I risultati elettorali delle europee e delle elezioni locali sono state accolte con grandi peana e strombazzamenti da parte di "adetti ai lavori",nonché militanti ed elettori del PD e simili.
A me pare sinceramente una lettura molto superficiale e poco equilibrata.
Vediamo il perché.
Il PD renziano ha raccolto il 40,8% alle Europee e guadagnato una trentina di comuni rispetto alle precedenti elezioni del 2009, ha rintuzzato lo sbandierato quanto improbabile sorpasso dei populisti nostrani webguidati da Grillo e Casaleggio Associati, e sbaragliato quel che rimane del fu centrodestra, diviso in 5 tronconi diversi e con l'exleader carismatico relegato al raccontare barzellette agli anziani ricoverati.
Già questo ci fa capire che il PD non aveva avversari credibili, ma anche con questa premessa ed un appoggio dei media mai visto in precedenza, i dati visti nel dettaglio sono tutt'altro che univoci.
In effetti il 40,8% si riferisce al 58% scarso degli aventi diritto al voto, ovvero è meno del 24% reale.
Il primo partito (ammesso che si possa considerare tale) è di gran lunga quello astensionista, seguito dal PD con il 24% e da Grillo con circa il 13%. Sommando astensioni e Grillo abbiamo quindi un 55-56% di voti di italiani che NON si riconoscono nel sistema politico attuale.
E' un fatto questo, non un opinione.
Se andiamo a vedere le elezioni locali, il PD subisce gravi e storiche sconfitte a Livorno (guidati da un renziano) e Perugia, oltre che Padova (ma questa ci sta) Strappa invece alcune roccaforti (come Begamo) ai resti del centrodestra. IL miglioramento rispetto al 2009 è evidente, ma è altrettanto innegabile che vi siano delle ombre, e che bisognerebbe tenere presente che nle 2009 la situazione era ben altra. Allora Berlusconi era saldamente a Palazzo Chigi mentre il centrosinistra si leccava ancora le ferite per la batosta del 2008. Insomma si è migliorati rispetto ad un disastro.
Però le sconfitte a Livonro e Perugia dimostrano un fatto: che gli elettori, di destra o sinistra, non votano più o quasi per appartenenza, e si riconoscono scarsamente nei partiti politici. Chi più chi meno votano per ciò che potrebbe (potrebbe) rappresentare un cambiamento, oppure non votano affatto. Da questo punto di vista lo stesso successo del PD di Renzi è facilmente spiegabile. Difatti Renzi, a torto o a ragione (secondo me a torto, per ragioni che analizzerò a parte) è riuscito ad incarnare questa volontà o speranza di cambiamento. Gli elettori che lo hanno votato hanno perciò dato una fiducia a Renzi, considerandolo più credibile dei suoi avversari. Si tratta però di una fiducia momentanea, a tempo, che potrebbe facilmente non essere rinnovata più avanti. Per questo il cantare vittoria o credere che a Renzi ora sarà tutto più facile è semplicistico ed illusorio.
Blog di Pablo, continuazione ideale delle Pablo Pages. Qui si parla di tutto un po', secondo l'estro del momento: politica attualità, cinema, musica sport e cazzeggi vari....Presumo che chi capita qui sia mio amico, o almeno conoscente, altrimenti va bene lo stesso :-))
domenica, giugno 15, 2014
venerdì, maggio 16, 2014
Appunti a lato della trilogia del cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan
Trovo
la trilogia del "cavaliere Oscuro" di Nolan veramente pessima. IL primo, il secondo (un filino meno ma proprio un filino) e soprattutto il terzo capitolo, veramente disastroso.
Non solo per l'esasperato manierismo di cui fa sfoggio il regista, non solo per gli evidenti e ridicolissimi buchi di sceneggiatura ( 3000 poliziotti rinchiusi nel metro che escono fuori dopo 5 mesi, belli puliti senza un grammo di polvere addosso e pronti a menar le mani...) i colpi di scena assolutamente gratuiti etc, ma per il tradimento dello spirito originale del fumetto e della figura di Batman e dei suoi antagonisti.
Nel fumetto Bruce Wayne è un miliardario godereccio che passa il tempo in feste ed appuntamenti galanti e che, soffrendo di una sorta di personalità multipla, di notte diventa Batman guardiano di Gotham per una sorta di vendetta personale dovuta allo shock subito da bambino. Questo suo sdoppoamento lo rende simile, seppure opposto per estrazione sociale e attività, a Catwoman, come si vede nell'ottimo Batman Returns.
Nolan ne fa invece un personaggio tormentato, cupo, con frequenti e lunghissime crisi mistiche, una specie di incrocio fra un monaco tibetano ed un guerriero ninja, insensibile persino al fascino di Catwoman. In quanto ai suoi avversari nel fumetto sono semplici ladri, a volte freak, a volte psicopatici, a volte mafiosi organizzati in cosche familiari, che fanno quello che tutti i criminali fanno, ovvero cercano di realizzare colpi o controllare il mercato di droga o traffico di armi e altre attività lucrose,laddove in the Dark Knight abbiamo a che fare con terroristi mistici e nichilisti che vogliono distruggere la città (chissà perché poi proprio Gotham City). Persino il joker assume valenze simili, il tutto porta tra l'altro ad una lettura paranoica e reazionaria del tutto in linea con l'ideologia alla George Bush. NOn ci vuole molto a vedere in questi terroristi mistici gli esaltati della Jihad islamica, che peraltro partono dall'idea di liberare i propri territori dalla presenza degli stranieri, non di distruggere per il gusto superomistico di farlo.
Nel terzo episodio poi, questa sorta di improbabile rivoluzione antiborghese a metà tra il giacobinismo ed il maoismo, non può non vedersi come una metafora tanto rozza quanto reazionaria del movimento Occupy Wall Street.
