mercoledì, novembre 11, 2009

Di burocrazia e sprechi

Questa volta non parlo di me, ma di una cosa successa a mio padre, una di quelle piccole cose che però servono da cartina tornasole per capir quale sia lo stato delle cose in Italia ed in particolare in una città come Milano.
Per chi non fosse di Milano andrebbe ricordato, come premessa, che da un paio di anni vige l'Eco-pass.
In cosa consista questo eco-pass è presto detto; non si può entrare con un veicolo privato nella zona centrale di Milano a meno che non si sia residenti in questa zona.
Per dirla in modo migliore, non si può entrare gratuitamente.
Infatti va pagato il cosidetto Eco-pass, una modica cifra che varia a seconda della caducità del veicolo impiegato. Un veicolo nuovo non paga, gli altri pagano.
Bene, detto il preambolo passiamo ai fatti.
A mio padre viene recapitata una comunicazione che lo informa che non ha pagato questo famoso Eco-pass. La trasgressione presunta risale addirittura al 30 giugno.
Fatti i debiti controlli accertiamo che, come pensavamo, l'ecopass era stato pagato, infatti abbiamo la email che ne conferma l'avvenuta attivazione via internet, e quindi il pagamento.
La cosa curiosa non è questa.
La cosa curiosa è che la comunicazione, insomma la multa, è stata inviata per raccomandata.
A firmare l'avvenuta ricezione ci ha pensato la signora che "fa le veci" della portinaia.
E fin qui tutto normale.
Qaulche giorno dopo ci giunge una nuova comunicazione, anche questa consegnataci dalla stessa signora.
La nuova comunicazione ci informa che la precedente comunicazione ci era stata consegnata dopo essere stata firmata dalla, chiamiamola così per comodità, portinaia.
A questo punto, per ridere, ipotizziamo che questa comunicazione sarebbe stata seguita da una terza, e così via ad libitum.
C'è poco da ridere però al pensiero che, partendo da un ipotetico esborso/guadagno di € 2 abbiamo avuto :
Una multa per, vado a memoria circa €80.
Comunicazione della stessa con raccomandata addirittura doppia, con altro esborso pubblico.
Raccomandata da parte di mio padre, in quanto ha deciso di fare ricorso al giudice di pace, avendo pagato e volendo giustamente far valere i suoi diritti, con esborso di € 8.
Una ulteriore gestione del tutto che comporterà altre spese, e altre raccomandate, si presume, per comunicare la decisione finale sul ricorso.
E tutto ciò per incassare €2 con il pretesto, perché di questo si tratta, di diminuire inquinamento e traffico, nobili obiettivi, ma che paiono lontani dall'essere raggiunti, mentre invece l'obbiettivo di ingolfare ulteriormente l'amministrazione, aumentare spese ed esborsi dei cittadini, e anche aumentare i fastidi, sembra ampiamente raggiunto.
Che senso ha tutto questo?

1 commento:

Massimiliano ha detto...

Qualora un atto giudiziario venga consegnato in mani diverse rispetto a quelle del destinatario, viene automaticamente emessa una CAN (Comunicazione di Avvenuta Notifica) nel quale si comunica, per l'appunto, che il detto atto è stato consegnato ad un altro soggetto. Lo impone il decreto Bersani dal marzo dell'anno scorso.