sabato, aprile 08, 2006

Ricorda per sempre il 5 novembre...


V per vendetta, è uno di quei film che piano piano ti pigliano, si impossessano di te, ti trascinano in un tourbillion di emozioni e, cosa rara di questi tempi, ti illuminano. Tratto da un racconto a fumetti del geniale Alan Moore, e scenggiato dagli autori di Matrix, narra di un'inghilterra dominata da un dittatore che ha sfruttato la paura causata da un attentato terroristico per imporre un regime basato sull'imbonimento televisivo e sull'uso del fanatismo e del terrore poliziesco. In questo scenario Evey, una ragazza la cui famiglia è stata fra le prime vittime della dittatura, si imbatte in una stravagante figura di giustiziere, V,che indossa la maschera di Guy Fawkes, l'uomo che attentò al parlamento inglese il 5 novembre 1605, che la salva da un gruppo di fanatici sostenitori del regime, e la coinvolge nella sua personale guerra al potere.
Personale guerra al potere che alla fine diventerà una rivolta generalizzata. Eh già, perché la vita passata di V nasconde un segreto che l'onesto ispettore di polizia scoprirà, un segreto che mina alle fondamenta il potere. Ma più ancora che questo, sarà l'esempio dato da V a far prendere coscienza prima Evey, poi tutta l'inghilterra, di quanto potere si possa avere nelle proprie mani se NON si ha più paura.
Il film non è a mio modo di vedere, caratterizzato da una regia e o da interpretazioni straordinarie. Non lo sono gli effetti speciali e anche come action movie è, tutto sommato, nella media.
Quello che è straordinaria è la sceneggiatura, ben costruita, complessa ma non cervellotica, e giocata su tre piani diversi, con storie che si intersecano perfettamente.
Molto interessanta il personaggio di V, romantico, ironico, legato al passato, a tal punto da rendersi conto della propria natura anacronistica e di scegliere volontariamente di uscire di scena quando il suo compito si è esaurito.
La cosa interessante e che introduce una novità nella figura del vendicatore o del giustiziere come è stata proposta nel cinema e nella cultura popolare fino ad oggi è rappresentata dal fatto che V, a differenza dei vari Zorri, gladiatori, robin hood, non lotta contro il potere per consegnarlo a qualcun altro, in nome di un popolo che rimane puro spettatore, ma consegna il potere direttamente nelle mani del popolo.
Lui è un esempio, una guida, ma niente di più. Lo è per la giovane Evey, e persino per il poliziotto. Lo è per il popolo stufo delle menzogne televisive e per il comico televisivo che troverà il coraggio, pagando per questo, di fare satira in televisione.
Per questo V esce di scena dando a Evey la libertà di scegliere quello che è più giusto.
E l'ultima sequenza, quando Evey risponde al poliziotto che gli chiede chi sia V dicendogli."era mia madre, mio padre,mio fratello, io, lei, tutti noi" mentre la gente si toglie la maschera di Guy Fawkes, riprendendo la propria individualità, esprime perfettamente l'idea moderna di eguaglianza nella diversità.
Per questo si può dire che V si il primo giustiziere anarchico e non liberale della storia del cinema .

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