Lasciamo poi da parte altre cose del tutto ridicole, come la figura del poliziotto che alla fine assume l'identità di Robin (che nel fumetto è un adolescente, un ragazzino, non un ex poliziotto di 25 anni).
Se il cinema deve rendere così male il mondo di Gotham City, allora è meglio che non facciano più film dedicati, in fondo i fumetti bastano ed avanzano per chi ha abbastanza fantasia da immaginare le cose con un paio di belle tavole a colori.
Non solo per l'esasperato manierismo di cui fa sfoggio il regista, non solo per gli evidenti e ridicolissimi buchi di sceneggiatura ( 3000 poliziotti rinchiusi nel metro che escono fuori dopo 5 mesi, belli puliti senza un grammo di polvere addosso e pronti a menar le mani...) i colpi di scena assolutamente gratuiti etc, ma per il tradimento dello spirito originale del fumetto e della figura di Batman e dei suoi antagonisti.
Nel fumetto Bruce Wayne è un miliardario godereccio che passa il tempo in feste ed appuntamenti galanti e che, soffrendo di una sorta di personalità multipla, di notte diventa Batman guardiano di Gotham per una sorta di vendetta personale dovuta allo shock subito da bambino. Questo suo sdoppoamento lo rende simile, seppure opposto per estrazione sociale e attività, a Catwoman, come si vede nell'ottimo Batman Returns.
Nolan ne fa invece un personaggio tormentato, cupo, con frequenti e lunghissime crisi mistiche, una specie di incrocio fra un monaco tibetano ed un guerriero ninja, insensibile persino al fascino di Catwoman. In quanto ai suoi avversari nel fumetto sono semplici ladri, a volte freak, a volte psicopatici, a volte mafiosi organizzati in cosche familiari, che fanno quello che tutti i criminali fanno, ovvero cercano di realizzare colpi o controllare il mercato di droga o traffico di armi e altre attività lucrose,laddove in the Dark Knight abbiamo a che fare con terroristi mistici e nichilisti che vogliono distruggere la città (chissà perché poi proprio Gotham City). Persino il joker assume valenze simili, il tutto porta tra l'altro ad una lettura paranoica e reazionaria del tutto in linea con l'ideologia alla George Bush. NOn ci vuole molto a vedere in questi terroristi mistici gli esaltati della Jihad islamica, che peraltro partono dall'idea di liberare i propri territori dalla presenza degli stranieri, non di distruggere per il gusto superomistico di farlo.
Nel terzo episodio poi, questa sorta di improbabile rivoluzione antiborghese a metà tra il giacobinismo ed il maoismo, non può non vedersi come una metafora tanto rozza quanto reazionaria del movimento Occupy Wall Street.
Lasciamo poi da parte altre cose del tutto ridicole, come la figura del poliziotto che alla fine assume l'identità di Robin (che nel fumetto è un adolescente, un ragazzino, non un ex poliziotto di 25 anni).
Se il cinema deve rendere così male il mondo di Gotham City, allora è meglio che non facciano più film dedicati, in fondo i fumetti bastano ed avanzano per chi ha abbastanza fantasia da immaginare le cose con un paio di belle tavole a colori.
sabato, febbraio 22, 2014
Le contraddizioni della nostra stampa
Non ho idee molto chiare su quello che accadde in Ucraina od in Venezuela. L'unica cosa che mi è chiara è che l'atteggiamento dei massmedia italiani è decisamente fazioso e molto diverso da come sarebbe se le stesse cose succedessero in Italia o altro paese "democratico",
In tutte e due i casi abbiamo dei governi che sono stati eletti democraticamente, piacciano o non piacciano. ed in entrambi i casi abbiamo proteste di piazza che si propongono di rovesciare il governo, con le buone o con le cattive. La violenza in piazza è stata iniziata, nel caso del Venezuela, dai manifestanti, e sappiamo che ci sono gruppi filonazisti in Ucraina che hanno attaccato le forze di polizia per provocarne la reazione. Non voglio difendere i governi o le loro reazioni, che sono sicuramente sproporzionate nel caso dell'Ucraina (nel caso del Venezuela almeno 3 persone su 8 tra i morti sono persone che appoggiano il governo, per cui mi pare difficile affermare che i manifestanti siano non volenti o che vi sia sproporzione nella reazione)
Ci saranno torti e ragioni da entrambe le parti, ma quello che voglio sottolineare è l'atteggiamento dei mass media italiani (ed europei) che trattano in un certo modo questo genere di notizie quando riguardano stati esteri, o meglio certi stati esteri, mentre cambiano totalmente quando le medesime cose avvengono in Italia o altri paesi "democratici ed occidentali".
Le "medesime cose" per modo di dire. Qui da noi basta molto meno di un sampietrino lanciato o di una bottiglia molotov (per non parlare di pistole e fucili) per scatenare da un lato la repressione poliziesca, dall'altro le strilla alla violenza, al terrorismo ed agli anni di piombo.
Ma d'altro canto la nostra stampa è la più libera del mondo, e se lo dicono loro che è così, dev'essere per forza così....
In tutte e due i casi abbiamo dei governi che sono stati eletti democraticamente, piacciano o non piacciano. ed in entrambi i casi abbiamo proteste di piazza che si propongono di rovesciare il governo, con le buone o con le cattive. La violenza in piazza è stata iniziata, nel caso del Venezuela, dai manifestanti, e sappiamo che ci sono gruppi filonazisti in Ucraina che hanno attaccato le forze di polizia per provocarne la reazione. Non voglio difendere i governi o le loro reazioni, che sono sicuramente sproporzionate nel caso dell'Ucraina (nel caso del Venezuela almeno 3 persone su 8 tra i morti sono persone che appoggiano il governo, per cui mi pare difficile affermare che i manifestanti siano non volenti o che vi sia sproporzione nella reazione)
Ci saranno torti e ragioni da entrambe le parti, ma quello che voglio sottolineare è l'atteggiamento dei mass media italiani (ed europei) che trattano in un certo modo questo genere di notizie quando riguardano stati esteri, o meglio certi stati esteri, mentre cambiano totalmente quando le medesime cose avvengono in Italia o altri paesi "democratici ed occidentali".
