martedì, giugno 23, 2009

La lezione dei ragazzi iraniani

Confesso la mia ignoranza sull'Iran e su quanto sta succedendo in quel paese,
Parlo di ignoranza nel senso che dell'iran so, più o meno, quello che sanno tutti, ovvero molto poco.
Di quel paese so che c'era una dittatura filoamericana, quella dello Scià, che dopo una rivoluzione incruenta, fu sostituita da una dittatura del clero scita, guidata dal principio dall'Ayatollah Komeini, dittatura che dura tutt'oggi, anche dopo la morte di komeini.
Questa dittatura, o se preferiamo regime, non è monolitica, ma consente una certa dialettica interna, tanto che ogni tanto ci sono delle elezioni con diversi concorrenti.
Che questa dialettica, per quanto limitata all'interno dei confini ideologici della "repubblica islamica" non sia puramente di facciata lo dimostra in fondo anche quanto sta accadendo, anche se quanto sta accadendo non mi è affatto chiaro.
Ci sono stati dei brogli elettorali? E se sì ( e ormai pare confermato persino da fonti interne al regime) quanto hanno influito sul risultato finale? quanto sono stati decisivi? E perché l'opposizione riformatrice, sapendo come funzionano le cose, non si è mossa prima, chiedendo l'invio di osservatori internazionali?
Ed infine, quale sbocco possono avere le proteste?
Non mi piace per nulla Admenijhad (o come cavolo se ciama), ma diffido anche del suo avversario, di uno che manda (in)-coscientemente i propri seguaci "al martirio" mentre lui sta al calduccio mi viene istintivamente da diffidare, anche perché, alla fin della fiera, condivide con il suo avversario la stessa cultura di fondo, le stesse responsabilità e, probabilmente, la stessa brama di potere.
Temo molto che i ragazzi ed i giovani che scendono nelle strade siano strumentalizzati per giochi di potere che poco o nulla hanno anche vedere con le loro idee, con le loro ispirazioni, con la loro voglia di libertà.
Ma nonostante ciò, anzi forse proprio per questo, non posso che simpatizzare per loro, non posso che ammirare il loro coraggio e la magnifica ostinazione con cui sfidano il regime.
Non posso non sperare che la loro protesta disperata possa sortire qualche effetto.
Tra chi usa solo bastoni e violenza e chi usa la propria ragione e la propria voglia di libertà la scelta è obbligata.
Non posso che ammirare chi rischia la propria vita, la propria gioventù, e si mette in gioco fino alle estreme conseguenze.
I giovani iraniani stanno dando a tutti noi, ormai assuefatti a tutto e molli come fichi, una grande lezione civile ed umana.
Una lezione di dignità e di libertà.
Ascoltiamola....

1 commento:

upupa ha detto...

I giovani iraniani stanno rischiando quotidianamente la vita per il desiderio di libertà...a loro va tutta la mia stima!
Noi dobbiamo avere gli occhi aperti per non farcela "scippare" la libertà...