lunedì, settembre 22, 2008

Riflessioni a margine del caso Englaro

Tutti avrete sentito parlare del caso Englaro, quella ragazza da sedici anni in coma, tenuta in vita da una macchina.
Questa vicenda ha portato ad una disputa tra coloro che, come il padre della ragazza, , sostengono il diritto a morire, una volta che sia stabilita l'impossibilità di un ritorno alla vita, e chi invece nega questo diritto, sostenendo che la vita, qualsiasi forma di vita umana, debba essere difesa sempre e comunque, e non sia compito dell'uomo porvi un termine.
A me pare che questa posizione, oltre che essere palesemente e dogmaticamente ideologica, sia intrinsecamente contradditoria.
Cosa sostengono infatti, i seguaci della seconda posizione, chiamiamola per comodità teo-naturalistica?
Che esiste un ordine naturale, un destino stabilito da qualcuno, si presume da Dio, e questo non può essere infranto.
E' la stessa concezione per cui esisterebbe un diritto naturale che, per esempio, riforme sul diritto famililare come i Pacs o i Dico, infrangerebbero.
In realtà il diritto fa parte della cultura, e la cultura è il modo in cui l'uomo ha da sempre modificato la natura, è in qualche modo la ribellione dell'uomo ai vincoli che la natura sembrava porre alla vita stessa dell'uomo.
La cultura, ed ogni invenzione umana, sia sociale che tecnica, o scientifica, sono una ribellione alla natura, e allo stato naturale delle cose, suppostamente voluto da qualche entità superiore.
Lo è l'invenzione dell'aratro, quello della ruota e via via fino alle astronavi.
Lo sono, ovviamente, le scoperte scientifiche,non a caso da sempre osteggiate dalle autorità religiose, che in esse scorgevano, ed ancora scorgono, la volontà dell'uomo di modificare il proprio destino, ovvero il supposto ordine naturale, che è stabilito da Dio e, in quanto tale, non modificabile.
Queste scoperte scientifiche, sopratutto nel campo della medicina, hanno però permesso agli uomini di sconfiggere malattie che causavano migliaia di morti, e di prolungare così la vita dell'uomo.
Questi progressi della medicina hanno voluto dire la sconfitta del destino dell'uomo, la sconfitta dell'ordine naturale, la sconfitta della potestà divina sul destino dell'uomo.
Non Lei, ma l'uomo, la sua azione cosciente, può decidere se si può vivere o morire.
A questo si sono inchinati anche gli uomini di fede, persino i Papi, che sono ricorsi alla medicina, o alle più moderne tecniche chirurgiche, più che alle preghiere, per sconfiggere la morte.
E qui arriviamo al caso Englaro. In questo caso i teonaturalisti sostengono che l'uomo non può porre fine ad una vita umana, questo diritto spetta infatti solo a Dio. Ma se Eluana Englaro è viva, è perché la tecnica, la scienza gli permettono di essere in vita.
Secondo natura, o secondo la volontà Divina, lei sarebbe già morta 16 anni fa.
Una contraddizione irrisolvibile:da un lato si rifiuta la possibilità, il diritto dell'uomo di modificare il proprio destino, di poter scegliere di vivere ma anche morire, dall'altro lato ci si affida proprio a quella tecnica che permette la scelta, che permette lo sfuggire alle regole della natura, per poter ribadire la dittatura che essa, o la volontà di Dio, devono esercitare sulla vita umana.
Una posizione gravemente contradditoria e discutibile, sopratutto poi se si gioca con il dolore di una famiglia.
Ma forse l'accanimento su questa ed altre questioni (basti pensare al dibattito sulla fecondazione artificiale) sono proprio dovute alla consapevolezza di questa intrinseca debolezza.

2 commenti:

Noemi Terruzzi_iib ha detto...

Più leggevo e più rimanevo sconcertata.
Le pongo questa semplice domanda:
davvero lei banalizza e riduce la Volontà Divina ad un semplice qualcosa distaccato dagli uomini?
Da questo mi par proprio di capire che non è per niente credente, che di Dio assolutamente non ha capito nulla.
Secondo lei chi ha dato all'uomo l'intelligenza, la capacità di memoria, i sentimenti, la percezione sovrumana della realtà?
Davvero lei pensa che la Volontà Divina si sia piegata alle scoperte scientifiche raggiunte dall'uomo?
Lei non ha capito niente.
Lei non ha assolutamente capito che la Chiesa è a favore delle scoperte scientifiche, ma quando l'uomo gioca a fare Dio allora sì che è contro.
Perchè l'uomo non si è fatto, non si fa e non si farà mai da se.
L'uomo è creato e in quanto creato dipende da un creatore.
La realtà che tanto banalizza parlano dei diritti, non l'ha fatta l'uomo.
E se la realtà di Eluana era di non morire nell'incidente grazie alla medicina, l'uomo non può decidere se deve morire o meno.
Chi è l'uomo per una tale decisione? Con che criterio si giudica? Con le facoltà di un uomo?
Che squallido ridurre la dignità ed il valore di un uomo semplicemente alle sue facoltà fisiche.
Si rimetta un pò in discussione lei che fa tanto l'intellettuale.
Apra gli occhi, guardi la realtà.
Dio non si è piegato all'uomo e non succederà mai.