Le "medesime cose" per modo di dire. Qui da noi basta molto meno di un sampietrino lanciato o di una bottiglia molotov (per non parlare di pistole e fucili) per scatenare da un lato la repressione poliziesca, dall'altro le strilla alla violenza, al terrorismo ed agli anni di piombo.
Ma d'altro canto la nostra stampa è la più libera del mondo, e se lo dicono loro che è così, dev'essere per forza così....
martedì, dicembre 31, 2013
Qualcosa è meglio che cambi
venerdì, novembre 15, 2013
Se Internet diventa una droga pericolosa...
Non mi piace passare per passatista, non mi piace sia perché ritengo di appartenere più al campo "progressista" che a quello conservatore sul piano politico e sociale. Ancor meno mi ritengo passatista sul piano culturale. Mi piace conoscere e seguo le novità musicali, cinematografiche, i nuovi telefilm, inevitabilmente le nuove tecnologie. Reputo inevitabile, anche se non sempre desiderabile, ciò che viene chiamato progresso. E sono stato un entusiasta scopritore di Internet quando questi era ben poco frequentato in Italia, guardato con sospetto se non aperta ostilità dalla gran parte dei mass media e dell'opinione pubblica. Ho aperto il mio primo sito credo attorno all'anno 2000 quindi una dozzina di anni fa. Nel 2006 ho aperto questo blog seguito da it'sonlyrocknroll nel 2008. Ho partecipato credo ad una dozzina almeno di forum, sportivi, musicali, telefilm, politici, ho scritto qualcosa su Wikipedia. Sono entrato prima su Myspace e poi, lo confesso un poco obtorto collo, su FaceBook.
Eppure adesso faccio sempre più fatica a farmi piacere Internet, ed in particolare i Social Network.
Perché? Non è ipocrita forse questo?
Non so se sia ipocrita o meno, di sicuro è giustificato.
MI viene da pensare, proprio come ad un vecchio e livoroso conservatore in vestaglia a quadrati e ciabatte al piede, che si stesse meglio quando si stava peggio.
Un tempo, intendo dire prima dell'avvento di Internet, e per dire il vero anche per qualche altro anno ancora mi ricordo che facevo più cose di ora. Leggevo più libri, un sacco di libri, ma solo quello che mi interessava. Sentivo la musica, forse meno di adesso, ma quella che volevo io. frequentavo solo le persone che mi interessava frequentare, che trovavo interessanti, e con loro parlavo dei libri, della musica e dei film che avevo visto. O ci si scambiava opinioni sui fatti di cronaca e politica. Sapevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva e nessuno mi poteva dire cosa doveva piacermi, al massimo consigliare (che è tutt'altra cosa). Ogni tanto capitava di conoscere qualche presuntuoso (tipo quel tale che quando gli dissi con aria entusiasta che mi piaceva la musica e ascoltavo i manics Street Preachers ed i Levellers, mi rispose con un incazzoso ed inespressivo "chicazzo sono?" seguito da un apodittico " io ascolto Jazz fusion" a cui segui un mio silenzioso "ma vaffanculo!"), capitava il vecchietto saccente sul treno o dal barbiere, ma erano cose che arrecavano più divertimento che disturbo. Capitava di leggere la coglionata di qualche giornalista e magari ci si arrabbiava un poco,ma alla fine si sapeva che i giornalisti dicono coglionate, e tutto finiva lì.
Adesso con Internet ed i social Network non è più così.
Sei sottoposto ed esposto alle opinioni ed ai giudizi di decine, centinaia, migliaia, potenzialmente miliardi di persone che
1) non ti conoscono (anche se pensano di sì)
2) Non conoscono quello di cui parli (anche se pensano di sì)
3) Non conoscono quello di cui loro parlano (anche se pensano di sì)
4) e vogliono giudicare ugualmente e peggio avere ragione.
Gente che non sa giudicare se una cantante canta bene o male, ma vuole farlo ed informarti del loro giudizio da incompetente, gente che compila nutritissimi elenchi delle "migliori band del rock" dove, escluso un 10% di nomi scontati ed un altro 10% di nomi azzeccati, il meno peggio sono gli Aerosmith...gente che pensa di conoscere il cinema horror e spara cazzate che ti viene voglia di prendere una motosega e fare quel che andrebbe fatto, gente che si introduce in un discorso serio in cui non c'entra una minchia e spara con aria saccente cose tipo " il film fa schifo il fumetto è pura arte, senza naturalmente specificare che cosa intenda per pura arte e dove il fumetto corrisponda a questo parametro.
e si potrebbe andare avanti...
Pggio ancora si viene esposto alla moda dell'amicizia virtuale questa cosa per cui dobbiamo considerarci amici con persone con cui non abbiamo sostanzialmente una sega in comune, ma che però dobbiamo, ripeto dobbiamo farci piacere, perchè se no, loro, si offendono.
Magari sono persone conosciute in un forum e si hanno una o due banalissime cose in comune ma poi per il resto non c'è nulla che ci possa legare: nè la politica, nè la cultura, nè altri interessi. Sei maleducato poco espressivo non ascolti gli altri, non capisci una mazza, mi tratti dall'alto in basso, non capisci una cippa di musica o film, sei qualunquista se non fascista e sei magari pure della Lazio, e dovremmo essere amici? ma davero davero davero???
e se ti faccio capire che forse non me ne frega una cippa ti offendi?
ma davero davero davero?
