mercoledì, marzo 21, 2007

Consumismo come Tossicomania

Qaulche tempo fa mi giunge un SMS dal "mio " operatore telefonico. Il messaggio mi comunica che, al semplice costo di una ricarica, avrò la bella opportunità di avere ben €50 di risparmio. Per essere più precisi, mi assicura che avrò 50 € di telefonate gratuite al mese per quattro mesi. Però, attenzione, questi 50 € di telefonate non sono cumulabili, e quindi, alla fine dei quattro mesi, se non le avessi usate, sarebbero scomparse evaporate nel nulla.
Per non sapere né leggere né scrivere, mi faccio la mia ricarica perché "chissà poi"
A questo punto devo confessare un peccato originale del sottoscritto. Sono un pessimo consumista, almeno per quanto riguarda il cellulare. A parte qualche sms, e qualche telefonata rapida di emergenza, il cellulare non lo uso.
Dopo qualche giorno mi trovo a riflettere sul perché di questa "generosissima" offerta. Dal momento che, apparentemente, il gestore non ci guadagna nulla, anzi ci perde, perché non guadagna dalle tue telefonate, non riesco a capire il perché di una così vantaggiosa offerta.
Ma dal momento che "nulla si fa per nulla" e che, molto probabilmente, il mio scarso traffico è stato notato dal gestore stesso, mi viene in mente la possibile risposta.
La tattica è quella usata dai Pusher: dare la "roba" a poco prezzo, o al limite gratis, in modo tale che il consumatore novizio sia incoraggiato a consumarne il più possibile, fino a che, bello intrippato e ormai tossicodipendente, accetterà il prezzo impostogli dal pusher.
Consumi poche telefonate? E allora diamo 50 € al mese, non cumulabili, e che quindi non puoi ripartire che so, su 12 mesi, ma devi spendere in quel mese, e poi, quando avrai sviluppato l'abitudine di telefonare ogni 3x2, allora tornerai alla tua vecchia tariffa, e allora accipicchia se consumerai e farai salire il fatturato dell'azienda.
Hanno fatto i conti senza l'Oste, perché i miei consumi non sono affatto aumentati.
Creare bisogni immaginari (come quello di "essere in comunicazione col mondo" come se ciò fosse possibile!) per poi rivenderteli come un tuo bisogno.
" Il mercante di droga non vende il suo prodotto al consumatore, ma il consumatore al suo prodotto." scriveva William Burroughs.
Non siamo molto lontani da questo.

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