lunedì, luglio 23, 2007

E finalmente qualcuno lo dice!


Qualche settimana fa mi sono preso a noleggio il Dvd di Kyashan, ennesimo film giapponese tratto da un fumetto (pardon, manga, si dice manga).
Ho resistito una quarantina di minuti, poi ho deciso che: 1) il film era noioso
2) Non ci si capiva una mazza (ed una mazza giapponese, per giunta, notoriamente più piccola delle altre mazze)
3) Forse era meglio ripassarmi una puntata di Buffy.
E così ho fatto.
raccontando questo ho suscitato qualche sguardo stupito e di compatimento in conoscenti.
Così, quando ho letto la recensione del film di Valerio Evangelistisu Carmillaonline sono stato preso da una piacevole sensazione di fresco (il massimo di goduria possibile in questo caldo afoso).
Sul retro del DVD Filippo Mazzarella, del Corriere della Sera, dice categorico “Un capolavoro”. E Luca Castelli, de Il Mucchio Selvaggio, rincara: “Incanta, ipnotizza, affascina e stupisce”. Per una prossima edizione del DVD, proporrei di aggiungere il mio commento: “Sarà, però non ci si capisce una mazza”.
Mi sono risolto a vedere questo film, malgrado un’istintiva diffidenza, proprio perché ne avevo sentito dire un gran bene: della pellicola e del regista, tale Kazuaki Kiriya, finora ignoto alle masse. Ora bisogna che ritrovi uno degli entusiasti, non tanto per chiedergli il motivo del suo plauso, quanto per raccomandargli un lungo periodo di riposo, lontano dallo stress del vivere quotidiano.

Questo l'incipit dell'articolo, chi lo volesse leggere per intero clicchi qui.
Sono grato a Carmilla di aver rotto per una volta questo incantesimo del luogo comune cinematografico per cui delle emerite cagate vengono spacciate per degli imperdibili capolavori. Tutto ciò mi fa venire in mente il mio amico Andrea e i Virgin Prunes.
Ma di questo parlerò un'altra volta. Forse.
Certo che pure Carmilla ha i suoi panni sporchi da lavare. vedi l'articolo di Mauro Gervasini sul nuovo horror, pieno di strafalcioni e di critiche superficiali. Ma anche di questo parlerò un'altra volta.

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