Non parliamo poi del peggio del peggio, dell'invasato da tastiera. di quello che sì è bevuto il cervello dietro alle più assurde teorie complottiste, che crede veramente che il mondo sia dominato dalla setta degli illuminati, dai rettilliani, dalla massoneria e da Big Pharma, oltre che i soliti banchieri ebrei dal naso adunco. A questi si aggiungono animalisti che credono che gli animali siano come nei cartoni animati della Disney, vegetariani-vegani-crudisti-fruttariani-antispecisti che ti scassano le palle con le loro teorie demenzialmente antiscientifiche e cercano di riempirti di sensi di colpa che non hai nessuna voglia di nutrire anche perché sei nato uomo e non ratto o salamandra e se questi possono riempire il mondo delle loro astruse teorie è grazie ai computer e reti create e fatte funzionare dagli uomini e non dai ratti, che la massimo possono, rosicchiando i fili, sabotarle.
Infine i grillini o altri entusiasti delle virtù taumaturgiche e democratiche della Rete che sono ciechi di fronte agli evidenti limiti ed alle evidenti falle del sistema, ed ovviamente non ne vogliono sentir parlare.
Insomma ce n'é abbastanza per averne i cabasisi colmi come la metro nelle ore di punta.
E questo mi sta portando ad usare molto meno Internet che, sì. se usato con moderazione, per prenotare viaggi, acquistare biglietti o cd o dvd, per consultare pochi siti e blog affidabili, è sicuramente un utile strumento, ma se usato per sostituire la vita reale, la democrazia reale, la competenza reale, insomma la realtà, è solo l'ultima e la più pericolosa delle droghe.
Eppure adesso faccio sempre più fatica a farmi piacere Internet, ed in particolare i Social Network.
Perché? Non è ipocrita forse questo?
Non so se sia ipocrita o meno, di sicuro è giustificato.
MI viene da pensare, proprio come ad un vecchio e livoroso conservatore in vestaglia a quadrati e ciabatte al piede, che si stesse meglio quando si stava peggio.
Un tempo, intendo dire prima dell'avvento di Internet, e per dire il vero anche per qualche altro anno ancora mi ricordo che facevo più cose di ora. Leggevo più libri, un sacco di libri, ma solo quello che mi interessava. Sentivo la musica, forse meno di adesso, ma quella che volevo io. frequentavo solo le persone che mi interessava frequentare, che trovavo interessanti, e con loro parlavo dei libri, della musica e dei film che avevo visto. O ci si scambiava opinioni sui fatti di cronaca e politica. Sapevo cosa mi piaceva e cosa non mi piaceva e nessuno mi poteva dire cosa doveva piacermi, al massimo consigliare (che è tutt'altra cosa). Ogni tanto capitava di conoscere qualche presuntuoso (tipo quel tale che quando gli dissi con aria entusiasta che mi piaceva la musica e ascoltavo i manics Street Preachers ed i Levellers, mi rispose con un incazzoso ed inespressivo "chicazzo sono?" seguito da un apodittico " io ascolto Jazz fusion" a cui segui un mio silenzioso "ma vaffanculo!"), capitava il vecchietto saccente sul treno o dal barbiere, ma erano cose che arrecavano più divertimento che disturbo. Capitava di leggere la coglionata di qualche giornalista e magari ci si arrabbiava un poco,ma alla fine si sapeva che i giornalisti dicono coglionate, e tutto finiva lì.
Adesso con Internet ed i social Network non è più così.
Sei sottoposto ed esposto alle opinioni ed ai giudizi di decine, centinaia, migliaia, potenzialmente miliardi di persone che
1) non ti conoscono (anche se pensano di sì)
2) Non conoscono quello di cui parli (anche se pensano di sì)
3) Non conoscono quello di cui loro parlano (anche se pensano di sì)
4) e vogliono giudicare ugualmente e peggio avere ragione.
Gente che non sa giudicare se una cantante canta bene o male, ma vuole farlo ed informarti del loro giudizio da incompetente, gente che compila nutritissimi elenchi delle "migliori band del rock" dove, escluso un 10% di nomi scontati ed un altro 10% di nomi azzeccati, il meno peggio sono gli Aerosmith...gente che pensa di conoscere il cinema horror e spara cazzate che ti viene voglia di prendere una motosega e fare quel che andrebbe fatto, gente che si introduce in un discorso serio in cui non c'entra una minchia e spara con aria saccente cose tipo " il film fa schifo il fumetto è pura arte, senza naturalmente specificare che cosa intenda per pura arte e dove il fumetto corrisponda a questo parametro.
e si potrebbe andare avanti...
Pggio ancora si viene esposto alla moda dell'amicizia virtuale questa cosa per cui dobbiamo considerarci amici con persone con cui non abbiamo sostanzialmente una sega in comune, ma che però dobbiamo, ripeto dobbiamo farci piacere, perchè se no, loro, si offendono.
Magari sono persone conosciute in un forum e si hanno una o due banalissime cose in comune ma poi per il resto non c'è nulla che ci possa legare: nè la politica, nè la cultura, nè altri interessi. Sei maleducato poco espressivo non ascolti gli altri, non capisci una mazza, mi tratti dall'alto in basso, non capisci una cippa di musica o film, sei qualunquista se non fascista e sei magari pure della Lazio, e dovremmo essere amici? ma davero davero davero???
e se ti faccio capire che forse non me ne frega una cippa ti offendi?
ma davero davero davero?
Non parliamo poi del peggio del peggio, dell'invasato da tastiera. di quello che sì è bevuto il cervello dietro alle più assurde teorie complottiste, che crede veramente che il mondo sia dominato dalla setta degli illuminati, dai rettilliani, dalla massoneria e da Big Pharma, oltre che i soliti banchieri ebrei dal naso adunco. A questi si aggiungono animalisti che credono che gli animali siano come nei cartoni animati della Disney, vegetariani-vegani-crudisti-fruttariani-antispecisti che ti scassano le palle con le loro teorie demenzialmente antiscientifiche e cercano di riempirti di sensi di colpa che non hai nessuna voglia di nutrire anche perché sei nato uomo e non ratto o salamandra e se questi possono riempire il mondo delle loro astruse teorie è grazie ai computer e reti create e fatte funzionare dagli uomini e non dai ratti, che la massimo possono, rosicchiando i fili, sabotarle.
