mercoledì, aprile 12, 2006

9-10 Aprile l'incubo è finito...o no?

Il 9 e 10 aprile si sono svolte delle elezioni molto importanti, almeno per chi, come me. è convinto di aver vissuto 5 anni da incubo, non tanto sotto il profilo economico o prettamente politico, ma soprattutto sul piano culturale e morale, in definitiva, sul piano umano.
Non voglio qui fare un riassunto di tutti i motivi per cui speravo ardentemente che il ducetto Berlusconi fosse mandato a casa, almeno sul piano governativo (perché sugli altri piani, politico, televisivo e calcistico siamo destinati a sorbircelo ancora a lungo) mi limito a dire che l'importante era per me quello e voglio essere chiaro: per me Berlusconi era ed è un tumore, e quando uno ha un tumore che fa? Fa la chemioterapia.
Prodi è la chemioterapia, uno non è entusiasta di farla, ma se si deve fare la si fa.
Detto questo faccio alcune considerazioni
1) L'unione ha vinto. Male, bene, di poco pochissimo non ha importanza. Ho la sensazione che vi siano stati dei brogli da parte del governo, seppur minimi,e questa è sensazione diffusa, anche se nessuno lo dice apertamente, e stare lì a questionare sul distacco minimo mi pare fuori luogo. E' già tanto che si sia mantenuto quel distacco minimo. e se verificassero veramente i voti (cosa che non faranno) salterebbe fuori.
2) Berlusconi ha fatto tutto quello che poteva fare per farsi rieleggere: Ha cambiato la legge elettorale, passando dal maggioritario (che lo vedeva perdente di 10-12 punti) al proporzionale con premio di maggioranza in cui il distacco era inferiore ai 5 punti, quindi recuperabile, ha occupato militarmente tutte le tv del regno, e dove non è riuscito (vedi rai3) ha fatto la sceneggiata (caso Annunziata), si è fatto intervistare da tutte le riviste compreso "maglia e uncinetto", ha distratto l'opinione pubblica dai suoi casi giudiziari (caso Mills etc) attaccando le Coop ree di vendere prosciutti a prezzi migliori della Standa e Prodi per aver fatto una donazione ai figli rispettando la legge, ha urlato e insultato, dichiarandosi vittima di complotti, della stampa degli extraterrestri e quant'altro e, insomma, ha dato vita a tutto il suo repertorio da teatrante. Il centro sinistra ha assistito allo spettacolo senza mai reagire, anche quando era il caso. Non ha mai attaccato Berlusconi sul paino personale, anche se in passato queste cose avevano effettivamente fatto perdere voti al cavaliere, in più si sono fatti cogliere in fallo sulle tasse,e Prodi ha commesso l'inspiegabile errore di fare e bissare il confronto in TV in più lasciando l'ultima parola al cavaliere che ne ha approfittato per sparare fuori la balla sull'ICI. Insomma l'impressione è che se il Berlusca ha fatto tutto per vincere, Prodi e Co abbiano fatto tutto per perdere, E ci sono quasi riusciti.
3) Molti si chiedono: ma è possibile che con lo strazio che sono stati questi cinque anni, con i fallimenti evidenti, le promesse non mantenute, l'arroganza, la protervia insopportabile, il 50% delgi italiani (o meglioil 50% di quell'84% che si è recato alle urne)abbia ancora dato il suo appoggio al ducetto e alla sua corte dei miracoli mancati?
Sì, è possibile. E' possibile perché in Italia, checchè ne dicano i sostenitori della "fine delle ideologie" e amenità simili, il voto è ancora ampiamente di appartenenza, e quindi ideologico in senso letterale.
E' possibile perché l'Italia è un paese in larga parte retrivo e reazonario, che trova il proprio collante nei riti del consumismo, senz'altro, ma anche nell'anticomunismo. La stessa cosa non si può dire dell'antifascismo. Il che è abbastanza stravagante in un paese che ha subito 23 anni di dittatura fascista, che non ha nemmeno lasciato un bel ricordo tra l'altro, e a una serie di stragi negli anni 60-70 di marca fascista, e dove il PCI, al di là dei suoi innumerevoli difetti e limiti, è stato senza alcun dubbio un elemento di progresso e di democratizzazione della vita politica ed economica del paese.
Anni fa, quando ero piccino, mi ricordo di aver letto un corsivo del grande umorista Stefano Benni che raccontava di un marziano che, giunto in Italia, scopriva che se andava in giro a sputare, rubare portafoglii e tirare petardi tra i piedi delle persone, nessuno gli avrebbe detto nulla se avesse detto la fatidica frse, "questo è nulla rispetto a quello che succederebbe se arrivassero i comunisti"
La situazione è ancora quella, e il Berluska l'ha capito perfettamente. L'Italia è un paese dove una larga fetta della popolazione è indifferente ad argomenti come il conflitto di interessi, la obiettività e libertà dell'informazione, la trasperenza e la legalità, ma è molto senisibile alle paure: degli arabi del terrorismo, dei noglobal, degli omosessuali, del diverso, delle tasse, di questo e di quello, il tutto sintetizzato nel "pericolo rosso" e sublimato dalla ormai mitica frase del tycoon di Arcore sui "coglioni che votano a sinistra".
Questo mi fa pensare che Berlusconi sia finito, come politico, (forse) ma l'ideologia che ha incarnato continuerà a vivere e forse anche a dominare ancora per un bel po'.

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