pablito ha detto...

Gentile Noemi: La ringrazio per il contributo, che reputo interessante, ancorché, mi lasci dire, parecchio dogmatico.
Cerchiamo di capirci: non mi interessa affatto "capire Dio", non sono così presuntuoso. Mi pare che già ci siano troppe persone che parlano in suo nome, peraltro dicendo cose opposte tra di loro, e non mi aggiungo a costoro.
Caso mai cerco di capire cosa pensano le persone e per quali ragioni.
Lei, mi pare di capire, non riesce nemmeno a concepire l'idea che una persona non creda in Dio.( a proposito, quale delle centinaia di Divinità che sono riscontrabili nella storia dell'Umanità?)
Perciò mi chiede retoricamente chi ha dato all'uomo la memoria i sentimenti e addirittura "la percezione sovrumana della realtà".
La memoria ed i sentimenti nascono dalla mente dell'uomo e no nmi pare che provino l'esistenza di un essere superiore.
In quanto al fatto che l'uomo possa immaginare che esiste un essere superiore non prova affatto che questi esista, ma solo che l'uomo ha sempre avuto bisogno di credere a qualcosa a lui superiore, che è un po' la scoperta dell'acqua calda, e che dimostra, casomai, che è l'uomo ada ver creato Dio, piuttosto che il contrario.
Ma lasciamo da aprte questo argomento, io posso tranquillamente ammettere ed accettare che vi siano persone che credano in qualche forma trascendente o spirituale di vita, che poi si chiami in un modo o l'altro ha poca importanza.
Quello che non accetto è che chi crede in Dio, Jahvé, o Allah, pensi di interpretare la volontà divina, e sulla base di questa o quella interpretazione arbitraria ( e che lo sia lo dimostra che il Cristianesimo si sia diviso in decine e decine di confessioni, opposte tra di loro e che considerano le altre in errore e qundi eretiche) decida per gli altri quello che devono o non devono fare, se no pensare.
Il che, in una società ed in uno stato moderno e civile, non è ammissibile.
Punto.
Lei afferma poi che non ho capito che la Chiesa (cattolica, presumo)è a favore delle scoperte scientifiche.
Suvvia andiamo...potrei farle il nome di Galileo Gallilei, ma per stare sull'attualità, ancora oggi la chiesa non ha pienamente accettato la teoria dell'evoluzione di Darwin, Tant'è che in America è stato vietata, in vari stati, questa teoria, a vantaggio della teoria cosidetta "creazionista".
Ed in Italia l'ex ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, da sempre legata alla gerarchie ecclesiastiche, aveva cercato di introdurre nelle scuole italiane il creazionismo, anche se con scarsa fortuna.
Non ho poi sostenuto che Dio di piega alla Scienza, ma che i PApi ed i Vescovi hanno riconosciuto, seppur continuando a condannare "materialismo e scientismo", il primato della medicina e della scienza.
Per arrivare al caso Englaro: in base alla natura (lasciando da parte volontà divine) Eluana sarebbe morta da tmepo.
Il prolungamento artificiale della sua vita, che è poi una parvenza di vita, è dovuta, ribadisco ed è solare, all'intervento umano, e di nessun altro.
Dal punto di vista scientifico Eluana non ha possibilità di tornare come era prima, e se è la scienza dell'uomo ad averla tenuta in vita, è giusto che la valutazione sia in termini scientifici
Esiste poi la volontà, espressa dalla stessa Eluana a suo tempo e dalla sua famiglia, di non proseguire quello che è un accanimento terapeutico ormai inutile e doloroso, non solo per lei ma anche per i suoi genitori.
Provi un po' a mettersi nei panni di una persona che ha la figlia in coma da quasi 17 anni, e poi mi dica...
Non vedo nessuna, nessunissima ragione per opporsi a questa volontà, tantomeno se lo si fa in nome di astratti e contradditori principi che si vogliono imporre agli altri.