Infine i grillini o altri entusiasti delle virtù taumaturgiche e democratiche della Rete che sono ciechi di fronte agli evidenti limiti ed alle evidenti falle del sistema, ed ovviamente non ne vogliono sentir parlare.
Insomma ce n'é abbastanza per averne i cabasisi colmi come la metro nelle ore di punta.
E questo mi sta portando ad usare molto meno Internet che, sì. se usato con moderazione, per prenotare viaggi, acquistare biglietti o cd o dvd, per consultare pochi siti e blog affidabili, è sicuramente un utile strumento, ma se usato per sostituire la vita reale, la democrazia reale, la competenza reale, insomma la realtà, è solo l'ultima e la più pericolosa delle droghe.
domenica, luglio 07, 2013
Rimborsi e falsi moralismi
Leggo
grandi elogi per il "restitution day "organizzato dal M5S. Io ci trovo
come al solito, molta furbizia, molta propaganda, ma sopratutto un
approccio infantile alla politica. vediamo i fatti: sono stati
restituiti allo Stato circa un milione e mezzo di euro. cifra
apparentemente notevole ma che riguarda 3 mensilità. insomma 500.000
euro mensili. Un rapido calcolo fa capire che si tratta di poco
più di 3000 euro a testa su uno stipendio totale di 18.000 euro, in
evidente contraddizione con "non prenderemo più di 2500. euro al mese!"
Già da tempo era stato calcolato che lo stipendio reale del deputato M5S
sarebbe stato di 12.800 euri, in realtà è un po di più, ma vabbé, si
dirà che però almeno loro hanno restituito qualcosa. Non vale molto
ricordare che buona parte dei parlamentari (almeno quelli di CS), da
sempre versano una parte degli emolumenti al proprio partito poichè si
può controbattere che il partito non è lo Stato (anche se dimostra che
non tutti hanno la bava alla bocca quando si tratta di soldi). rimane il
fatto che, se anche tutti gli altri parlamentari facessero altrettano
come il M5S, verrebbero restituiti non più di 3 milioni al mese. Ma il
punto non è nemmeno questo, il punto è, che chi fa il deputato o
senatore è lì per un unico scopo. e cioè proporre e votare leggi. Al
posto di questa cosuccia volontaristica quanto propagandistica, non
sarebbe stato più logico e politicamente valido proporre una riduzione
non una tantum su base volontaria (che già è nelle possibilità) una
riduzione dei vari costi della politica non solo gli stipendi? e non
sarebbe potuta essere fatta con maggiore audacia se il M5S non avesse
sdegnosamente rifiutato un appoggio esterno ad un governo con PD e SEL?
La risposta è evidentemente sì, e allora questo restitution day (mai
dire una frase in italiano, in questo anglofoni come TUTTI gli altri)
appare come il solito giochino del "io sono più bravo di te" basato non
su valutazioni di merito, ma su valutazioni di carattere presuntamente
morale, diciamo su un moralismo un po' infantile, perché il problema non
è bagnare il naso agli altri, ma far cambiare le cose, e questo lo fai
solo con le azioni politiche conseguenti, non con gli atteggiamenti
moralisti e fini a se stessi
domenica, marzo 10, 2013
La grillina, il fascismo e la tentazione totalitaria
Ci sono cose che vorrei evitare di fare, ma alle volte è proprio impossibile non farle; per esempio accusare un gruppo rock che ti piaceva tanto ed inizia a fare dischi scadenti di essersi "venduti".
Oppure dare la colpa all'arbitraggio della sconfitta della squadra del cuore.
Oppure dare del fascista a chi milita in un nuovo raggruppamento politico le cui finalità ti sembrano abbastanza ambigue ed i cui comportamenti ti paiono mascherare una certa tendenza all'autoritarismo.
Però alle volte non si può proprio farne a meno, e se, nei primi due casi, alla fine è una questione soggettiva, nel secondo ci sono elementi oggettivi su cui si può basare il proprio convincimento.
La tendenza al totalitarismo che si annida nel "Movimento 5 Stelle" era già apparsa evidente nel momento della espulsione dei vari"dissidenti", cacciati via senza troppe spiegazioni per quelle che erano cose che, in qualsiasi altro partito (i movimenti non cacciano via nessuno) sarebbero passate del tutto inosservate, insomma poco più che una alzata di sopracciglio.
Ma ci sono vari elementi che fanno pensare che la cosa sia più seria di una semplice intolleranza alla critica o magari antipatia personale.
Questo articolo http://www.quitthedoner.com/?p=1268 spiega in modo molto ben motivato le ragioni per cui una certa diffidenza nei confronti degli scopi del "movimento" sia lecita. Anche Odifreddi, in un modo che mi era sembrato un po' sbrigativo, aveva sentenziato che il M5S era la riedizione del MSI di Almirante.
Perciò le dichiarazioni riportate nel suo blog (quindi non si può dare la colpa ai cattivi giornalisti che strumentalizzano, inventano, mistificano etc etc) della signora Roberta Lombardi che non è una ubriaca che delira dentro un bar (anche se le sue argomentazioni alle volte hanno caratteristiche abbastanza simili a quella di una persona in preda ai fumi dell'alcool) ma la capogruppo parlamentare del M5S, e che quindi deve essere presa sul serio, non possono essere passate sotto silenzio, né banalizzate come semplice ignoranza, ma devono essere seriamente analizzate.
Perché ci dicono molto, moltissimo su certe tendenze nel movimento che stanno sempre più emergendo.
Allora vediamo cosa dice la deputata del "Movimento".
Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, associazione di categoria, partiti e vecchie ideologie e mi chiedo perché.
