mercoledì, gennaio 07, 2009

Ma chi sono i Cattivi di Hamas?

In questi giorni di conflitto a Gaza (o sarebbe meglio dire di massacri a Gaza) si palra molto di Hamas.
Il pensiero unico su Hamas non lascia dubbi o scampo: si tratta, secondo i politici e i media mainstream, ma anche secondo molti altri osservatori, di una organizzazione estremista, terrorista, integralisti legati a doppio filo all'Iran, e che propugna la distruzione totale di Israele e di "ogni ebreo " (addirittura!). Inoltre avrebbero fatto un colpo di Stato (per il vero di mezzo Stato, anzi di mezzo Non Stato, visto che i Palestinesi ne sono ufficialmente privi, altrimenti quale sarebbe il problema?) contro i "buoni" di Al Fatah (cattivi fino all'altro ieri, ma se si è rivalutato Gheddafi, perché non anche quell'amabile fessacchiotto di Abu Mazen?).
Ora, io non sono, nè voglio spacciarmi per un esperto di cose medio-orientali, o arabe, e tantomeno di Hamas, ma a naso, e ad orecchio pure, tendo un po' a diffidare del pensiero unico semplificatore, anche perchè alcune cose sono palesemente false.
In particolare dove si fa credere che Hamas abbia fatto un colpo di Stato, quando è noto che Hamas aveva vinto in modo inequivocabile le elezioni, prendendo percentuali di voto che arrivavano al 70%. Però è stato tenuto fuori dal Governo e con la forza: Al Fatah (che aveva raccolto percentuali ridicole alle elezioni) è stato armato da Israele nel tentativo di limitare la forza di Hamas alla sola Gaza, per le ragioni che sono poi sotto gli occhi di tutti, ora.
Non mi risulta poi che Hamas voglia la distruzione di Israele e di "ogni ebreo" anche se non escludo, anzi ritengo probabile, che vi siano degli estremisti al suo interno che propagandano tale obiettivo. E' anche vero che la destra israeliana ( che assoma almeno ad un quarto del parlamento Israeliano) propone esattamente la stessa cosa: la cacciata di ogni arabo, compresi quelli già all'interno di Israele, e la riduzione di tutti i "gentili" (ovvero i non ebrei) a cittadini di rango inferiore. Solo che queste posizioni, in fondo più inquietanti, in quanto provengono da chi ha dei mezzi a disposizione ben più forti ( o potrebbe averne) non vengono altrettanto chiaramente identificate, nè condannate.
In ogni caso uno sguardo un po' diverso ci viene dato da questo articolo tradotto dall'edizione on line del Times.
Sì, proprio così, il prestigioso giornale inglese, mica una Liberazione qualsiasi....
Da rifletterci su un attimo.

1 commento:

cometa ha detto...

Caro Pablo,
volevo scrivere un commento, ma dal momento che stava venendo un po' lungo ho preferito metterlo sul mio blog, con un link al tuo testo.
Lo trovi qui.
Ciao! cometa