giovedì, agosto 23, 2007

Viaggio in Irlanda


Un piccolo racconto della mia esperienza in Irlanda.
Premetto che non era la prima volta che mi recavo in Irlanda,le altre volte però mi ero limitato al sud dell'EIRE, sopratutto Dublino e le città più grosse (cork limerick Galway) più qualche gita. Non potendo muovermi che non mezzi pubblici non vidi molto. Questa volta con la macchina sono potuto andare più a mio piacere, spingendomi in zone alquanto fuori portata, le zone più "selvagge" per così dire. Inoltre ho voluto vedere non solo la parte nord dell'eire ma anche l'irlanda del Nord propriamente detta.

La partenza:
Il mezzo più veloce per andare in Irlanda è l'aereo. Purtroppo esistono pochi voli diretti, il più delle volte si è costretti a fare scalo da qualche parte, Londra, Bruxelles, Parigi. Stavolta è toccato a Francoforte, visto che il volo era con la LUFTHANSA. Soliti controlli di sicurezza prima di partire. Qui voglio aprire una parentesi: capisco la sicurezza, la prudenza eccetera eccetera, ma qualcuno mi spieghi il senso di non consentire liquidi (ovvero acque minerali o succhi di frutta "oltre i 100 ml". Che io sappia l'acqua minerale e il succo di frutta non sono esplosivi. E, se lo fossero, anche 90mil basterebbero. Credo proprio che tra 30 o 40 anni questa epoca verrà ricordata come una delle più paranoiche e deliranti della storia.
Va ben, tiramm'innanz, come disse un simpatico tipografo milanese prima di essere fucilato.
Comuque si arriva e piove. Una costante del viaggio, come vedremo


Guidare in Irlanda
Il mezzo di trasporto prescelto è stata la macchina: lo so, non sono vacanze a basso impatto ambientale come, che so andare in bici, ma l'ultima volta in bici in Irlanda ero finito all'ospedale, e andare su strada con continui saliscendi e piogge intermittenti è un po (tanto) da masochisti.
Per cui sticazzi se l'impatto ambientale è quel che è, peraltro io vado a piedi più o meno tutto l'inverno.
La famosa guida a sinistra (che poi è il contrario, la guida è a destra, ma bisogna tenere la sinistra) si è rivelato uno spauracchio, ma niente più.
IL più grosso problema è che, quando schiacciavo la frizione, automaticamente staccavo la mano destra dal volante, che annaspava nel nulla, o contro il finestrino, prima di tornare al volante, e a quel punto staccavo la mano sinistra e finalmente riuscivo a cambiare. dopo i primi due giorni ho imparato l'automatismo.
Per il resto guidare in EIRE è come stare sulle montagne russe. Nel senso che questi non spianano nemmeno la più piccola delle asperità e così è pieno di dossi, dossetti e dossettini, se prendi un po' di velocità ti fai dei su e giù che ti procurano un certo mal di stomaco.
Glli irlandesi sono tranquilli e gentili, il traffico è scarso, insomma persino per me che non sono di certo un accanito guidatore guidare è stato quasi rilassante. Il quasi si riferisce ai dossi di cui sopra e al traffico di Belfast, che poco ha da invidiare a quello di Milano o Roma.

Mangiare e bere

Poi c'è la questione cibo: noi italiano siamo viziati su questo e quando si va all'estero siamo sempre un po' con la puzza al naso. Io sono anche di Bocca buona, come suol dirsi, ma in Irlanda la puzza al naso è giustificata, vi posso assicurare.
Conoscendo i miei polli (anzi chicken) mi sparavo regolarmente la Irish breakfast (insomma beacon, salsicce, e quant'altro e qualche volta pure l'ovo) tanto sapevo che a mezzogiorno si saltava e alla sera ci si arrangiava. Alla fine non ho mangiato nemmeno male, anche se il pasto migliore è stato, guarda caso, in un ristorante indiano.
Per fortuna c'è la birra anche se, non ci crederete, ma mi sono moderato.

Irlandesi
Ho trovato ospitallità nei B&B e farm house. Semplicemente favoloso quello di Cushendal e molto simpatica la lady che ci ospitava ma comunque sempre ho trovato un abuona accoglienza.
A dire il vero a Belfast mi è parso di stare in una pensioncina più che in un B&B, però le città sono così, sotto ogni latitudine.
Gli irlandesi sono al solito ospitali e se sanno che sei straniero parlano più piano ( a differenza degli inglesi che vanno pure più veloce). L'impiegata del Tourist office di Belfast ci ha fatto lo sconto quando ha saputo che eravamo italiani.



In Irlanda del nord come detto c'è la pace ora, e le formazioni paramilitari, sia cattoliche che protestanti (queste ultime vengono sempre ignorate dai nostri mass-media ma sono sempre state ben presenti ed anche attive)hanno deposto le armi, ma il fuoco cova ancora sotto la cenere. I villaggi e quartieri protestanti sono pieni di bandiere inglesi mentre i cattolici sfoggiano quelle dell'Irlanda ( anche se in misura molto minore),
Ciò lo si vede con chiarezza nei due quartieri contrapposti di Skankill (protestante) e Falls (cattolico). Skankill mi ha fatto un'impressione inquietante. Pieno di bandierine inglesi che manco a Wembley quando gioca l'inghilterra, cose militariste, murales dedicati a Sua Maestà e cose così.
Meglio i murales di Falls, dedicati a varie problematiche, che potremmo definire "antimperialiste", da Cuba alla Palestina, alla guerra di Spagna.




Belfast

Belfast non so dire se mi è piaciuta o meno. Non è male, ma l'ho vista sotto la pioggia intermittente. Alle sei di sera (anzi a partire dalle 5 ) i negozi chiudono. per cui ti trovi a girare in una atmosfera da Ghost city.
Però, casualmente, a quell'ora si riempono i pub.
La città è piena di ragazzi e ragazze agghindati alla moda gothic/emo, con alcune imitazioni di Avril lavigne pure.
Poca polizia in giro comunque, gli irlandesi sembrano tranquilli, questioni religiose a parte.

Paesaggi

La cosa più interessante sono però i paesaggi: il verde è il colore che domina, ma non è un verde chiaro, ma un verde a tinte forti che si unisce al marrone della terra e al, purtroppo, grigio del cielo, comunque creando un insieme di colori veramente unico, molto diverso da quelli a cui siamo abituati. A Giants Causeway il mare del nord così scuro con le sue onde che si infrangono sugli scogli sovrastato da un cielo minaccioso crea un'atmosfera che è veramente qualcosa di particolare.

Le stradine che si inerpicano per sentieri sempre più stretti e impervi, con solo qualche pecora sdraiata pigramente sui margini della strada e nessun'altro intorno sono una delle immagini che mi porterò dietro.
Ho provato a fissare qualcosa di questo con la digitale.






Le foto le ho messe sul mio Myspace se qualcuno vuole darci un occhio e magari un commento è ben gradito


Ritorno

Il ritorno un po' incasinato, l'aereo faceva tappa a Francoforte ma è partito con un'ora di ritardo, così è saltata la coincidenza. HO passato la notte a Francoforte insomma, per fortuna ospitato a gratis nell'albergo della compagnia aerea. Non ho chiuso okkio però.
Ad attendermi ancora pioggia.
Il giorno della partenza suonavano i Manics Street Preachers a Belfast.
A proposito di coincidenze perse....

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