, da non credente (del sistema elettorale) sono sempre(o quasi) andato a votare (almeno le politiche).
La mia esperienza, che credo sia poi quella di tutti, a parte qualche Ultras della politica che crede di fare il sottosegretario agli esteri da casa propria, è che in realtà a decidere sono comunque gli altri. Perché poi vengono prese (o, viceversa, non prese) decisioni che non condividi affatto. Ed il tutto grazie al voto che ti hanno estorto.
Se devono fare ciò che non voglio, almeno che lo facciano senza il mio assenso.
La seconda obiezione è quella tipica degli antiberlusconiani, che invitano per l'ennesima volta a turarsi il naso. E a votare contro.
Peccato che in 7 anni di governo (5 prima, e due dopo) il fronte antiberlusconi non sia riuscito a fare (in realtà non ci ha nemmeno provato) o a proporre una legge sul conflitto di interessi.
E a questo punto la domanda è: o ci sono o ci fanno.
In ogni caso non vedo perché si dovrebbe votarli per andare contro a Berlusconi quando essi stessi sono a favore di Berlusconi, non a parole ma nei fatti, che sono poi quelli che contano.
La contingenza sta che ritengo che il non voto (e per non voto ritengo l'astensione dura e pura, di chi non si reca al seggio) sia l'unica forma non ambigua di voto, il segnalare che non ci si riconosce nel sistema. Un piccolo ma significativo aumento dei non votanti in questa circostanza storica, segnerebbe in modo non ambiguo (annullare la scheda può far passare da pasticcioni e la scheda bianca si presta a facili manipolazioni) il distacco tra cittadino e classe politica ed interessi che questa rappresenta.
Fate quel che dovete fare, ma Not in my name.
A chiosa di quanto sopra rimando a due articoli che condivido: uno da Umanità nova e l'altro del sempre lucido Carlo Oliva

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