venerdì, agosto 22, 2008

Il luogo comune dell'estate


Un luogo comune è costituito da una credenza,o un concetto, sintetizzata in una o più serie di frasi, che la maggior parte dele persone, o almeno un numero rilevante, ripetono dandone scontate la veridicità, senza preoccuparsi minimamente della verifica della stessa.
Un luogo comune è l'esatto contrario di quella che viene definita teoria scientifica, da Popper in poi.
Quest'ultima, infatti, per essere tale, deve essere verificabile e falsificabile, ovvero fornire gli strumenti per poter dire se è vera o falsa.
Il luogo comune è, in quanto tale, inverificabile e infalsificabile.
Che le stagioni non esistano più può essere vero o falso, ma nessuno che lo sostiene andrà mai a informarsi e a verificare, statistiche metereologiche alla mano, se ciò è vero o meno, altrimenti scoprirebbe che d'inverno continua a fare più freddo che d'estate, che i fiori sbocciano in primavera e le foglie cadono d'autunno. Come sempre, d'altro canto.
Così chi sostiene che ci sia una allarme criminalità, che "cara la mia signora non si può più vivere con tutta questa delinquenza" non andrà a verificare l'asserzione, scoprendo che venti anni fa c'era molta più criminalità ed un numero molto superiore di omicidi rispetto ad oggi.
Ed è almeno trent'anni che il sottoscritto sente dire che "adesso nei dischi ( Lp o CD) ci sono solo un paio di pezzi buoni, non come una volta". E naturalmente continuo ad ascoltare dischi che, per fortuna, di pezzi buoni ne hanno molti più di 2 o 3, alle volte persino tutti (ma anche no).
Infine, il luogo comune, per essere tale, deve essere sufficientemente vago da poter essere condiviso anche da chi non condivide nulla o quasi, e di lasciare nella vaghezza e nella indeterminatezza lo stesso oggetto del luogo comune.
Il luogo comune poi si basa sempre su un non detto condiviso, che è poi la sua vera forza.
Ci si lamenta della delinquenza in aumento perchè in realtà dà fastidio vedere persone di altri paesi attorno, che prima non c'erano, si rimpiangono i bei tempi andati (e la musica d'allora) perché si sta invecchiando.
Ci si lamenta delle stagioni perché si pensa che siamo vicini anon vederne più etc etc.
L'ultimo luogo comune, molto gettonato, e a sfondo musicale, è il seguente:" e' da anni che non c'è un tormentone estivo degno di questo nome"
Asserzione che tutti possono considerare vera, proprio per la sua vaghezza (cosa è un tormentone, e cosa lo definisce, e ancora cosa lo rende degno, la bellezza, la tormentosita, che significa poi rottura di balle, il numero di copie vendute, i passaggi radiotelevisivi, che cosa?), per il suo basarsi su un non detto condiviso (ai miei tempi, cara la mia signora era tutto più bello anche i tormentoni).
Il problema dei luoghi comuni è che, in fondo,dato quanto sopra, è perfettamente inutile smentirli, ed è questa la loro forza.
Perché quindi parlare di Giusy Ferrari o di "I Kissed a girl" di Katie Perry?*
E allora rimpiangiamo pure i tempi di "Vamos a la playa" dei Righeira.

PS
*Ma io preferisco "Sweet about me" di Gabriella Cilmi.

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