sabato, marzo 27, 2010

Regionali? Trionfo o tonfo per Mister B. & Co.?


Domani e dopodomani si terranno le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali di 13 regioni.
Qualche mese fa Berlusconi e i maggiorenti del PDL si dicevano sicuri di un loro trionfo, puntavano esplicitamente a conquistare almeno 5 regioni, per un totale di 7 a 6, ma qualcuno si spingeva oltre, pronosticando addirittura ribaltoni nelle regioni storicamente rosse come la Liguria.
I sondaggi però si sono fatti man mano meno trionfali, vuoi per i vari scandali che hanno coinvolto vari personaggi vicini al governo, in particolare Bertolaso, vuoi perché l'opinione pubblica è stata informata attraverso la protesta delle carriole a L'Aquila, che il miracolo di cui il governo si era vantato per mesi non era tale, vuoi per la crisi economica che continua a mordere i redditi e la vita di milioni di italiani (la gran parte, diciamo).
Ed ecco che lo stesso Berlusconi si è fatto più prudente, arrivando a dire, dapprincipio, che contavano i voti totali e non il numero di regioni, poi, che bastava strappare un paio di regioni al "nemico" (Calabria e Campania in particolare) e, infine, che ne bastava anche una sola.
Evidentemente sanno qualcosa che noi non sappiamo, ma che, ad occhio e croce possiamo intuire. Mi è capitato di ascoltare diverse persone, che sapevo votare per il Centro destra, decise a non votarlo più ( e parlo anche di elettori leghisti).
Questo non fa una statistica scientifica, però tanti elementi messi assieme danno un quadro della situazione.
Se il Capo in persona si è mosso, andando prima in Campania, poi in Piemonte ed infine nel Lazio per sostenere i candidati, vuol dire che la paura è tanta.
A mio modo di vedere però Berlusconi ha clamorosamente sbagliato, ed è forse la prima volta, tattica.
In effetti politicizzare eccessivamente quelle che sono soltanto elezioni amministrative è un errore, come è sbagliato che il Presidente del Consiglio si metta a fare campagna elettorale, dando l'impressione di essere più preoccupato dei risultati elettorali che non dell'attività di governo.
Inoltre il sovrapporre la propria faccia e personalità a quella dei vari candidati non può che suonare come una mancanza di fiducia nelle capacità dei candidati stessi, e questo non fa buona impressione.
Inoltre questo tipo di tattica si basa sull'assunto che solo il grande capo goda del carisma necessario a convincere gli elettori,e di più si basa sulla convinzione che la fiducia verso di esso sia altissima, cosa che, da quanto sento in giro, non è per nulla vera.
Anche questa censura invocata ed ottenuta contro i vari Santoro non ha fatto di certo un bell'effetto, come pessimo è stato il risultato di quella sparata, ma sarebbe meglio chiamarlo delirio, per cui il Governo avrebbe guarito i malati di cancro entro i prossimi tre anni.
Vedremo quale sarà l'effetto di questa tattica nelle urne elettorali, di certo se Berlusconi uscisse almeno non indebolito, non farà altro che continuare sulla strada finora intrapresa, mentre una sua sconfitta, un ridimensionamento delle sue liste, potrebbe aprire nuovi scenari.

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