giovedì, gennaio 13, 2011

Referendum o plebiscito?

In queste ore gli operai di Mirafiori stanno votando il cosidetto referendum di ratifica degli "accordi" imposti da Marchionne ai sindacati e da questi sottoscritti, o meglio da una parte di essi.
Questa votazione viene definita referendum, ma non lo è: assomiglia molto di più ad un plebiscito.
Un referendum, o una votazione democratica, comunque la si chiami, è espressione di una libera volontà. perché vi sia una libera volontà sono necessarie alcune condizioni imprescindibili, prima delle quali è che chi vota possa realmente esprimere la propria volontà, ovvero che questa non sia sottoposta a condizionamenti e coartazione.
Questo non si può certo dire di una votazione in cui i votanti sono sottoposti ad un ricatto violento: O votano sì oppure rischiano di perdere il lavoro.
Questo è come votare con la pistola puntata alla testa, non si può certo dire che sia un'espressione di volontà libera.
Se vi puntano una pistola alla tempia e vi chiedono una qualunque cosa, è quasi certo che direte di sì, ed è certo che quello esprime la vostra volontà "in quel momento" tenuto conto della situazione contingente (ovvero della pistola puntata alla tempia) ma molto probabilmente non è la vostra libera volontà, giacché , senza pistola puntata, la vostra risposta sarebbe diversa.
E' chiaro, a questo punto, che non ci troviamo di fronte ad un referendum ma ad un plebiscito.
Caratteristica del plebiscito, tipico dei regimi autoritari, è che ai votanti viene chiesta la conferma di quanto è già stato stabilito dall'autorità.
Scontato quindi l'esito del plebiscito antisindacale della FIAT, appoggiato non a caso dal Duce di Arcore. Non si può certo chiedere agli operai di Mirafiori di fare gli eroi.
Perciò ogni singolo voto contrario, sarà uno schiaffo a Marchionne, ogni No sarà un No alla prepotenza ed alla arroganza,e quindi non conteranno le percentuali, ma il numero dei NO.

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