Perché così tante persone, scontente dello situazione attuale, comprensibilmente preoccupate per il futuro loro e dei loro figli, giustamente indignate di fronte alla pochezza morale ed intellettuale di una classe dirigente inadeguata sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA difendono ancora strenuamente i simboli di un modo di pensare e creare la società VECCHI e che hanno ESAURITO la loro missione storica?
Notare subito che vengono definiti paladini dello status quo coloro che non sono d'accordo con "il movimento" come se ci fossero solo due alternative "Noi" e "Loro"
Il modo di pensare altrui è "vecchio" ed ha esaurito la missione storica: la prova di questo ? non c'è la signora lo dice e noi dobbiamo crederci. Proseguiamo
Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso.
Ora io chiedo un poco di comprensione al mio lettore. Sono laureato in Scienze Politiche, per quel poco o niente che conta, e so distinguere tra il linguaggio ed i concetti politici e la chiacchiera da bar.
Ecco qui siamo nel secondo caso, anche come scrittura. Ok non voglio fare il professorino ma non riesco a non ridere di fronte alla parte che ho grassettato. La dimensione nazionale di comunità non era affatto attinta a piene mani dal socialismo, per quel poco che riesco a comprendere di una frase così confusa, la comunità di riferimento del socialismo, nelle sue varie componenti ideologiche dall'anarchismo al comunismo, si riferisce al proletariato internazionale, mentre la comunità fascista di riferimento è quella della nazione . Dal che derivano idee del tutto opposte sulla guerra, tanto è vero che Mussolini venne espulso dal PSI in quanto acceso interventista. Che il fascismo avesse un alto senso dell stato non c'è da dubitarne, visto che divenne presto una dittatura totalitaria e che Mussolini soleva dire orgogliosamente, "tutto nello Stato e niente contro lo Stato". E la tutela della famiglia si esplicò riducendo il salario alle donne (anche agli uomini per dire il vero ma in misura minore) e nel convincere le donne italiane a fare figli per la patria per poi mandarli a morire. Lasciamo stare che è difficile poi dividere l'aspetto "sprangaiolo e razzista" del fascismo ovvero la prassi della violenza, che è un elemento ideologico fondante nel fascismo, mica una dura necessità, dall'essenza dello stesso, basato sulla gerarchia e l'ineguaglianza.
Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l’esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro.
Questo, seppure detto in modo un poco grossolano, è vero. Diciamo che è una ovvietà. Però se non sono fascisti o comunisti ad aver fatto le cose di cui sopra, chi è stato? IO direi ad occhio e croce le politiche liberiste e, detta in una sola parola, il capitalismo.
A questo punto uno si aspetterebbe una risposta a questa domanda, ma la Lombardi preferisce svicolare e si mette a sparare col bazooka per colpire un moscerino, come suol dirsi.
E così prosegue...
Se parliamo dei sindacati chiedendone l’abolizione, ti tacciano di voler tornare indietro alla rivoluzione industriale. Anche qui, i sindacati hanno esaurito una missione nel momento in cui si sono trasformati in grumi di potere che mercanteggiano soldi, cariche, proprietà con quelli che dovrebbero essere i loro interlocutori dall’altra parte della barricata ma che sono diventati i loro complici di inciuci alle spalle dei lavoratori. Non si tratta di negare la fondamentale funzione che storicamente hanno avuto, ma oggi non è più così e quindi meglio pensare a qualcosa di nuovo che tuteli i diritti dei lavoratori.
Discorso simile per le associazione di categoria: potevano avere un senso nel medioevo ma delle corporazioni hanno perso lo spirito mutualistico per trasformarsi in caste e castine o lobby che cercano sponde politiche ad ogni tornata elettorale. Organizzano tavole rotonde con i vari candidati e cercano di tirarli dalla loro parte lusingandone la voglia di consenso. Presidenti o segretari ti chiamano chiedendoti una candidatura che porterebbe al tuo movimento tanti tanti voti di cui non sai che fartene, se quello che cerchi sono cittadini attivi e non automi della croce sulla scheda elettorale.
Di fronte a tale prosa, aggressiva quanto squinternata, si rimane a bocca aperta. A parte la barcata di luoghi comuni sui sindacati, considerati, alla stregua dei partiti, un tutt'uno, corrotto e storicamente superato, c'è da chiedersi come pensa la signora di tutelare gli interessi di categoria, se non vi sono più luoghi di rappresentanza degli stessi. Mi chiedo se un dipendente viene licenziato, o non gli viene pagato lo stipendio, a chi si debba rivolgere. Ed un commerciante strozzato dalle tasse, o che ha problemi bruocratici, od un inquilino e via discorrendo . A parte il sottinteso dittatoriale di tale affermazione. Un conto è voler riformare sindacati ed associazioni di categoria, un conto è abolirle. Cosa prevede la signora, anzi la "cittadina" Lombardi: campi di prigionia oppure bastonate ed olio di ricino per i disobbedienti?
Ma sopratutto come pensa di tutelare e rappresentare i vari interessi che in una società pluralista sono il fondamento ed il sale della società?
Vediamo la risposta....
Purtroppo la storia , soprattutto la nostra, ci ha dimostrato che ogni filtro o intermediario posto tra cittadino e cittadino nel tempo si è trasformato in una barriera allo sviluppo di rapporti sociali, economici, lavorativi.
Una società fluida ed interconnessa permette uno scambio paritario e la creazione dinamica di reti che si compongono intorno ad idee. Questo è il salto nel vuoto di cambiare il proprio modo di pensare in modo radicale e nuovo.
Passiamo dalla società delle divisioni alla società delle connessioni.
Quindi abolizione di ogni intermediario fra "cittadino e cittadino", quindi niente puù contratti di lavoro collettivi, ad esempio, ma ogni persona dovrebbe andare dal datore di lavoro a contrattare individualmente le condizioni di lavoro, come fanno i calciatori o i cantanti. Nemmeno, perché i primi hanno i procuratori, ed i secondi hanno i manager, che pur sempre un filtro lo sono.
