mercoledì, ottobre 07, 2009

Lasciami entrare- Un gelato al sapor di vampiro


Lasciami entrare è un film svedese, di cui avevo sentito parlare, e bene, nei mesi passati, perciò me lo sono fatto spedire via internet insieme ad un po' di altra roba (roba nel senso di Dvd, si intende).
Il regista è Tomas Alfredson, che francamente non so chi sia,ed è tratto da una novella di Lindqvist. Sarà forse per il tema o per la sua origine letteraria, fatto sta che il film è stato paragonato a Twilight.
Credo siano altri i paragoni da fare, ma andiamo ai fatti.
Il film narra di un ragazzino,Oskar, al solito figlio di genitori divorziati,introverso e tartassato da compagni di scuola bulli. Vicino a lui viene ad abitare una strana ragazzina, che ben presto Oskar scopre essere una vampira.
Senza addentrarci nella trama (non particolarmente originale, come si sarà capito) notiamo i tratti orginali della vicenda. IL vampiro, di norma adulto e maschio, qui è una bambina, e nel film non è visto come una minaccia, ma casomai come una risorsa, che il protagonista impiega, più o meno consapevolmente, per riscattarsi e per crescere.
Va notato poi che non ci sono i classici luoghi comuni dei film vampirici per cui niente canini ipersviluppati (anche se poi nel mostrare le conseguenze del morso del vmapiro il regista ci mostra i classici due buchi...)pipistrelli o croci, anche se gli elementi della mitologia vampirica non vengono chiariti, per cui non si sa bene cosa facciano i vampiri, come si distruggano etc.
Il rapporto fra i due bambini è ben delineato, anche se in qalche momento appare meccanico.
Questi gli elementi a mio avviso positivi, che però sono bilanciati da elementi negativi.
Innanzitutto il ritmo è lento, e diciamo pure che il film si sveglia dopo una cinquantina di minuti buoni, in secondo luogo la tecnica registica è alquanto limitata, e le riprese in campo lungo si sommano una dietro l'altro, alternandosi ad inquadrature che più scontate non si potrebbe.
La recitazione degli attori non è gran cosa, per limitarci ai due protagonisti, (gli altri essendo puramente di contorno) direi che il ragazzino è veramente uno stoccafisso, con espressione cadaverica per rimanere in tema, mentre la vampiretta riesce effettivamente ad essere inquietante ed innocente al tempo stesso, e riesce a reggere il film praticamente da sola.
In aggiunta diciamo che la trama e la sceneggiatura, pur essendo decenti, non sono immuni da pecche e momenti scontati, un paio di scene azzeccate ci sono, ma per il resto siamo al minimo sindacale.
In buona sostanza non ho trovato questo film all'altezza della sua fama, sopratutto se paragonato a film come Il buio si avvicina un film indubbiamente con molto più ritmo e molto più delineato nei personaggi e nella mitologia, oppure al più recente Ginger Snaps film su licantrope adolescenti che veramente spaventava da un lato e in cui le metafore sul sesso e la morte erano facilmente leggibili ma anche molto azzeccate.
Anche in questi film il punto di vista prevalente era quello del mostro(o di qualcuno molto vicino)però non vi era solo questo, ma anche regia, sceneggiatura, originalità.
Provocatoriamente oserei dire che , dato in mano ad un regista americano medio con un budget medio, ne sarebbe uscito qualcosa di migliore, e mi pare il classico film che, per caratteristiche, può piacere presso un certo tipo di pubblico e di critica, più adusi a film d'arte o d'autore che non ai film di genere fantasy/science fiction/horror.
In conclusione un film curioso e interessante sotto certi aspetti, ma assolutamente non una pietra miliare del genere.

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