domenica, marzo 09, 2008

Colombia: La tragedia dimenticata



La Colombia è uno di quei paesi da noi lontani di cui non si parla mai, e quando lo si fa, lo si fa con una approssimazione colpevole.
Nelle ultime settimane qualche informazione è giunta per il caso di Ingrid Betancourt, excandidata alle elezioni presidenziali (ex candidata dell'opposizione) rapita dalle FARC, la formazione guerrigliera che è attiva da più di 40 anni e che si distingue soprattutto per i rapimenti di civili. Pochi giorni fa l'attenzione è ritornata su questo paese a causa di una crisi diplomatica con i vicini dell'Ecuador e del Venezuela, generata da una incursione militare in pieno territorio ecuadoregno che ha portato all'uccisione di uno dei leader delle FARC
L'Ecuador ed il Venezuela hanno reagito con durezza a questa provocazione, mirata evidentemente a far saltare ogni dialogo con le FARC, dialogo voluto da molte forze in Colombia e da presidenti di stato esteri come Sarkozy e Chavez, l'uomo più odiato dalla borghesia imperialista (e dai suoi pennivendoli) e che aveva portato alla liberazione di quattro ostaggi, schierando truppe al confine, più a scopo dissuasivo che altro.
Il gesto è stato interpretato dalla stampa internazionale ed italiana, come una minaccia alla Colombia.
A leggere "La Repubblica" ormai diventato un foglio di propaganda imperialista, Il presidente Uribe è una specie di santo, e la minaccia alla pace ed alla democrazia è naturalmente rappresentata unicamente da Chavez.
Il lettore medio non viene per nulla informato su quale sia la vera situazione della Colombia un paese sconvolto da 40 e passa anni di guerra civile, dittature, narcotraffico, dove ci sono tre milioni di profughi, dove i contadini e i sindacalisti vengono ammazzati come mosche dai gruppi paramilitari che appoggiano, e vengono appoggiati, dal Governo.
Riporto qui un brano tratto da LatinoAmerica che dà la misura del dramma Colombiano e delle violenze dell'apparato di potere:
Quattro milioni di persone sono profughe in Colombia, il più alto numero al mondo, più del Darfur, dell’Iraq e dell’Afghanistan. Almeno 3.500 massacri commessi dai paramilitari sono stati censiti dal Movice a partire dal 1982. Sono massacri politico economici come segnala lo stesso Movice: con questi delitti i paramilitari si sono appropriati di 6 milioni di ettari di terra e sono arrivati ad avere il 35% di deputati in parlamento, un vero partito della guerra interno allo Stato e al regime. Tra gli assassinati vi sono stati almeno 1700 indigeni, 2550 sindacalisti e 5.000 militanti di Unión Patriótica, il partito di sinistra vittima di un sistematico sterminio.
Almeno 15.000 persone sono attualmente desaparecidos e, secondo Amnistia Internazionale (qui il rapporto 2007), da quando è cominciata la presunta smilitarizzazione voluta da Uribe i paramilitari avrebbero assassinato almeno altre 3.000 persone. Tra queste sindacalisti (70 nel 2006), giornalisti, professionisti, la società civile, chiunque non abbia voluto abbassare la testa in un paese dove la guerriglia delle FARC sono una conseguenza e una parte del problema di un’ingiustizia senza limiti. Un’ingiustizia coperta dal governo innervato fino al vertice dal narcoparamilitarismo.

Contro questa situazione e i crimini di stato sono scese in piazza a Bogotà e nelle principali città della Colombia centinaia di migliaia di persone in una manifestazione contro i crimini di stato.
Nonostatne le accuse della stampa filogovernativa di essere "la manifestazione delle Farc" e le minacce dei gruppi paramilitari la manifestazione ha avuto enorme successo.
Un momento di speranza per questo tormentato paese.
Altre informazioni sulla tragedia Colombiana sono reperibili qui

2 commenti:

Linus - Iltrenodinotte ha detto...

Ti giro una email arrivatami attraverso la mailing di Redditolavoro di www.ecn.org


COLOMBIA: URIBE CONTINUA AD ORDINARE DI ASSASSINARE SINDACALISTI!



Comunicato della Centrale Unitaria dei Lavoratori (CUT)

La Centrale Unitaria dei Lavoratori della Colombia (CUT) denuncia all’opinione pubblica nazionale ed internazionale, attraverso il proprio Dipartimento dei Diritti Umani e Solidarietà, i seguenti fatti accaduti a partire dalla realizzazione della marcia “Per la Dignità delle Vittime”:

- Gli incessanti attacchi, minacce e persecuzioni contro dirigenti sindacali e difensori dei diritti umani (chiamate telefoniche, sms, e-mail).

- L’attentato ai danni del compagno Rafael Boada, Presidente dell’Unione Nazionale degli Impiegati Bancari (UNEB) sezione Bucaramanga, avvenuto il 7 marzo scorso con spari effettuati da individui che si muovevano su una moto e che hanno impattato il parabrezza del veicolo del compagno Boada.

- L’assassinio della compagna Carmen Cecilia Carvajal Ramírez, docente dell’istituto Normal Superior del municipio di Ocaña (Dipartimento del Norte de Santander) ed iscritta al sindacato ASINORT, avvenuto il 4 marzo scorso mentre si apprestava ad andare al lavoro.

- L’assassinio del compagno Leonidas Gómez Rozo, dirigente nazionale dell’Unione Nazionale degli Impiegati Bancari, membro del Gruppo Nazionale di Educazione della CUT e della direzione del POLO nel distretto di Bogotá. Il compagno Leonidas era scomparso il 5 marzo scorso, per essere poi trovato dai suoi familiari e compagni il giorno 8 marzo, brutalmente assassinato, nel suo appartamento.

- L’assassinio del compagno Gildardo Antonio Gómez Alzate, professore e delegato dell’Associazione degli Istitutori di Antioquia (ADIDA) e membro del Centro Studi e Ricerche Docenti (CEID), ucciso la sera dello scorso sabato 7 marzo.

Al momento della stesura di questa denuncia, purtroppo, i sindacalisti assassinati nel corso di quest’anno sono 9.
Continuiamo ad alzare la voce di denuncia e condanna dello sterminio del movimento sindacale perpetrato con diverse modalità, in particolar modo lo sterminio fisico. Inoltre, esigiamo al governo nazionale, dipartimentale e distrettuale di investigare e fare luce sui fatti.
Esprimiamo le condoglianze e la solidarietà alle famiglie ed alle organizzazioni in lutto.

Domingo Tovar Arrieta
Direttore del Dipartimento Diritti Umani e Solidarietà della CUT

doppiafila ha detto...

Ciao Pablito, ho visto che ogni tanto parli di Colombia: seguiró il tuo blog, perché anche a me il tema interessa!
Saluti, Doppiafila