mercoledì, gennaio 16, 2008

Papa Benedetto XVI : vittima dell'intolleranza laicista o abile politico?


E' da due giorni che tutti i massmedia e gli uomini politici, compattamente ( un evento che succede sempre più spesso, e che trovo preoccupante) ripetono una non notizia, diciamo pure una menzogna, ovvero che "Il Papa non ha potuto parlare all'Università, la Sapienza, è stato censurato".
In realtà, come spesso accade, la realtà dei fatti è stata totalmente distorta e rovesciata.
Riassumiamo: saputo che il Rettore della Sapienza aveva intenzione di invitare Benedetto XVi ad una "lectio magistris" un professore, Marcello Cini, manda una lettera, che viene sottoscritta da 70 suoi colleghi. Successivamente, in una seconda lettera, scambiata per appello, si può leggere
«Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini salvo un particolare, Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend (filosofo viennese e storico della scienza morto nel 1994, ndr): "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano»
In sostanza quello che professori e ricercatori (centinaia) sottolineano è che questo papa vuole sottomettere la ricerca scientifica alla certezza incrollabile della fede, che proprio in quanto tale, con la scienza c'entra come il cavolo a merenda.
Insomma rivendicano l'autonomia della scienza dalla religione.
Una cosa scontata in qualsiasi Stato laico ma, evidentemente non in Italia.
Perché è ovvio, anche se a molti sfugge, che invitare il Papa, questo Papa significa riconoscerne la validità scientifica, riconoscere e legittimare quello che va dicendo. Perché il Rettore non ha invitato Il Presidente della Repubblica Napolitano, se voleva qualcuno di autorevole?
Peraltro qualcuno dovrebbe spiegarmi quale diritto e competenza abbia a parlare alla Sapienza chi (come riportato nelle pagine culturali di La Repubblica del 16 gennaio) ha consigliato di istituire "almeno un esorcista" per diocesi.
Succede poi che gli studenti organizzino qualche protesta, non certo a livello di sassate o bombe molotov, ma un paio di banchetti per le firme, un paio di cene e un paio di striscioni, chiedendo di poter dire la loro, ovvero dialogare.

A questo punto, il Papafa sapere, non prima che il can can mediatico abbia raggiunto l'apice, di rinunciare alla visita etc, insomma di voler evitare il confronto.
Apriti cielo! (è il caso di dirlo) E' un crepitare di dichiarazioni demenziali e un tracimare di vittimismo.
Ora, la notizia che al Papa sia stata tolto il diritto di parola e che vada tutelata la sua libertà d'espressione è una fola ed una sciocchezza gigantesca per i seguenti motivi.
1) Non è di certo la libertà di parola del Papa a dover essere tutelata, visto che le sue parole ci vengono propinate in tutte le salse a tutte le ore del giorno forse anche della notte, senza mai un contradditorio che uno.
In democrazia poi, ad essere tutelate, dovrebbero essere le parole delle minoranze, e non quelle delle maggioranze, vere o supposte che siano.
Non sono di certo i potenti (ed il Papa è uno di loro)a dover essere tutelati, ma, casomai, quelli che si oppongono a costoro. La tutela dei potenti e della loro "Libertà" (ovvero del loro Potere) è portato all'estremo nei sistemi totalitari.
Vale ricordare che chi è stato censurato realmente sono stati i Luttazzi. le Guzzanti, i professori e gli studenti della Sapienza, non certo il Papa, e dagli stessi che, ipocritamente, si stracciano le vesti per la supposta intolleranza altrui.
2) Non c'è stata alcuna censura, ma è Ratzinger che ha rinuciato a parlare, probabilmente perché aveva raggiunto il suo scopo, a meno di pensare che Il Papa e i suoi consiglieri siano dei minus habens ed agiscano in base a non si sa quali impulsi, e non sulla base di calcoli di tipo politico o propagandistici.
3) L'intervento preparato è poi stato letto senza che scoppiasse una bomba sotto il palco o succedesse chissà cosa, quindi, dove sarebbe stata la censura?
Non esiste, semplicemente.
Detto questo e risolta la questione vediamo però il perché dietro a questa vicenda.
Come detto non è serio pensare che il Papa agisca senza una ragione precisa, o che le cose accadano per caso.
Il Papato di Bendetto XVI si è caratterizzato per un interventismo esasperato, con una continua intrusione in affari interni dello Stato Italiano ( o di ciò che ne rimane).
Ora, la Chiesa Cattolica è sempre stata un'istituzione politica, d'altro canto le religioni sono sistemi di menzogne organizzati per scopi politici, e alla politica (nel senso di esercizio del Potere) sono sempre state legate, indirettamente o direttamente.
Ma indubbiamente c'è stato, negli ultimi anni e direi mesi, come un salto di qualità.
Benedetto XVI non si accontenta di influenzare dall'esterno la vita sociale e politica del Belpaese, attraverso moniti di carattere morale come fatto dai suoi predecessori, ma ne vuole dettare l'agenda sui temi politici culturali e persino scientifici.
Quella della Sapienza è solo una tessera del mosaico, una delle tante pedine che viene mossa all'interno di una partita che si svolge, ovviamente su uno scacchiere più ampio (vedi legge 194, vedi Sostegno alle scuole private cattoliche, vedi legge sulla ricerca sulle staminali)
Si tratta di una offensiva a tutto campo, e non c'è dubbio che, prima di sferrarla, abbia anche tastato il terreno per vedere come agire.
Difatti pochi giorni fa aveva chiamato i tre leader delle istituzioni del Lazio, in ordine il sindaco di Roma Walter Cialtroni (ehm Veltroni), il presidente della Provincia di Roma e quello della regione Lazio, cioè più o meno quello che era l'antico Stato Pontificio, in cui il Papa regnava (e c'era la pena di morte, vale ricordare).
Si sa che ha strigliato per bene i tre, cosa alquanto fastidiosa per chi nutre ancora l'antico pregiudizio che le istituzioni dovrebbero essere laiche e che gli eletti dovrebbero essere responsabili di fronte ai propri elettori e non di fronte ad un capo di Stato estero.
Difficile pensare che Ratzinger non abbia sondato il terreno rispetto alla sua visita a La Sapienza. Ed evidentemente ha avuto le risposte che cercava, ovvero si è assicurato l'appoggio quantomeno di Cial...ehm Veltroni.
Infatti, il progetto di Ratzinger non potrebbe proseguire senza avere sponde istituzionali e politiche, e di certo non può bastare l'opposizione di Centro Destra, proprio perché Opposizione e chissà per quanto, ma è necessario avere dei solidi appoggi anche nel (cosiddetto) Centro-Sinistra.
Peraltro Veltroni è uno dei più disponibili a questo tipo di operazioni come dimostra l'allucinante dichiarazione in cui il "Kennedy Italiano" diceva che le intromissioni della Chiesa non sono solo legittime (il che è giù una grossa cazzata) ma anche "opportune". Insomma un incoraggiamento ad intromettersi, ad entrare a pieno titolo e con piena legittimazione nel campo politico.
E non è un caso che lo stesso Veltroni sia stato uno dei più netti a condannare la "censura" (venendo smentito dallo stesso rettore della Sapienza che ha invece affermato che "il dissenso non è intolleranza")
Il problema però, è che se si entra nel campo della politica bisogna anche accettarne le conseguenze, ovvero quello di poter essere contestati, di raccogliere anche dissenso. Anche da "esigue minoranze".
Ammesso che poi lo siano veramente.
Per chi volesse ecco qui il testo degli studenti, gli unici censurati sul serio.

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