lunedì, gennaio 25, 2010

Soddisfazioni


Ci sono giornate o periodi di tempo, anche brevi in cui tutto va storto, nelle piccole e nelle grandi cose. Tipo quando ti si allaga la cantina, ti si intasa il lavandino e tuo fratello ti chiama perché gli si è incastrata la chiave della porta a casa dei tuoi.
E ci sono periodi in cui accadono delle cose, personali o meno, che ti danno soddisfazione.
Per esempio questo week-end.
La Roma che vince all'Olimpico, sì, ma di Torino, con un gol del norvegese Riise al 93' minuto, che è un po' come dire la classe operaia va in paradiso, perché seppur scandinava sempre di classe operaia si tratta, e okey, non è il paradiso, ma solo il terzo posto, però ci si può accontentare.
Poi la sera di domenica vedo l'Inter battere per 2-0 il Milan e anche questa è una soddisfazione. Non sono interista, e mi scoccia l'arroganza di Mourinho, ma la trovo il male minore rispetto all'arroganza e la presunzione del Milan berlusconiano, che pensava di aver già in tasca derby e scudetto, e che non ha saputo nemmeno sfruttare un arbitraggio da ufficio inchieste, per cui l'Inter ha dovuto giocare quasi tutto l'incontro in 10, finendo in 9 e con un discutibile rigore fischiato contro, ma niente, nemmeno fossero stati 10 anni avrebbero potuto violare quella porta, dove Julio Cesar sembrava un superman capace di sfidare le leggi della fisica pur di impedire l'affronto.
D'altro canto contro uno che si chiama Giulio Cesare è meglio non mettersi.
Stamattina poi vengo a sapere che Vendola ha vinto, anzi stravinto le primarie in Puglia ottenendo la candidatura come presidente delle regione per il Centro-sinistra.
E dire che hanno fatto di tutto per esautorarlo, secondo una incompresibile logica politica, la tipica logica da apparato d'alemiano che ha rovinato ogni speranza di rinnovamento della sinistra e del paese.
Ma hanno fatto i conti senza l'oste e l'oste, ovvero gli elettori democratici hanno mandato un messaggio chiaro e preciso.
Vendola ha i suoi difetti, ma è uno dei pochi politici moderni e di sinistra, con una visione non stantia dei problemi e con una certa preparazione culturale e politica, e gode , non a caso, di un ampio consenso.
Insomma, avere la famiglia Agnelli, pardon Elkann, Berlusconi, e Massimo D'alema che rosicano contemporaneamente è una cosa non da tutti i giorni.
Sono soddisfazioni, queste, credetemi.

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