mercoledì, luglio 11, 2007

Live earth: davvero tutto inutile?

Ho letto e sentito molte (troppe) critiche al concerto di Live earth del 7 luglio 2007.
Iniziativa inutile, ipocrita, inceerente e via discorrendo.
Ritengo invece che, proprio queste critiche e il fuoco di sbarramento, con qualche punta isterica, con cui la stampa italiana ha commentato l'evento, sia sintomo della sua riuscita, almeno nel senso di aver messo il dito sulla piaga.
Rispetto ad altre iniziative del genere, in cui si trattava solo di fare beneficenza, o peggio, a convincere qualcun altro a fare beneficenza, questa mi è apparsa più sensata.
Si sa che la beneficenza, ben lungi dal risolvere il problema, crea ancora più dipendenza del povero dal ricco, e difatti è proprio per questo motivo che viene così apprezzata dalla ideologia dominante.
Viceversa Live earth si è rivolta alla coscienza di ciascuno di noi, chiedendo di fare delle piccole cose per risparmiare energia ed inquinare meno. Un impegno costante che richiede forse più consapevolezza che non fare un sms benefico o dare un bigliettone ( o bigliettino) in omaggio.
Forse per questo a qualcuno ha dato fastidio.
In effetti consumare meno e sprecare meno significa ridurre i profitti di chi ci ha abituato a consumare all'eccesso e sprecare. Si toccano degli interessi.
E questo spiega la levata di scudi della stampa italiana, che certi interessi forti li ha sempre rappresentati fin troppo bene.
Il punto non è in effetti la supposta o reale incoerenza di Madonna o chi per essa, ma se il modello di sviluppo (??) attuale può reggere, e la risposta pare essere negativa.
Anche argomentare che "i concerti contro l'inquinamento hanno inquinato" non è un granché, perché vuol dire ammettere che il problema è reale e che non si riesce trovare una argomentazione valida per negarlo.
Ma in Italia, paese del sole, nulla funziona con l'energia solare, la sola idea di far viaggiare le automobili con altre fonti energetiche che non siano benzina sembra stravagante, e si danno i soldi ai petrolieri con il CIp6
E allora è ovvio che si guardi con sospetto, se non con malcelata ostilità ad una iniziativa che, pur con i suoi evidenti limiti,( e la mia non stima di Al Gore) potrebbe portare un po' di pericolosa consapevolezza nel consumatore medio.

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