domenica, febbraio 14, 2010

Alcune verità su Bonino & C.


Il recente regolamento approvato dalla commissione bicamerale per la vigilanza sulla Rai con il quale, in nome della cosidetta Par Condicio, si tappa la bocca a qualsiasi voce non alineata sulla RAI e si limita abnormemente ed in modo quasi grottesco gli spazi politici e l'informazione politica ( il decreto non riguarda ovviamente le reti Mediaset, che possono tranquillamente dedicare il 100% dello spazio al Governo o a chi gli apre loro, in quanto non sono servizio pubblico, anche se poi lo rivendicano), votata dal radicale Beltrandi in forza al Partito Democratico, e sottoscritto da Emma Bonino in persona, mi ha ricordato alcune verità che spesso si vuole dimenticare, in nome dell'opportunismo politico o della nefasta idea del "meno peggio"
Queste verità riguardano il Partito Radicale nelle sue varie sfaccettture, o meglio trasformismi, trasformismi che ormai da 25 anni ne contrassegnano e contraddistinguono l'operato.
Da ragazzo i radicali mi erano (relativamente) simpatici: apparivano come un partito non partito, fuori dal gioco, come dei puri che rompevano le uova nel paniere ai potenti, dei Gianburrasca un po caciaroni e confusionari ma essenziali nel portare un po' d'aria nuova nella già allora mefitica aria partitocratica.
Col tempo ho potuto vedere che il loro apparire confusi era una precisa strategia per entrare nei giochi di potere, quel loro chiamarsi fuori era in realtà un volere essere dentro, che i richiami ideologici a Ghandi ed al socialismo dei fratelli Rosselli erano uno specchio per le allodole perché ben altra era l'ideologia a cui si ispiravano e che il loro pacifismo era realmente a senso unico, così come il loro continuo richiamarsi ai principi non-violenti mascherava in realtà una notevole dose di violenza morale, fatta di ricatti, menzogne e insulti e calunnie.
I radicali hanno sempre sostenuto di essere diversi dagli altri partiti, di fare la lotta alla corruzione, di essere contro la partitocrazia: eppure se guardiamo bene il Partito radicale ha sempre fatto parte del sistema partitico, e si è accompagnato ai personaggi più discutibili degli ultimi 25-30 anni.
Tutto iniziò verso la metà degli anni 80, quando i radicali si allearono, con tanto di liste comuni, al PSI di Craxi, un partito di poco più dell'undici per cento di voti, che per sconfiggere la DC aveva copiato i peggiori metodi lotizzatori e di clientielismo della DC, facendo salire il debito pubblico ai livelli astronomici che ancora oggi paghiamo.
I Radicali hanno sempre taciuto sulla corruzione craxiana, e arrivarono a difendere il parlamento degli inquisiti (ben 200 tra parlamentari e senatori).
Hanno sempre combattuto il finanziamento ai partiti, ma in realtà ne hanno sempre goduto, non solo, ma Radio Radicale, una Radio che ha costi bassissimi, ha goduto di grandi finanziamenti pubblici, così come Notizie Radicali, un giornale che tirerà qualche centinaio, forse un paio di migliaia, di copie.
Di più: i radicali hanno sempre giocato su molti tavoli, passando con nonchalance dall'alleanza con la Destra a quella con la Sinistra, per poi dividersi furbescamente in due alle elezioni del 2008.
Nel 1994 Pannella si alleò con Forza Italia di Berlusconi, un personaggio che aveva ben poco a che fare con le sbandierate lotte per i diritti civili, in cambio di una lauta prebenda. Non è diffamazione, ci sono dichiarazioni ufficiali dell'epoca e addirittura Pannella minacciò di causa Berlusconi se non avesse pagato quanto pattuito.
Lo stesso giochino fecero nel 2008 con il PD.
In questo caso però si divisero in due, per essere sicuri di condizionare la politica italiana: i vecchi "compagni" Bonino e Pannella con il PD, ed i giovani rampanti ed un po' arroganti come Capezzone nel PDL, in fondo c'è solo una consonanza di differenza, non è vero?
In più se contiamo che Francesco Rutelli, uno che è passato dal partecipare al Meeting anticlericale di Fano, organizzato dagli anarchici, a fare il baciapile e ad appoggiare tutte le battaglie più retrograde che si possano inventare, dalla seminazione artificiale al diritto a morire, si è fatto il suo patetico partitino di centro (che sarà meno patetico quando verrà rinforzato da Casini, Fini e Montezemolo) abbiamo la straordinaria situazione per cui un partitino che non ha mai superato il 2% dei voti, comunque vada, avrà qualcuno al governo.
IL loro pacifismo è sempre stato bislacco e strabico, perciò è sempre stato molto apprezzato dai cantori dell'imperialismo, come esempio di "vero pacfismo non violento"
I radicali sono giunti ad appoggiare una organizzazione come la kossovara UCK, dedita alla pulizia etnica ed al traffico di droga, e sospetta di legami con la temibile Al Qaeda,ed in questo sono recidivi: già nel 1992 Pannella si fece fotografare vestito da paramilitare croato, tra l'altro dimenticando che gli Ustascia erano e sono, oltre che fascisti, antisemiti, responsabili dell'internamento e della morte di 200.000 tra serbi ed ebrei durante la seconda guerra mondiale.
Già perché i radicali appoggiano Israele. ovviamente senza se e senza ma, e con un bel salto della quaglia, gruppi antisemiti come Ustascia e UCK, che hanno scacciato da Pristina la comunità ebraica.
Nei progetti di legge sulla obiezione di coscienza i radicali erano quelli che proponevano le pene più severe per gli obiettori totali, per cui deve essere proprio che questi pacifisti non violenti subiscano il fascino della divisa.
E i radicali erano gli unici in Italia, insieme al movimento neofascista del MSI, a non avere nulla da ridire sull'Aparthied sudafricano.
Strano per gente che dice di essere transnazionali ( li ringrazio di non avere usato il termine internazionalisti )
Anche in economia i radicali, dopo alcune battaglie nei lontani anni 70 per l'aumento delle pensioni e contro la fame nel mondo hanno fatto inversione a 180 gradi, sposando le teorie liberiste più estreme, secondo cui solo il "libero mercato" potrebbe portare ricchezza e tutto quello che si frappone va spazzato via, alla faccia della solidarietà con i poveri del terzo mondo (ma direi con i poveri del primo mondo, pure)
Perciò grandi plausi alla globalizzazione e agli 8 "grandi" riuniti a Genova nel 2001, e niente solidarietà ai ragazzi massacrati e torturati dalla polizia italiana, proprio loro che candidarono Toni Negri al parlamento nel 1983 e chiamavano compagni gli Autonomi, che di certo non ci andavano leggeri nelle manifestazioni degli anni 70.
Non mi stupisce quindi che costoro appoggino un regolamento che di democratico non ha niente, che imbavaglia la libertà di parola, che toglie a partiti come Sinistra e libertà o la Federazione della Sinistra la possibilità di far sentire la propria voce
è il loro solito metodo, di dire una cosa e farne un'altra, per avere le mani libere e poter giocare su due tavoli, oggi alleati al Centro-sinistra, domani chissà.
E che lo facciano quelli che una volta si imbavagliavano in Televisione contro la censura, che era di gran lunga inferiore, è uno dei segni del tempo, ma anche l'ennesima dimostrazione che il potere logora chi non ce l'ha ma corrompe solo chi ce l'ha, fosse pure poco.
Nel sessantotto si diceva;l'immaginazione al potere.
L'esperienza dei radicali dimostra che la fantasia va bene, però un po' di paraculaggine non guasta.

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