La seconda frase è una di quelle frasi prive di senso che funzionano in qualche chat e fanno dire agli ingenui "Ullalà come sei intelligente" ma, fuori di quel contesto, dimostrano solo povertà concettuale.
La frase che ho grassetato merita un filo di analisi in più, per capire cosa possa significare.
Mi viene in mente l'adagio del grande Totò, "perché ndinghete, ndranghete!", ma sarebbe sbrigativo voglio capirne il significato.
Significa forse che ci connettiamo alla rete e così facendo risolviamo i problemi?
Non credo, ci sarebbe un filtro ugualmente. Quello è solo un modo per rendere più veloce la comunicazione e magari la burocrazia, non è la panacea per risolvere i problemi.
Mi viene in mente, allora, che Mussolini abolì i sindacati e li sostituì con le corporazioni, che avrebbero rappresentato lavoratori ed imprenditori allo stesso modo. I risultati non furono eccelsi, però questo spiega mi pare in modo evidente di che tipo siano certe idee che circolano nel M5S.
Non è il fascismo, per tante ragioni storiche, però alcune suggestioni che si ritrovano al suo interno, provengono da lì.
Se uniamo tante cose, non ultima la dichiarazione di Grillo in persona, che sogna di avere il 100% dei parlamentari ai suoi ordini, il sospetto che vi sia una tentazione totalitaria, forse non maggioritaria, ma comunque forte all'interno del M5S, si rafforza notevolmente.
PS
Mi giunge notizia che la deputata Lombardi, mentre completavo queste righe, avrebbe affermato che l'articolo 18 è una aberrazione. Proprio così, una aberrazione.
Il che rende evidente da che parte sia schierata.
Oppure dare la colpa all'arbitraggio della sconfitta della squadra del cuore.
Oppure dare del fascista a chi milita in un nuovo raggruppamento politico le cui finalità ti sembrano abbastanza ambigue ed i cui comportamenti ti paiono mascherare una certa tendenza all'autoritarismo.
Però alle volte non si può proprio farne a meno, e se, nei primi due casi, alla fine è una questione soggettiva, nel secondo ci sono elementi oggettivi su cui si può basare il proprio convincimento.
La tendenza al totalitarismo che si annida nel "Movimento 5 Stelle" era già apparsa evidente nel momento della espulsione dei vari"dissidenti", cacciati via senza troppe spiegazioni per quelle che erano cose che, in qualsiasi altro partito (i movimenti non cacciano via nessuno) sarebbero passate del tutto inosservate, insomma poco più che una alzata di sopracciglio.
Ma ci sono vari elementi che fanno pensare che la cosa sia più seria di una semplice intolleranza alla critica o magari antipatia personale.
Questo articolo http://www.quitthedoner.com/?p=1268 spiega in modo molto ben motivato le ragioni per cui una certa diffidenza nei confronti degli scopi del "movimento" sia lecita. Anche Odifreddi, in un modo che mi era sembrato un po' sbrigativo, aveva sentenziato che il M5S era la riedizione del MSI di Almirante.
Perciò le dichiarazioni riportate nel suo blog (quindi non si può dare la colpa ai cattivi giornalisti che strumentalizzano, inventano, mistificano etc etc) della signora Roberta Lombardi che non è una ubriaca che delira dentro un bar (anche se le sue argomentazioni alle volte hanno caratteristiche abbastanza simili a quella di una persona in preda ai fumi dell'alcool) ma la capogruppo parlamentare del M5S, e che quindi deve essere presa sul serio, non possono essere passate sotto silenzio, né banalizzate come semplice ignoranza, ma devono essere seriamente analizzate.
Perché ci dicono molto, moltissimo su certe tendenze nel movimento che stanno sempre più emergendo.
Allora vediamo cosa dice la deputata del "Movimento".
Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, associazione di categoria, partiti e vecchie ideologie e mi chiedo perché.
Perché così tante persone, scontente dello situazione attuale, comprensibilmente preoccupate per il futuro loro e dei loro figli, giustamente indignate di fronte alla pochezza morale ed intellettuale di una classe dirigente inadeguata sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA difendono ancora strenuamente i simboli di un modo di pensare e creare la società VECCHI e che hanno ESAURITO la loro missione storica?
Notare subito che vengono definiti paladini dello status quo coloro che non sono d'accordo con "il movimento" come se ci fossero solo due alternative "Noi" e "Loro"
Il modo di pensare altrui è "vecchio" ed ha esaurito la missione storica: la prova di questo ? non c'è la signora lo dice e noi dobbiamo crederci. Proseguiamo
Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso.
Ora io chiedo un poco di comprensione al mio lettore. Sono laureato in Scienze Politiche, per quel poco o niente che conta, e so distinguere tra il linguaggio ed i concetti politici e la chiacchiera da bar.
Ecco qui siamo nel secondo caso, anche come scrittura. Ok non voglio fare il professorino ma non riesco a non ridere di fronte alla parte che ho grassettato. La dimensione nazionale di comunità non era affatto attinta a piene mani dal socialismo, per quel poco che riesco a comprendere di una frase così confusa, la comunità di riferimento del socialismo, nelle sue varie componenti ideologiche dall'anarchismo al comunismo, si riferisce al proletariato internazionale, mentre la comunità fascista di riferimento è quella della nazione . Dal che derivano idee del tutto opposte sulla guerra, tanto è vero che Mussolini venne espulso dal PSI in quanto acceso interventista. Che il fascismo avesse un alto senso dell stato non c'è da dubitarne, visto che divenne presto una dittatura totalitaria e che Mussolini soleva dire orgogliosamente, "tutto nello Stato e niente contro lo Stato". E la tutela della famiglia si esplicò riducendo il salario alle donne (anche agli uomini per dire il vero ma in misura minore) e nel convincere le donne italiane a fare figli per la patria per poi mandarli a morire. Lasciamo stare che è difficile poi dividere l'aspetto "sprangaiolo e razzista" del fascismo ovvero la prassi della violenza, che è un elemento ideologico fondante nel fascismo, mica una dura necessità, dall'essenza dello stesso, basato sulla gerarchia e l'ineguaglianza.
Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l’esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro.
Questo, seppure detto in modo un poco grossolano, è vero. Diciamo che è una ovvietà. Però se non sono fascisti o comunisti ad aver fatto le cose di cui sopra, chi è stato? IO direi ad occhio e croce le politiche liberiste e, detta in una sola parola, il capitalismo.
A questo punto uno si aspetterebbe una risposta a questa domanda, ma la Lombardi preferisce svicolare e si mette a sparare col bazooka per colpire un moscerino, come suol dirsi.
E così prosegue...
Se parliamo dei sindacati chiedendone l’abolizione, ti tacciano di voler tornare indietro alla rivoluzione industriale. Anche qui, i sindacati hanno esaurito una missione nel momento in cui si sono trasformati in grumi di potere che mercanteggiano soldi, cariche, proprietà con quelli che dovrebbero essere i loro interlocutori dall’altra parte della barricata ma che sono diventati i loro complici di inciuci alle spalle dei lavoratori. Non si tratta di negare la fondamentale funzione che storicamente hanno avuto, ma oggi non è più così e quindi meglio pensare a qualcosa di nuovo che tuteli i diritti dei lavoratori.
Discorso simile per le associazione di categoria: potevano avere un senso nel medioevo ma delle corporazioni hanno perso lo spirito mutualistico per trasformarsi in caste e castine o lobby che cercano sponde politiche ad ogni tornata elettorale. Organizzano tavole rotonde con i vari candidati e cercano di tirarli dalla loro parte lusingandone la voglia di consenso. Presidenti o segretari ti chiamano chiedendoti una candidatura che porterebbe al tuo movimento tanti tanti voti di cui non sai che fartene, se quello che cerchi sono cittadini attivi e non automi della croce sulla scheda elettorale.
Di fronte a tale prosa, aggressiva quanto squinternata, si rimane a bocca aperta. A parte la barcata di luoghi comuni sui sindacati, considerati, alla stregua dei partiti, un tutt'uno, corrotto e storicamente superato, c'è da chiedersi come pensa la signora di tutelare gli interessi di categoria, se non vi sono più luoghi di rappresentanza degli stessi. Mi chiedo se un dipendente viene licenziato, o non gli viene pagato lo stipendio, a chi si debba rivolgere. Ed un commerciante strozzato dalle tasse, o che ha problemi bruocratici, od un inquilino e via discorrendo . A parte il sottinteso dittatoriale di tale affermazione. Un conto è voler riformare sindacati ed associazioni di categoria, un conto è abolirle. Cosa prevede la signora, anzi la "cittadina" Lombardi: campi di prigionia oppure bastonate ed olio di ricino per i disobbedienti?
Ma sopratutto come pensa di tutelare e rappresentare i vari interessi che in una società pluralista sono il fondamento ed il sale della società?
Vediamo la risposta....
Purtroppo la storia , soprattutto la nostra, ci ha dimostrato che ogni filtro o intermediario posto tra cittadino e cittadino nel tempo si è trasformato in una barriera allo sviluppo di rapporti sociali, economici, lavorativi.
Una società fluida ed interconnessa permette uno scambio paritario e la creazione dinamica di reti che si compongono intorno ad idee. Questo è il salto nel vuoto di cambiare il proprio modo di pensare in modo radicale e nuovo.
Passiamo dalla società delle divisioni alla società delle connessioni.
Quindi abolizione di ogni intermediario fra "cittadino e cittadino", quindi niente puù contratti di lavoro collettivi, ad esempio, ma ogni persona dovrebbe andare dal datore di lavoro a contrattare individualmente le condizioni di lavoro, come fanno i calciatori o i cantanti. Nemmeno, perché i primi hanno i procuratori, ed i secondi hanno i manager, che pur sempre un filtro lo sono.
La seconda frase è una di quelle frasi prive di senso che funzionano in qualche chat e fanno dire agli ingenui "Ullalà come sei intelligente" ma, fuori di quel contesto, dimostrano solo povertà concettuale.
La frase che ho grassetato merita un filo di analisi in più, per capire cosa possa significare.
Mi viene in mente l'adagio del grande Totò, "perché ndinghete, ndranghete!", ma sarebbe sbrigativo voglio capirne il significato.
Significa forse che ci connettiamo alla rete e così facendo risolviamo i problemi?
Non credo, ci sarebbe un filtro ugualmente. Quello è solo un modo per rendere più veloce la comunicazione e magari la burocrazia, non è la panacea per risolvere i problemi.
Mi viene in mente, allora, che Mussolini abolì i sindacati e li sostituì con le corporazioni, che avrebbero rappresentato lavoratori ed imprenditori allo stesso modo. I risultati non furono eccelsi, però questo spiega mi pare in modo evidente di che tipo siano certe idee che circolano nel M5S.
Non è il fascismo, per tante ragioni storiche, però alcune suggestioni che si ritrovano al suo interno, provengono da lì.
Se uniamo tante cose, non ultima la dichiarazione di Grillo in persona, che sogna di avere il 100% dei parlamentari ai suoi ordini, il sospetto che vi sia una tentazione totalitaria, forse non maggioritaria, ma comunque forte all'interno del M5S, si rafforza notevolmente.
PS
Mi giunge notizia che la deputata Lombardi, mentre completavo queste righe, avrebbe affermato che l'articolo 18 è una aberrazione. Proprio così, una aberrazione.
Il che rende evidente da che parte sia schierata.
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