martedì, ottobre 09, 2012

Di Lady Gaga o di come avere successo sia diverso dall'avere talento.

Ci sono personaggi della musica che non riesco a reggere: lo so, i gusti sono gusti (ma esiste anche il gusto dell'orrido, rubando una battuta a Diego Abatantuono)però esiste la realtà oggettiva, che va considerata, al di fuori di questo esiste il soggettivismo esasperato, che a lungo andare diventa delirio. Ora, si dice che i fan di un cantante o gruppo siano in delirio. Alle volte questo è vero in senso letterale. Ci sono persone che letteralmente delirano per tali personaggi, nel senso che fanno affermazioni su di essi che non hanno niente in comune con la realtà dei fatti e che sono, quindi, puro delirio. Uno di questi deliri è "lady Gaga fa dei grandi Live ed è una grande cantante". Se fare dei grandi live è fare degli spettacoli da circo barnum, da fiera di strapaese, invocare la grazia di Gesù Cristo perché ti esibisici di fronte a 24000 persone e quindi Dio è dalla tua parte, e poi simulare un rapporto orale ad uno dei tuoi 350 ballerini (di cui non sai nemmeno il nome, ma solo le misure)perché "sei nata in quella maniera" (un po' zoccola?)allora ok lo ammetto, Lady gaga fa dei grandi Live (seppure un po' in playbak,ma che ci vogliamo fare, lei balla e si dimena come una foca ammaestrata, mica può pure cantare Live!) Sulla grande cantante, però, ho qualcosa da ridire. Tanto per spiegare cosa intendo ecco The Edge of Glory cantata live a Milano nel recentissimo show. E' una esibizione molto istruttiva (e divertenti) perché ci dice sul personaggio (e sul modo in cui è stata lanciata nello stardom) molto più di mille analisi e commentari fatti da giornalisti poco coraggiosi, se non palesemente prezzolati. La Stefani Germanotta, in arte Lady Gaga, se la tira da grande cantante. Ma, purtroppo per lei, non lo è. Cerca l'acuto impressionante, quello da ovazione che nasce prepotente dall'ammirazione sincera, ma non ci riesce. La poveretta si dà da fare, ad un certo punto con la manina dà aria alla gola, evidentemente sul punto di infiammarsi come il serbatoio di una Ferrari, ma proprio non glela fa. La voce esce stentorea e su note basse. Poi alla fine ce la fa. è un attimo fuggente, dura meno di 2 secondi e mezzo, ma non pretendiamo troppo, suvvia... A quel punto prende coraggio, però il fiato le manca (lo sforzo, bisogna capirlo, ha la veneranda età di 26 anni dichiarati, mica potrete pretendere...) poi si getta fuori da quella specie di cattedrale (spero sconsacrata) in cui si esibiva, si leva quella specie di tovaglia firmata da Versace (ecco come impiega i lauti compensi che le derivano da biglietti posti in vendita a prezzi stratosferici) e passa da un improbabile travestimento da Santa Caterina da Siena ad un più probabile (per lei) vestito da professionista del sesso. Il risultato canoro non cambia. Sembra che abbia l'enfisema polmonare. O i suoi manager la costringono a cantare ammalata, oppure è lei che proprio non ci riesce. NOn so a quanto esattamente ammontasse il prezzo del biglietto, ho visto biglietti per posti laterali a 118 euro più prevendita. Un salasso, ma se uno vuole buttare soldi nel concerto di Lady Gaga, o nel comprare l'IPhone, od il Samsung (che fa pure più schifo) non glielo si può impedire. Anche quello fa funzionare l'economia. Va bene tutto, il prezzo del biglietto, il divismo, il marketing, però non venitemi a dire che questa sa cantare. A livello di dilettanti, forse, ma a livello professionistico no. Potrei mettere decine di performance di altre cantanti al cui confronto Gaga sparisce, da Beyoncè a Shakira passando per Anastacia e quant'altre. Mi limito a due cantanti, sottovalutate,ed in uncaso odiatissime dai fan della Germanotta (e si capisce il perché) che ho avuto il piacere di poter vedere Live, a prezzi accettabili tra l'altro. Ed ecco per prima Katy Perry con The One that got away a Jakarta sentirete a 4:46 un acuto fatto come si deve, netto, potente e di 12 secondi di durata. Meglio ha fatto Avril Lavigne a Montreal
nel 2011:
Se quella di Katy Perry è un'ottima performance qua siamo nella categoria dello straordinario: a 3.31 Avril parte con un acuto in cui va su note altissime e lo tiene per 20 secondi! Pazzesco! E qui mi fermo prima di mettermi a delirare anch'io, anche se, in questo caso, il delirio sarebbe giustificato. Si chiamerebbe casomai, elogio della follia (canora) di Avril. Di fronte a questo se io fossi la Germanotta (ma, grazie al cielo, non lo sono) prenderei le mie tovaglie firmate e le mie calze a rete, e sparirei alla ricerca di una brava insegnante di canto. Ma perché farlo se si fanno i soldi a palate e metà mondo ti considera un genio? Appunto, perché?

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