sabato, febbraio 20, 2010

Il Concerto: musica e comunismo


Il concerto, ultimo film del regista Mihaileanu è un film alquanto snobbato, ed invece,come spesso accade, è un piccolo gioiello.
La trama ruota attorno ad un concerto che l'orchestra del Bolshoi di Mosca deve tenere a Parigi.
Succede però che il fax di invito cada nelle mani di Andrei Filipov, ex direttore della prestigiosa orchestra caduto in disgrazia agli inizi degli anni 80' quando ancora si era in piena era Brezneviana, a casua del suo rifiuto di espellere i musicisti ebrei dalla sua orchestra.
Filipov, ridotto da allora a fare l'uomo delle pulizie, nonostante il cambio di regime, coglie al volo l'occasione e decide di prendersi la sua rivincita: prepara così il grande rientro in scena, suo e di tutta l'orchestra. E' così che il nostro si mette ad organizzare il concerto, con la complicità proprio dell'ex-dirigente comunista che l'aveva umiliato pubblicamente trenta anni prima e l'aiuto del suo migliore amico, amch'egli tra le vittime della purga brezneviana.
Naturalmente per organizzare questo clamoroso concerto i tre devono dare fondo a tutta la fantasia e cialtroneria di cui dispongono.
Filipov insiste per avere come ospite d'eccezione la bravissima e bellissima violinista Anee-Marie Jacquet (Melanie Laurent già vista nell'ultimo film di Tarantino), astro nascente della scena internazionale, a cui è legato da qualche cosa di segreto che è accaduto nel passato e che solo nel sorprendente (ed un po' ottimistico) finale viene svelato.
Il film è una satira, ed anche un atto di accusa, contro la dittatura brezneviana,fatto con leggerezza, ma forse per questo più efficace, ma anche una satira verso la Russia attuale, dominata dai nuovi ricchi, arroganti e prepotenti forse ancora più dei vecchi padroni comunisti (la scena del matrimonio che si conclude con una sparatoria degna dei gangstermovie dice più dell'attuale Russia che tutti gli articoli di giornale uscite fino ad oggi).
Il tutto condito con un felice senso del grottesco, con molte scene divertenti, ma anche la capacità di far riflettere e commuovere al momento giusto ed un po' di bella musica classica.
Già, perché alla fine è un film sulla musica, sul potere che ha la musica di superare gli steccati ed unire le persone.
Frase del film: quando il vecchio dirigente comunista non vuole sentire il concerto e Filipov lo convince dicendogli : "pensaci,cos'è un concerto?: tante persone che si uniscono per un unico obiettivo, trovare l'armonia, questa è la musica, è la musica il vero comunismo"
Da incorniciare.

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