venerdì, novembre 17, 2006

Democratico? No, Sandinista!


Grande rilievo è stato dato alle cosidette elezioni di mid-term svoltesi negli Stati Uniti d'Anerica, con le quali è stata rinnovato metà del parlamento statunitense. La preannunciata vittoria dei democratici è stata salutata come una grande svolta, nonostante il potere rimanga saldamente in mano all'Imperatore George W. Bush e alla sua accolita di Neo-Con.
E sopratutto nonostante in realtà questa "grande svolta" non sia affato tale. Infatti i due terzi dei parlamentari democratici eletti e della nuova leadership democratica , è favorevole alla cosidetta "Guerra al terrorismo" solo la vuol fare in modo diverso, così come la gran parte dei deputati democratcii non ha nulla in contrario alle nuove leggi americane, che permettono di arrestare chiunque senza prove, senza difesa e senza dirgli perché è arrestato, ed infine processarlo e condannarlo usando come prove le confessioni strappategli in prigionia, senza esclusione di mezzi di tortura. In sostanza, in quello che viene considerato il "faro dell? Occidente" lo Stato si riserva il diritto di rapire i suoi cittadini e torturarli fino a che questi si confessino colpevoli. Altro che "Più grande democrazia del pianeta" Qui,(anzi, lì) siamo in pieno medioevo, malamente masherato da elezioni in cui settori della stessa Plutocrazia statunitense si combattono al solo scopo di conquistare poltrone e cariche pubbliche, che comportano affari per lor e per le lobbies che rappresentano.
Dimenticate dai MassMedia filoYankee si sono svolte, negli stessi giorni, le elezioni in Nicaragua, un paese considerato "Il giardino di casa" dagli USA. Un paese martoriato prima dalla dittatura filoamericana di Somoza, poi, dopo la rivoluzione sandinista, che aveva dato vita ad un interessante esperimento di socialismo democratico ( cosa ben diversa dalla putrefatta socialdemocrazia europea ) dal Terrorismo dei Contras, finanziati e armati da Stati Uniti e da personaggi come il presidente Noriega, a sua volta poi detronizzato dai suoi padroni a stelle e striscie.
Infine è stato sottoposto a 15 anni di "cura" neoliberista, che hanno ridotto il paese (tranne la solita minoranza di sfruttatori e arrichiti) in miseria. E non lo dico per sentito dire, ma perché ho avuto l'occasione di parlare con Nicaraguensi e persone che ben conoscono quel paese.
Queste elezioni hanno decretato la vittoria del Fronte Sandinista dell'Ex Presidente Ortega. con oltre il 40% dei voti.
Ortega è un personaggio dal grande passato ma un po'"sputtanato": è stato invischiato in storie di corruzione, ha annacquato fortemente le sue originarie idee socialiste, ha ceduto alle pressioni della potente CHiesa CAttolica locale per accettare la messa al bando dell'aborto, ecc.
Insomma, come spesso accade. è il meno peggio, e non il meglio.
Non c'è da stuprisi quindi dell'affermazione dei sandinisti rinnovatori, che hanno raccolto un promettente 7% .
Per l'intanto un altro paese latino-americano sfugge all'abbraccio soffocante di Washington e dei suoi economisti liberisti.
Al resto ci penserà il popolo Nicaraguense, che ben sa che solo una possente spinta dal basso può evitare il ritorno di vecchie e nuove oligarchie e aprire ad una democrazia diretta e autogestita sulle'sempio del Chiapas.

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